Il mio primo Fred Vargas

Lupo mannaro


Alle porte di un week end caldo e assolato eccomi a parlarvi di un romanzo noir di un autore, anzi autrice, che non avevo mai letto: Fred Vargas.

L’uomo a rovescio ci ha messo un pò a farsi leggere da me. Me lo regalò un caro amico l’anno scorso ed io decisi di metterlo da parte per le nostre vacanze marinare. L’attesa aumenta il piacere, si dice.

Ma nella piccola stiva di Roc Nére II, il Fun con cui abbiamo affrontato il viaggio che poi mi sono divertita a chiamare il FUNtastico viaggio di Roc Nére II in Croazia, L’uomo a rovescio si era avvicinato troppo a una lattina di birra che a un certo punto, vai a sapere come, è esplosa. 

Chi dice che i libri non hanno un’anima?

L’uomo a rovescio ce l’ha ed è quella di un furbacchione. Se l’è bevuta tutta. Così per scacciare mosche ed api, di cui improvvisamente avevamo attirato la gentile attenzione, l’ho lasciato cadere in mare in una splendida cala del Canale di Limsky.

Così niente lettura estiva, o meglio, altra lettura estiva (per fortuna c’è sempre qualche libro di scorta).

Non so voi, ma per me, se un libro perde il “suo giro” poi è un guaio riprenderlo. Dai e dai sono arrivata fino a tre settimane fa, quando ho cominciato a leggerlo.

#Un noir intelligente dove la violenza appare come la parte oscura di ciascuno di noi

O almeno questo mi è parso di capire di questa autrice che ambienta il suo noir sul Mercantour, in mezzo alle montagne, una sorta di patria di lupi e lupi mannari, tra verità e superstizione. L’uomo a rovescio è proprio il modo in cui gli abitanti chiamano i licantropi, perché la tradizione vuole che si riconoscano perché hanno i peli all’interno.

“Ha i peli dentro perché è un uomo a rovescio. Di notte si inverte e compare la sua pelle villosa”.

Intorno a questa superstizione si intreccia un inganno che produrrà molto dolore.

Lo consiglio come lettura estiva.

#Per parte mia credo che proseguirò nella conoscenza di questa autrice, almeno per due ragioni

La prima ragione è che mi sono particolarmente piaciuti due personaggi di questa storia, Suzanne e “Il Guarda”.

Non sono personaggi principali ma sono quelli a mio parere meglio riusciti. Lei è una rude allevatrice di pecore e lui il suo fido e silenzioso guardiano.

Questo mi ha fatto riflettere su quanto in fondo una storia ci resti impressa in gran parte per merito dei suoi personaggi. Se sono vivi e credibili, se hanno qualcosa di caratteristico che li contraddistingue dagli altri, se sono “sporchi” e “ruvidi” piuttosto che “affettati” e “ricercati”. L’essenziale è che facciano risuonare dentro di ciascuno di noi un’attenzione, una vibrazione.

C’è da tenerlo bene a mente per chi scrive ed io lo farò senz’altro, mettendo mano al mio secondo romanzo che è, come già sapete, in produzione.

La seconda ragione è per me la più importante: leggendo questo noir ho ritrovato la voglia di scrivere e di superare un momento di stop che mi bloccava da tempo.

Decisamente una buona ragione per amarlo, non trovate?

Solo non capisco perché Frédérique Audouin-Rouzeau debba scrivere sotto pseudonimo maschile.

Voi che ne pensate?

Conoscevate già Fred Vargas? Cosa avete in mente di leggere quest’estate? L'uomo a rovescio Fred VArgas

Commenti

  1. io li ho tuti il libri di Fred Vargas. Iniziai da “Chi è morto alzi la mano” , me ne innamorai e non lo lasciai più. L’ultimo però non ho ancora avuto il tempo di leggerlo. Peccato che ne ha scritti molti altri che non vengono tradotti e pubblciati in Italia.

    1. Ciao Simonetta, alla Vargas invidio molto una cosa : la capacità di affibbiare il titolo giusto, accattivante, alla sua storia… Non è mica facile :mrgreen:.. Mi sembra di capire che tu conosca la sua bibliografia completa! Il commento di una super fan! Ma quanti ne ha scritti????.

  2. Mi hai incuriosito,lo leggerò.
    Per quello che riguar sinoda lo pseudonimo maschile,nn so che dirti,uo leggo il titolo,la sinossi,le recensioni…l’autore lo memorizza solo dopo averlo letto,se serve,ed a quel punto è solo un riferimento.
    Maschio o femmina pari sono

    1. Ciao Giuseppe, sono contenta di aver stimolato la lettura di questo noir… Per quanto riguarda lo pseudonimo, o il nome dell’autore… In effetti se ciò che scrive non ti piace inutile approfondire… Spietato ma vero. Dunque quando lo leggerai mi raccomando torna e fammi sapere!
      Ah dimenticavo! Benvenuto tra le Volpi
      :mrgreen:

E tu che ne pensi? Dimmelo qui: