Chiedi e ti sarà dato

Chiedi ti sarà datoAvete presente Giulio Mozzi? Quello un po’ scostante, bizzarro, tanticchia esperto di scrittura, al punto da poterne parlare in modo ironico e irriverente?

E’ uno di quei lettori forti cui conviene far leggere il tuo manoscritto, se ne ha voglia e tempo. Il suo pollice, se all’insù, può significare un’occasione buona per tutti noi, autori in cerca d’autore, anzi d’editore.

Giulio cura un blog sulla scrittura, Vibrisse su cui, qualche giorno fa è uscito un articolo dal titolo Dieci cose che assolutamente non dovete fare se volete mandare in giro un comunicato stampa per promuovere il vostro libro autoprodotto. Eh sì, Giulio ha il dono della sintesi nei suoi titoli 🙂

L’argomento mi interessava parecchio perché fornisce utili suggerimenti, non solo per chi deve promuovere un libro. Così lascio un commento, che in realtà è una richiesta esplicita, una domanda, la faccia tosta non mi manca. Siete curiosi di sapere cosa ho chiesto ? Trovate il commento a questo link.

E cosa fa Giulio? Scrive un articolo il giorno dopo per rispondere alla mia domanda, Dieci regole-base per l’invio di comunicati stampa su libri autoprodotti (e, eventualmente, di libri autoprodotti)

Ma insomma Elena, dove vuoi andare a parare?

Calma, calma…. è solo che mi ha fatto riflettere sul senso del chiedere e della reciprocità che esso comporta.

Chiedi ti sarà dato, la legge dell’attrazione

Fino a che stiamo a rimuginare nel nostro personale e privato quotidiano, facendo anche lunghe dissertazioni con noi stessi (Cosa meriteremmo? Cosa ci spetterebbe? Cosa dovrebbero darci? Eccetera eccetera) è difficile ottenere qualcosa.

Per avere ciò di cui abbiamo bisogno, semplicemente occorre chiederlo!

Avete mai incrociato nella vostra vita la legge dell’attrazione? Se ne parla nel libro Chiedi e ti sarà dato. La legge dell’attrazione di Hester e Jerry Hics, penso che lo acquisterò, pare abbia qualche connessione con il famoso “The secret”.

In poche parole, quando chiediamo attiriamo verso di noi ciò di cui abbiamo bisogno, perché l’universo conosce i nostri pensieri e li traduce concretamente.

In effetti, se ci pensate bene, la nostra mente condiziona eccome i nostri pensieri così come la nostra individualità, nel suo complesso, è davvero in grado di lavorare coerentemente con un obiettivo, se esso è ben definito.

Credo che il termine “gufare”, o sabotare, tecnicamente più adatto, sia utile a definire quando accade esattamente l’opposto, ovvero quando non solo non abbiamo il coraggio di chiedere ma lavoriamo affinché ciò di cui abbiamo bisogno non arrivi!

Dopo aver inviato alle più importanti case editrici italiane l’ultimo, appassionante lavoro, se passassimo tutti i santi giorni a dire “tanto non mi risponderà nessuno“, sarà difficile che qualcuno ci risponda. Se quando chiediamo lo facciamo senza convinzione nei confronti di noi stessi, beh, il primo segnale recepito dall’altro sarà una cosa del tipo “Vabbé, nemmeno lei ne è convinta, perché dovrei esserlo io“.

Insomma, pensiamo alle cose che ci interessano e facciamo in modo che vengano a noi. Capito, Marsilio? Sei fregato 🙂

Mi viene in mete mentre scrivo di questo argomento che se non ricordo male persino il Vangelo fa riferimento a questa certezza: Chiedi e ti sarà dato. Vuoi che non funzioni?

Provate a fare mente locale nella vostra esistenza quotidiana: trovate esempi del manifestarsi di questa “legge” oppure no?

 

Perché è importante saper chiedere

  • Perché offriamo la possibilità a un altro di fare qualcosa per noi. Non pensiate che ciò sia poco. Avete presente la gioia che procura sapere che con un solo, piccolo gesto, una parola, o quant’altro che avete compiuto potreste fare qualcosa per l’altro e renderlo felice? Non rende felici anche voi? Se non lo avete mai provato, mi domando che cosa stiate aspettando.
  • Chiedere è un esercizio di umiltà. E di umiltà, si sa, non ne abbiamo mai abbastanza. Quando ci convinciamo che chiedere sia l’unica soluzione, facciamo un esercizio importante di accettazione di un nostro limite e compiamo il primo passo per superarlo. Ammettendolo cresciamo e offriamo riconoscimento all’altro, che consideriamo capace di colmare una lacuna che abbiamo rilevato in noi stessi. Ma soprattutto, chiniamo il capo dell’orgoglio e ci mettiamo nella condizione di imparare, con l’atteggiamento giusto
  • Chiedere ci insegna a ricevere eventuali critiche. Eh sì, bisogna imparare  gestire anche quelle, non ne siete convinti? Quando chiediamo qualcosa proponiamo sostanzialmente all’altra persona di interagire con noi. Ma l’altro non è un pupazzo che possiamo manovrare a comando, è dotato di una sua autonomia, intelligenza, personalità e pensiero libero. Di certo, se sarà onesto con se stesso e con noi, vorrà rispondere alla nostra richiesta dicendo esplicitamente le cose che pensa, anche se sono critiche o osservazioni che potremmo giudicare addirittura pesanti. Ma quando riceviamo una critica abbiamo di fronte un pacco regalo:  dobbiamo aprirlo con cautela e poi imparare ad accettarlo, anche se non lo avevamo previsto. Significa che dobbiamo accettare tutte le risposte quando chiediamo, persino dei no. E chi scrive e spera di pubblicare a volte ne riceve di no, pure troppi 🙂
Esempio

Siete sulle spine, come me, in attesa di una risposta sul vostro ultimo manoscritto… un no è molto probabile che arrivi., Ma chi vi regala una critica almeno il vostro libro  l’ha letto, perché, state certi, troverete in giro moltissime persone che magari del vostro libro parleranno, ma senza nemmeno averlo letto, A cosa vi servono quelle parole?

  • Chiedere significa anche dire “permesso”. Capita che la richiesta che facciamo sia di entrare a far parte di una cerchia, di un gruppo, magari chiuso, anche se non esplicitamente. Non è meglio chiedere il permesso?  Se il permesso sarà accordato allora avremo davvero messo un piede nella vita dell’altro, garbatamente. Presto potremo entrarci davvero, se la relazione funzionerà.
  • Ma anche chiedere per favore. Pensate che sia una banalità? Non è così. Fateci caso: riceviamo ogni giorno decine di richieste molte delle quali perentorie, come se avessimo l’obbligo di rispondere. Avete un bisogno, un’esigenza? Giusto farsi avanti, ma sempre con cortesia. Nulla ci è dovuto, mettiamocelo in testa
  • Chiedere, sì ma chiaramente. Se volete una risposta precisa, non c’è altro modo che fare una domanda chiara, circostanziata, diretta. I giri di parole sono inutili, tanto poi al punto ci dovete arrivare. Se siete in sintonia con voi stessi, pienamente nella vostra energia, chiedere con precisione mette l’altro di fronte a qualcuno che sa cosa vuole. Non è da poco nemmeno questo, non credete?
  • Chiedere vuol dire accettare il principio della reciprocità. Se siete pronti a chiedere vi sarà dato, ma varrà anche il contrario. Quando vi chiederanno dovrete dare anzi, a volte dovrete dare per primi per poter ricevere. Ogni azione ha il suo opposto
  • Imparare a ringraziare. A volte può servire qualcosa di più di un semplice “grazie“. Dimostrate a chi vi è stato così prezioso che lo avete apprezzato, che vi ha resi più ricchi, più consapevoli e perché no, più felici. Qualcuno risponde a una vostra domanda sul suo blog dedicandovi un articolo? Ringraziatelo scrivendo a vostra volta qualcosa che sia dedicato a lui, anche se non a lui soltanto. Come ho fatto io per l’articolo di Giulio. A proposito, grazie Giulio!

Mi rendo conto che questo elenco può essere incompleto, magari vorrete aiutarmi a completarlo voi, pescando nella vostra esperienza, così come io ho fatto nella mia.

Vi saluto dicendo forse un’ovvietà: chiedere ci aiuta a crescere. Certo, non è facile. Voi come ve la cavate?


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Commenti

  1. A volte il “non chiedere”, va a braccetto con la poca autostima: perché chiedere, tanto non me lo merito, tanto nessuno mi ascolterà. Altre volte con la presunzione: se non ci riesco io, figuriamoci qualcun’altro!!! Personalmente ho imparato a chiedere. E’ uno dei regali che mi ha fatto l’età. Buona giornata.

    1. Ciao Mattinascente (o preferisci il tuo nome? dimmi) è proprio quello che sento anche io. Stai a vedere che invecchiare, o meglio, crescere, alla fine è un grosso vantaggio… Anche io ho imparato da poco a chiedere e da un po’ di più a dire dei no. Gli scogli più duri… Buona serata a te e grazie per il tuo contributo

  2. Chiedere è lecito, rispondere è cortesia.
    Io uso questo mantra, mi armo di coraggio e chiedo con gentilezza quello che non capisco o quello che mi serve o dove reperire altrove. Finora non è mai andata male! 😉

  3. Come ha molto senso, tutto questo 🙂 Credo che sia proprio come dici: bisogna imparare a chiedere, perché chiedere (con cortesia ma convinzione) è un gesto di umiltà da cui si può ottenere molto (anche se non sempre quello di cui si crede di aver bisogno). L’ho imparato (in parte a mie spese) nel corso degli ultimi due anni e cerco di portare dietro la lezione ogni giorno.

    1. Ciao Daria benvenuta nel blog e grazie per il tuo commento! Imparare a chiedere é stata (e forse lo è ancora) una delle cose più faticose da imparare. Forse abbiamo sempre l’impressione che si possa fare da soli e invece… A volte imparare a chiedere è persino più importante di ottenere…. Ti saluto, a presto

    2. Ciao Daria, benvenuta nel blog! Imparare dai propri errori è segno di evoluzione personale 🙂 .. Pensavo, a proposito della tua riflessione in particolare e di quella quasi opposta di Emy: se ciò che chiediamo non arriva, siamo sicuri che fosse davvero per noi? Voglio dire che a volte pensiamo di aver bisogno di qualcosa che in realtà non ci serve o addirittura non ci fa bene. Se non ci arriva,per qualunque ragione, magari ci fa un piacere (di cui ci accorgiamo dopo aver sbollito la rabbia).. Mah
      Resta da queste parti, ti va? 😉

      1. Non sono certa che sia una regola che vale sempre, ma più volte nella mia vita ho desiderato le cose sbagliate e quelle non si sono realizzate perché non potevano in nessun modo realizzarsi, non sarebbe stato giusto né sensato, e l’ho capito solo a posteriori; o al contrario, alcune cose sono arrivate facilmente, in modo un po’ gratuito, e mi sono poi accorta che non erano proprio quello che avevo immaginato, che non era stata un’illusione credere che fosse davvero così semplice.
        E’ complesso, ma resto abbastanza convinta che le cose giuste si facciano attendere, e te le devi sudare, e devi passare attraverso quelle sbagliate, per raggiungerle 🙂
        A presto!

        1. Hai ragione, la vita è una lunga strada tortuosa di cui qualche volta azzecchiamo la curva. E quando ciò non accade, magari ci fa scoprire qualcosa di nuovo.. Buona serata

  4. Articolo molto interessante. Molto bello e affascinante il tema dell’attrazione. Argomento questo che io ho trattato nel saggio filosofico-teologico a cui ho dato come titolo: “L’Eterno entra nel tempo. Il tempo dell’attrazione dell’amore”. Complimenti vivissimi

    1. Ti ringrazio Giuseppe per i complimenti e per i commenti che lasci sul blog. In effetti scrivendo mi sono resa conto che è un messaggio molto presente nella tradizione cristiana, ma non ci avevo mai riflettuto sopra. Non conosco il tuo lavoro ma immagino che tratterai anche questo tema.. É così?

E tu che ne pensi? Dimmelo qui: