Una citazione sbagliata appositamente

Una citazione sbagliata appositamenteCare lettrici e cari lettori,

grazie per i numerosi e apprezzatissimi commenti positivi sul romanzo Così passano le nuvole ma anche per le critiche, le perplessità e le discussioni che il mio scritto ha destato. In una storia non occorre spiegare tutto (e forse nemmeno si deve), ma si può certo aprire una discussione.

E visto che è così, vorrei parlare della famigerata citazione western che la protagonista a un certo punto pronuncia parlando tra sé e sé.

— sembro Clint Eastwood in Mezzogiorno di Fuoco!”-

Un tragico errore?

Tranquilli… non si tratta di un errore dell’autrice né tanto meno della trascuratezza dell’editor, o di un attacco all’immensa storia del cinema western.

La citazione sbagliata è una scelta voluta che è servita a caratterizzare il personaggio

Chi tra voi ha già partecipato a qualche presentazione del romanzo sa che la caratteristica preponderante dei personaggi è la possibilità di sbagliare. Una possibilità non concessa ma necessaria perché propria dell’essere umano, che nel romanzo è semplicemente lasciata emergere.

I film del mitico Sergio Leone a fare da esca

Ma visto che ci sono vorrei fornire alcuni elementi di riflessione proprio a partire dai film che hanno generato l’errore da parte della protagonista, film che considero importantissimi: Il buono, il brutto e il cattivo, dell’amato Sergio Leone che nel 1966 chiude la trilogia del Dollaro con un grande Cilnt Eastwood, e Mezzogiorno di fuoco, memorabile pietra miliare del cinema western, diretto nel 1952 da Fred Zinnemann con un grande Gary Cooper.

L’immagine di Clint nel famoso duello finale (in realtà un “triello” visto che gli sfidanti sono tre) in cui il protagonista lancia la sfida posando la pietra sul terreno circolare del cimitero mentre le lapidarie note musicali che tanto somigliano al carillon di Per un pugno di dollari richiamano alcuni contenuti dolorosi del film, è in Così passano le nuvole ( e nell’immaginario della sua protagonista, Luce) sovrapposta a quella di Gary Cooper, uomo di legge che deve vedersela da solo, e per di più abbandonato da tutti, con un bandito che lo sta raggiungendo per ucciderlo.

Non ha forse una sfida Luce davanti a sé? E non la pervade forse una nota di dolore che anticipa ciò che avverrà?

Provate a rivedere i film in questione se ne avete voglia e, se posso suggerire, fate mente locale sul finale di Mezzogiorno di fuoco. Quello che mostra il protagonista restituire il distintivo da sceriffo… Poi rileggete la frase incriminata o forse l’intero romanzo.

Ne avrete una chiave di lettura più profonda e forse si comprenderà meglio il perché di una scelta tanto rischiosa ma che, come autrice, rivendico. La scelta di Luce, la sua chiave di salvezza.

Alcuni livelli di comprensione sono più sottili delle parole. E’ bene che procedano per associazioni e a volte, anche per sovrapposizioni: pensiamo a una cosa sola che invece ne nasconde due, o tre e insomma, la faccenda diventa problematica.

Ma questo in fondo è il bello della lettura.

E la citazione sbagliata di Luce è esattamente il succo dell’intero romanzo: si può sbagliare ma è impossibile cambiare ciò per cui si è predestinati.

Se lo si scopre in tempo, allora saremo protagonisti e non comparse della infinita trama della nostra vita.

E voi, come la pensate? Conoscete queste due pietre miliari del cinema western? Che lettura date?

Avete mai generato un errore di proposito per caratterizzare un personaggio?

E tu che ne pensi? Dimmelo qui: