Le persone che ci vogliono bene 

Le persone che ci vogliono bene  Ormai è passato quasi un anno da quando ho subito il distacco totale del tendine di Achille. Mi ha tenuta ferma immobile per più di un mese e ci sto facendo i conti ancora oggi.

Quel dolore indescrivibile lo sento ancora addosso, così com’è ancora presente quel senso di smarrimento e paura, prima a casa, senza poter dormire e tenere la gamba in nessuna posizione, e poi in ospedale, quando l’operazione è arrivata giusto in tempo perché il muscolo del polpaccio non si ritirasse del tutto.

Che cosa mi rimane di un lungo periodo in cui devi essere accudita in tutto, ma proprio in tutto, ciò di cui hai bisogno?

Soltanto una cosa: la riconoscenza, il rispetto e il profondo amore per chi mi è stato vicino amorevolmente e con infinita pazienza.

Così, a un anno da quell’episodio difficile, scrivo questo post dedicato alla mia persona che mi vuole bene e perché no, anche alla vostra.

La memoria ci sollecita la riconoscenza

Anche se siamo troppo distratti da stimoli sempre diversi, da cose da fare e decisioni da prendere, ricordare i gesti che abbiamo ricevuto è necessario per coltivare una relazione.

Se la nostra mente è offuscata dal quotidiano e non siamo più capaci di riconoscerci uno spazio di silenzio (ecco come ho trovato il mio) , le cose importanti ci sfuggiranno.

L’ho sperimentato proprio in quei giorni in cui passavo molte ore da sola ed ho riflettuto molto su di me e sulle mie relazioni. Ho fatto pulizia.

Ora più di allora sono in grado di distinguere tra coloro che si avvicinano a me solo perché hanno bisogno di qualcosa, fosse anche il legittimo affetto, o che prendono ciò che gli serve e lasciano il resto. Anche le persone che non vogliono nulla sono pericolose, perché non danno nulla e alla lunga sono inutili rami secchi. Vi sembro cinica? E invece sono stata così bene quando li ho tagliati, questi rami!

In fondo la consuetudine di gettare  a capodanno dalla finestra oggetti vecchi come non è forse legata proprio a questo bisogno di rinnovamento? E allora, via con la rigenerazione  😎

Bisogna buttare qualcosa di vecchio perché entri qualcosa di nuovo

Non siete forse d’accordo?

Chi sono le persone che ci vogliono bene?

Le persone che ci vogliono bene sono quelle che sanno trovare la chiave del nostro cuore e hanno deciso di aprirlo. A loro non importa cosa vedranno dentro di noi, sanno che a volte abbiamo paura e sono disposte ad affrontarla, insieme.

Sono coloro che vedono cose che nemmeno noi conoscevamo di noi stessi e ci aiutano a tirarle fuori. Non è sempre un percorso di gioia, è vero, ma necessario sì.

Le persone che ci vogliono bene sono i nostri compagni di vita, di strada, che fanno con noi anche solo un piccolo tratto. Ma ti sono accanto e se il tempo peggiora sono capaci di ripararti senza pensare unicamente a se stessi.

Le persone che ci vogliono bene non dicono “Se hai bisogno di qualcosa, chiama” , per poi salutarti e tornare alle loro incombenze. Loro ci sono semplicemente ogni giorno o arrivano proprio quando ne abbiamo più bisogno, come d’incanto. Sono angeli custodi e intorno a noi ce ne sono sempre, anche se non li vediamo. Apriamo gli occhi!

Sono coloro che silenziosamente sopportano il peso di un’esistenza profondamente diversa dalla loro, senza giudicarla. La accettano perché riconoscono noi come esseri umani indipendenti e autonomi, perché ci amano di un amore incondizionato.

Le persone che ci vogliono bene sono campioni di costanza e pazienza. E a volte anche di sopportazione.

Sono quelle che ti dicono le cose come stanno, delicatamente o, se serve, con forza. Non ti adulano con false parole, ma dicono ciò che vedono, ciò che la nostra immagine riflette. Sono preziose, perché sebbene ogni mattina ci guardiamo allo specchio non sempre siamo capaci di vederci davvero per quello che siamo.

Le persone che ci vogliono bene ci camminano a lato offrendoci un braccio. Spesso diventano il nostro bastone, il nostro sostegno e noi il loro.

Hanno bisogno al pari di noi di amore. Di un abbraccio, di un gesto affettuoso, di una parola diversa da quelle che siamo abituate a pronunciare e che ascoltano ogni giorno, hanno bisogno che ci sporgiamo in avanti per andargli incontro, con coraggio.

Non lasciamo che sia troppo tardi.

Ma se qualcuno cerca di cambiarci, non è amore

Se qualcuno pretende che ci comportiamo come qualcun’altro o che addirittura diventiamo qualcun altro, allora dobbiamo allontanarci subito, come suprema forma di protezione.

Chi non riconosce la nostra originalità e la nostra bellezza interiore, ovunque essa si sia nascosta, non ci vuole affatto bene e non è per noi.

Io l’ho capito troppo tardi. Ho passato gran parte della mia vita a rincorrere chimere e modelli che non ho ovviamente mai incontrato. E ad avere sempre paura.

Poi è arrivato Lui e quella paura l’ha sconfitta, piano piano.

Le persone che ci vogliono bene hanno un valore inestimabile. Che si puo’ riconoscere molto facilmente, se solo siamo in grado di abbandonare noi stesse e abbracciare l’altro. Sul serio. E quando le trovate guai a perderle.


Care Volpi, avete riconosciuto in queste righe le vostre persone che vi vogliono bene?

Commenti

  1. L’altro ieri strimpellavo al pianoforte “Tu come sta” e proprio ho pensato a queste semplici, intense e sempre meno usate, tre parole. Tante volte dette, poche volte ascoltate. Fortunatamente anche io ho il mio “Angelo”, colui che mi è sempre vicino (dopo 34 anni, di cui 23 di matrimonio!!!) e penso che sia veramente una marcia in più nella quotidianità. Grazie per i tuoi pensieri e un caro saluto.

    1. Il pianoforte, che bella passione. È un modo meraviglioso per esprimere i propri sentimenti. In questo periodo è bello quando possiamo avere qualcuno di importante accanto a noi… Congratulazioni per la longevità del vostro rapporto, senz’altro si tratta di un investimento e di attenzioni quotidiane. Un abbraccio

  2. Immagino che la persona cui è principalmente rivolto questo post si sia sciolta alle tue parole 😀
    Tendiamo a dare per scontato chi ci vuole bene, per poi magari rivalutarlo e apprezzarlo maggiormente in circostanze fuori dal comune, come quella che ti sei ritrovata a vivere. Magari è vero anche il contrario, cioè che sono tali persone a ritrovarsi in situazioni difficili e noi stessi in quel momento capiamo quanto affetto ci lega a loro. A me è capitato alcuni anni fa quando mio marito si è trovato in una brutta situazione e la sola prospettiva di perderlo mi faceva stare malissimo. Di certo, sarebbe bello ricordarsene ogni giorno, anche nella semplice quotidianità.
    Sul tagliare i rami secchi, hai perfettamente ragione. Purtroppo a volte non dipende da noi e questi rami inutili e pesanti ci tocca portarceli dietro pure se non vorremmo.

    1. Cara Maria Teresa, il mio è modello orso . Scrivo per sostenermi. L’amore è un impegno quotidiano e non sempre profuma di rose. Certi momenti sono necessari per ricordarci quanto teniamo a loro… E quanto loro tengono a noi. Ma non vale solo per l’amore, anche l’amicizia è impegno e responsabilità. E gratitudine

  3. io sono quella che non vorrebbe mai buttare via niente. Invece, come negli armadi ho dovuto farmi forza ed eliminare i vecchi maglioni che non metto da anni, anche nelle relazioni ho dovuto avere coraggio e riconoscere che certe persone , quelle ” se hai bisogno chiama ” oppure ” vediamoci una di queste sere ” ma poi non hanno mai tempo, neanche per un caffè, sono da dismettere. L’ho fatto, lo sto facendo. Invecchio, non ho più tempo da perdere .
    Anche per me, due piedi rotti a distanza di soli due anni, e un bruttissimo problema a un occhio, che l’anno scorso mi ha portato in sala operatoria senza tanti complimenti,sono stati un momento di riflessione. E di gratitudine: per chi mi cammina accanto e si prende cura di me, ogni giorno, in ogni situazione, per chi mi mostra calore e affetto, e per mia figlia che allontanandosi da una terrificante adolescenza che tutto sembrava avere travolto e raso al suolo, mi mostra un affetto tenero e unico. Grazie ad Elena e a tutte le volpi per l’occasione di ripensare a tutto questo, e a comunicarci a vicenda le nostre ricchezze: anche questo è un modo di essere speciali!

    1. Ciao Brunilde, intanto non è mica da tutti essere capaci davvero di gettare ciò che non ci serve più. Sia in senso stretto (gli armadi ringraziano) che in senso lato. Quelle amicizie lì, che tu stai scartando, finalmente, le ho avute anche io. Sono quelle che poi quando non vi sentite da tempo ti fanno persino sentire in colpa: “Ma non mi chiami mai?”, oppure “Peccato che non ti fai mai vedere”, come se loro non avessero le dita o le gambe come me! Ma passando oltre, cara Brunilde, il ringraziamento va a te. Che mi segui con simpatia, che susciti affetto sincero ogni volta che ti leggo, e che hai voglia di aprirti così candidamente come in questo commento. Sono felice di incontrare tante persone come voi, che hanno ancora voglia di parlare di sentimenti. Un abbraccio.
      PS: Hai vinto il premio sfiga con la rottura dei due piedi. Fino ad ora ce lo giocavamo io e Marina, ma tu, hai sbancato!

  4. È molto vero ciò che dici, soprattutto perché ho avuto modo anch’io di sperimentare la sensazione di avere bisogno di qualcuno in tutto (come ben sai quest’estate) e ho scoperto la bellezza di gesti inaspettati e sinceri (anche da persone che non avrei mai visto in veste di “angeli”.)
    Io l’ho trovato venticinque anni fa, il mio angelo d.o.c. ☺️
    E ti dirò anche una cosa, forse, impropria, ma anch’io so di avere questo ruolo per qualcuno: ci sono per le persone che contano come loro ci sono sempre per me. Direi che nella vita mi è andata bene!

    1. Non è impropria Marina, ma opportuna. Esserci con delicatezza, nel rispetto dell’altro, è un lavoro quotidiano che a volte può risultare difficile. Quando si portano avanti certe convinzioni, è bene riconoscerci li merito. 25 anni…. Nozze d’argento! Auguri allora da tutte le Volpi

  5. le persone che ti vogliono bene sono quelle che in silenzio ti stanno accanto, esattamente come è capitato a te un anno fa. Persone che non chiedono nulla come merce di scambio. Lo fanno e basta senza cercare ‘un grazie’.
    Ci sono ma sono sempre di meno. Il mondo sta diventando egoista ed egocentrico.

    1. Hai ragione Gianpaolo, proprio per questo motivo bisogna ricirdarsene ed essere grati. Perché la fiducia nel mondo non vada perduta, bisogna tenere accesa la fiammella… Buona domenica

    1. Cara Grazia, ne sono certa. La sensibilità non ti manca e nemmeno la consapevolezza. Gli angeli spesso si muovono accanto a noi senza che nemmeno ce ne accorgiamo…

  6. Come ho scritto stamattina da Sandra, anch’io sto a mio modo facendo pulizia di quelle persone che quando ti chiamano saltano il “Ciao come stai?” e passano direttamente al “io ho bisogno / tu devi”. Il problema è che queste persone ce le ho in famiglia, e fanno forza sul legame famigliare per aumentare i miei sensi di colpa ed ottenere ciò che vogliono. Quello non è amore, è egoismo. E più invecchiano, più diventano egoisti, tanto da rischiare di perdere le persone che davvero ci vogliono bene, e ci hanno scelte.
    Spero che il tuo tendine vada meglio! Purtroppo sono cose lunghe da recuperare.

    1. Barbara hai toccato un tasto davvero dolente. Mia madre è sostanzialmente il tipo di persona che hai descritto. Per moltissimo tempo la nostra relazione, se così vogliamo chiamarla, si basava sul fatto che lei aveva bisogno di tutto, ed io dovevo essere sempre disponibile. In fondo è normale, una persona più anziana è giusto che chieda. Ma non è normale pretendere senza dare nulla in cambio. Col tempo ho discusso con lei più e più volte. All’inizio in modo piuttosto fervido, poi con calma. Inutile dire che la second strategia ha funzionato meglio. Dopo tutto questo tempo , non mi aspetto più niente. Per fortuna esiste anche un oltre il perimetro familiare in cui cercare e trovare relazioni sane e basate sul reciproco affetto e non sul reciproco bisogno.
      Il mio tendine va meglio, ma ancora non riesco ad andare a camminare in montagna, la qual cosa mi disturba parecchio 🙂

  7. Sì, persone così ne ho e le so riconoscere. In questi giorni ho avuto uno scontro con un amico, per chi mi segue collegafigo, e ci siamo spiegati, lui si è scusato (con 3000 whatsApp pieni di sorry faccine tristi e cuori) e alla fine io gli ho detto che gli amici si spiegano, scusano, perdonano e noi siamo veri amici. Gli altri lasciano che i rapporti vadano a ramengo, poi è chiaro dipende dal torto subito.
    Quando non si sta bene, per diversi motivi, tu col tuo tendine, abbiamo bisogno di sicurezza, di qualcuno che si prenda cura di noi fattivamente, ed è fantasticamente rassicurante vedere che qualcuno che fa proprio questo c’è.
    Un caro saluto.

    1. Ciao Sandra, l’amicizia, le persone che ci vogliono bene, sono comunque persone, esattamente come noi. A volte una sana discussione è meglio di tanti silenzi. E poi, è bello fare pace 🙂
      Un abbraccio

  8. Non è questione di romanticismo, cara Elena, ma di profondità e tu, a giudicare dai pensieri che hai scritto, ne hai da vendere. Anch’io ho una persona che mi cammina accanto e che c’è sempre ogni volta che ho paura o che sto per cadere. E’ l’uomo che ho sposato. E nonostante le difficoltà sono felice di averlo incontrato.

    1. Sono felice per te Rosalia. Vivere la vita accompagnati è infinitamente più dolce, anche nelle difficoltà. Per quanto riguarda i miei pensieri, a volte mi fermo e penso che non sono abbastanza grata alla vita per quello che ho. E allora, rimedio 😉
      Un abbraccio grande a te e a tuo marito

  9. Al solito tocchi i tasti del cuore quando scegli gli argomenti e le parole con cui condirli.
    Le persone che citi sono rare, profumano di essenza preziosa e si stagliano nella massa degli affetti effimeri. Ne hai menzionato alcune caratteristiche esemplari. Sono molto felice tu possa aver conosciuto la tua persona speciale proprio nel momento in cui ne avevi più bisogno e soprattutto che poi sia seguita una sana pulizia di contorno. Sarebbe solo da fare più sovente, non una sola volta l’anno e tutti si sarebbe più felici e contenti.
    Per quello che mi riguarda credo di sì, di avere intorno diverse persone speciali, per le quali spero di esserlo a mia volta, in modo che lo scambio non venga mai a mancare come un rinnovo costante di energia ricostituente.

    1. Cara Nadia buon giorno. La mia persona speciale c’è da anni, ma in quel momento, certo non tragico ma senza dubbio difficile, ho compreso che cosa significa davvero amare senza pretese. Non so se sono stata sempre capace di farlo a mia volta, ma di sicuro questa riflessione mi fa pensare che sono entrata già in quel senso di reciprocità in cui tu sei comoda e non faccio alcuna fatica a crederti. Le persone che abbiamo intorno spesso le diamo per scontate. A lungo andare se ne accorgono e le cose cambiano, i sentimenti scemano. Sarà il Natale che mi diventare romantica?

        1. Adoro questo tuo modo di spiegare le cose con una semplicità disarmante. E’ bello pensare a me stessa come forte e fragile nello stesso tempo. Grazie

E tu che ne pensi? Dimmelo qui: