“Così passano le nuvole” , la recensione di Nadia Banaudi

Così passano le nuvole, la recensione di Nadia BanaudiCi sono giorni in cui le emozioni ti sfiorano appena, prendendosi gioco di te. Si palesano un poco, poi si ritraggono, nascondendosi dietro parole, colori e immagini.

Ma nel momento in cui ti si parano innanzi ti accorgi che erano lì già da un po’, ad attenderti in silenzio. Solo che non riuscivi a vederle.

É così che è andata martedì scorso. L’occhiata mattutina alle email prima del vortice della giornata non mi aveva fatto notare qualcosa che in realtà mi era molto familiare, una serie di parole che da sole non significano nulla ma che insieme fanno il mio romanzo d’esordio.

Così sono stata l’intera giornata in sospeso, ignara del fatto che già dal mattino qualcuno aveva preparato per me una bella sorpresa, come un dono prezioso, spontaneo e sincero.

Di cosa sto parlando? Ma della recensione che l’amica e blogger Nadia Banaudi mi ha regalato sul suo blog Svolazzi e scritture.  Così passano le nuvole ha compiuto due anni e mezzo, ma è ancora giovane giovane 🙂

Quando qualcuno apprezza la tua scrittura è sempre un momento di pura felicità. Ma quando quella stessa persona si rende disponibile a promuovere il tuo romanzo, ecco, questo fa la differenza.

Promuovere qualcosa o qualcuno significa metterci la faccia, spenderci del proprio. Non è un gesto che compiono tutti, un po’ per ignavia, un po’ per invidia, un po’ per trascuratezza. Ecco perché la recensione positiva di Nadia è stata da me ancora più gradita.

Se volete conoscere l’opinione di Nadia,  leggete l’articolo completo sul suo blog.

Io mi limito a pubblicare qui l’incipit, giusto per farvi venire l’appetito…..

Dal blog Svolazzi e scritture, di Nadia Banaudi

Un giorno per caso, sfogliando i blog che seguo, incontro su Anima di carta di Maria Teresa Steri  il libro di Elena Ferro “Così passano le nuvole”, pubblicato nel 2014. E’ un vero e proprio colpo di fulmine. Mi piace la copertina, mi piace il titolo, mi piace il nome della protagonista, la sinossi, la storia, insomma non ho scuse e lo compro. Tempo tre giorni tre, Amazon me lo consegna a casa e… 

Leggete il resto della recensione a questo indirizzo

 Cara Nadia,  grazie di ❤

E voi, avete ancora spazio nella vostra lista di lettura per “Così passano le nuvole”? Vi ha incuriosito la recensione di Nadia? 

Commenti

  1. Cara Elena, non ho ancora avuto modo di leggere la recensione di Nadia Banaudi. Sono stato troppo impegnato in questi giorni. Assolvo subito questo compito. Sicuramente sarà una bella recensione.

  2. È vero quello che scrivi: a volte tra scrittori prevale l’invidia, la gelosia invece dell’apprezzamento. Ho corretto bozze, realizzato copertine, scritto prefazioni per colleghi e colleghe che mi hanno chiesto una mano. Gratis. Per il piacere di far piacere. Francamente non sempre c’è stata gratitudine.
    Tu, Elena, invece sei una persona generosa e gentile. Sei grata e fai gesti concreti per dimostrare la tua gratitudine. Così dovrebbe essere. Non siamo in concorrenza per vendere prodotti come bottegai. La scrittura è un bene infinito, come l’aria. Possiamo scegliere di respirarla ovunque. In città, al mare o in montagna. Non c’è concorrenza.
    Un abbraccio
    Eletta

    1. Cara Eletta, ora che hai svelato la tua competenza editoriale qui sulle Volpi potremmo anche chiederti di raccontarcela… … Le competenze che abbiamo vanno valorizzate, in primis da noi stesse. Sai che regalare qualcosa a volte non solo non serve ma è controproducente? Che ne pensi? Un abbraccio

      1. Sì, cara Elena: sono pienamente d’accordo. Il nostro lavoro va pagato. Donare a volte è controproducente e svalutativo.
        Infatti, avendo fatto tesoro delle esperienze, ora mi faccio pagare. La competenza si paga.
        Sono piuttosto riservata nel blog. Preferisco non entrare nella sfera privata.
        Un abbraccio cara

  3. Grazie a te di questo post e soprattutto di aver scritto Così passano le nuvole. Sì lo so, può apparire un carosello di grazie, grazie, ma in realtà nasco come lettrice pura, nel senso che amo davvero leggere. Fino a qualche anno fa voleva dire che girata l’ultima pagina finiva tutto, oggi no. Con l’avvento della tecnologia puoi contattare l’autore, fargli di persona i complimenti e porgli domande, levarti curiosità, insomma un notevole passo avanti. Ogni volta che affronto un libro succede proprio questo: vorrei stringere la mano a chi ha tenuto in mano la bacchetta per dirigere l’orchestra e quando ci riesco è felicità allo stato puro, come in questo caso. Quindi lo consiglio a tutti, leggete e complimentatevi con chi scrive, nulla di meglio per entrambi.

    1. Ciao Nadia, credo anch’io di essere diventati una lettrice diversa. Ho sempre desiderato comprendere le ragioniere della scelta di una storia piuttosto che un’altra da parte di chi scrive. Quando studiavo letteratura ero avida tanto devi testi che della biografia dell’autore, alla ricerca di una traccia che mi portasse allo scritto che avevo di fronte. Il bello è che c’è sempre! Ma oggi, con la possibilità di contattare direttamente l’autore, le domande possono essere rivolte in modalità diretta. Allora a volte è l’autrice stessa a comprendere cose ché non aveva ancora compreso del proprio scrivere. A me è capitato, più di una volta. Per questo considero questi momenti di scambio preziosissimi… Grazie

E tu che ne pensi? Dimmelo qui: