#blacknewyearseve a Colonia

Blacknewyearseve in ColoniaNon facciamo gli struzzi sui fatti di Colonia

E’ passata più di una settimana e ancora sappiamo pochissimo di quanto accaduto nella notte tra il 31 dicembre e il 1 gennaio 2016 a Colonia, quel maledetto #blackyearseve.

Quando centinaia, forse migliaia di uomini, probabilmente molti dei quali ubriachi e con altri scopi tra cui sembra il furto, hanno molestato, aggredito e in alcuni casi usato violenza sessuale contro decine di donne che, insieme ad altre persone, stavano festeggiando la notte di Capodanno nei pressi della stazione di Colonia – Germania – Europa. Una stazione fortemente presidiata da telecamere e da un gruppo di agenti di polizia.

Ma inspiegabilmente le indagini brancolano ancora nel buio. Solo una trentina gli arrestati, pochissimi dei quali denunciati per stupro. Certo che, con la maggior parte dei responsabili in circolazione, non sarà facile per le donne uscire allo scoperto, denunciare.

E intanto il dibattito si è focalizzato sulle nazionalità di provenienza degli aggressori, invece di chiedersi come sia potuto succedere che orde imbestialite siano state libere di muoversi, violentare, rubare, molestare e andarsene via senza che nessuno battesse ciglio.

Invece, semplicemente, di denunciare la violenza come inaccettabile.

E che dire di certi commenti che sono apparsi sui social media? “Ma come erano vestite quelle donne?”, oppure “Cosa stavano mai facendo per attirare così l’attenzione?” e via di questo passo.

Sono le stesse persone che probabilmente ritengono che una palpatina, una toccatina, di quelle date furtivamente sui tram, nelle code per i servizi, quelle molestie appena accennate o sfrontatamente esplicitate dall’interno della propria auto opportunamente accostata, siano una specie di scherzo bonario, uno sfogo lecito, autorizzato. E invece no. Non lo è.

Conviene risentire le parole di alcune delle donne coinvolte. Ho trovato un video su youtube, è relativo a un servizio di La7. Ascoltatelo per un momento:

 

Non è orribile ciò che è successo? Non possiamo fare come gli struzzi, mettere la testa sotto la sabbia. La reazione deve essere ‘alta’ e adeguata, altrimenti questi episodi rischieranno di passare inosservati, autorizzando l’archiviazione nella categoria dei fatti tollerati, o come dicevo poc’anzi, leciti, autorizzati.

Per questo è importante che si sappia cosa è successo e che i responsabili siano censurati. Bisogna parlare, bisogna denunciare, solidarizzare, MOBILITARCI!

Non possiamo ferire quelle donne una seconda volta. Non voglio che siano le strumentalizzazioni, le logiche politiche, la paura o l’odio a prevalere.

C’è chi ha usato la notizia per segnare un’ulteriore stretta sulle misure a favore dell’accoglienza dei profughi. Urlare al lupo al lupo prima ancora di conoscere le identità di queste persone. Struzzi d’anticipo.

Io vorrei stare ai fatti, ma paradossalmente, ancora non sono ricostruiti. Sarà un caso?

E ho domande per cui vorrei una risposta.

@Come mai questi gruppi, pare fossero migliaia, hanno potuto perpetrare molestie senza che ci fosse un adeguato intervento da parte delle forze dell’ordine (o una reazione più forte da parte della cittadinanza) per poi dileguarsi senza lasciare traccia?

@Sembrano “masse” organizzate. Anche la numerosità degli aggressori è un fatto nuovo, siamo oltre il branco.

@E se è vero che cose simili sono accadute anche in altre città, a cosa siamo di fronte? Che cos’è questo fenomeno? Qualcosa di nuovo o che ha echi lontani, nel tempo e nello spazio? A poco a poco le notizie vengono a galla e scopriamo fatti analoghi anche ad Amburgo, Helsinky, Salisburgo, persino Zurigo…. nel salotto d’Europa.

Qualunque cosa sia si batte in primo luogo con la giustizia, poi con la cultura e infine con la repressione.

Non certo con i decaloghi. Che significa #eineArmlaenge? Che davvero possiamo difenderci dagli abusi restando distanti, come suggerisce la Sindaca di Colonia? Come se le donne fossero in qualche modo motrici della violenza a causa di loro comportamenti errati, colpevoli, inadeguati?

Lei che rappresenta l’autorità, una donna, che prima prende vigorose distanze dall’accaduto, poi emette il famoso decalogo, poi tace e poi riammette, giorni dopo, che il fenomeno è stato fortemente sottovalutato e fa saltare la testa del capo della polizia? Ha tutta la mia stima per la sua battaglia per i profughi, ma occorre che non cada nella trappola della strumentalizzazione.

Abbiamo bisogno di donne che nei luoghi di potere difendano esplicitamente la cultura di genere, del rispetto e della integrità delle donne!

Se non possiamo camminare libere per le strade, senza ronde, senza rischiare di subire violenza, quale libertà potremo rivendicare?

Se non possiamo incontrare l’altro, avvicinarci a meno della distanza di un braccio per accoglierlo senza rischiare la nostra incolumità, come potremo sentirci libere?

Dobbiamo parlarne apertamente. C’è il rischio che questa notizia venga sommersa, non permettiamolo.

Il silenzio uccide la verità e genera paure irrazionali,

mentre quelle concrete continuano a mietere vittime che restano senza risposte

Vi lascio la parola. Voi come la pensate? Cosa ritenete sia utile fare per impedire che situazioni come queste si verifichino di nuovo, ovunque?

 

Commenti

  1. Giustizia, cultura poi repressione, dici…
    Ok, c’e’ pero’ un’altra cosa, prima.
    La possiamo chiamare: informazione, o comunicazione, con una bella serie di aggettivi: trasparente, corretta, proporzionata, equilibrata, onesta ecc.
    Perché se, come dici pure tu, non abbiamo una informazione equilibrata su quanto avvenuto, nulla si puo’ commentare, salvo forse considerazioni di merito a proposito proprio della qualita’ della comunicazione e della sua caducita’. Come possono esserci 500 e piu’ denunce “pertinenti” e neppure un video o una foto che ne testimoni qualche indizio? Quando invece ogni piu’ piccolo evento di qualsiasi angolo sperduto gode di immediata diffusione con pubblicazione di immagini che lo documentano?
    Allora sussiste il dubbio che sia tutto una montatura, e nel caso funzionale a cosa?
    A provocare reazioni anti profughi? Ad alimentare ondate di anti islamismo e quindi aumentare il favore a maggiori attivismo e entusiasmo alla partecipazione a conflitti contenitivi? A far giocare alla donna il ruolo di simbolo e protagonista di una rivendicazione culturale occidentale?
    Usiamo pure il rispetto per la donna, e per l’essere umano in generale, gia’ presenti nelle nostre costituzioni per rispettarne e farne rispettare le leggi ai vecchi, come ai nuovi, o aspiranti, cittadini!

    1. Ciao freearea99, grazie per il commento, ti do il benvenuto in questo blog! L’informazione e la trasparenza sono le armi più semplici ma anche le più potenti per difendersi dalle strumentalizzazioni!

E tu che ne pensi? Dimmelo qui: