Anoressia: 10 mantra per uscirne

Anoressia, dieci mantra per uscirneL’estate è la stagione in cui i corpi lievemente si svelano per mostrare ciò che siamo stati negli ultimi mesi e negli ultimi anni.

Ora che le temperature stanno rapidamente scendendo, torniamo a coprirci, e qualcuna di noi è felice, perché nascondiamo qualche eccesso alimentare che in vacanza è meno raro del previsto.

Ci sono persone però che non si scoprono mai, perché detestano il loro corpo al punto di mortificarlo nel modo più duro e crudele: affamandolo.

Torno su un argomento che mi è molto caro, su cui ho già scritto Magre da morire  Parte prima Magre da morire  Parte seconda, ispirata dalle notizie e dai comportamenti che ho intorno e dall’incontro con una donna splendida, Jaemy, che ce l’ha fatta.

E’ con lei che ho scritto a quattro mani questo pezzo, già pubblicato, oggi aggiornato da alcuni dati di cui sono venuta a conoscenza negli ultimi tempi e che meritavano di essere diffusi, anche attraverso le modeste energie di questo piccolo blog.

Un modo per richiamare l’attenzione su un fenomeno sociale in grande espansione, non solo tra le donne.

Forse sarebbe ora di compiere davvero una Rivoluzione Culturale che rimetta al centro un immagine corretta dell’individuo e della bellezza. E delle donne.

Anoressia, una malattia prettamente al femminile

Un dato che mi ha colpito profondamente è che l’Anoressia è una malattia fortemente di genere. Ben il 90% dei casi clinicamente trattati sono donne. É una malattia dunque tutta al femminile, la ragione per cui ne parlo ancora su questo blog.

Ma non ci illudiamo: la moda sta facendo vittime anche altrove. Il numero di giovani ragazzi colpiti da anoressia in fase adolescenziale e pre adolescenziale sta aumentando a vista d’occhio e rende questa malattia pervasiva, al di là del genere e dunque molto pericolosa.

Poiché non sono nè un medico nè una ex malata, ho chiesto a Jaemy di aiutarci a individuare alcuni consigli pratici per provare a mettere il naso fuori dalla malattia, che è un percorso severo e durissimo da condurre con convinzione e auspicabilmente con l’aiuto di qualcuno a noi caro accanto.

Li abbiamo messi in fila senza alcuna pretesa di esaustività, al solo scopo di aiutare altre persone a fare il primo passo, proprio come Jaemy, che ci ha raccontato la sua storia su questo blog, ha fatto a sua volta.

Oggi è una donna in equilibrio e felice.

I 10 mantra per uscirne

  1. Impara a fidarti di te stessa, lotta contro i tuoi istinti distruttivi. Solo così dimostrerai a te stessa la tua vera forza
  2. Ascolta le tue aspettative, i tuoi desideri e assecondali. La vita ti serve proprio per esaudirli
  3. Impara dai tuoi errori
  4. Trova il coraggio e la forza per abbattere il muro che ti sei creata dentro e che ti tiene distante dalla vita
  5. Non avere paura di chiedere ciò che desideri
  6. Ti garantisco che farti del male non farà scomparire ciò che ti fa stare così male. I mostri che vedi dentro di te li devi realizzare, affrontare e combattere
  7. La tua vita è la cosa più preziosa che hai. Il resto è inganno
  8. Sei intelligente. Perciò sai che puoi ALZARTI e LOTTARE. Fallo
  9. Manifesta i tuoi sentimenti senza timore di essere giudicata.
  10. Abbi fiducia in te stessa

E un undicesimo:

11. Se seguite una terapia di gruppo, partecipate attivamente.

E 10 suggerimenti utili per chi ha accanto a sè qualcuno con questo problema. Per non sentirsi soli

Abbiamo identificato alcuni suggerimenti che da questo punto di vista possono essere utili. Eccoli:

  • Non smettere mai di manifestare i sentimenti ai figli, con parole ma soprattutto con i fatti.
  • Insegna ai tuoi figli il giusto rapporto con il cibo. Che è nutrizione e vita, non conforto o strumento di lotta e di tensione.
  • Informati sulla malattia. Sono molti oggi i centri abilitati, ce n’è uno sicuramente anche nella tua regione.
  • Rispetta la persona che l’anoressica vorrebbe essere, non chi vuoi che sia
  • Dialoga con lei. Non ti basti un sì o un no, vai a fondo.
  • Non avere paura, non sentirti fallito. L’anoressica vuole cambiare ciò che fa stare male. Vuole raggiungere serenità ed equilibrio. Fatelo insieme.
  • Lotta al suo fianco e gioisci insieme di ogni piccola vittoria. Se puoi, non allontanare tua figlia da casa rinchiudendola in un centro, specie se contro il suo volere. Se sta meglio a casa, è lì che devi curarla.
  • Sii paziente. La pazienza consente di vedere anche i più piccoli cambiamenti!
  • Attenti ai siti pro-ANA. Lì molte ragazze si incontrano e si sostengono nel continuare la strada dell’anoressia. Se ne rintracciate uno, denunciatelo alla polizia, fatelo oscurare.

Nessun ingresso è senza uscita. Trovare la porta al fondo del tunnel non è impossibile. Ma una volta vista, bisogna fare di tutto per aprirla

Finisco con il regalarci le parole del padre di Jaemy, che oggi non c’è più, ma che ha avuto un ruolo fondamentale nel processo di guarigione di sua figlia:

“Amore di babbo, la vita non è fatta di perfezione e felicità, ma al contrario di imperfezioni e difficoltà, sta solo a noi decidere come affrontarle. Spero tu possa fare sempre scelte giuste e idonee alla tua volontà affinché tu possa vivere la vita che desideri”

Sono parole regalate a ciascuno di noi.

In conclusione

Sono tempi duri per noi donne. Per questa ragione  vorrei che ciascuna di noi non dimenticasse di fare una cosa molto importante:

Non permettete a nessuno di mettere le mani sul vostro corpo. Nemmeno a voi stesse.

Commenti

  1. E’ un tema importante, da non dimenticare. Anni fa ero meno attenta alle pressioni che vengono fatte sulle donne, ma adesso le noto di più, e non mi piace molto quello che vedo, anche perché a volte sono le donne stesse a cedere di buon grado a quel tipo di pressioni. Ma è un “buon grado” nato molto lontano…

    1. Ciao Grazia, concordo, è un tema molto vecchio ma incredibilmente attuale. Siamo sempre richieste di corrispondere a modelli : la brava mamma, la brava lavoratrice, persino la ^brava^ scrittrice. Mentre la nostra natura è rompere gli occhi schemi, innovare. Questa a mi avviso è una delle cose che disturba di più. Non è fuori contesto questa riflessione, anche l’anoressia in fondo è una malattia di reazione alle costrizioni e immagine esterne a noi imposte. Almeno a me pare, ché ne dici?

      1. E’ sicuramente così: molto spesso sentiamo di dover essere diverse da quello che siamo, anche quando l’unico pubblico siamo noi stesse. Credo che il sesso maschile non viva questo problema, se non raramente. So che a una conferenza – non so dove né quando – qualcuno chiese al Dalai Lama come si affrontasse l’odio verso se stessi. Lui si fece ripetere la frase dal traduttore, nonostante avesse capito, e pose molte domande: se fosse una malattia, se molte persone ne fossero affette, cosa lo causasse. Gli sembrava un’anomalia rara, ma purtroppo tanto rara non è.

        1. Immagino che il Dalai Lama sia distante da questo orribile sentimento. Siamo molto critiche nei confronti di noi stesse, molto esigenti. Corrispondere a un’ideale è difficile, se ci si allontana troppo da esso può diventare un problema. E suscitare sentimenti di odio verso noi stessi per non averlo corrisposto
          Quanto c’è di tutto ciò in molti nostri atteggiamenti quotidiani… Grazie per questo scambio, Grazia

  2. Ciao Elena mi ha fatto molto piacere sapere che hai riproposto questa tematica. Ti sono grata per il lavoro di informazione che fai nel tuo blog, specialmente per questa tematica che ultimamente è poco discussa. Grazie mille per aver dato voce a mio padre, ma sarebbe davvero stato felice.Ancora non ho avuto risposta dalla nuova casa editrice spero che al più presto potrò mettermi in moto per preparare tanti avvenimenti e mi farebbe davvero piacere organizzare qualcosa insieme.
    Un abbraccio forte
    Emilia Amodio alias Jeaemy

    1. Ciao Emilia, bentornata è sempre un piacere leggerti. Sai bene che tengo molto a questi temi, poco discussi e considerati. E’ un vero peccato che tu non riesca più a trovare una casa editrice per ripubblicare la tua bellissima testimonianza. Hai provato Bookabook? Molte Volpi hanno pubblicato con loro e hanno avuto esperienze abbastanza positive… Resta sempre il self, in attesa che qualcuno si decida a dare voce a questa splendida esperienza. Intanto io vado avanti 😉
      Ricambio l’abbraccio e naturalmente non vedo l’ora di fare insieme ate ogni iniziativa di sensibilizzazione che tu possa mettere in campo… A presto, Emilia. A presto, da tutti noi.

  3. Ho proposto il romanzo a diversi editori, ma ancora non è arrivato riscontro. Ci tengo molto, non è autobiografico ma è frutto di osservazione e di esperienze. Prima di scriverlo, ho studiato diverse testimonianze di persone malate di anoressia nervosa. Per presentarlo, ho curato l’ editing con un professionista. Vedremo, intanto lo invierò a ottobre al Calvino. Per quanto riguarda il contenuto del blog, io da tempo ho smesso di interrogarmi. Mi diverte pubblicate ma senza esagerare. Per il seguito, i commenti e tutto il resto, prendo quello che viene. Lo so alle volte entro anch’io in crisi

    1. Da quel che ne so, il Calvino è un premio davvero molto importante. A proposito di fiducia, bisogna averne tanta nel proprio lavoro per promuoverlo a tal punto. Brava, bravissima. La ricerca e lo studio sono cose importanti, ma alla fine, come diciamo sempre, scriviamo con il cuore. E quello non si impara sulle riviste scientifiche…. Sul resto, che dirti. Ogni tanto ci capitano i momentacci…. Poi passano :))

  4. Leggere questo post e quelli precedenti mette a fuoco una situazione davvero delicata e meritevole di attenzione. Credo che la fiducia in se stessi sia il primo passo per una serenità interiore che ci porta ad apprezzarci, io i miei chili di troppo ormai li porto a passeggio con me, non più come un bagaglio indesiderato ma come una valigia di esperienze… Così come i capelli bianchi, e ogni ruga che mi verrà, dopotutto ho sempre pensato di essere il contenitore di qualche cosa, molto più importante e di valore di quello che appare e vorrei tanto tutti lo considerassero senza fermarsi all’esteriorità. Dentro c’è talmente tanto di bello e da mostrare e tu lo testimoni ogni volta che ti prendi carico di informare su argomenti come questi.
    Fiducia, serve instillare fiducia, come una fiammella nel cuore di ognuno. Bravissima.

    1. Cara Nadia, com’è difficile raggiungere l’equilibrio come hai fatto tu. A parte che sei splendida, e lo vedo dalle foto che posti su FB, ma di sicuro hai fatto un grande lavoro su di te. Hai colto nel segno: serve fiducia. Quella che piano piano dobbiamo avere in noi stesse, ma anche quella che ci aiutano gli altri a conquistare. A volte le parole che usiamo all’indirizzo di chi ci sta di fronte sono dure e spietate. Chissà cosa provocano nell’animo delle persone… Io ci penso spesso…. Un abbraccio

  5. Un post che fa venire i brividi. Complimenti Elena, questa iniziativa fa onore al tuo blog che così diventa un luogo virtuale dove si trattano temi di grande rilevanza sociale. Sull’anoressia avrei molte cose da dire, purtroppo è una problematica che conosco bene e sulla quale ho fatto diverse ricerche. Il mio secondo romanzo inedito, che spero di inviare al Calvino, ha come protagonista una ragazza anoressica

    1. Cara Rosalia, le coincidenze non esistono. Pur non avendo vissuto direttamente questo problema lo considero importantissimo, perché uccide la vita delle donne in particolare, specie quelle giovani. Uccide il futuro e nutre un modello di società che mi fa paura. Una società che fagocita le intelligenze e sputa automi.
      Quanto al taglio “sociale” del blog , in realtà non sono ancora riuscita a capire se possa essere davvero utile. Ultimamente sto riflettendo sul senso del mio scrivere, mi sto chiedendo perché tenere un blog. Il mio desiderio di dire non sempre è bilanciato da quello di leggere e ascoltare da parte vostra. Insomma, sono in crisi… Saranno gli sbalzi ormonali? Cmqe grazie mia cara per aver letto questa testimonianza

      E per quanto attiene al nuovo romanzo, attendiamo di saperne di più, ma sin da subito, in bocca al lupo!

E tu che ne pensi? Dimmelo qui: