Lo sapevate che… la doppia preferenza è solo di genere


Lo sapevate che....


Care Volpi, siamo vicini a una tornata elettorale per le amministrative di molte importanti città, compresa la mia Torino, e in molti casi per la prima volta sperimenteremo una novità: la possibilità di una doppia preferenza donna-uomo.

Non ho l’impressione che la notizia sia circolata sufficientemente (voi lo sapevate??) e così ho deciso di trattare l’argomento. Inoltre quest’anno si celebra il 70° della conquista del voto per le donne e davvero mi sembrava doveroso parlarne, visto che da allora le cose sono cambiate meno di quello che avrebbero dovuto.

Alle prossime elezioni amministrative troverete nelle grandi città, accanto al contrassegno che indica la formazione politica preferita, soltanto due righe.

La novità è che potrete, armati della mitica matita elettorale, indicare un massimo di due preferenze appartenenti alla lista collegata al simbolo da voi preferito.

Attenzione che qui viene il bello: dovranno essere di genere differente, una donna e un uomo per capirci. Se così non fosse la seconda preferenza sarebbe annullata.

#Si tratta di una legge, esercitiamola!

Eh sì, sebbene come dicevo in premessa questa possibilità non sia molto nota, in realtà esiste e spetta soprattutto a noi donne ma direi a noi tutti esercitarla appieno!

La doppia preferenza o l’alternanza di genere è prevista dalla Legge 215 /2012, che introduce, in attuazione dei principi della Costituzione agli articoli 3 e 51, il concetto di riequilibrio della rappresentanza di genere nelle amministrazioni locali. L’idea è quella di partire dal basso, anche se verso l’alto ancora non c’è un percorso ben definito, a dire la verità.

#Quando si applica la norma

Si applica solamente nelle grandi città ovvero nei Comuni al di sopra dei 5000 abitanti. Su quelle schede infatti potrete esprimere la doppia preferenza, nell’ambito di una stessa lista che si intende votare.

Ci sono due spazi utili per indicare un nome e di questi due spazi uno deve essere dedicato a una candidata donna.

Beh, questo in realtà potete sceglierlo. Potete benissimo non indicare nessuno o soltanto un uomo, ci mancherebbe.

E’ che penso che abbiamo molto da recuperare e dunque sinceramente mi aspetto che ci sia un minimo di solidarietà da questo punto di vista…

#Si tratta di un provvedimento sufficiente a reintrodurre la parità di genere?

La mia risposta è no. Per farlo dovrebbe essere obbligatorio. Ma se nemmeno ve lo fanno sapere figuratevi se poteva esserci un obbligo…

Ma è un primo passo. E un primo passo non va mai sottovalutato.

Certo, la norma come già detto riguarda solo ed esclusivamente i Comuni sopra i 5000 abitanti, e questo lascia fuori una larga fetta di Paese. Il fatto che la scelta sia facoltativa e non obbligatoria limita di molto le sue potenzialità.

Ho forti dubbi che basti a cancellare tutti i decenni di subalternità anche politica e sociale delle donne, ma forse è in grado di calmierarli, di ri-equilibrarli, se la usiamo bene. E dovremmo.

Se tutte e tutti utilizzassimo questa norma, avremmo consigli comunali paritetici, con la metà di donne e la metà di uomini. Ci pensate? Una vera rivoluzione rosa!

Per questo è importante che non rinunciate a scegliere.

#Vi state chiedendo perché dovreste utilizzare la doppia preferenza, vero?

Non vi biasimo. Ma la risposta è semplice.

[bctt tweet=”Il mondo ha tante sfumature. Come sarebbe il cielo se fosse colorato soltanto di blu? ” username=”LeVolpi_blog”]

In Parlamento la componente rosa è al 30%. Voi dite che è sufficiente? Ci avevate mai pensato?

Se la composizione fosse diversa, credete che l’atteggiamento del Governo su una norma importante come la Legge 194, che regola il diritto alla maternità consapevole e all’IVG di cui ho parlato diffusamente in questo articolo, sarebbe lo stesso?

Io penso proprio di no. E in ogni caso, vorrei provarci!

E che dire dei fatti orribili che ancora accadono al corpo delle donne, alla nostra vita, alla nostra libertà. Aggressioni e violenze a un corpo divenuto oggetto di possesso e non consapevolezza, autonomia, identità viva. L’ultima, Sara.

Prima o poi anche nel nostro Paese si dovrà discutere di una seria legge contro il femminicidio, che ritengo urgente. E allora la composizione di genere del Parlamento farà la differenza.

E sono certa che l’atteggiamento su molte altre questioni importanti, come le politiche economiche, il diritto all’istruzione, all’assistenza, sarebbe completamente diverso.

Io lo so perché ogni giorno incontro donne che lottano per raggiungere questo obiettivo e uomini consapevoli che non chiudono loro le porte in faccia ma sono capaci di accogliere la differenza.

E’ a questa platea che mi rivolgo scrivendo questo articolo, è a voi, donne e uomini civili. Fate sentire la vostra voce.

#Che dire in conclusione, esercitiamo il nostro diritto alla differenza!

Insomma io penso che sebbene non sia sufficiente, questa norma sia senza dubbio un primo passo. Ora va agito!

Se l’informazione non ne parla abbastanza chiedetevi il perché. Chiedetevi se tutte quelle discussioni sul potere, sulla sua centralizzazione, abbiano o meno un senso. Partite dai fatti concreti. E poi agite.

Chiedetevi se anche voi potete fare un piccolo gesto per contribuire ad abbattere il muro di silenzio, magari condividendo questo articolo sui vostri profili social… 🙂

Io ho scelto di scrivere nel primo rigo una donna.

Il cambiamento va agito, non sbandierato.

So che ho a disposizione solo un piccolo gesto da compiere e lo compirò con orgoglio.

E voi, che ne pensate? Conoscevate questa novità? Intendete utilizzarla?

E tu che ne pensi? Dimmelo qui: