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“Così passano le nuvole” , la recensione di Nadia Banaudi

Ci sono giorni in cui le emozioni ti sfiorano appena, prendendosi gioco di te. Si palesano un poco, poi si ritraggono, nascondendosi dietro parole, colori e immagini. Ma nel momento in cui ti si parano innanzi ti accorgi che erano lì già da un po’, ad attenderti in silenzio. Solo che non riuscivi a vederle. É così che è andata martedì scorso. L’occhiata mattutina alle email prima del vortice della giornata non mi aveva fatto notare qualcosa che in realtà mi era molto familiare, una serie di parole che da sole non significano nulla ma che insieme fanno il mio romanzo d’esordio. Così sono stata l’intera giornata in sospeso, ignara del fatto che già dal mattino qualcuno aveva preparato per Leggi tutto l’articolo

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L’amore ai tempi della Resistenza

Oggi è il 25 aprile e come ogni anno di questi giorni rileggo le Lettere di Condannati a morte della Resistenza. Einaudi le pubblicò raccogliendole in un libro con la copertina arancione il 25 aprile del 1965 per conto del Comune di Torino, che ne fece dono a tutti gli alunni dell’ultimo anno della scuola media inferiore. É stato il primo libro che mi sono comperata, al mercatino delle cose usate. Ogni volta che lo apro mi sembra sempre diverso, mi capita anche con altri libri, lo ammetto, ma con questo….  Rileggo quelle pagine e ogni volta colgo aspetti diversi della terribile storia che il libro racconta, come se fosse qualcosa di vivo, capace di trasmettere valori, convinzioni, dolore ma anche amore. Leggi tutto l’articolo

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Il mio secondo compliblog!

É il 18 aprile 2015, l’avventura de Volpi che camminano sul ghiaccio comincia. La Volpe lascia la sponda del lago ghiacciato e si appresta con determinazione e innata cautela ad attraversarlo. É decisa a scrivere il suo primo articolo del blog per dare a tutti il benvenuto, Guardare al futuro . Poi attende che qualcuno si faccia vivo. La Volpe è guardinga ma non solinga, le piace stare in compagnia, per questo ha deciso di aprire un suo blog.

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L’importanza della copertina. Un sondaggio per sceglierla insieme

Questa è l’immagine su cui ho lavorato fino all’altro ieri per ideare la copertina della nuova edizione del manuale di coaching individuale Emotional Public Speaking. L’avevo cercata in lungo e in largo e, accidenti! Mi piaceva proprio! Poi, il dubbio. Funziona davvero? Ecco da dov’è nata l’idea del sondaggio che oggi vi propongo. Un’immagine, mi sono detta, deve rappresentare ciò che voglio comunicare. Guardandola con il necessario distacco mi sono accorta che questa foto aveva almeno un paio di punti deboli:  non ritrae me stessa, ma una donna che non conosco  mostra uno strumento di cui nel manuale non parlo assolutamente

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É più importante la sorpresa o l’aspettativa che genera?

Quando ero una leggiadra fanciulla ( 🙄 ) questi erano giorni in cui fremevo di gioia e di emozione: le ultime ore prima delle vacanze di Pasqua, quelle in cui ci preparavamo a passare due giorni lontano dalla famiglia, per sperimentare i prodromi dell’età adulta. Naturalmente, essendo io una golosastra, cosa che sapete già, le attese più grandi erano per le uova di cioccolata, con sorpresa però, che senza, dai, non si possono vedere. Scartarle mi entusiasmava, indipendentemente da ciò che i colorati involucri potessero contenere. Sentire il rumore della carta argentata prodursi tra le mie mani, assaporare il profumo di tanta bontà liscia e delicata, avvicinare con dolcezza le dita alle rotondità dell’uovo e rompere con sadica mossa la schiena ricurva del cioccolato al Leggi tutto l’articolo

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Pulizie di primavera per il mio fegato

Questo non è un post per positivisti convinti. Quelli che si fidano ciecamente della scienza moderna e sono fanatici della medicina allopatica, della chirurgia ovvero di tutte quelle terapie orientate al sintomo. Per chi è allora? ma per tutti noi che non riusciamo proprio a scindere noi stessi in mille pezzi e che crediamo nell’unicità delle nostre esperienze. Da tempo la conosco, ma recentemente ci sono ritornata così: quando mi si staccò il tendine di Achille destro (erano i tempi di Un Natale che è più un’epifania), di fronte a tanto dolore mi feci alcune domande, molte delle quali restano ancora senza risposte. Una su tutte, che rivolsi a tutti, ma proprio tutti i medici che ho incontrato: ortopedici, fisiatri, fisioterapeuti.  “Perché il mio Leggi tutto l’articolo

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Libri in piola a Borgo Vittoria

Parlare di scrittura e di storie è importante, ma altrettanto importante è scovare luoghi in cui queste storie possano vivere ed essere raccontate, luoghi che devono avere a loro volta una storia vissuta, un presente e auspicabilmente un futuro. Io ne ho trovato uno proprio nel borgo dove sono nata, il quartiere operaio di Borgo Vittoria, nella periferia nord di Torino. Qui le strade, un tempo vuote di automobili e piene di bambini come me che passavano interi pomeriggi in strada a giocare a nascondino e a guardie e ladri, si intrecciano rumorose e distratte, tanto che le piccole cose sfuggono e si perdono ai più, se non le si osserva bene. Eppure esse sono, ogni giorno, anche quando le luci si spengono Leggi tutto l’articolo