Chi è Milagro Sala, la donna che ha diviso l’Argentina

Chi è Milagro SalaOggi vi racconto una storia di cui difficilmente avrete sentito parlare, lontana dal nostro vivere quotidiano eppure così vicina alla storia di tanti uomini e donne che appartengono a una parte di mondo troppo spesso dimenticato. Il mio blog in fondo è la mia personale lente di ingrandimento, per scovare le tracce più piccole, come granelli di sabbia.

Milagro Sala è una donna non comune che è stata persino ricevuta in Vaticano dal Papa argentino, Francisco, che ha solidarizzato con la missione sociale dei Tupac Amaru, la lotta per l’affermazione della dignità dei popoli indigeni.

Un’indigena dunque, che dal 16 gennaio di quest’anno è detenuta, senza prove né processo, nelle carceri argentine e il cui arresto ha diviso in due l’opinione pubblica.

La sua storia personale è scritta su quel volto scuro dai lineamenti pesanti, come la povertà da cui proviene. Ed è una storia che vale la pena di ascoltare.

#Chi è Milagro Sala

E’ la donna che ha sposato la causa delle popolazioni originarie del nord dell’Argentina, quel nord che negli anni ’90, durante il menemismo, ha visto la povertà più cupa e tenebrosa, quella dei dimenticati, degli ultimi, degli invisibili. Una povertà “naturalizzata” dalla quale lei avrebbe potuto rifuggire. Lei che è “nata” in una scatola di cartone davanti a un ospedale, abbandonata dalla sua famiglia naturale.

Viene adottata da una famiglia della classe media, ha la fortuna di crescere con un padre, una madre, cibo e sicurezza di cui avrebbero bisogno tutti i bambini. Lei non sa di essere stata adottata, e quando lo scopre, la ferita la lacera così profondamente da indurla ad abbandonare la sua famiglia. Sua madre le ha insegnato che non si dicono menzogne, ma le ha raccontato quella più grande. A 14 anni sceglie la strada. La prima notte la passa su una barella dell’ospedale davanti al quale, molti anni prima, era stata abbandonata. Sandra Russo, la giornalista che ha vissuto tra i Tupac Amaru e ne ha scritto la storia, Jallalla, ha raccontato in questo articolo la sua esperienza (è in uno spagnolo comprensibile, leggetelo, è molto bello).

Sulla strada Milagro fa una vita difficile, è una giovane donna la cui pelle, giorno dopo giorno, diventa sempre più dura. Frequenta brutta gente, viene anche incarcerata con accuse per piccoli crimini, poi scarcerata perché innocente.

In strada assaggia la vita che avrebbe potuto essere la sua. La povertà e la disperazione, insieme a molte altre famiglie di indios e di centinaia di bambini, abbruttiti dalla fame e dalla miseria.

Milagro non può stare con le mani in mano. Si è inflitta la sua personale punizione per essere cresciuta tra gli agi e ha scelto una vita differente. Si racconta che sia quasi resuscitata e che nella sua resurrezione sia emersa come una leader naturale.

#la sua scelta sono stati i poveri

Fonda l’organizzazione Tupac Amaru, un gruppo di contadini e poveri senza terra che a poco a poco diventa sempre più grande, grande come la fame che deve sconfiggere là dove lo Stato si è ritirato da tempo lasciando il vuoto. Costruiscono qualcosa di simile alle nostre società di mutuo soccorso. Se non c’è lo Stato allora dev’esserci almeno la solidarietà, la lotta per la sopravvivenza si deve condurre insieme, a fianco di quelli che non sono mai stati adottati da nessuno. Quelli che portano lo stesso suo odore sulla pelle.

Comincia con le poche offerte dei vicini generosi e organizza la distribuzione di tazze di latte per i bambini denutriti. Organizza uno sciopero dellla fame per denunciare la condizione delle donne e il loro analfabetismo. Casa, istruzione e salute sono i suoi principali obiettivi.

Ha conosciuto il sindacato del pubblico impiego, lei stessa ne fa parte, poiché è una dipendente dello stato. Come lo erano i 15.000 lavoratori che in Argentina, dopo appena un mese dall’insediamento del nuovo Governo di Macri, sono stati licenziati ed ora sono senza un’occupazione.

Milagro Sala e Morales, il Governatore della Provincia di Jujuy in cui lei è cresciuta e che ora la accusa, si conoscono bene. Erano gli anni ’90, quando Sala era alla testa delle proteste dei più poveri e Morales dal governo amministrava i sussidi alimentari che, secondo l’organizzazione Tupac Amaru, non erano sufficienti né adeguati a sconfiggere la fame. Il paese, anestetizzato dalla propaganda, aveva naturalizzato la fame come una delle conseguenze inevitabili per la rincorsa al modello yankee (americano) che mostrava il bello di sé nelle capitali.

Il primo incontro con la politica nazionale di Milagro è con Néstor Kirchner. Vuole mettere in campo il suo piano più ambizioso: costruire le case per gli indigeni senza casa. Kirchner la incontra personalmente per darle il primo credito per costruire le case e l’avverte che se non le avesse costruite tutte avrebbe dovuto sparire dalla faccia dell’Argentina. Quel Kirchner, che rifiutò le condizioni di pagamento del debito imposte dal FMI, salvando il paese dal default.

Milagro tornò da lui a testa alta, aveva costruito il doppio delle case che il Presidente le aveva chiesto di costruire e con gli stessi soldi.

Ma aveva costruito case per i poveri ma non case povere. Anche attraverso questi simboli passa l’emancipazione sociale e Milagro lo sa. Per questo i Tupac Amaru hanno costruito i nuovi quartieri dotati di scuole e di ambulatori territoriali, ma anche di piscine. Sì le piscine per i poveri, come una sorta di fissazione. Piscine nelle quali lei d bambina non poteva entrare, perché nera, anzi, negra. Un simbolo dunque, la pileta, che ancora oggi in Argentina vuol dire che ce l’hai fatta, che sei parte della classe media, distribuite tra i quartieri dove abitano i poveri.

Quei poveri che oggi difendono Milagro Sala e che da più di due settimane stanno organizzando sit-in pacifici di protesta e manifestazioni per chiederne la liberazione puntualmente represse con la forza, con il solo appoggio dell’opposizione e di qualche flebile ma autorevole voce di solidarietà internazionale. Si sono espressi per lei 27 parlamentari europei, i parlamentari del Parlasur, di cui Milargo Sala è una componente regolarmente eletta e regolarmente in carica a rappresentanza dell’Argentina. Anche Amnesty international ne ha chiesto la liberazione, così come sta nascendo anche in Italia un comitato informale per chiedere la liberazione di Milagro Sala.

In quei quartieri costruiti dalla Tupac Amaru ci sono scuole primarie e secondarie, ospedali e ambulatori di pronto soccorso. Li hanno costruiti le cooperative. Qualcuno ora comincia a dire che sono stati sottratti fondi allo Stato. Si parla di cifre spaventose, che sarebbero finite nelle tasche dei Tupac Amaru e in quelle di Milagro.

#l’indagine deve andare avanti e in modo trasparente

Chiariamo subito che l’indagine è sacrosanta ma deve avere l’obiettivo di fare chiarezza, non di dare segnali politici. Un Governo così autorevole ha senza dubbio strumenti legittimi per acquisire prove certe e può esprimerli nelle aule giudiziarie. Ma in queste aule per ora non ci sono accuse formalizzate perché non sono state presentate prove.

Milagro infatti a quanto sappiamo è in carcere dal 16 gennaio, prima con un’accusa per sedizione, poi decaduta, oggi con ipotesi di reato per sottrazione di fondi e presunta attività illecita. Anche questa accusa resta senza prove note alla difesa. La richiesta di habeas corpus del suo legale infatti, presentata per la sua richiesta di scarcerazione, è stata respinta. Milagro resta detenuta.

Telesur, il canale televisivo del latinoamerica, sta aggiornando le notizie sulla sua detenzione.

Il giorno della sua cattura ha postato il suo ultimo tweet:

Chi è Milagro Sala

 

La pericolosa criminale era in casa con la sua famiglia, dove la polizia ha fatto irruzione e l’ha prelevata. A dicembre aveva organizzato manifestazioni di protesta nella piazza davanti al palazzo del Governo della provincia di Jujuy, dove da pochi giorni siede in carica proprio Morales. Una protesta pacifica, con tende e accampamenti, una sorta di tradizione in Argentina. Hanno chiesto udienza al Governatore per discutere la scelta di irregimentare la distribuzione di fondi con la finalità di ridurli per la gente di Jujuy.

Richiesta mai accettata, ma una risposta non è tardata ad arrivare. Milagro è in carcere. Una sorta di preavviso qualcuno sostiene, “se protesti ti arresto”. Un segnale preciso anche per chi, come il sindacato, sta pensando di rioganizzare manifestazioni imponenti per recuperare il potere d’acquisto perso con la pesante svalutazione che nell’ultimo mese ha raggiunto quota 40%. Ma il Governo ha già fatto sapere che non ci sono i soldi per i lavoratori e a marzo molto probabilmente esploderà qualche contraddizione.

Tutto come ai vecchi tempi, ai vecchi tempi della repressione.

Milagro non cede e attende di essere giudicata senza paura. Questo è il testo del messaggio che ha mandato ai suoi sostenitori che cercano di riaprire il dialogo con il Governo per la distribuzione dei fondi ai poveri e per liberare Sala.

Attende di conoscere i capi di imputazione, come in qualunque regolare processo. L’opinione pubblica in Argentina è divisa a metà, tagliata dalla lama di un coltello: per taluni è il simbolo della corruzione e della ribellione, per altri la santa dei poveri. Di certo il clamore sul caso fa pensare ad una straordinaria operazione di distrazione di massa.

#distrazione da che cosa?

In questi giorni le piazze in Argentina sono piene di persone decise a difendere le conquiste per le classi popolari ottenute col kirchnerismo che Macri vuole azzerare. Ne ho già parlato in questo articolo che mette in luce la differenza della protesta sociale in Italia e in Argentina, in particolare per i numeri che i movimenti sono capaci di portare in piazza.

Dopo l’ondata di licenziamenti (oltre 15.000 lavoratori) infatti, le minacce alle Madres de Plaza de Mayo e le misure liberticide contro la stampa realizzati a colpi di decreto, la svalutazione del peso argentino sta togliendo potere d’acquisto alle famiglie che non dispongono di ingenti somme da investire in valuta estera.

L’eliminazione delle restrizioni alle importazioni, imposta dal Governo precedente al fine di favorire il prodotto interno e che negli ultimi anni ha visto la crescita di un’industria più forte e di numerosi posti di lavoro, ha consentito l’ingresso di prodotti esteri incrementando la domanda interna di beni che uniti alla svalutazione produrranno conseguenze sul piano economico e sociale. Anche perché in contemporanea sono state ridotte o addirittura eliminate molte sussistenze sociali. Il movimento dell’autogestione e delle cooperative non fa parte del nuovo quadro, evidentemente. E cosa lo è, allora?

Lo è per esempio Ledesna, una società che ha finanziato la campagna elettorale di Macri e che ha forti interessi nella provincia. Ha appena acquistato 150 milioni di ettari di terreno per coltivare zucchero, bioetanolo, frutta. Una sorta di multinazionale che si trova, paradossalmente, in competizione con le cooperative sociali che controllano la produzione nella zona. E il prezzo della manodopera.

Se sei arrivata/o fino a qui vuol dire che qualcosa ha toccato il tuo cuore. Allora ti dirò come la vivo io.

La chiarezza e la trasparenza sono la forma di giustizia che meglio mi rappresenta. La mia vita di sindacalista ha conosciuto il sapore delle minacce e il bruciore delle ferite lasciate da chi taglia lavoro, risorse e servizi. E che ci sono molti modi “per colpirne cento”.

Chi è Milagro SalaIl messaggio deve essere la volontà di fare chiarezza nella trasparenza, non “se protesti rischi”. E non può essere un caso che le politiche neo liberiste in Argentina vengano sempre accompagnate dalla repressione.

Pensate forse che una storia come questa non ci riguardi? Secondo me vi sbagliate. perché c’è sempre una conseguenza nel battito d’ali di una farfalla.

Vi lascio con le parole del Premio Nobel per la Pace Adolfo Pérez Esquivel:

“Oggi Sala affronta una detenzione politica che si deve risolvere prima possibile. Se ci sono state delle irregolarità nel suo comportamento devono essere formalizzate davanti alla giustizia”

In attesa che ciò sia fatto, se vi siete fatti un’opinione mi piacerebbe conoscerla. Al contrario mi spiacerebbe molto se davanti a tutto ciò foste rimasti indifferenti.

Ci sono ancora farfalle che volano e sbattono ali di questi tempi, care Volpi.

Commenti

  1. Finalmente un articolo in italiano su Milagro Sala.,Questa storia non deve cadere nel dimenticatoio mentre Milagro continua ingiustamente detenuta Grazie

    1. Ciao Diana, benvenuta sulle Volpi! In effetti sentivo il bisogno di raccontare una storia dimenticata di una donna che, paradossalmente, è ancora in galera senza difesa. Molti sono convinti della sua colpevolezza, ma io, che credo fortemente nello stato di diritto, continuo a chiedere libertà e giustizia, specie per i poveri del mondo. Grazie per il tuo commento e se hai notizie prima di me, fammele conoscere! Un abbraccio

E tu che ne pensi? Dimmelo qui: