4 passi verso la maturità 2016

4 passi verso la maturità 2016


Nemmeno un mese e ricomincerà l’iter dei temuti esami di maturità, croce e delizia di studenti e insegnanti e naturalmente di famiglie, apprensive o speranzose, fate voi.

Mi ricordo bene quando toccò a me, prepararmi per il fatidico esame. Gli ultimi mesi di scuola li passai tra l’ansia per l’imminente esame e la voglia disperata di saltare il fosso, di togliermelo dai piedi, anche se non sapevo bene cosa avrei dovuto aspettarmi dalla vita. Fino ad allora avevo pensato solo al presente, mentre improvvisamente il futuro stava irrompendo nella mia vita.

E’ proprio perché me lo ricordo e ci sono passata, non solo indenne ma anche vittoriosa, che mi è venuta voglia di ragionare insieme su come fare 4 passi avanti verso la maturità. Un momento importante per il quale bisogna prepararsi al meglio. Vediamo insieme come.

Se è vero quello che denuncia un’autorevole agenzia di stampa, l’ANSA, a proposito della preparazione degli studenti che si avvicinano alla maturità, allora ciò che capitò a me ormai molti anni fa non solo non ha cambiato segno ma forse è addirittura peggiorato.

Nelle nostre scuole il novecento non si insegna, non in storia, non in italiano niente di niente. Non c’è tempo per finire i programmi, salvo poi puntualmente inserirlo nelle prove d’esame. Temi di storia, orali incentrati sul periodo più vicino al presente, con buona pace di tutto il resto.

Io ricordo bene che dovetti studiare dalla prima guerra mondiale in poi tra la fine della scuola e l’inizio dell’esame. Volete sapere quale tema storico fu disponibile tra gli altri? Naturalmente il tema degli interventisti e neutralisti nel primo conflitto mondiale. Me lo ricordo ancora, tanto mi aveva colpito la coincidenza.

Dunque vi capisco cari ragazzi se avete paura di dover affrontare un esame complesso e abbastanza vasto, immagino l’ansia che vi assale per immaginarvi lì davanti a un plotone di insegnanti che valutano quanto sapete e come lo esponete.

Dovete esserne consapevoli. Sarebbe già un piccolo vantaggio.

So che dover abbandonare un ciclo di vita e affacciarvi definitivamente all’età adulta spaventa. Ma tanto vale farlo alla grande. Studiate.

Studiare è una delle poche cose che mi viene alla grande, insieme al parlare in pubblico, come gli affezionati lettori di questo blog sanno bene. Allora mi sono detta: perché non adattare ciò che ho imparato in modo tale che possa sostenervi in questo momento così delicato della vostra preziosa esistenza, ovvero la maturità?

#I 4 passi verso la maturità

Semplicissimo. Il #primo è valutare il percorso che vi ha portati fino a qui, il #secondo è il modo di sfruttare al meglio gli ultimi giorni di scuola e il periodo pre-esami, il #terzo sono le fatidiche prove scritte (compresa la terza prova) e il #quarto le prove orali.

Ne approfondirò uno alla volta, articolo dopo articolo. Ora partiamo dal primo passo.

Primopasso Fate il bilancio di ciò che conoscete

Vi sembrerà strano che io abbia deciso di cominciare da qui. Qualcuno potrebbe obiettare che l’acqua passata non macina più, e ha assolutamente ragione! Infatti, non è questo.

Non serve a nulla recriminar, o, per stare nei proverbi proverbiali, a piangere sul latte versato. Frasi tipo “avrei dovuto studiare di più” oppure ” se solo avessi accettato quell’invito a studiare insieme oggi avrei le idee più chiare”, oppure “se non avessi passato tutte quelle  notti attaccato al computer oggi saprei cosa è successo nel 1945 ” e così via, non voglio nemmeno sentirle. Non pronunciatele o tappatevi le orecchie se qualcuno ci prova.

Se vi state mangiando le mani è certamente perché qualche rimorso ce l’avete e qualche errore l’avete fatto. Il trucco adesso è individuarlo, riconoscerlo!

Per cominciare a investire tutta l’energia che avete per rispondere a questa domanda: ora come rimedio?

Fate un bilancio di ciò che conoscete e di ciò che invece dovete recuperare. In una parola, dovete sapere a che punto è la vostra preparazione. Fatevi aiutare. Sono sicura che i vostri insegnanti ci avranno provato a mettervi sulla buona strada, ma chissà se avevate voglia di ascoltare….. Ora però non potete più farne a meno, perciò cercate qualcuno che vi aiuti!

Se non avete chiaro come siete messi sulle materie oggetto d’esame, me lo dite come fate a rimediare alle lacune e a prepararvi bene? Imparate a fare i bilanci. Se non l’avete mai fatto, sappiate che la vita ve lo chiederà ancora molte volte, tanto vale cominciare ad esercitarsi.

#Fate il bilancio insieme ad altri

Confrontatevi con amiche o amici, magari anche di altri istituti, di altre sezioni della vostra stessa scuola. Non abbiate timore. Tutti hanno paura, tutti sono in ansia, anche quelli che ostentano sicurezza. E’ facile parlare quando si ha l’esame di maturità alle spalle, ma ciascuno di noi, se ha la memoria buona, ricorda bene lo stato emotivo di quei momenti…..

In questo scambio di idee emergeranno i vostro punti forti e i vostri punti deboli per ciascuna materia “sotto osservazione”. Cominciate  a segnarveli.

#Appuntatevi i vostri progressi

Che ne dite di tenere sempre con voi un quadernetto (che chic la Moleskine) per segnarvi ciò che scoprirete di dover approfondire? O magari ciò che sapete proprio bene….

Quando il panico vi assalirá, perché di sicuro lo farà, voi consulterete il vostro quadernetto che vi ricorderà che quel problema l’avete già risolto, si tratta solo di rispolverarlo, magari avrete anche descritto come. Non avete idea di come sia più semplice, con una sola occhiata, rintracciare un contenuto sfuggente se lo avrete scritto di vostro pugno. Credetemi, investite un pò di tempo nell’appuntarvi le cose più importanti. Quel quadernetto vi servirà per focalizzare il vostro sapere.

Una delle cose più importanti da portare con sè quando si deve affrontare un esame, così come un discorso in pubblico, è la fiducia in noi stessi. Qualcosa sapete. Partite da lì e non scoraggiatevi. Ci sono tante pagine bianche su cui scrivere.

Colmate lacune, chiarite i dubbi e appuntateveli. Sono chiarimenti che non vi lasceranno più.

Già, ma come?

#Imparate a focalizzare i contenuti e ad assimilarli

Che succede se il bilancio è pericolosamente in rosso? Si corre ai ripari!

Probabilmente significa che vi servirà tutto il tempo che potete dedicare ma anche un buon metodo.

Io facevo così: leggevo tutto di un fiato. Poi mi fermavo a riflettere e cercavo di individuare il focus, il centro, la parte più importante di ciò che avevo appena divorato leggendo. La domanda a cui rispondere è: di tutte queste parole,  di tutti questi concetti che ho appena letto, quali sono quelli essenziali?

Essere in grado di isolare da subito il contenuto principale e fondamentale aiuta a sistematizzare l’apprendimento, a sedimentare la comprensione e a ottimizzare la risorsa memoria.

Una volta trovato il contenuto essenziale, se avrete tempo potrete arricchirlo con tutto ciò che gli sta intorno. Ma ora sapete ciò che è determinante e cosa no.

La parola d’ordine è selezionare i contenuti e organizzare la conoscenza

 

#Stabilite un obiettivo quotidiano

Prefissatevi un obiettivo quotidiano. Magari potete appuntarlo su un post it e appiccicarlo sull’anta del vostro armadio preferito. “Oggi studierò almeno tot pagine e selezionerò almeno tot argomenti”. Ricordate? La programmazione e l’organizzazione sono tutto. Ma anche lo studio serve 😉

Ed ecco che, senza nemmeno accorgervene, avrete compiuto il #primopasso. La vostra “valigia” è ora piena di consapevolezza.

Non abbiate dubbi che quello che state facendo sia utile. Non è per compiacere i vostri genitori, nè per fare altrettanto con la vostra insegnante preferita (ammesso che ne abbiate una).

Lo fate per voi stessi. Cercate di non dimenticarlo. Un regalo di cui non vi pentirete mai.

Un ultima cosa: trovate il tempo di leggere almeno due quotidiani al giorno fino al 22 giugno. Non la cronaca o lo sport o gli spettacoli, ma l’attualità, nazionale e internazionale. Se non l’avete mai fatto è un’abitudine sana che potrete portarvi dietro per sempre, ma in questo periodo vi terrà aggiornati e in un battibaleno vi suggerirà temi, argomenti che con qualche probabilità vi ritroverete nero su bianco alla prova scritta ( il nostro #terzopasso, ci arriveremo).

E allora sarete in vantaggio sugli altri 😉

Ebbene cari volpini, siamo giunti alla fine di questo articolo. Ragazzi, genitori o insegnanti, come vi state preparando a questo esame? Pensate che quelli che ho indicato possano essere suggerimenti utili anche per altre “prove”?

Se ne avete voglia potete raccontare le vostre strategie qui, su questo blog. Nel mentre io mi preparo ad affrontare in uno dei prossimi post i passi successivi che dovranno portarvi verso la maturità.

E poi, poi verrà il dopo. A quello non c’è blog o piccole tattiche che vi preparino, è la vostra vita, dovrete prenderla in mano e condurla. Prima lo fate e meglio è!

Buon vento, in mezzo al mare grande della vita, vi servirà.

Commenti

  1. “Nelle nostre scuole il novecento non si insegna, non in storia, non in italiano niente di niente. Non c’è tempo per finire i programmi, salvo poi puntualmente inserirlo nelle prove d’esame.”
    Nel Liceo frequentato da mio figlio una insegnante lungimirante ha svolto il programma riguardante il novecento, devo ritenermi fortunato? Intanto passerò a lui i tuoi consigli.

    1. Ciao Giacomo, benvenuto! Ecco partirei col dire che terminare il programma di studi non dovrebbe essere una fortuna ma una sorta di diritto per tutti. Suppongo poi che nel marasma di ciò che è la scuola oggi l’insegnante di tuo figlio abbia saputo amministrare bene il suo tempo o magari dosare meglio le ore, facendo delle scelte, magari anche dolorose sul resto del programma. Ero convinta, chissà perché, che la scuola dai “miei tempi” ad oggi fosse cambiata, magari in meglio. Ma se non fosse tropo pessimistico direi che è successo il contrario, che ne pensi?
      Intanto ti ringrazio per la fiducia. Spero che il tuo ragazzo possa apprezzare e nel contempo seguire anche altri consigli parimenti utili al suo presente e al suo futuro. Alla fine quello che sottolinea “l’altra italia” vale sempre: studiate e continuate a leggere!
      E in bocca al lupo!

  2. Pingback: L'altra Italia

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