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Basta Milf! Rivoluzioniamo il linguaggio che racconta le over 35

Scommetto che qualcuno di voi ha visto il film American Pie, quello in cui quattro amici liceali, ancora verginelli, fanno un patto per rompere l’incantesimo, complice una mega festa e la mamma di un loro strambissimo amico. Confesso di averlo visto anche io, pertanto posso dire senza tema di essere smentita che si tratti di una vera e propria perla della cinematografia americana, cui dobbiamo l’introduzione nel linguaggio più o meno comune dell’acronimo M.I.L.F. ovvero Mother I’d like to fuck, intraducibile, dedicatevi a un sano ripasso dell’inglese. E fin qui niente di strano, in fondo la storia della mamma del mio migliore amico bella come il sole che turba i miei sonni è vecchia come il cucu e, sinceramente, non avevamo Leggi tutto l’articolo

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5 cose che ho imparato dal silenzio

Care Volpi, domenica sono tornata a scrivere dopo il mio ultimo post Silenzio. L’ho fatto come se nulla fosse, tornando alla mia rubrica Pillole d’Autore con la recensione di Mar Morto, di Jorge Amado. Ma non posso cavarmela così, mi sono detta, perché dal silenzio ho imparato molto ed è davvero un peccato tenere questo tutto per me. Non siamo forse una piccola ma brillante comunità?

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Silenzio

Qualche volta il silenzio è la più alta forma di comunicazione che abbiamo a disposizione. Non me ne vogliate se la esercito qui, con voi, dichiarandola e non semplicemente lasciando che sia. A volte per poter apprezzare ciò che amiamo, bisogna osservarlo come se ci stesse sfuggendo.. Prima che ci sfugga davvero. A presto, Care Volpi. Se sei curioso di sapere come sono uscita dal silenzio e che cosa ho imparato, beh allora puoi leggere 5 cose che ho imparato dal silenzio.

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Quando è troppo è troppo

Imparare a dire basta prima di soffocare Sarà capitato anche a voi di fermare bruscamente la vostra corsa a un certo punto della salita. La pendenza era impervia e lo sapevate da tempo, ma avete continuato a salire. Volevate farlo, dovevate farlo. Poi qualcosa vi ha fermato. Se non avete ascoltato abbastanza potrebbe essere addirittura il vostro corpo ad averlo fatto, (io ne so qualcosa, ricordate?), altrimenti potrebbero essere parole sagge giunte al momento opportuno. Parole che avete saputo ascoltare. E’ così che avete deciso di voltarvi un attimo per vedere quanto è stato faticoso il vostro cammino, prima di ricominciare a salire fino in cima alla vostra montagna.

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Very pop blog – I miei favolosi anni 80

Care Volpi, vi confesso che sono persino emozionata! É la prima volta che partecipo ad una “catena blogghistica” di questo tipo, infatti nessuno mi aveva mai coinvolto direttamente in un gioco a tag prima d’ora. Così quando il buon Moz, a cui dobbiamo la splendida foto di copertina di questo post, decide di coinvolgermi, con, come dice lui, lo strumento del sorteggio, con entusiasmo ho accettato subito la sfida. Curiosi di sapere di che diavolo si tratta?  Sono stata sfidata a raccontare i miei favolosi anni ’80, con le regole che “l’eterno dodicenne” (la definizione è sua)  Moz dell’omonimo blog Moz O’Clock un lontano giorno di marzo scriveva nel suo articolo Very pop blog. I miei anni ’80. Gli altri 4 blogger invitati Leggi tutto l’articolo

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É più importante la sorpresa o l’aspettativa che genera?

Quando ero una leggiadra fanciulla ( 🙄 ) questi erano giorni in cui fremevo di gioia e di emozione: le ultime ore prima delle vacanze di Pasqua, quelle in cui ci preparavamo a passare due giorni lontano dalla famiglia, per sperimentare i prodromi dell’età adulta. Naturalmente, essendo io una golosastra, cosa che sapete già, le attese più grandi erano per le uova di cioccolata, con sorpresa però, che senza, dai, non si possono vedere. Scartarle mi entusiasmava, indipendentemente da ciò che i colorati involucri potessero contenere. Sentire il rumore della carta argentata prodursi tra le mie mani, assaporare il profumo di tanta bontà liscia e delicata, avvicinare con dolcezza le dita alle rotondità dell’uovo e rompere con sadica mossa la schiena ricurva del cioccolato al Leggi tutto l’articolo

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Pulizie di primavera per il mio fegato

Questo non è un post per positivisti convinti. Quelli che si fidano ciecamente della scienza moderna e sono fanatici della medicina allopatica, della chirurgia ovvero di tutte quelle terapie orientate al sintomo. Per chi è allora? ma per tutti noi che non riusciamo proprio a scindere noi stessi in mille pezzi e che crediamo nell’unicità delle nostre esperienze. Da tempo la conosco, ma recentemente ci sono ritornata così: quando mi si staccò il tendine di Achille destro (erano i tempi di Un Natale che è più un’epifania), di fronte a tanto dolore mi feci alcune domande, molte delle quali restano ancora senza risposte. Una su tutte, che rivolsi a tutti, ma proprio tutti i medici che ho incontrato: ortopedici, fisiatri, fisioterapeuti.  “Perché il mio Leggi tutto l’articolo