Libri in piola a Borgo Vittoria

Libri in Piola a Borgo VittoriaParlare di scrittura e di storie è importante, ma altrettanto importante è scovare luoghi in cui queste storie possano vivere ed essere raccontate, luoghi che devono avere a loro volta una storia vissuta, un presente e auspicabilmente un futuro.

Io ne ho trovato uno proprio nel borgo dove sono nata, il quartiere operaio di Borgo Vittoria, nella periferia nord di Torino.

Qui le strade, un tempo vuote di automobili e piene di bambini come me che passavano interi pomeriggi in strada a giocare a nascondino e a guardie e ladri, si intrecciano rumorose e distratte, tanto che le piccole cose sfuggono e si perdono ai più, se non le si osserva bene.

Eppure esse sono, ogni giorno, anche quando le luci si spengono e resta solo un lampione che illumina a metà un marciapiede su cui molte vite sono passate. Ignare di trovarsi di fronte a un luogo dove le loro esistenze sono raccontate. La Piola Libreria di Catia è una di questi luoghi preziosi che presidiano le nostre giornate affannate offrendoci interstizi di pace.

Vi presento la Piola

Chi vive o ha frequentato il Piemonte conosce bene il significato del termine piola, ma visto che siete in tanti a leggermi da altrove, dirò semplicemente che  piola è il termine in piemontese  con cui si identificano i bar di quartiere che mescono con poca spesa un buon bicchiere di vino accompagnato da una fetta di salame o da un pezzo di formaggio, nella tradizione della tipica merenda piemontese, altrimenti detta Merenda sinoira.

Sono bar per modo di dire perché le piole sono luoghi di scambio e socializzazione, non bar dal bancone alto per un caffè “bevi e fuggi”. Si va in piola per fare 4 chiacchiere e stare in compagnia, anche se la Piola Libreria di Catia ha un marcia in più: si è messa in testa di fare cultura, là dove alla cultura nessuno ci ha mai pensato, nemmeno chi dovrebbe farlo per mestiere.

Se volete saperne di più, potete leggere una piccola presentazione nell’articolo La Piola Libreria di Catia, che ho dedicato alla Piola quando l’ho conosciuta.

La storia di questo posto è molto carina.

Fondato dai genitori dell’attuale gestrice, Catia, che ci hanno lavorato dentro per anni, oggi ha assunto un’anima di carta con una dedizione alla cultura del territorio e in particolare alla cultura del libro e della musica, che sono diventate la caratteristica quotidiana della Piola.

Ogni settimana c’è una presentazione di qualche libro e spesso musica e allegria. Catia e Stefania, inseparabile promotrice insieme alla titolare, hanno fatto della Piola un centro di piacevole ritrovo familiare che punta a dare una scossa a un tessuto sociale stropicciato e stanco.

Questa la spinta che ha fatto nascere il Festival Libri in Piola.

Mi ricordo un paio di anni fa, nel retro della Piola. Un gruppo di amici del locale tra cui anch’io a discutere di come costruire un evento che desse un po’ di smalto al Borgo.

Così, grazie alle infinite risorse di Catia, viene fuori un’idea e un locale tutto da sistemare. Molte persone hanno lavorato per allestirlo e arricchire la tre giorni di iniziative, presentazioni, dibattiti e svago. Un posto con le porte aperte, come piace a me.

Oggi la manifestazione è cresciuta, grazie anche all’adesione di autori di spessore e udite udite, comincia oggi,  venerdì aprile 2017 , con una madrina d’eccezione, Margherita Oggero e un “madrino” Bruno Gambarotta che presenta il suo libro “Non si piange sul latte macchiato”.

Inaugurazione col botto dunque. Tra presentazioni di libri, dibattiti, musica arte e fotografia ce n’è davvero per tutti i gusti, date un’occhiata al programma.

Ma non è tutto. Il punto è il sogno.

Il sogno di una cultura popolare. Quella che oggi chiamiamo tutti “pop” e che nasce da quartieri e spazi come questo. Non dimentichiamolo.

A noi fa un baffo Milano 🙂

E voi,  che ne dite? Ce l’avete un quartiere come Borgo Vittoria nel cuore?

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La Piola Libreria di Catia si trova in Via Bibiana 31 a Torino. Fate un salto 🙂

8 thoughts on “Libri in piola a Borgo Vittoria

  1. Ahi, peccato, anzi, peccatissimo!!!!
    Forse potrebbe aiutare un’attività forte di pr: ossia mettere su un piccolo gruppo di collaboratori che sappiano “cucire” le singole parti. Sai che bello che si riuscisse a consorziate le forze!
    Come giustamente dici, le associazioni piú “anziane” hanno avuto riconoscimenti europei… Questo dipende dalla capacita di avere voce, e contatti. Può si é e maggiore é la possibilità di acquisirne (di voce e di strumenti). Per sfruttare fondi e iniziative messe a disposizione dell’Europa ci vuole tempo, pazienza e capacità a districarsi nei cavilli e nelle astruse condizioni… Se ci sono tante associazioni vuol dire che sono in tanti ad aver voglia di fare. Perché non promuovi qlsa come una cooperativa di associazioni? Ognuno fa il suo, e può farlo perché supportato dagli altri che, a propria volta, fanno il proprio. Poi, per certi eventi, si puó lavorare insieme…
    Bisognerebbe vedere quali modalitá operative e formali conviene adottare, anche ai fini di sgravi fiscali…
    Insomma, tutti quei libri a disposizione e nessuno che li sfrutta! Ci sono dei sistemi di reti di biblioteche che garantiscono scambi e diffusione anche tra luoghi diversi. Perché non ti informi? Potrebbe essere davvero una bella cosa da fare…
    😉

    • @marina e @giuseppe : il Festival Libri in Piola non ha alcuna sovvenzione, vive del lavoro gratuito di amici e appassionati perché la Circoscrizione sostiene solo le associazioni! Altro che fondi europei. Qui si tratta di realizzare piccoli progetti, ma che fatica! Sarà dappertutto così?

  2. Giuseppe says:

    Ciao Marina. Mi spiego meglio. Non è che nel mio paese non si organizza nulla. Anzi forse si organizza troppo. Il mio paese è conosciuto come il paese delle associazioni: ne esistono troppe rispetto al numero di abitanti. Questo vuol dire che ogni associazione, invece di collaborare, pensa per se stessa organizzando piccole manifestazioni che non hanno futuro. Altre associazioni o comitati che già da anni organizzano le loro manifestazioni, per lo più legate alla tradizioni locali, folkloristico-religioso, vanno avanti e si ingrandiscono sempre di più sino ad arrivare alla ribalta non solo nazionale, ma anche europea. Ma di attività culturali, ahimè, dobbiamo stendere un velo pietoso. Biblioteche inesistenti: quella comunale è sempre chiusa al pubblico. Per ovviare a questa deprimente realtà ho deciso di mettere a disposizione del mio paese, tramite la mia associazione, (anche io ne ho una) i miei libri (oltre 7000 volumi). Ho fatto dietro front: 1) non veniva nessuno a chiedere libri (nel mio paese se ti vedono che leggi sei uno stupido). 2) c’è bisogno di una sede abbastanza grande per poter ospitare tutti questi libri. L’esperienza della mia biblioteca è durata solo due anni.

    Promuovere, diffondere, commentare, far conoscere: certo! Sono uno di quelli che alza la propria voce nel paese per promuovere cultura e continuerò a farlo.

    • Giuseppe bentrovato, la Piola non è un’associazione ma una semplice attività commerciale che ha il senso della comunità. Per quanto riguarda il tuo gesto generoso, è davvero un peccato non poter utilizzare tutti quei volumi. Ma la cosa più difficile non è lanciare le iniziative ma mantenerle. La nostra biblioteca dell’ITIS Peano, aperta da volontari due anni fa, stenta a decollare perché è molto difficile trovare persone con tempo disponibile per tenerla aperta. I cittadini possono avere buone idee e momenti di generosità, ma se non arrivano le istituzioni è difficile andare avanti… Da voi come funziona?

  3. Oddio, Giuseppe, in che paese vivi?le belle iniziative vanno alimentate, non basta che nascono. Promuovere,diffondere, commentare e far conoscere…anche come fa Elena, parlandone nel suo blog…
    😉

    • Ciao Marina, in effetti in una città se non circola l’informazione è difficile “scovare”un’iniziativa, ce ne sono così tante! Ma in un paesino, non saprei. In una metropoli come la tua poi, immagino che questa sarebbe una gocciolina quasi invisibile. Ma è importante per noi del quartiere e speriamo presto anche per Torino ;).

  4. Giuseppe says:

    Cara Elena, leggo in questo post tanta passione, tanta anima, tanto cuore, tanta speranza. Ben vengano tutte le iniziative culturali. Ne abbiamo tanto bisogno. Nel mio paese quando nasce qualcosa di bello muore subito dopo. Triste realtà, purtroppo. I miei auguri per questa edizione. Alla manifestazione lunga vita!

    • Grazie Giuseppe per gli auguri. La passione e la voglia di aggregare hanno mosso le promotrici di questa bella iniziativa. Sono sicura che la passione ci sia anche al tuo paese, ma tenere vive queste iniziative non è facile, quando si parla di cultura poi..

E tu che ne pensi? Dimmelo qui: