Zero gradi al sole

Storia di una vignaiola

Ebbene sì, sono un’estimatrice del divino nettare che chiamiamo vino, Mi piace accompagnarlo alle serate in compagnia e ne apprezzo il gusto, l’aroma, i colori, la capacità di fare subito festa con le persone che amo. Sarà che viene dalla terra e questo ha un fascino per me incommensurabile, ma l’ho sempre preferito alla birra, anche perché per qualche anno ho sofferto di intolleranza al glutine e per fortuna il vino non lo contiene… 😉 Molte volte mi sono chiesta quanto amore, dedizione, fatica e passione richieda raccogliere, trasformare e produrre del buon vino. Così quando ho incontrato per caso una vera vignaiola, con la passione per il suo lavoro e per la terra, non ho resistito. Le ho chiesto di rilasciarmi Leggi tutto l’articolo

Zero gradi al sole

Analfabetismo di ritorno, l’ingrediente segreto della nostra ‘nuova’ società

Questa riflessione è nata di getto, stravolgendo la programmazione settimanale del blog che per oggi prevedeva una riflessione sulla comunicazione politica televisiva, un argomento che recentemente è tornato ad essere di grande interesse su questo blog. Se ne parlerà la prossima settimana. E’ che le riflessioni di questi giorni sul tema dell’incapacità di scrivere correttamente in italiano da parte degli studenti, universitari, scatenate dalla lettera di 600 docenti universitari, hanno risvegliato un interesse che ogni tanto riaffiora tra le pagine delle Volpi. C’è una domanda in particolare che mi frulla nella testa:  a chi giova l’analfabetismo di ritorno?

Zero gradi al sole

Inno al riciclo

In tutta questa cantilena dei “consumi che si stanno riprendendo“, la “crescita che riparte” e cose di questo genere, c’è qualcosa che non mi torna. Forse gli economisti e i commentatori politici dovrebbero fare più caso alle cose che capitano mentre elaborano le teorie, perché la realtà è sempre un po’ più avanti delle analisi che sentiamo raccontarci. Le persone non consumano più, non si curano più e non acquistano più come una volta. La crisi esiste, eccome. E ci stiamo facendo i conti ogni giorno, ognuno con la sua modalità specifica. Sono proprio convinta che vedremo presto la fine della civiltà consumistica, ma non tanto per merito nostro, quanto per una ineluttabile verità: stiamo consumando troppo e troppo a lungo. “Abbiamo Leggi tutto l’articolo

Zero gradi al sole

Uomini che ghiacciano alla frontiera

In questi giorni di convalescenza forzata mi sono appena accorta del freddo terribile che faceva fuori da casa nostra. Tuttavia non ho potuto ignorarlo, specie per ciò che ha provocato a molte persone. Non facciamo più caso alle cose, perché le abbiamo intorno ogni giorno, come avevamo già osservato con l’articolo La fortuna di cui non ci rendiamo conto, articolo che oggi mi è tornato alla memoria. Il motivo è semplice: ho la fortuna di avere una casa accogliente e sicura, cibo, calore e protezione, affetti, sono ricchezze per cui sarei disposta a qualunque cosa pur di difenderle. Lo stesso deve essere per quegli uomini e donne che in questi giorni ghiacciano alle frontiere. Sono persone come me ma a differenza di Leggi tutto l’articolo

Zero gradi al sole

Expo, Nepal e il dovere della comunicazione

Ancora sopravvissuti in Nepal, gli aiuti che non arrivano e in Italia si inaugura Expo

Zero gradi al sole

Dalla parte di Nice 

C’è un progetto indipendente che vi voglio segnalare perché merita tutto il nostro sostegno. Si tratta di #DallaPartediNice ed è un progetto di crowdfunding che parte dalla denuncia della condizione delle bambine in molti paesi africani, in fuga dalla guerra, dalla solitudine e dalla miseria della strada, dalle tradizioni e dall’isolamento che nega i più elementari diritti. Uno fra tutti il diritto di crescere e di essere le donne che desiderano.

Zero gradi al sole

La Valle del Tambo lotta ancora

Le ragioni del popolo della Valle del Tambo, nel bacino amazzonico del Perù, restano ancora inascoltate. Nonostante il cambio del governo, in Perù il nuovo presidente ha confermato la volontà di voler costruire una miniera nella zona di Arequipa, a sud del paese. Da anni contadini, cittadini, giovani studenti si oppongono con tutte le loro forze alla costruzione di questo progetto. Respingono l’idea per difendere l’acqua, la vita, l’ambiente e sostanzialmente la proprietà e l’uso della propria terra. La miniera dovrà chiamarsi Tia Maria. Un nome familiare per un progetto che nessuna famiglia della zona vuole.