Illusioni social


Illusioni socialHo appena compiuto un anno di blogging e già mi sento autorizzata ad apportare migliorie, a ricercare nuovi strumenti e contenuti, layout e quant’altro per rendere ancora più interessante e graficamente accattivante questo blog.

Ho deciso che mi prenderò qualche giorno di riflessione prima di cucinare qualcosa di nuovo per voi.

Fermarsi per progettare il futuro, niente male come idea.

Facciamo un sondaggio

L’idea nasce dal brusco risveglio che molti hanno avuto lunedì mattina, quando, a fronte di una campagna piuttosto massiccia on line a proposito del referendum relativo alle concessioni sulle trivelle, campagna cui ho partecipato anch’io da questo blog (leggi l’articolo se ti va) la percentuale delle persone che ha deciso di ignorare i seggi e di fare altro, fosse anche niente di niente, paragonata a quella relativa a tutti coloro che hanno spammato i siti per inneggiare alle tre soluzioni possibili, si, no, mi astengo, è davvero altissima.

Allora oggi vorrei partire da una domanda a cui vi chiedo la cortesia di rispondere sinceramente, perché vorrei tornare a riflettere sul ruolo dei social media oggi. Avevo già cominciato tempo fa con questo articolo, evidentemente ho bisogno di tornare a discuterne con voi.

#La domanda è: la nostra identità social è coerente con quella che esprimiamo nella nostra vita quotidiana?

Facciamo una constatazione, che la realtà a volte è amara, ma sempre rivoluzionaria.

Ciò che propagandiamo, sosteniamo, ‘spingiamo’ sui social ha effetti sulla realtà che sono rifratti rispetto a quelli che ci aspetteremmo. In altre parole, il rapporto tra mondo e personalità virtuale e mondo e personalità reale è ormai così disconnesso che stentiamo a riconoscere a volte persino noi stessi.

Un esempio? Timidi nella vita e iper sociali sul web o cauti e circospetti on line ma iper gossippari nella vita. Insomma, siamo a una dissociazione?

#Siamo veri o falsi sui social?

Il punto è se e come il web trasforma, modifica, rifrange la nostra personalità.

A volte ho l’impressione che le parole e le argomentazioni, lanciate alla velocità della luce su soggetti più o meno senzienti (l’utente medio sui social) proiettino l’informazione altrove. Siamo impermeabili al confronto, oramai anche on line. Selezioniamo solo l’informazione che ci interessa, nel senso che cerchiamo le risposte che vogliamo sentire.

Se fosse davvero così bisognerebbe spiegarlo a politici, opinion makers, commentatori vari. Rinunciassero a comizi on line! Forse finirebbero per convincere i già convinti e allontanare tutti gli altri. In generale, credo che da un pò di sana astinenza ne beneficeremmo tutti.

Altra cosa è l’espressione di un punto di vista che ricerchi la verità delle cose, in tutte le sue sfaccettature, che è quello che si prova a fare su questo blog. Certo è meno spiccia, ma forse utile. Che ne dite?

E se davvero aver detto qualcosa su un social, aver messo un banale “parteciperò” ad un evento cui non andrete mai, un mi piace a un post che nemmeno lontanamente vi interessa ma che pensate farà tanto piacere all’amico virtuale, ecco aver  fatto tutto questo vi facesse sentire un pò più liberi da impegni?

Come se la vostra parte l’aveste già fatta per poi continuare a dedicarvi alle vostre altre mille incombenze quotidiane (sperando non siano altri social)?

#C’è differenza tra la nostra identità on line e quella reale?

Forse sì. E in rete la nostra identità può persino essere rubata, oltraggiata, ma anche mistificata e cambiata, persino da noi stessi. C’è da riflettere sul significato di tutto ciò.

Sui social ci siamo ma senza esserci veramente. C’è sempre una via di fuga aperta, una way out dalla responsabilità oggettiva.

Separando il reale dal virtuale, manterremo in piedi due avatar che un giorno potrebbero entrare in conflitto, soprattutto con se stessi .

Il codice del disimpegno è molto meno faticoso del contrario, e non presuppone alcuna responsabilità. Comodo in una società in cui nessuno chiede più conto di niente.

Dietro il tuo nickname si nasconde ancora una persona vera?

Sono certa di sì. 

Ma occorre tirare fuori l’anima.

Voi che ne dite?

Commenti

  1. E allora aggiungo anche io il mio pensiero… È accaduto di recente un fatto curioso. Sul mio blog è intervenuto di recente un commentatore anonimo che ha espresso una riflessione sul post che avevo da poco pubblicato. Il testo che mi sono trovata davanti ha evocato una situazione sgradevole che stavo vivendo con alcune persone che si sono dimostrate piuttosto meschine, e anche parecchio vigliacche nei miei confronti. Così, ancora calda la ferita, ho fatto una associazione, e ho collegato l’anonimo commentatore a quello sgradito qualcuno. Riprova ne è stata (cosi ho pensato) il suo rifiuto di svelarsi, nonostante l’invito bonario. Quindi ho dato uno strattone (dopo la dichiarata disponibilità, ma anche ignorata, ad un confronto in privato) e il filo si è interrotto. A dirla tutta oggi mi chiedo se, nonostante la stranezza della dinamica, non avessi preso un granchio. Probabilmente si e trattato di qualcuno che rifletteva sulla propria situazione “ad alta voce”, in uno spazio che glielo rendeva possibile. Ma non aveva voglia, per motivi privati, di esporsi troppo.
    Potrei aggiungere le riflessioni ulteriori che il caso mi ha portato a formulare, ma andrei fuori tema. Quindi, per arrivare al tuo quesito: credo che a volte, sui social, non si mente, ma si dice, anzi, ciò che apertamente sarebbe difficile dire. È vero che il web ti mette davanti al mondo, ma proprio quell’illimitato sembrerebbe schermare. Mi viene in mente uno spezzone di un fjlm in cui il protagonista riflette sulla risposta da dare ad un fastidioso invito ad una festa, e chiede: mi si nota meno se vengo e sto in un angolo, o se non vengo per niente? Intendo dire che una festa affollata (il web)potrebbe esser a volte percepita come un concerto, o una situazione-disco, in cui ci sei, ma non ti si nota troppo. Non è il mio caso, ma credo sia quanto è accaduto all’anonimo citato.
    Ognuno a suo modo… .di spazio ce n’è!
    🙂

    1. Buon giorno Marina, la situazione che hai raccontato giustifica una volta di più la scelta di molti blogger di accettare solo commenti da persone conosciute o che esplicitano la loro identità. Tutto ciò che ho scritto nell’articolo ha un presupposto: che chi partecipa alla vita ‘social’ si sveli, è il minimo, altrimenti, è un rischio. Troppo facile dire cose, anche che si pensano davvero, mascherando la propria identità . Allora a che serve essere sinceri? Non credi?
      Forse la congiunzione astrale vi ha fatti incontrare e scontrare su questioni che entrambi avevate vissuto separatamente o forse no, in ogni caso, avrebbe dovuto dire chi era.
      Penserò se inserire anche io una regola di questo tipo nel mio blog, anche se non mi è ancora capitato nulla di sgradevole per la verità.
      E comunque, in merito alla tua osservazione finale, a una festa ti si nota di più se non vieni, ma se decidi di stare in rete allora devi esserci, in modo qualitativo, o almeno provarci. Altrimenti non solo è inutile ma anche dannoso….

      1. Beh, ho deciso di inserire la fase di moderazione, ed anche il modulo che consenta di contattarmi in privato. Comunque concordo, ribadendo quanto ho detto all’interessato: se bussi alla mia porta, ti presenti. Si tratta di rispetto verso l’ospite, verso se stessi e chi ti ascolta.
        E per chiudere il cerchio, dirò che se hai voglia di dire qualcosa e ti nascondi, forse non hai davvero voglia di dirla. E allora lascia stare.

  2. Bel sondaggio Elena! questo argomento mi sta molto a cuore. Amo comunicare e quindi i social per me sono un’opportunità straordinaria anche se molto rischiosa. Personalmente io mi comporto esattamente come scrivo sui social e sul mio blog.
    Io credo che le persone esprimano la loro opinione quasi sempre in modo sincero. Quello che accade frequentemente è che scrivono come parlano. Non mi riferisco solo a eventuali errori grammaticali, ma ad una modalità comunicativa offensiva. Le opinioni vengono espresse senza alcun tipo di filtro, senza pensare che chi legge non ci conosce, non sente la nostra voce e di conseguenza può interpretare male. L’ironia non si percepisce attraverso poche parole scritte in un commento.

    1. Ciao Elena, scusa il ritardo con cui ti rispondo! Il sondaggio nasce da un dubbio è dalla voglia di capire se e come possiamo utilizzare questo strumento tanto potente. In tema del linguaggio mi preme molto. Hai ragione, molte persone sono offensive, forse sfogano qui sui social quello che non possono dire o non vogliono dire di persona? Facebook, Twitter e persino i blog visto che anche tu scrivi, possono diventare dei “nascondini”? Vorrei invece che fosse un modo per aprire discussioni interessanti come questa 🙂 Grazie per essere qui. A presto!

  3. Poiché leggo regolarmente il tuo blog, anche se non da molto tempo in verità, ritengo di dover lasciare una mia testimonianza. Il mio rapporto con la rete e con i suoi strumenti è onesto e fiducioso, evitando ciò che mi sembra possa ritorcersi contro di me. Per cui il mio voto è 1, (se ho capito il senso del voto) cioè quando esprimo un parere sulla rete è perché in quel momento è la mia opinione e fino a quando non c’è una motivazione più che valida che me la faccia cambiare, lo rispetto. Devo dire però che non mi meraviglio del fatto che molti altri non lo facciano. Benché io legga con molto interesse la rete le concedo una larga, larghissima tolleranza di inaffidabilità. Questo dipende dal fatto che si conosce poco o niente chi scrive ciò che leggiamo e quindi, come nella vita reale la fiducia si concede piano piano, solo dopo le necessarie verifiche; senza per questo bloccarsi e non lasciarsi trasportare dalla curiosità.

    1. Ciao Gianfranco, grazie per la tua fiducia, tenterò di rafforzarla! Ti ringrazio anche per il tuo commento sincero e persino ottimista. Io recentemente nutro qualche dubbio, ma la tua osservazione credo ci suggerisca attenzione e rispetto per ciò che circola in rete, ma anche una necessaria prudenza. Il senso del sondaggio l’hai colto in pieno. La curiosità è il motore della conoscenza ;)….. I tuoi commenti sono i benvenuti!

E tu che ne pensi? Dimmelo qui: