Mar Morto – Jorge Amado

Mar Morto - Jorge Amado
La mia copia di Mar Morto, pubblicata nel 1936 da Arnoldo Mondadori Editore

Premetto che ho una specie di adorazione per Jorge Amado. Le ragioni sono molteplici ma credo che la principale stia nella sua capacità di farmi vedere i suoi romanzi a colori.

Quelli in cui donne formose e provocanti hanno la pelle cioccolata e tra i capelli grandissimi fiori bianchi e abiti che scivolano su fianchi morbidi e pericolosi.

Quelli che colorano le strade polverose di Bahia e la cala dei pescatori ubriachi e stanchi al rientro dal pericolo dal mare, finalmente salvi.

Jorge Amado è per me il colore della terra di ocra, delle piantagioni mature di cotone e canna da zucchero, della misera eppure fiera umanità delle campagne e dei porti di Bahià.

Tutti luoghi che l’autore sa descrivere in modo talmente vivido da farci entrare dentro come se fossimo lì ad ascoltare le chiacchiere delle donne mentre attendono, sulla riva, il rientro dei marinai, rammendando le reti.

Magia dei personaggi

Le immagini che rimanda la storia del giovane Guma, alle prese con il suo saveiro e con i primi amori. Storie dai colori più cupi, quasi a smentire la cifra narrativa tradizionale di Jorge Amado.

E poi le donne come Livia, l’amata di Guma, o Rosa Palmeirao, la zingara con la lunga gonna ampia che nasconde un coltello, fedele compagno che la rende davvero libera.

Ma il vero protagonista di Mar Morto è proprio il mare, oscuro come la forza sconosciuta e violenta che lo muove, avversa all’uomo che deve cavalcarlo e che per domarlo si affida alle carezze e ai capelli di Jemanjà, la Signora dei Mari.

Una dea azzurra come le acque del mare quando è calmo, che aspetta il marinaio quando la tempesta lo coglie di sorpresa e si dimena invano per sopravvivere. Ecco che i capelli dorati di Jemanjà sono quel paradiso cui anche l’ultimo uomo della terra anela.

Una tradizione molto nota in Brasile anche oggi, così come in tutta l’america latina: la personificazione delle deità con caratteristiche umane.

Persino durante il mio viaggio a Cuba ho avuto l’occasione di partecipare a un rito in favore di Jemajà, prima o poi, come avete più volte chiesto, lo racconterò anche qui.

Chi è Jorge Amado

Mar Morto - Jorge AmadoNato in Brasile a Itabuna, nel 1912, Stato di Bahia, protagonista della maggior parte dei suoi romanzi. Jorge Amado è legato a doppio filo alla sua terra di cui ha cantato le lodi in capolavori come Gabriella, garofano e cannella, Tocaja Grande (Il mio preferito), Donna Flor e i suoi due mariti, Jubiabà e molti altri.

Libri che ho tutti amato moltissimo.

Nessuno di loro però era stato mai capace di suscitare in me l’ispirazione per scrivere un romanzo tutto mio.

E’ successo invece con Mar Morto, ragione per cui ne parlo in questo post.

Scovato in fondo ad uno scatolone al mercatino delle pulci della mia città, il Balon, qualche anno fa odorava di muffa e di stantio, tanto che ricordo bene lo lavai con una spugna e lo lasciai molto al sole.

Lo presi perché era un titolo di Jorge Amado che non conoscevo, ma la verità è che qualcosa in quel titolo mi aveva “chiamata” ed io ho non ho potuto che rispondere.

Non capita forse anche a voi che un titolo, su una bancarella o in una vetrina, richiami la vostra attenzione e vi chieda di portarlo a casa con voi?

L’incipit di Mar Morto

Ho scelto di leggervi l’incipit perché lo trovo del tutto singolare. Una specie di sinossi, capace in poche righe di raccontare cosa troveremo nel romanzo e con quale pathos.

Una caratteristica che ogni incipit dovrebbe avere, quella di tirare dentro il lettore nel romanzo e lasciare che lo coinvolga del tutto.  Righe di scrittura con cui Jorge Amado ti pende per mano e ti accompagna nella storia, nella sua storia.

Non ho dubbi che vi resterà dentro come è rimasta dentro a me.

Pillole in chiusura

Mar Nero è la metafora della vita della povera gente di Bahia. Veicolo “Valente” di emancipazione da cui dipendono la vita e la morte delle persone che a lui si affidano.

Una perla nascosta della vasta opera di Amado. Un libro ispiratore, acerbo eppure affascinante

La mia recensione su Anoobi.

Non c’è cosa più bella di quando un romanzo prende la strada del cuore e di lì ti porta dove non avevi previsto.

Come una barca che prende il mare, per la prima e ultima volta

Corri, corri, mio saveiro

corri, corri, con il vento

*Saveiro: chiatta, barca. Il saveiro di Guma si chiama Valente.


E’ praticamente introvabile. Per chi ha voglia di scoprirlo, come al solito Amazon è una buona soluzione

 

Altre Pillole a sfondo marino? 🙂

Moby Dick di Hermann Melville

Bagliori nel buio, di Maria Teresa Steri

Ita – Poesie di Jolanda Ulloa

 

Commenti

  1. Ciao Barbara, grazie! Dopo essermi innamorata degli audiolibri mi devo essere montata un pò la testa e voglio fare concorrenza! Scherzi a parte, questo romanzo mi ha dato tanto filo per tessere… So che la tua lista di lettura è molto lunga, ma se hai modo di incrociarlo, afferralo! A presto

  2. Oggi ho potuto ascoltare il sonoro. Bella voce, perché gli audiolibri non hanno una voce come la tua? 😉
    (forse perché si sente quando leggiamo qualcosa che ci piace)

    1. Ciao Rosalia, grazie, sono felice di averti coinvolta al punto da cercarlo. Quando si scopre qualcosa di bello non c’è cosa che mi soddisfi di più che condividerlo con gli altri. Buona ricerca e buona lettura!

    1. Cara Nadia grazie per i complimenti, sempre graditi! In realtà per me questa rubrica è una vera sfida, molti recensiscono libri e ognuno ci mette giustamente del suo. Io qui volevo farvi sentire il cuore e ho provato usando la mia voce… Ma addirittura poetica.. Non speravo tanto . Comunque è un bel libro un diamante grezzo.. Fammi sapere se lo reperisci e deciderai di leggerlo…

  3. Ciao Elena, Ben tornata!
    Anche a me piace molto Jorge Amado, anche se di lui ho letto solo “Dona Flor e i suoi due mariti”. Lo trovai meraviglioso, vivo, pieno di tanti particolari e di vita quotidiana dai colori vivissimi e cangianti che raccontano storie del suo popolo, della sua terra, della sua Bahia. Sono sicuro che anche questo “Mar Morto” sia un altro capolavoro. Da leggere assolutamente.

    1. Ciao Giuseppe, grazie! Anche tu come Eletta hai letto Donna Flor, sembra che sia il suo romanzo più gettonato. Io l’ho scoperto con Tocaja grande, che ho letto due volte. Un tempo facevo così con i romanzi più amati, bissavo e a volte anche triss . Se ti capita leggilo, Mar Morto è un canto d’amore per il mare eseguito da un uomo della terra. Molto interessante. Buona domenica anche a te

  4. Ho letto solo ” Donna Flor … ” mi pare ( io leggo ma non ricordo ) di questo autore. Letto comunque tempo fa, dovrei spulciare in libreria per ricordare lo stile. Ora sono lontana da casa. Vedrò. Grazie per questa recensione e descrizione
    A presto
    Eletta

    1. Ciao Eletta, sono molto belli i suoi personaggi femminili. Gabriella, Donna Flor e tante altre. Sono personaggi veri. Che ne pensi dell’incipit ? Buona domenica fuori

      1. Ciao cara e bentornata 🙂 sono un po’ difficile nelle letture, dovrei rileggere un po’ di pagine per capire se mi piace ancora: nel tempo ho cambiato gusto. Quando tornerò a casa ti dirò. Buona domenica
        Eletta

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