L’importanza della copertina. Un sondaggio per sceglierla insieme

L'importanza della copertina. Un sondaggio per sceglierla insiemeQuesta è l’immagine su cui ho lavorato fino all’altro ieri per ideare la copertina della nuova edizione del manuale di coaching individuale per imparare a parlare in pubblico. L’avevo cercata in lungo e in largo e, accidenti! Mi piaceva proprio! Poi, il dubbio.

Funziona davvero?

Ecco da dov’è nata l’idea del sondaggio che oggi vi propongo.

Un’immagine, mi sono detta, deve rappresentare ciò che voglio comunicare. Guardandola con il necessario distacco mi sono accorta che questa foto aveva almeno un paio di punti deboli:

  •  non ritrae me stessa, ma una donna che non conosco
  •  mostra uno strumento di cui nel manuale non parlo assolutamente

La foto parla di comunicazione, è vero, ma non del tipo di comunicazione che tratto nel mio manuale, quella pubblica, a braccio, la comunicazione verbale diretta. Quell’immagine non comunica professionalità, mentre il mio manuale è il frutto di una pratica e di uno studio fatto di molti anni di lavoro, i miei. E poi

un’immagine non deve rappresentare ciò che il lettore si aspetta, ma affascinarlo con ciò che non avrebbe nemmeno immaginato.

Insomma, un’immagine deve lanciare una sfida, spingere oltre l’idea che il lettore si è fatto.

Non è il caso di questa immagine. Ecco perché ho cambiato opinione! Per fortuna l’ho fatto in tempo utile, appena prima di dare il visto si stampi.

Vi è mai capitato di arrivare a un’illuminazione per il rotto della cuffia? 😉

Rimediare, con un sondaggio!

É così che mi è venuta l’idea di chiedere il vostro aiuto!

Lettori attenti e affezionati, quale di queste copertine vi piace di più per una manuale che illustra tecniche di oratoria e suggerimenti pratici per imparare a superare la paura di parlare in pubblico e a conoscere le proprie potenzialità? Il tutto nel tempo di un week end?

Una nuova edizione per un manuale che ho appena deciso di pubblicare anche in cartaceo, con una veste più formale, più seriosa, più autorevole.

Non più solo in ebook, ma anche il classico formato del libro, quello che non smetteremo mai di amare. non sono una grafica, ho solo passato un po’ di tempo a ideare alcune copertine alternative alla primigenia. Ecco quelle su cui attendo con ansia la vostra opinione:

Cosa potete fare per me?

Ogni copertina ha un numero, piccolo, in basso a destra, l’avete visto? Bene! Ora vi chiedo di inserire nei commenti quello in riferimento alla copertina che vi è piaciuta di più e, se ne avete voglia, di dire anche il perché cliccando su questo link. Fatelo subito, seguite la prima impressione!

Se non ve ne piace nessuna ma avete un’idea straordinaria per un nuovo progetto di copertina, scatenatevi, ve ne sarò infinitamente grata.

Perché vi chiedo di fare una cosa così piccola ma così importante per me?
Ma perché tengo molto alla vostra opinione, è ovvio! E perché ho bisogno di voi.

Dimenticavo: voglio presentarvi lo strumento tecnico che mi ha consentito di produrre la vecchia e le nuove ipotesi di copertina: Canva, il tool gratuito per creare ottime immagini digitali, in modo davvero facilissimo, basta creare un semplice account e via, potete creare all’infinito foto, copertine, header ecc.

Non è l’unico immagino, ma io mi ci sono trovata bene, provatelo.

Concludendo

Non fate l’errore che ho fatto io fino ad oggi.

Se avete un contenuto cui tenete molto, non trascurate la copertina

Se serve, chiedete il parere delle persone cui tenete di più e lasciatevi influenzare dalle suggestioni che l’immagine è in grado di creare.

Il visto si stampi può attendere, un libro scartato in una libreria, fisica o on line, a causa di una copertina poco efficace, è un vero peccato. Ma voi lo sapete benissimo….

Grazie care Volpi  😆

 

Commenti

  1. Cari tutte e tutti, oggi sul blog c’è un articolo in cui finalmente vi svelo la nuova copertina di Tecniche di Oratoria. Okkio che c’è un regalo per tutti voi, non perdetevelo! A presto sulle Volpi 😉
    @Alberto Fozzi in particolare di te non ho la mail, non so perché:::::::::

  2. Normalmente, in natura, è il maschio alfa ad essere capobranco 😀 Nel caso specifico femmina alfa va benissimo.
    Il rosso s’addice alla rabbia, il blu alla paura, il giallo alla gelosia, il nero alla tristezza. I colori della copertina dovrebbero essere vagliati tra questi 🙂 (tratto da: “I segreti dell’aura” T. Lobsang Rampa – edizioni Astrolabio 1975 Pag. 27) 🙂

    1. Caro David, non conosco questo manuale che ci hai segnalato e devo dire che l’associazione dei colori mi stranisce un pò, almeno per alcuni in particolare.
      Sono d’accordo che il rosso richiami alla visceralità e in effetti, come in tanti hanno sostenuto, soprattutto le amiche, la passione con la quale si tiene un discorso in pubblico potrebbe essere richiamata da questo colore in copertina (rosso, fucisa ecc, pari sono) anche se a mio avviso utilizzabile per una porzione minima della copertina. Anche il giallo mi torna, non è un colore che utilizzerei in questo contesto. Il nero è spesso utilizzato per manuali seriosi e indica professionalità ed essenzialità. Mentre il blu, piuttosto che paura mi trasmette calma, come suggeriva Mimmo. In effetti anche questo vorrei utilizzarlo, in qualche modo. Insieme al bianco, che comunica purezza ed essenzialità. Ecco in un amen abbiamo deciso i colori della prossima copertina! Grazie David per essere passato di qua. Ah, femmina alfa mi piace un sacco ma solo per la mia versione narcisista (Nadia…….. 🙂 )

  3. Arrivo tardi, ma arrivo…Elena anch’io sono per una immagine diversa da quelle proposte. Sono sulla linea “non proprio rane, ma serve un sorriso”. Da quanto ho capito ti rivolgi ad un pubblico misto, non necessariamente solo di professionisti, e quindi dovresti far capire anche ai meno esperti che potrebbero fruire con vantaggio e agevolmente del tuo scritto. Se metti una copertina troppo seria, o similscientifica, potresti intimorirlo e portarli a desistere.
    E poi le cose serie diventano più incisive se accompagnate da un sorriso e da un po’ di leggerezza!!
    In bocca al lupo e per la scelta (se non l’hai già fatta, e anche se gia hai deciso)
    ciauzzz

    1. Sai che dopo tutti i contributi preziosissimi che mi sono arrivati, non ultimo il tuo Marina, mi sono decisa a rivedere i progetti. Insomma, alla fine ho capito che nessuna di queste immagini calzava alla perfezione. Ma questa bellissima discussione, che a prima vista può apparire generatrice di confusione, in realtà ha avuto un pregio grandissimo: mi ha fatto cambiare idea e prospettive. Ognuno di voi ha messo in evidenza un tratto che ha ritenuto importante in relazione al messaggio del manuale. Voglio ringraziarvi tutti, anche quelli che si sono aggiunti dopo. E questi messaggi sono stati utili per focalizzare meglio la cosa e realizzare che stavo sbagliando.
      A te cara Marina rispondo che hai perfettamente ragione sul sorriso (che è tra l’altro protagonista di un capitolo del manuale) e sul fatto che la copertina “scientifica” intimorisca…. Il mio pubblico potenziale è esattamente quello che descrivi tu. Quindi il tuo in bocca al lupo non è tardivo ma sempre utile! Grazie

    1. Cara Grace che bello che tu sia passata di qui! Energia, insieme alla calma e alla fiducia è ciò che vorrei trasmettere.. Ma tu mi conosci bene, non vale 😉 Grazie per la tua partecipazione.. Baci ricambiati 🙂

    1. Ciao Antonella, benvenuta! Ecco dissolta la mia piccola tesi che il dito piacesse solo agli uomini… Il colore ti convince? Ma come dice Marco, non sarà facile dipanare la matassa! Grazie per avermi fatto conoscere la tua opinione!

  4. non mi attira nessuna di quelle proposte con i numeri: si addicono a “Quark”….per te vedrei quella che hai scartato: anche quella è comunicazione…
    ciao Elena

    1. Ciao Antonio, ben arrivato! Giuro che non guardo mai Quark ma evidentemente il giovane Angela mi ha invaso il cervello lo stesso! Mi sa che mi attende un pò di lavoro extra… Grazie per la tua attenzione, sempre gentile

  5. Vero! La copertina dice tutto. Se dovessi scegliere tra quelle proposte non avrei dubbi: la n. 1. Non so perché: forse d’impatto.

  6. L’indice è ammonitore! Ad esempio: “Guarda che… Pensa che…Stai attento a…”.L’indice puntato ha lo scopo di indurre l’interlocutore a prestare attenzione all’argomento che si vuole trattare. Spesso lo usano quei soggetti che non sono sufficientemente seduttivi, come le controparti datoriali, che pensano di imporsi aiutandosi con il linguaggio del corpo, in questo caso l’uso del dito indice. Ma la situazione più eclatante è quella che consente di stabilire se il tuo interlocutore sta mentendo. È un classico della PNL, la programmazione neuro linguistica. L’esempio che spesso viene citato è quello di Clinton che, davanti ad un microfono, sta sostenendo con veemenza che non ha mai fatto sesso con Monica, mentre il suo dito indice punta in una direzione che non è quella dei giornalisti che sta ammonendo a non scrivere menzogne. In realtà, l’indice in un’altra direzione dimostra che sta mentendo, senza possibilità di errore! Ma il caso che più ci interessa è quello del datore di lavoro che sta sostenendo di non avere denaro sufficiente per soddisfare le tue richieste: se, mentre lo afferma, punta l’indice in un’altra direzione significa che sta mentendo!
    Per il resto, andrà benissimo la copertina che avrai scelto. Io prenoto già da subito una copia del manuale che leggerò sul mio eBook!
    Un abbraccio.

  7. Ciao Elena, ti avevo mandato un commento subito considerando l’urgenza della tua scelta. Dato che ero via può darsi, considerato che non lo vedo pubblicato, che non sia stato ricevuto. Se ti serve ancora un parere fammi sapere che lo riscrivo.
    Un caro saluto

    1. Ciao Eletta, me lo ricordo bene e ti ho anche risposto, ma effettivamente non vedo più. Dammi un attimo che vado sul pc e vedo cosa diavolo è successo!

  8. Cara Elena, come ti ha già fatto notare qualcun altro, l’impressione di tutte queste copertine è di un trattato scientifico e sono di conseguenza poco… comunicative. A meno che nel libro non parli di neuroni, ovviamente, o non ci sia un taglio quasi medico.
    Secondo me l’immagine iniziale su cui avevi lavorato aveva il pregio di mostrare una figura umana, cosa che è sempre molto efficace nelle copertine. Però capisco il tuo dubbio, soprattutto a proposito del microfono.
    Non so esattamente cosa suggerirti di alternativo, però io ci penserei ancora un pochino al tuo posto per trovare una o più persone che possano trasmettere il senso del libro con un impatto più grande. Di quelle proposte con i numeretti, mi piacciono i colori della 3. Escluderei la 9 del tutto perché il dito non mi piace, ma magari è soggettivo.

    1. Ciao Maria Teresa, definire la copertina è, giustamente, affare delicato e complesso. Va fatto perché è lì biglietto da visita. Dopo tutti questi suggerimenti, utilissimi e preziosi, penso che accetterò il tuo consiglio. Ci lavorerò ancora sopra. Da tutti i commenti emergono comunque indicazioni di massima di cui sicuramente terrò conto. Il dito ho capito che piace agli uomini e i colori della tre alle signore. Se c’è uno psicologo in linea che vuole commentare…..

  9. Cara Elena, quello a cui alludi è senza possibilità di errore il dito medio, mentre quello in copertina è chiaramente l’indice. E proprio l’indice che nel linguaggio del corpo, cioè nella comunicazione non verbale, risponde meglio all’assioma fondamentale della comunicazione: è impossibile non comunicare. Pensa quanti messaggi è possibile trasmettere con l’uso del dito indice. In formazione, alle nostre RSU, abbiamo sempre raccomandato particolare attenzione all’uso che le nostre controparti fanno del dito indice.
    Per quanto riguarda il colore della copertina non vedo motivo perché il rosso sia in antitesi con la veste di un manuale. Anzi! Ma questa è solo un’opinione!

    1. Mettere all’indice, mostrare l’indice… Non è che invece di avvicinate crea distanza? Il rosso non mi convince, non mi ispira equilibrio… (Poi ci spieghi l’uso del l’indice da parte delle controparti, che ci interessa). Grazie Vito per aver detto la tua con la solita simpatia!

  10. Direi la 1. Se non ho capito male sullo sfondo c’è l’immagine dei neuroni che suggerisce l’origine profonda della comunicazione. Ma nelle altre è troppo forte, quasi intimorisce.
    E poi i colori danno poi rassicurazione e tranquillità ciò che cerca chi desidera parlare in pubblico.

    1. Mimmo buongiorno e grazie per aver letto e detto la tua sul blog, benvenuto! Sono d’accordo sul colore, i blu in particolare calma e il manuale serve anche a quello…. Quelle “spaventose’ le togliamo! A presto

    1. Cara Eletta, il colore di questa copertina così caldo ha colpito molte di voi! Credo che mi ci vorrà un po’ di lavoro extra per fare una copertina come si deve… Certo tutte queste indicazioni mi sono molto utili… Se poi arrivano da una che di grafica ci capisce… 😀 Grazie mille cara

  11. 🙂 Direi il numero 9

    L’indice che punta in basso è una sorta di imperativo, una Call To Action (chiamata all’azione). E’ incisivo, da “maschio alfa” (colui che detiene il comando), invita subconsciamente ad agire senza porsi domande 🙂

    1. Ecco David, interessante la lettura del dito. Va bene anche una donna alfa? Perché l’autrice non la posso cambiare, come immagini :). Giro a te la stessa domanda che ho girato a Vito: il colore rosso vi pare adatto per una copertina che tratti di gestione delle emozioni e delle paure? Grazie per aver letto e commentato l’articolo….

  12. Se questa è la guida pratica dell’arte di parlare in pubblico nelle copertine manca la cosa più importante: il pubblico.
    Poi dipende dal target di vendita a cui punti: manager professionisti (e allora può anche stare bene la copertina scientifica) o chiunque debba, per varie ragioni, parlare in pubblico, aspiranti scrittori compresi? Per loro va una copertina che salti all’occhio, curiosa e non scientifica da spaventarli.
    Poi: attenzione all’uso di Canva per un prodotto che va in vendita (e soprattutto stampato), perché Canva ha delle licenze molto restrittive in tal senso, anche se utilizzi immagini free caricate da altri siti (stai comunque usando i loro font).
    Ne avevo scritto anche sul mio blog: http://www.webnauta.it/wordpress/canva-grafica-for-dummies/ (scusa per il link, ma così non devo riscrivere qui tutto)

    1. Buon giorno Barbara, grazie per aver partecipato al sondaggio. Hai ragione, il pubblico manca, anche tu come @Alberto hai notato questo particolare, ci sta. Il pubblico destinatario è un pubblico di manager, diciamo medio alto, ma il manuale è rivolto anche a persone che si trovano a dover affrontare un discorso in pubblico per loro molto importante per la prima volta e non si sentono adeguati alla sfida.
      Se per scientifico pensiamo a una teoria suffragata dalla pratica, allora sì, il mio manuale è “scientifico”, anche se non esce da un meccanismo universitario, non ha il “timbro” insomma.
      Per il resto sono d’accordo con te: la copertina non deve spaventare e deve saltare all’occhio. Tutti i manuali di public speaking hanno immagini di aule o microfoni. Volevo un carattere distintivo, qualcosa che lo rendesse unico. Io lavoro con le emozioni e le potenzialità delle persone, ecco perché ho scelto l’immagine dei neuroni… E’ sufficiente ad attirare l’attenzione? Questo è il punto….
      Grazie per il tuo articolo su Canva, che ovviamente ho letto e tenuto nei commenti, perché lo ritengo utilissimo per me ma anche per gli altri. 🙂

  13. Sigh, anche a me non piace nessuna delle proposte, concordo sembrano libri di scienza, vedrei di più un’immagine stilizzata o simpatica di qualcuno che parla a una ipotetica platea (per intenderci quelle simpatiche immagini delle rane con il microfono…)Sempre che non ne abbia una tua mentre parli del tuo libro che ti convince di più.

    1. Ciao Nadia, grazie per aver partecipato al sondaggio! Se anche tu hai avuto il ritorno di immagini di libri di scienza, umm.. mumble, mumble…. qualcosa non funge…. Ti ringrazio per il suggerimento delle rane, che come sai mi piacciono in genere molto, specie quando devo far prevalere il lato ironico della cosa. Ma in questo caso non mi convince, mi farebbe pensare a qualcosa di cheap se riesco a farmi comprendere…
      Una foto mentre parlo del mio libro? Non ci avevo pensato sai, in effetti ne ho molte. Dovrei superare però l’imbarazzo di mettere una mia foto sulla copertina del mio manuale. A proposito di narcisismo… :D. Ma scherzavi, non è vero???

      1. Sì in effetti le rane darebbero un tocco troppo ironico a una cosa invece seria. Mi piace anche l’idea di Barbara e della platea, o l’altra con te di spalle, ma di certo un po’ diversa dal solito.
        Secondo me un pizzico di narcisismo sta sempre molto bene, nel mezzo.

    1. Caro Vito, per fortuna il dito è dall’alto verso il basso, altrimenti al contrario potrebbe essere facilmente frainteso… :D. Sai cosa non mi convince di questa copertina? Il colore. Non mi pare che il rosso si dica a un manuale. Che ne pensate? Grazie per la tua partecipazione!

    1. Hai il dono della sintesi Marco, che in genere è sintomo di grande chiarezza mentale…. Voto registrato! In effetti è una delle mie preferite… 🙂

        1. In effetti.. Ma sei ancora in tempo… La discussione mi pare accesa e mi sembra che tutti abbiate buone ragioni… Sono più confusa di prima

  14. Ciao nessuna delle copertine proposte mi convince sembrano appartenere a libri di scienza o in particolare medicina. Che ne pensi di una immagine al rovescio, mi spiego, l’oratore, meglio una donna considerato che il libro è scritto da Te, ripreso di spalle e davanti una platea. Forse banale ma penso sia semplice ed efficace per spiegare con una sola immagine il contenuto del manuale.
    Buon lavoro
    La volpe Alberto

    1. Buon giorno Alberto, benvenuto tra le Volpi e grazie per aver letto l’articolo! Apprezzo moltissimo la tua opinione, non avevo considerato che queste immagini potessero rimandare a un libro scientifico… Non che le argomentazioni non lo siano, ma non è decisamente il taglio del manuale. L’idea era di utilizzare il neurone come simbolo di connessione, ma anche l’immagine che hai suggerito tu non è affatto male, e in effetti chiarisce bene il concetto. Ho cercato qualcosa di simile tra i siti free, ma invano… So che potrei commissionarne una, ma se riesco a fare da me è meglio, visto che si tratta di self publishing, non credi? Sappi comunque che mi hai scombussolato le idee. E questo in genere porta bene 😉 . Grazie mille, a presto Alberto!

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