Ho messo il blog su una pagina Facebook (ma non sono sicura di aver fatto bene)

Ho messo il blog su una pagina Facebook (ma non sono sicura di aver fatto bene)
La Pagina di Elena Ferro Autrice

Tempo fa, presa dal sacro fuoco della condivisione, mi sono decisa ad aprire una pagina Facebook per promuovere le mie pubblicazioni e il mio blog,  questa.

Notevoli esperti del settore, tenutari di altrettanto autorevoli blog, fonti inesauribili di ottimi consigli per blogger alle prime armi, suggeriscono di separare il profilo personale o professionale da quello del lato di noi che per ragioni oscure e innominabili ci ostiniamo a nutrire, ovvero quello della scrittura.

E quel che è peggio, non ci accontentiamo di scrivere e basta, ma vogliamo essere lette e dunque condividiamo la nostra preziosa produzione in lungo e in largo.

Da tempo mi chiedo se ho fatto bene a mettere il blog su Facebook

Senza dubbio una Pagina Facebook è un ottimo viatico per comunicare eventi di presentazioni del romanzo che ho scritto sperando nel frattempo di pubblicare anche il secondo, appena terminato.

E’ utile per condividere gli articoli del blog, di blog che seguo e che possono interessare i miei lettori, evitando di spammare gli amici che seguono il tuo profilo personale per ragioni estranee alla tua attività di scrittrice compulsiva.

Io li capisco, si proteggono tralasciando di mettere mi piace alla Pagina, fino a quando non si trovano di fronte ai tuoi articoli, che magari non conoscevano, e allora prima li leggono, per simpatia, e poi forse ti premiano con un mi piace, consentendoti di avanzare nella virtuale classifica delle Pagine più piaciute del web.

 Sapete una cosa? Non li biasimo. Sapere che c’è gente a cui piaci non in modalità scrittrice fa tirare un bel sospiro di sollievo  😉

E’ indubbio però che tenere aggiornata la Pagina, seguire i commenti, renderla appetibile con foto e background accattivanti richiede attenzione e dunque mi domando:

Ne vale la pena?

Giro la domanda a voi, voi che frequentate le Pagine come utenti e voi detentori della famigerata Pagine, vittime consapevoli o inconsapevoli di Facebook.

A questa domanda si può rispondere solo dopo aver risposto ad un’altra domanda.

Secondo voi gli articoli condivisi su Facebook vengono letti?

E qui casca l’asino, perché la mia risposta alla domanda è un no. Diciamo un no al 70%. Vi torna? Io ne ho le prove!

Se osservo le statistiche che mi fornisce l’insostituibile plug in tutto fare Jetpack, gli accessi al sito da Facebook sono al terzo posto degli accessi totali, a grande distanza dai primi e dai secondi, gli accessi diretti e quelli da wordpress. Ci sono mesi in cui persino gli aggregatori di notizie superano Facebook e a volte persino Twitter. A proposito, il mio blog funziona piuttosto bene su twitter e il vostro?

Dimenticavo di dirvi che recentemente la mia pagina ha superato brillantemente i 1000 followers, un numero di tutto rispetto considerato i tempi di attivazione, e poi sono tutti veri, perché sapete bene che i like si possono acquistare  🙄

Insomma, almeno per quanto riguarda il blog mi sento di dire che la Pagina Facebook è utile a far circolare il nome Volpi che camminano sul ghiaccio o Elena Ferro Autrice (la gente si chiede: autrice di che? E va a guardare..) ma a diffondere contenuti e riflessioni… ummmm io ho parecchi dubbi, non so voi.

Facebook è dunque un cavallo bolso?

Il punto è questo: Facebook ha fiato abbastanza o sta perdendo i colpi? E qui siamo nelle riflessioni sui social media, possiamo farlo anche da questo piccolo blog, un ragionamento su cosa accadrà nel prossimo futuro, tanto per scambiarci qualche idea su come andare avanti.

Quando ho aperto il blog l’ho fatto perché avevo qualcosa da dire che spesso andava oltre gli spazi mediamente suggeriti per un post su Facebook, figuratevi il limite dei 140 caratteri su Twitter!

Dunque prima ho cominciato a utilizzare Facebook e poi il blog. Il problema era che le cose che avevo da dire volevo restassero diciamo così “ai posteri”, mentre su Facebook il giorno dopo che hai postato qualcosa è già obsoleta, o quasi. Mi è parso un limite, almeno per l’uso che volevo farne io.

Inoltre ciò che scriviamo deve restare disponibile, perché ciascuno di noi maneggia materiale fragile, il dialogo con le persone, e occorre assumersi le responsabilità di ciò che affermiamo e del tono con cui lo facciamo.

Su Facebook puoi dire tutto quel che vuoi e poi cancellarlo. Certo qualcuno potrebbe osservare che è possibile usare la “censura” anche su un blog, ma se cancellassi qualche articolo ve ne accorgereste subito, pena un numero infinito di redirect.

Su Facebook tutto è possibile, tutto va e viene in un amen. Anche i commenti, anche le opinioni, anche gli scambi. E’  volatile, impermanente.

In più qualche tempo fa ho letto un articolo piuttosto interessante di  Massimiliano Cremonini , Segni che Facebook diventerà irrilevanti in due anni (o forse meno).

Nell’articolo Massimiliano evidentemente in possesso di dati acclarati, sostiene la sua tesi attribuendone le ragioni ad alcuni fatti:

  1. Gli utenti postano sempre meno contenuti personali ma ri-condividono cose prodotte di altri
  2. Le aziende investono sempre meno in pubblicità

Ecco, in questa riflessione che qui ho brutalmente sintetizzato (vi rimando al’articolo per una lettura completa), ho ritrovato il dubbio a proposito del mio cavallo bolso.

Anche Facebook è consapevole di soffrire di asma, gli manca un po’ di respiro, come a un cavallo bolso!

Pensateci bene: di sicuro avrete notato anche voi le richieste continue di Facebook di condivisione del video del compleanno, dell’onomastico, di qualunque cosa. I ricordi che ogni giorno ci chiede di ri-condividere dei nostri gloriosi anni passati, la celebrazione di amicizie che non ricordavi nemmeno più di avere stretto con persone perlopiù sconosciute, la continua emulazione di piattaforme come Instagram (inutili e fastidiose, almeno secondo me!)  il buon giorno e la buona sera qualche volta.

Insomma, se non fosse che ho deciso io stessa di installarlo, potremmo parlare di uno stalker tecnologico.

Per tacere di Messenger!

In definitiva, serve ancora avere una Pagina Facebook?

Nonostante tutto io sono giunta alla conclusione che la risposta a questa domanda sia un sì. Sempre che coloro che hanno apposto il classico mi piace lo abbiano fatto di spontanea volontà e non perché non osavano dirvi di no quando glielo avete chiesto, o perché si aspettano che un giorno voi risponderete altrettanto positivamente quando vi chiederanno di mettere un bel mi piace su unapagina che loro stessi hanno creato o ch e supportano.

Voglio dire che le Pagine funzionano se c’è un interesse reale delle persone in ciò che ci condividi, non se ci sono interessi reciproci di raggiungimento di numeri che possano farti sentire qualcuno in quello spazio labile e dai confini incerti che è la rete.

Se avete la fortuna di avere dei veri fans, allora siete a cavallo. A me ne sono capitati un po’ e li tengo ben da conto, come si dice dalle mie parti. Condividono i contenuti che apprezzano, ogni tanto commentano, si fanno vivi spesso, anche solo con un mi piace. Insomma, siamo una piccola compagnia!

Ma ho un dubbio, atroce

Sono quasi certa che gli articoli spesso non li leggano o non li leggano per intero. Pare che capiti a molti. Andiamo troppo di fretta per approfondire i contenuti, ci colpiscono le immagini e sono quelle che devono comunicare subito un messaggio. Non è un caso che Instagram stia soppiantando gli altri social network. E’ più easy, più immediato e soprattutto richiede meno impegno e attenzione.

Un po’ come dire:

“Ti seguo perché mi piace ciò che scrivi ma non chiedermi di leggerlo”

Il nuovo paradosso della comunicazione multimediale di oggi, non trovate. E pensare che siamo tutti convinti di comunicare di più e meglio….

E voi, avete già aperto una Pagina Facebook? Come la utilizzate e soprattutto, siete soddisfatti?

 

 

36 thoughts on “Ho messo il blog su una pagina Facebook (ma non sono sicura di aver fatto bene)

  1. Penso che facebook sia molto nazional popolare, per cui ciò che scrivi non deve essere per forza di valore per piacere. È vero quello che dice Massimiliano Cremonini, le persone scrivono meno e condividono foto di animali, spiagge etc etc. In fondo fb è nato per avvicinare amici ormai dimenticati. Penso, ma questa è la mia opinione, che per una scrittrice sia meglio curare un blog. Facebook è dispersivo e ha un pubblico che in prevalenza vuole solo distrarsi o chattare con un amico.

    • Ciao Emilia, è vero, FB era nato per ritrovare gli amici del Liceo, una sorta di amarcord e oggi è più simile al cazzeggio on line! Certo è meglio un blog per chi ama scrivere, ma mi è capitato di essere contattata anche su FB per le mie pubblicazioni. Stavo pensando che anche gli eventi e persino le dirette FB potrebbero essere utili per promuovere contenuti o pubblicazioni… Ecco, forse si dovrebbe offrire qualcosa tipo fast food e poi sul blog l’approfondimento… Che ne pensi?

  2. Purtroppo è un dato di fatto che Facebook faccia arrivare i post delle pagine solo a un 30% degli iscritti. E’ così da alcuni anni, perché vogliono spingere sulla pubblicità a pagamento. Va da sé che un po’ la fantasia ti passi di curare la pagina, tanto che io la uso quasi esclusivamente per condividere i post del blog e qualche altro articolo. Visto che si accede a un maggior numero di persone con il profilo personale, a che serve la pagina? Però condivido con te l’idea che sia comunque bene averla, anche perché non è detto che tutti vogliano un contatto stretto come quello dell'”amicizia”. E anche per questo io ho smesso di mandare inviti, preferisco avere pochi like ma che almeno siano spontanei.
    Sul tuo dubbio finale, invece, che dire? E’ proprio così, si va di corsa, si leggiucchia, si preferiscono i post brevi, poco impegnativi, e le immagini. E’ triste, ma temo che ci sia poco da fare.

    • Sai che non ero al corrente della faccenda del 30% dei post visibili? Quante se ne imparano dalle blogger di lunga esperienza 🙂
      Sul fatto che FB spinga sulla pubblicità a pagamento non ci sono dubbi. Praticamente ogni volta che promuovo un mio post sulla pagina, poi puntualmente FB mi propone di fargli raggiungere un pubblico più vasto investendo il giusto (che poi sono minimo 20 euro). Per un post del blog, insomma, mi sembra proprio eccessivo… Una volta sola all’inizio ho accettato una campagna promozionale per pubblicizzare il sito http://www.elenaferro.it... Ma tornassi indietro non lo rifarei…. Anche gli inviti ho provato, ma concordo con te, sono proprio fastidiosi.. E’ che senza è proprio difficile farsi notare, non trovi?
      E speriamo che le persone abbiano voglia di leggere i nostri post, che sono certamente più lunghi dei pochi caratteri di un Tweet….. Vi tengo strette/i… 🙂

  3. Anch’io come te sono una blogger e utilizzo i social come rimbalzo visivo immediato dei post. Prima, al suo sorgere, ero piuttosto attiva su Twitter poi il vento è cambiato e ora entro raramente. In Facebook entro ancor più di rado. Oggi se scrivi non puoi fare a meno di segnare il territorio sui social. A volte capita di fare accidentalmente ottimi incontri, altre volte no. Ho conosciuto persone che sono diventate amici con cui c’è un vivo contatto personale anche fuori dai social. Quindi, come in una piazza urbana cosi in una piazza virtuale capita di fare ottimi buoni incontri oppure di vagare tra sconosciuti.
    Eletta

    • Ciao Eletta, grazie per il tuo contributo e bentrovata 🙂 Sono anche io dell’avviso che un affaccio sui social sia necessario. Farlo in modo intelligente è la vera sfida. Dove per intelligente intendo che non sia eccessivo per gli altri, che porti una novità (se è la stessa cosa del blog, a mio avviso serve a poco, o almeno così io ho sperimentato) e che ci faccia divertire. Incontrare nuove persone? Mi ha fatto riflettere la tua affermazione e ci ho pensato su bene. Ma sai che amici nuovi non me ne sono fatti? Semmai ho riscoperto vecchie conoscenze o alimentato conoscenza recenti. Ma tutte filtrate dal rapporto vis a vis….. Sei fortunata 😉

  4. Proprio in questo periodo sto riflettendo molto sul ruolo dei social. L’istinto mi dice di chiudere tutto e tornare totalmente alla vita reale. Fatta di persone reali. Anch’io ho una pagina relativa al mio blog. Lì ho davvero il conto di chi legge sul serio i miei post e mi segue non perché invitato. Pochi like ma buoni, ha scritto qualcuno qui. A me non interessano i like, ma trovo la parola condivisione meravigliosa! 🙂 Grazie per questa tua riflessione.

    • Ciao Chiara, benvenuta tra le Volpi! Anche secondo me la parola condivisione è meravigliosa. Significa prendersi cura, farsi carico, valorizzare, tutte cose che spesso, per invidia o altro, non siamo capaci di fare. Quando leggi qualcosa scritto da altri il bello è trovare ciò che di originale c’è e valorizzarlo, metterlo in luce. Non ciò che non ti è piaciuto o su cui fare le pulci, è una questione di atteggiamento. Siamo forse diventati invidiosi e guardinghi? Pochi like ma buoni, e i tuoi sono tra questi. Grazie 🙂

  5. Facebook predilige, come tutte le reti sociali, contenuti “originali”. Non ama molto, per esempio, che si pubblichi video di YouTube, ma preferisce che si realizzino video per lui. In genere, si consiglia di realizzare quindi contenuti per quella specifica piattaforma, e di evitare di “replicare” quelli realizzati altrove. Io però predico bene e razzolo male! 🙂

    • Ciao Marco, benvenuto nel blog 🙂 E’ vero, FB come tutti i social del resto amano contenuti originali fatti appositamente per loro. Persino le dimensioni del testo e delle immagini si devono adeguare e sono pressoché diverse… Certo riuscire a differenziare la comunicazione di un medesimo contenuto non è facile, richiede tempo ed energie. Ne cale sempre la pena, ma il tempo speso per concepire i diversi messaggi deve essere commisurato al peso del risultato…. Anche io razzolo male 😉

  6. Giuseppe says:

    Facebook è fatto più per le cavolate. La mia esperienza dice che, quando condivido un post su facebook non solo non lo legge nessuno, ma anche i “mi piace” scarseggiano. Pubblichi una emerita cavolata tutti lì a commentare. Quando, invece, condivido su altri social come Google + o LinkedIn è diverso. Trovo più risposte.

    • Ciao Giuseppe, hai ragione sui contenuti. Conosco i contenuti sul tuo blog e sì, concordo, non li vedo adeguati a FB….. Non hanno niente a che vedere col cazzeggio, sono scuole di vita e di pensiero in pillole (da circa 1000 parole, se non sbaglio) ……

  7. Cara Elena, ho letto l’articolo e non condiviso alcuni presupposti. Sono convinta che utenti poco attivi non siano un costo, come scrive l’autore, ma comunque un investimento. Ricorderei a tutti noi che Facebook è un grande contenitore di dati, e i dati si vendono…
    Quindi, mentre le persone giocano in uno spazio (virtuale) disponibile, vengono usate. Nihil datur gratis, cosa ovvia e giusta. La soluzione, in un gioco qualsiasi, sta nell’usare le regole a proprio vantaggio. Quindi: posso usare fb per farmi conoscere, intanto che rendo disponibili i miei dati e quelli di chi mi si avvicina. Posso usarlo per informarmi su alcune persone e le loro attività. Posso utilizzarlo solo per far passare il tempo…
    Tutto può essere utile ed inutile, dipende dagli scopi sottesi .
    Bisogna certamente fare la valutazione dei costi, come scrivi, quindi l’utilità del gioco, chi può comprenderlo davvero se non chi lo sta giocando? Ognuno conosce le proprie coordinate …
    😉
    Un abbraccio

    • Cara Marina, buona sera a te. E infatti abbiamo deciso di giocare e giochiamo. Sulle regole temo che chi le ha dettate le domini, come sempre. Però conoscerle può essere utile ad utilizzarle al meglio che si puà. Ma non avremo mai noi in mano il pallino…..
      Ma tu, ci sei su FB? Un abbraccio a te

  8. Ciao Elena 🙂
    Gestisco due blog, uno general-artistico, a mio nome. E uno sui motori (mia passione da sempre) che firmo come Lo Zingaro.
    Per entrambi posto l’articolo e poi lo pubblico sulla pagina personale dei social.
    Normalmente i miei articoli sono brevi, proprio perché io stesso non ho voglia di leggere, presumo che neppure gli altri ne abbiano molta. Mi viene più difficile posare un articolo corto in Officina dello zingaro, in quanto un discorso tecnico prende il suo tempo e va completato.
    Credo che vada fatta un’analisi dei risultati, magari i social sono usati male e danno pochi risultati. A me sta bene perché sono ancora in fase di lancio, per cui di social mi arriva molto traffico e per me va bene. Per ora non ho intenzione di aprire pagine su fb, in quanto non ne sento il bisogno, mi basta la pagina personale e se dovessi vendere un libro certamente mi pagherei un po’ di pubblicità, magari targhettizzata e studiandomi bene come farla.
    Penso che il modo di fare influisca sugli strumenti da utilizzare. O si adatta il modo allo strumento o si cerca lo strumento per il modo 🙂

    • David, conoscevo il tuo blog personale, ma non la tua “vera ” passione… Sono andata di corsa a vedere la tua Officina e mi sono iscritta. Almeno imparo qualcosa e non mi fregano più sulle auto 😉 In merito al’uso di FB ads per la promozione del libro, ci penserò, sai. Se mai riuscissi a pubblicare il secondo, userò senza dubbio la promozione targettizzata di FB…. Come ho detto ho tentato una campagna ma con risultati non soddisfacenti. Forse avevo tagliato male il target…

      • Ti ringrazio 🙂 ma temo che i tecnicismi meccanici siano noiosi per una signora, mentre un uomo è per sua natura più portato per la meccanica.
        Spero comunque di esserti utile 🙂
        L’errore di pubblicazione lo avevo fatto anch’io, a suo tempo, per cui so che è doloroso e diventa disincentivante vederne i risultati. Sopratutto se non comprendi l’errore. Sai di aver sbagliato m non sai come correggere. Deprimente davvero.

  9. E’ strano come Facebook sia descritto in maniera diversa dalle persone, a seconda dell’uso che ne fanno o di quello che vedono fare agli amici che hanno agganciato. Per qualcuno serve a recuperare vecchie amicizie, per altri è un aggregatore di news, c’è chi lo utilizza solo per rilassarsi, ridere e giocare, chi invece per condividere le proprie passioni a ogni latitudine. Negli ultimi mesi io ci studio pure, tramite i gruppi chiusi a invito (dopo aver pagato l’iscrizione/abbonamento/quota). Molte cose interessanti mi passano sotto il naso prima in bacheca che su Google. Però molto dipende da quali persone, quali pagine e quali gruppi seguire. E la scelta la facciamo noi.
    Per quanto mi riguarda non ho una pagina, questo perchè al momento non la ritengo indispensabile, dato che sui profili personali si può attivare il bottone Segui e rendere disponibili gli aggiornamenti dal blog ugualmente. Ovviamente è una scelta temporanea, perchè giustamente la pagina richiede gestione che ora non riuscirei a seguire.

    • Ciao Barbara, allora vuol dire che FB è vivo! Dei gruppi chiusi di studio (a pagamento) non ne sapevo nulla…. Tematiche informatiche o di scrittura? Se non hai un profilo pubblico che usi per lavoro (come me) e che non puoi infarcire di troppe “amenità”, allora stai lontana dalle Pagine il più possibile 🙂 : Sono un lavoraccio! Buona giornata

      • Gruppi di studio per tutti i gusti: dal marketing alle lingue, dall’allenamento fisico a quello scrittorio. Diventa di fatto una piattaforma di e-learning a basso costo, con file e video condivisi, e sessioni di video in diretta.

  10. Marco Lazzara says:

    Ogni tanto vedo che dalla statistica chi legge i miei post viene da FB. E io non ho manco un profilo. Quindi immagino che almeno a livello di diffusione, funzioni. Essendo uno strumento, dipende tutto dall’utilizzo che se ne fa, e poi dall’ottimizzarlo.

    “Ti seguo perché mi piace ciò che scrivi ma non chiedermi di leggerlo”
    Credo che a volte potrebbe essere anche dovuta a una lunghezza del post. Se poi il contatto avviene su un social, che di natura è breve, la cosa peggiora.

    Comunque nel mio caso potrebbe essere:
    1) “Non ti seguo: non mi piace ciò che scrivi e quindi non chiedermi di leggerlo”
    2) “Ti seguo perché mi piace ciò che scrivi ma non chiedermi di commentarlo”
    3) “Ti seguo, o almeno io concepisco così il seguire: ti aggiungo su G+, ma poi mai che venga sul tuo blog a lasciare un commento. Questo anche se tu vieni più o meno spesso sul mio. Sì, sono convito che ciò scrivi sia ottimo, eh, ma non chiedermi di leggerlo o peggio ancora di commentarlo, dai rimaniamo semplicemente che tu continui a venire sul mio, OK?”

    😀

    • Ciao Marco, non voglio essere fraintesa, FB è uno strumento molto utile e per me lo è stato, specie all’inizio e anche oggi che la mia pagina è ben seguita non mi lamento. La questione è se serva a trasmettere il contenuto o se veicola solo un “brand”. Sul tema della sintesi ammetto che devo lavorarci, e giuro, davvero giuro che a partire dal prossimo post starò attenta, poi ditemi come sono andata 🙂 Mi soffermo in particolare sul terzo punto che hai elencato e mi chiedo: A che pro aggiungerti su G+ o chiederti l’amicizia o mettere un mi piace sulla pagina se poi non leggi e non mi dai mai un riscontro? Io, anche se lo ammetto è oneroso in termini di tempo, cerco di essere conseguente anche sui social. Se ti seguo ti leggo. Se vieni sul mio blog mi pongo il problema di venire a vedere il tuo, mi pare il minimo. A parte i contenuti scientifici rilevanti che forse da qualche parte si possono pure trovare, per il resto siamo solo noi che ci raccontiamo… Possiamo piacere o no, ma una chance la meritano tutti…
      Ah fammi poi sapere se ti devo aggiungere su G+ 😉
      Una buona serata
      Il terzo è favoloso. Forse nasconde un pò di sano narcisismo e un pò di strana voglia di tenere tutto per sè. E ne abbiamo già parlato, non è vero? Ma in fondo, per noi che scriviamo per amore, per passione, perché ci piace, quando troviamo qualcuno che ci aiuta a migliorare o apprezza il nostro lavoro siamo felici. E’ quando rimaniamo soli con la nostra bacheca che comprendiamo che qualcosa va assolutamente modificato. Ma non di certo per avere più like su FB, ma perché uno scrittore ha bisogno di lettori….

  11. Potrei sbagliarmi perché non essendo su FB non lo conosco poi così bene, ma credo che più che passarci direttamente contenuti sia più fonte di ricerca (cioè un ponte verso link esterni). Insomma, diffusivo. A meno che i contenuti siano brevi, allora può funzionare direttamente. Altrimenti il suo scopo principale: messaggistica breve, che è più o meno lo scopo per cui era nato.
    Sulla questione G+, sono anni che mi pongo la stessa domanda e ancora non ho trovato risposta. Credo sia difficile capire il percorso logico-mentale che seguono altre persone. Sempre supponendo che ne abbiano uno e non facciano le cose a caso, cioè tanto per fare (che è anche plausibile).

    P.S. = Mi hai aggiunto su G+ diverse settimane fa, smemorella…

  12. Ciao Elena!
    Io ho una pagina FB del Moz O’Clock ma in effetti non ha molto successo. Dal 21 marzo cerco di ripotenziare tutto, a partire dal blog.
    Paradossalmente ho aperto una pagina FB sugli anni ’80 e ’90 e la gente si iscrive a gogo.
    Non ho ancora deciso cosa fare, forse tolgo la pagina FB del Moz O’Clock e tengo il mio profilo.
    Quando ho fatto le dirette quotidiane, sulla pagina non mi cagava nessuno mentre se le facevo dal mio profilo avevo interesse alle stelle. Quindi è che proprio la pagina non viene vista di buon occhio, boh!

    Moz-

    • Ciao Miki, scusa per l’inconveniente del commento in spam, non era mai capitato, ha beccato te :))
      Eh sì credo anche io che la pagina FB sia come dire, schizzata dai più a favore del profilo personale 🙂 Vediamo tra tutti i nostri esperimenti che cosa viene fuori… Almeno rimettessero i sondaggi …

  13. Eccomi..sempre piú tardi, accidenti!!!
    No, per me niente fb. Ho imparato un pó ad usarlo, ci ho giocato un po’ ma non fa per me. Ha ragione Marco, fb chiede brevitá, interventi ad effetto, cose pungenti e piccanti. Lo sai… A me piace prendere il mio tempo…

    Comunque non é detto che chi condivide i tuoi scritti e non commenta non sia un tuo lettore serio… Molte persone amano ascoltare ma non parlare… É un altro modo di partecipare e condividere, dentro di sé, gli incontri.
    E quanto ad avere in mano il pallino, su internet…Naaaaa! C’è, ci usa, usiamolo! Felici tutti! 🙂

    • Marina fa le ore piccole :)). Buongiorno, ecco un’altra amica cui piace chiacchierare a lungo….
      FB non fa per noi? Mah è possibile, ma ci sono milioni di persone lì sopra, io insisto per trovare la formula giusta prima di mollarli … A presto cara

  14. Io credo una pagina facebook possa essere utile per fare da ponte verso il blog. Sinceramente avevo intenzione di sperimentare contenuti personalizzati attraverso le note, vi farò sapere come procede. Facebook ha però la grande potenzialità di possedere un numero enorme di lettori con un numero enorme di interessi. Gli annunci di facebook ads (che è possibile fare unicamente da una pagina e non da un profilo) ti permettono di intercettare persone potenzialmente interessate ai tuoi articoli con pochi spiccioli. Sarà questo l’unico motivo valido per tenere viva una pagina?

    • Caro Enrico, benvenuto nel blog! Scusa per il grande ritardo con cui ti rispondo, ho avuto qualche problema con lo SPAM, dove era finito il tuo commento…. Io ho utilizzato la funzione Facebook ads per promuovere qualche post che ritenevo rilevante, ad esempio quelli del blog che rimandano a mie pubblicazioni. Non che abbia investito una grande cifra, ma al di là dei numeri di mi piace e di condivisione, interessanti, le vendite non hanno subito l’accelerazione che mi aspettavo. Invece non ho ben capito la questione delle note per tenere il collegamento tra Facebook e blog. Che cosa intendi?

E tu che ne pensi? Dimmelo qui: