8 segreti per comunicare in politica nel modo giusto

8 segreti per comunicare in politica nel modo giustoIn questi giorni mi tiene compagnia un sentimento non proprio piacevole che si affaccia quando mi capita di sentire esempi di comunicazione politica in questa, tristissima, campagna elettorale.

Per la verità non mi sento affatto isolata in questa sensazione, perché ho l’impressione che il disagio sia un pò di tutti, non esclusi i candidati e le candidate.

Non è difficile comprenderne le ragioni, che sono di fondo. L’assenza di riferimenti politico-ideologici solidi, di una pratica politica conseguente alle parole dette, serietà, competenza e dirittura morale.

Non che riguardino tutti, ma in effetti la crisi della politica di questi ultimi anni sta mettendo un sasso piuttosto pesante sull’entusiasmo che a volte ha caratterizzato quel confronto delle idee che dovrebbe essere la campagna elettorale.

Interessante approfondire questi argomenti. Decido di farlo a partire da questo articolo, e vediamo cosa succede.

Comincio con lo svelarvi i miei 8 segreti per fare comunicazione politica nel modo giusto.

Segreti rivolti principalmente a coloro che si affacciano per la prima volta alla campagna elettorale, ma che sono certa potranno essere di una qualche utilità anche per chi si considera un veterano (che poi veterani alla fine non si è mai).

Allora, cominciamo!

# Comunicate contenuti credibili

Vi ricordate la tristezza? Ecco, pensavo in particolare ai contenuti quando ve l’ho confessata, per questa ragione parto di qui.

Quando vi presentate in pubblico non sarà il vostro nome o il modo in cui sarete vestiti che farà la differenza, ma ciò che siete sempre stati, che siete oggi e cosa avete intenzione di diventare. Per questo è importante che focalizziate le vostre proposte avendo ben chiara la vostra formazione ed esperienza.

Vi fidereste di qualcuno che esprime giudizi su una materia che non ha mai affrontato, fino a qualche giorno prima (quando ha deciso di entrare nell’agone politico)? Io proprio no.

E nemmeno vorrei che abbozzasse qualcosa, magari proveniente dal’esperienza di altri. Mi fiderei però di qualcuno che, esplicitando la sua esperienza, esprimesse una volontà di cominciare a ragionare, magari coinvolgendo soggetti più preparati, su determinati argomenti che ritiene degni di approfondimento. Mi darebbe inoltre l’impressione di essere capace di lavorare insieme agli altri, cosa di cui la politica ha molto bisogno.

La politica ha bisogno di contenuti. E di un buon modo di comunicarli

Quindi parlate di contenuti, dei vostri contenuti. Ho molto sottolineato nella mia guida per parlare in pubblico l’importanza di alcune regole per ottenere una migliore comunicazione. Ma la più importante è senza dubbio quella di lavorare sui contenuti e di trasmettere idee.

E’ evidente che vi occorrerà averne. Non basta quindi un eloquio considerevole, un carnet pieno di possibili sostenitori, un personale importante. Bisogna avere delle idee e bisogna essere capaci di comunicarle.

State pensando che chi ci governa non ha idee? Vi sbagliate. Può sembrare, d’accordo, ma non è così. Il consenso si ottiene sui contenuti. Magari sono contenuti che non condividiamo, che non ci piacciono, ma sono contenuti a tutti gli effetti. E sono condivisi dalle persone, spesso perché sono presentati in modo semplice e diretto. Niente professori in cattedra dunque.

2# Cercate il giusto equilibrio tra pathos …

Vi chiederete perché ho scomodato i classici greci per introdurre questa piccola guida per comunicatori politici. Ebbene la ragione è semplice: perché hanno ragione.

Nella comunicazione politica infatti occorre una certa dose di equilibrio tra l’emozione e la ragione. Il pathos è la capacità di emozionarsi e anche di soffrire (avete presente com-patire?), cioè di entrare in stretta relazione con le emozioni delle persone. La ritengo necessaria, specie nella comunicazione non verbale, perché assegna all’interlocutore un grado significativo di credibilità.

Se le tue emozioni sono visibili, significa che credi in quello che stai dicendo comunicazione

Pathos ha anche attinenza con la dimensione irrazionale dell’animo. Perciò, poiché in politica la razionalità è importante, dovete equilibrarlo. Come?

3#..e logos

Lo farete con il logos, ovvero con la razionalità e la parola, il ragionamento e il disegno, ovvero il progetto che avete in mente e che deve essere realizzabile.

Per essere efficaci comunicatori occorre avere un’idea che sia anche ‘organizzativa’, capace di tramutare in realtà le cose che la vostra emozione, il vostro pathos, vi suggerisce.

ll pensiero organizzato è una chiave di volta indispensabile nella comunicazione politica 

Non trascuratelo.

4#Okkio agli slogan

Si dice che in campagna elettorale gli slogan (o per dirla in un altro modo i punti programmatici della campagna elettorale) siano preparati a tavolino e per tempo, magari mettendoci a lavorare fior di esperti in comunicazione. Ecco, è vero.

Magari non siamo ai livelli di fiction televisive come “House of cards”. Chi ha visto la serie? E’ bellissima, non è vero?

Se avete notato nelle ultime puntate si mettono in evidenza alcune caratteristiche della manipolazione delle opinioni, che avviene con meccanismi tutto sommato semplicissimi ma che richiedono strumenti sofisticatissimi, specie in ragione delle loro capacità di raccogliere milioni e milioni di informazioni e di reazioni delle persone a quelle informazioni.

Sapete che alcune parole chiave o parole guida se preferite possono suscitare, specie se abbinate ad altre, determinate reazioni in chi ascolta, addirittura spingendolo in una direzione di scelta piuttosto che in un altra. Incredibile e fantascientifico, no? Io dico reale.

Qualcosa di simile a chi costruiva canzoni che, se ascoltate al contrario, producevano e trasmettevano messaggi subliminali precisi, o paragonabile a quelle immagini introdotte ad arte nei fotogrammi e che inconsapevolmente venivano recepite da chi guarda, dando vita a efficaci campagne di promozione di determinati prodotti. Funziona anche con le idee, anche se gli strumenti devono adattarsi al contesto.

Bisogna essere consapevoli di quello che ci capita intorno. Usate slogan con il solo scopo di semplificare un messaggio che risponda al punto uno. Il resto lasciatelo agli stregoni del marketing politico, datemi retta.

Mettete in evidenza la vostra esperienza, e ragionate con la vostra testa 

5#Parlate chiaro

Recitare frasi ad effetto è diventata una mania, davvero non se ne può più. A forza di sembrare intelligenti e preparati dimenticate che la cosa più importante è stabilire una relazione con la gente. Vuole sentirvi vicino, non sulla cattedra. Perciò parlate come mangiate.

Preferisco di gran lunga un modo di parlare genuino e autentico. La manipolazione in materia di comunicazione si è ormai spinta talmente avanti che tutti ne siamo coinvolti e moltissimi travolti. E a causa di ciò ci tocca ascoltare frasi studiate ad arte che non significano nulla e che determinano nell’uditore un effetto spesso esattamente contrario a quello atteso.

Qualche volta è anche peggio. Nascondono una totale improvvisazione e assenza di contenuti. Non siete mica in gita scolastica, siete in campagna elettorale!

Vi faccio qualche esempio, vediamo se vi dice qualcosa:

“Ci siamo, siamo con voi e per voi. Voi voi voi…..”

Qualcuno potrebbe chiedersi dove eravate fino a una settimana fa! Se non eravate nei pressi non ci farete una grande figura

“Mi sono messa in questa lista perché a pelle il candidato sindaco mi piace, è una persona seria”

Ok, per quale ragione dovremmo affidare il nostro voto a qualcuno che giudica le persone dalla sensazione a pelle? E se qualcuno è appena uscito dal lavoro e non ha fatto la doccia? Scherzi a parte, vedete come immediatamente e inspiegabilmente quel candidato vi diventerà antipaticissimo, non fosse altro per reazione. Quindi motivate le vostre scelte come se non aveste pensato ad altro per tutta la vostra vita. Siate credibili, siate onesti, ma non apparite stupidi. Nessuno si fida degli stupidi.

“Non ho esperienza ma ho tanto entusiasmo”

Anche le persone giovani hanno esperienza, magari non nell’amministrazione pubblica, ma hanno esperienza nella gestione di gruppi di adolescenti, nella scuola, nel lavoro. Perché buttarvi giù quando potete puntare su quello che vi rende unici e irripetibili, cioè quello che avete dentro e che avete realizzato fino ad allora. Pensate sia poco? Non crediate che nei consigli comunali o circoscrizionali o addirittura in Parlamento si riesca a fare molto di più. Coraggio.

“Vogliamo vincere per realizzare il nostro progetto ( o il cambiamento o altro)

Prima spiegate quale sarebbe il vostro progetto e poi chiedete il voto per realizzarlo. Non il contrario.

“Largo ai giovani” oppure “Dobbiamo lavorare per i giovani”

Un ossimoro, non trovate? Spesso frasi come queste sono pronunciate da ultra quarantenni. Ecco cosa intendo quando parlo di contenuti in linea con la vostra esperienza.

Per evitare tutto ciò, qualche volta riascoltatevi. E’ molto utile.

6#Costruite ponti, non  muri

Nella comunicazione, compresa quella politica, è fondamentale costruire reti di relazioni.

Quando parlate in pubblico abbiate cura di non usare toni drammatici nè attacchi spropositati nei confronti di coloro che considerate “avversari” politici. Una radicalizzazione dello scontro porta a non dare la giusta attenzione ai contenuti. In genere è praticata da coloro che dei contenuti hanno un timore reverenziale e se ne tengono ben distanti.

Siate decisi e forti nelle vostre idee lavorate per costruire ponti, non muri 

La campagna elettorale è il luogo ideale per provarci. Quando vi esprimete in pubblico, abbiate sempre a mente che, comunque andranno le cose, voi vi candidate a rappresentare gli interessi di un’intera città (o comunità, o altro) e dunque utilizzate questo momento per costruire ponti e relazioni, non per alzare muri. I problemi si affrontano sempre insieme

7#Non abusate con i social – O non abusateci con i social!

Il livello di contenuti nella comunicazione si è di molto abbassato e voi non potete pensare di risollevarlo con la vostra decina di profili social. Non vi metterà al riparo dal rischio di una cattiva comunicazione, anzi.

Abbiamo visto che la comunicazione non è quantitativa, ma qualitativa. Sui social questa distinzione non è facilissima da salvaguardare e il rischio è che si postino contenuti senza riflettere, sull’onda del momento (e che guai che si combinano, a volte!).

Salvaguardate voi stessi in primo luogo e le persone che vi seguono da non-contenuti virali sui social. Ricordate che la nostra identità sociale non si può costruire attraverso una vetrina web, ma deve essere reale. I social la supportano, la amplificano, ma deve esserci l’arrosto, per capirci. Ne abbiamo già parlato nell’articolo Illusioni social, dategli un’occhiata se vi va.

Perciò evitate streaming di post sulla vostra campagna elettorale, specie quelli corredati di foto con personaggi famosi del vostro partito o coalizione. Resistete alla foga di apparire in cui cadono i più e ritagliatevi uno spazio in cui mostrare chi siete davvero, meglio se nella vostra realtà quotidiana. Senza sottolineature o infingimenti.

Comunicate un’identità nella quale non farete fatica a riconoscervi tra un mese 

Resterete meno delusi quando scoprirete che ai 500 mi piace della vostra pagina su Facebook non corrispondono altrettanti voti (o partecipazioni ad eventi o altro di simile).

La gente fa campagna elettorale sui social? Per favore, voi evitatecelo ed evitatevelo. Persino i vostri amici, anche quelli più cari, si stancheranno subito di vedervi postare di continuo santini o cose varie.

A meno che il vostro profilo sui social non sia già un profilo “politico”, improvvisi cambi di marcia in genere non sono molto apprezzati, almeno non nel breve periodo. Avrete tempo dopo, ora concentratevi sulle persone reali, datemi retta.

In un bar una volta ho visto un cartello divertentissimo, stupidamente non l’ho fotografato. Diceva più o meno così:

Qui no wifi, parlate tra di voi

Ecco, mi pare un consiglio assolutamente utile.

8#Ascoltate

Forse vi sembrerà strano che io abbia deciso di chiudere il mio personale elenco di segreti per una perfetta comunicazione politica con un invito ad ascoltare. Tutti quando pensano alla comunicazione politica hanno in mente il parlare e il trasmettere dei contenuti. Certo, è così.

Ma fidatevi di me. Dulcis in fundo vi ho svelato il segreto più importante: ascoltare.

Ascoltare è una fondamentale forma di comunicazione passiva. Se l’atteggiamento è giusto, ascoltare vi metterà in relazione con l’altro in modo molto più diretto ed efficace che con il parlare. Provateci.

Provate ad ascoltare. Chiedete cosa serve, di cosa c’è bisogno e fatevene interprete. Di questo ha bisogno la gente.

E se volete approfondire l’argomento parlando di politica e televisione, vi suggerisco di leggere anche Talk show e politica, un connubio da evitare) – Parte prima

Conclusioni

La comunicazione politica segue le stesse regole e gli stessi obiettivi della comunicazione in generale, ma ha la caratteristica di avere tempi e modi bene determinati, spesso contingentati in un lasso di tempo piuttosto breve e che non ammette repliche.

Per questo è importante una comunicazione efficace e puntuale, che arrivi subito al punto che vi interessa trasmettere. Ho identificato nella mia guida Tecniche di oratoria. Guida all’arte di parlare in pubblico un elenco di suggerimenti su cui impratichirsi per migliorare la vostra comunicazione e superare l’ansia di parlare in pubblico.  Con questo articolo ho pensato di cominciare un approfondimento su un ambito che in fondo conosco piuttosto bene. Che cosa ne pensate?

La comunicazione politica è fatta di tanti piccoli accorgimenti, alcuni ve li ho raccontati in questo articolo. Ne conoscete altri? Qual’è il vostro punto di vista sulla comunicazione di questa campagna elettorale?

Alla prossima, Volpi!

E tu che ne pensi? Dimmelo qui: