Come un audiolibro può salvarvi dalla metropolitana

Come un audiolibro puo' salvarvi dalla metropolitanaLo so che siete sempre di corsa e che non avete nemmeno il tempo di fare colazione, o che al mattino vi alzate e con fatica fate tacere la sveglia, che vi ricorda che anche oggi dovete cominciare a correre, e il prima possibile.

E’ la nuova direzione che ha preso da un po’ di tempo la nostra società, in cui siamo solo numeri, e nemmeno primi, che riempiono statistiche, giornali, bar da caffè in piedi e via.

In tutta questa fretta è possibile che qualcosa sfugga alla nostra attenzione, in primo luogo il tempo per noi stessi.

Non è forse così?

Badate che non intendo mica farvi la morale, nemmeno una bonaria ramanzina, so bene cosa siamo diventati, ci sono dentro anche io. E anche io, come forse molti di voi, tante volte ho detto no a cose cui tenevo molto, perché correre era più urgente, o almeno così ho creduto, per un bel pezzo della mia vita.

In tutto questo bailamme, chi ha tempo di leggere?

Una delle cose cui più spesso ci troviamo a rinunciare quando ci lasciamo prendere dall’ipercinetismo, è leggere. Libri, romanzi, saggi, passano in secondo piano perché appunto non abbiamo tempo.

E in effetti leggere richiede qualcosa che forse stiamo perdendo, ovvero la capacità di fermarci, di fare una pausa, rallentare. Io ci ho fatto caso, e voi?

Forse ci vorrà un po’ di tempo per tornare a una vita a misura d’uomo, che tanti guai ci farebbe risparmiare, ma nell’attesa che il miracolo si compia per quanto riguarda la lettura possiamo affidarci a qualcosa che non vedo ancora utilizzare appieno, ovvero un buon audiolibro.

E se ci ascoltassimo un audiolibro?

Bastano un paio di auricolari e molto probabilmente il vostro telefono cellulare e via,  si potrebbe divorare quel romanzo che da tempo volete leggere o di cui avete tanto sentito parlare ma non siete ancora riusciti nemmeno a dare un’occhiata.

Pensateci: mentre andate al mercato a fare la spesa con le mani impegnate, non sarebbe bello ascoltare una storia capace di attutire il rumore di fondo del traffico cittadino?

O mentre aspettate la metropolitana e viaggiate tristi tra volti incazzati già la mattina presto, col sonno che ancora non riuscite a scrollarvi di dosso, che ne sarebbe del vostro inizio di giornata se la voce sapiente e brillante del lettore di audiolibri potesse cullarvi fino in ufficio?

Dite la verità, non vi stuzzica l’idea? Piuttosto che stare con lo guardo fisso sul telefonino, come ormai mi capita di vedere ogni giorno… e un po’, lo dico sinceramente, mi fa paura…

Insomma, per me l’audiolibro è come la radio, mi acchiappa. Perché la radio mi piace? Scopritelo in questo articolo e poi continuate a leggere il post, le novità non sono mica finite.

Come ho scoperto io l’audiolibro

Ve lo racconto subito. Capita da qualche anno che io e il mio compagno si faccia le vacanze in barca a vela. Oh, non su quei mega barconi super accessoriati di cui avete sentito parlare o su cui siete saliti, ma su una barca di soli 7 metri  che ha caratteristiche che la maggior parte delle persone non giudicherebbero sufficienti a passarci sopra un solo week end, figuratevi un’intera vacanza.

Forse siamo un po’ zingari o un po’ matterelli, fate voi, ma se volete saperne di più ho raccontato le avventure di Roc Nére II va in Croazia sul mio blog dedicato alla vela, dategli un’occhiata, così per curiosità.

Torniamo a noi. Dovete sapere che una delle cose che mancano a bordo in questo genere di viaggi è l’elettricità. Di giorno si naviga e quindi non serve, ma alla sera, quando ci allunghiamo stanchi sulle nostre cuccette, ci farebbe proprio comodo, perché qualcosa avresti voglia di veder, che so un film, il telegiornale, un po’ di sano intrattenimento. Invece nisba, funziona solo la radio, a pile naturalmente.

Ma è proprio grazie a questa apparente limitazione che abbiamo scoperto l’audiolibro. Mi pare che fosse proprio Rai 2 in modalità AM a  trasmettere la lettura a puntate di un romanzo, un audiolibro appunto.

Non avete idea della bellezza di quei momenti e che gioia.

Di quanto sia affascinante poter ascoltare le parole e i testi ad occhi chiusi, facendo lavorare a pieno ritmo l’immaginazione e poi lasciarsi trasportare nel mondo generato dalla fantasia degli altri che per un po’ diventa anche il tuo.

Se aggiungete il rullare della barca che ti culla al meritato riposo, avete il quadro di una emozione impagabile. Forse non sarà lo stesso in metropolitana, ma insomma, ci si puo’ tentare.

Il primo mio audiolibro? Moby Dick di Hermann Melville. Leggete il post in cui vi racconto quanto mi sia piaciuto leggere, anzi ascoltare, questo monumento della letteratura.

Dove trovare gli audiolibri

Quando si comincia a parlare di distribuzione e varietà dei titoli, ecco le dolenti note. Le poche case editrici che in Italia se ne occupano hanno abbandonato il campo, il mercato non è decollato, persino peggio degli ebook a quanto sembra. Io stessa ho scoperto per caso questa opportunità, in quanto non è affatto conosciuta né promozionata.

Come al solito, un problema di costi. Non è impossibile venderli, è impossibile guadagnarci sopra il parecchio che serve.

Ovviamente queste difficoltà limitano la scelta sui titoli. Sul mercato quel poco che si trova è legato ai grandi classici, che pure hanno numeri di vendite significativi. Gli audiolibri più riusciti inoltre sono quelli che utilizzano lettori molto noti, voci familiari e amate, professionisti, attori come il grandissimo Paolo Poli, che, pensate, ha letto l’Artusi “La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene” un must per i cuochi professionisti e dilettanti, ma anche per chi semplicemente è consapevole che il cibo, come i libri, sia cultura.

Mi chiedo poi come si tuteli il diritto d’autore e come si fa a proteggerlo con un file audio, ma immagino che il tema sia riconducibile alla vendita on line di musica e forse le differenze sono minime, se non inesistenti.

Ad essere sincera, ci ho persino pensato di pubblicare un audio libro

Sì perché ho scoperto che alcune piattaforme di self publishing, come Youcanprint, consentono di pubblicare il proprio audiolibro. Certo, se già è complicato per un autore che pubblica in self badare all’editing, alla correzione di bozze e alla copertina, leggere o trovare qualcuno che legga per te il tuo romanzo non è proprio semplicissimo, ma si tratta pur sempre di una novità, per quanto mi riguarda anche piuttosto interessante, tanto che ci sto pensando su.

Il canale privilegiato per acquistarli è quello Apple di Ibooks, ma c’è da aspettarsi qualche movimento quest’anno nel mercato degli audiolibri. Sapete perché?

Perché il 2017 è iniziato con la vittoria da parte di alcuni editori tedeschi (in Germania gli audiolibri sono al top in Europa) che è ricorsa davanti alla Commissione Europea per mettere in discussione l’esclusiva che la società Audible (leggi Amazon) aveva con  Apple aveva in merito alla pubblicazione di audiolibri attraverso la piattaforma ITunes, già notissima per la vendita di musica.

Questa esclusività non esiste più e c’è da aspettarsi che il mercato si muova, anche in Italia.

Non è un caso che recentemente nel cuore liberty di Milano, sia nata la SEM – Società Editrice Milanese che giura di dedicarsi proprio alla pubblicazione di audiolibri. E’ qui che entra in gioco l’approccio al mercato fortemente innovativo di SEM. Sarà la prima in Italia a pubblicare contemporaneamente ogni titolo su tre formati: cartaceo, ebook e audiolibro. Persino in self!

Ma servirà ad aumentare i lettori in Italia?

Potremo ascoltare anche romanzi meno noti?

C’è da augurarselo. Il mercato digitale è uno strumento che può attirare soprattutto i giovani alla lettura e questo per me è già abbastanza.

Ma voi lo leggereste – ops – lo ascoltereste un audiolibro?

E se un giorno decidessi di pubblicare in questo formato, sarebbe una buona idea?

Per il momento, tengo le orecchie ben spalancate 🙂


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Commenti

  1. Ehi… Arrivo tardi ma ci sono anch’io!!! Leggo solo ora… si, il tempo, ma soprattutto la malefica influenza che mi trascino da settimane e mi sta riducendo al collasso!! Stanchissima… .
    Nomini la metropolitana e devo dire che per me è un luogo di lettura d’elezione. Io leggo molto, e come ogni buongustaio che si rispetti, quando faccio qualcosa che mi piace scendo in immersione completa, isolandomi da tutto. E in metro, soprattutto a Roma, se vuoi sopravvivere alla ressa, a quelli che spintonano, ai borseggiatori e agli ignoranti rumorosi, bisogna che ti isoli…
    Gli audiolibri, ti confesso, non mi attirano. Ha ragione chi ha commentato prima: leggere ad alta voce, leggere per qualcuno non è facile. Spesso non riesce come l’altro vorrebbe. Io nella lingua apprezzo soprattutto il ritmo, ogni parlata è come una musica… E a seconda dei contenuti, serve il ritmo appropriato. Nella lettura individuale, io so calibrarlo, ma se il suono viene da fuori… Non so, dipende!
    Piuttosto vado di ebook: sono comodi, ce ne stanno tanti in uno smartphone, puoi sottolineare, evidenziare, mettere segnalibri e scrivere commenti. Non occupano spazio fisico e non accumulano polvere…E puoi accedervi da qualsiasi posto ti trovi, basta averli su un cloud! Io vivo in un appartamento molto piccolo, e queste caratteristiche sono davvero ottimali per me.
    Però ho sentito qualcosa letto da te e postato sul blog, e l’ho apprezzato molto. Quindi… .Vai di sperimentazioneeee!!!!
    🙂

    1. Buongiorno Marina, ti aspettavo, ti aspettavo 🙂 come stai oggi? Spero meglio e spero che tu possa riposare e riprenderti al più presto. Ma lo sai che quando ho scritto questo articolo, ho pensato proprio alla metro romana? :))) A Torino non la prendo mai, mentre qualche volta mi capita a Roma. Lì sopra ci sono molte tipologie di persone e per fortuna oltre ai telefonino-dipendenti ci sono i lettori assorti, come te. Alcuni con l’e-reader altri con il classico buon libro cartaceo in mano. In genere io figuro tra i secondi, anche se ogni tanto acquisto ebook, sostanzialmente per le tue stesse ragioni. Ma la cosa che mi piace di più dell’audiolibro è che spesso io faccio lunghe camminate negli spostamenti e devo dire che in quel caso è l’ideale. Lo preferisco alla musica. Lo so che per qualcuno dirò una bestemmia ma è così…
      Venendo alla mia sperimentazione vocale sul blog, sono contenta che qualcuno se ne sia accorto! Tra parentesi domenica è la prima del mese, esce la nuova Pillola d’autore…..

    1. Ciao David, Benvenuto da queste parti :). Sai che non ci avevo pensato alla questione della vista? Eppure recentemente è calata anche a me… 🙂 Hai aggiunto un’altra ottima ragione per sperimentare gli audiolibri… allora aspettiamo una tua opinione dopo il primo ascolto… A presto 🙂

      1. Ho già ascoltato degli audiolibri. Artigianali, mal fatti, mal letti. Ma è stato un esperimento interessante.
        Pregi: 1- comodi, ascolti dove vuoi 2- puoi portarne con te più di uno 3- hai le mani libere 4- metti in pausa e trovi sempre il segno 5- lasciano gli occhi liberi
        Difetti 1- può capitare di perdere l’attenzione 2- quando si è distratti da elementi esterni l’audiolibro prosegue e si perde il filo 3- senza energia elettrica non si possono usare
        Magari non sempre (per me il libro cartaceo ha sempre il suo fascino) ma qualche volta possono essere la soluzione (ad esempio libri di studio).
        🙂

        1. Ciao David, in effetti negli audiolibri oltre al contenuto della storia conta moltissimo anche la voce narrante…. Non avevo invece calcolato la questione della perdita di attenzione.. Ma in verità mi capita anche leggendo un libro cartaceo. Succede quando non sono tanto presa dalla storia… Forse si può rimediare anche con un file audio.. Invece mi viene in mente che si dice che un argomento di studio ti resta più impresso se ti addormenti la sera ascoltandolo in cuffia. Personalmente non ho mai provato ma è in effetti una buona idea. Sembrano ricchi di virtù questi audiolibri, ma in ogni caso non saranno assolutamente in grado di sostituire (almeno nella mia vita) i libri cartacei, esattamente come non lo hanno fatto gli ebook 🙂

  2. Mi è capitato solo una volta di ascoltare l’anteprima di un audio libro e non mi ha soddisfatto, credo perché l’attore non fosse bravo nella lettura: qui casca l’asino. Leggere e interpretare è difficilissimo, inoltre devi avere un timbro che cattura, come molti doppiatori italiani che hanno reso famosi e indimenticabili certi attori e attrici americane. Penso ora alla voce italiana di Marilin…Però credo che l’idea dell’audii libro sia fantastica, riporta agli sceneggiati in radio dei primi decenni del secolo scorco (la radio per tutti nasce in america nel 1920). Insomma occorre forse migliorare la qualità aggiungere un po’ di musica e sperare che le persone ri-imparino a rilassarsi. Ritenterò l’ascolto con altri audio libri, magari funziona meglio, soprattutto la saggistica, magari, che non necessita particolare interpretazione.
    Se hai voglia di fare un audio libro semplicemente fallo!

    PS anche io voglio la barcaaaa !!!!! 🙂
    A presto!
    Emy

    1. Ciao Emilia, il problema con gli audiolibri è proprio la voce, esattamente come in un doppiaggio, anche in questo caso è fondamentale. Un’altra questione è che i titoli che sono in distribuzione sono riferiti a romanzi molto noti e comunque non recenti. Certo potrebbe essere l’occasione per rinfrescare grandi classici del passato, ma a me resta sempre la curiosità per il nuovo…L’idea dell’audiolibro mi frulla in testa da un po’ ma non so se andrò avanti. Mi sembra un lavoraccio… E poi chissà se la mia voce è adatta. Nessuno mi ha lasciato alcun commento sulle pillole d’autore, lì ho cominciato a sperimentare il podcast… domenica tra lìaltro esce il prossimo post… ti va di ascoltare e farmi sapere? Baci per intanto

E tu che ne pensi? Dimmelo qui: