Sull’orlo dell’abisso dell’anima


Siamo al debutto della rubrica “Pillole d’autore”, il nuovo appuntamento domenicale con autrici e autori che vanno scoperti, letti e amati.

Sull’orlo dell’abisso

Sull'orlo dell'abisso dell'animaIl primo brano è tratto dal romanzo Così passano le nuvole, di Elena Ferro – Edizioni Effedì

Sì, è proprio il mio romanzo d’esordio, scritto nell’arco di tre anni e poi revisionato, letto e riletto, prima che venisse pubblicato, ormai due anni fa. Un’esperienza intensa resa indispensabile della necessità di raccontare una mia esperienza personale che ha completamente modificato la mia vita e il modo di essere e di pensare. Un percorso, la stesura del romanzo, che è stato anche un percorso di vita, di crescita e di rinascita.

Questo è ciò che troverete in “Così passano le nuvole”.

Sull’orlo dell’abisso

incontriamo Fabio, di cui nel brano in testa all’articolo avete ascoltato la voce. Un uomo trentenne che è sull’orlo dell’abisso incapace di muoversi in una direzione o nell’altra. E’ solo, circondato dal buio della sua stanza, in cui cela da tempo un segreto.

Nessuno sa se riuscirà a compiere quel passo indietro che gli serve per non cadere, occorrerà leggere fino in fondo il romanzo per scoprirlo, ma di certo Fabio ha individuato qual’è la molla che può dargli la forza di compiere il gesto: l’amore.

Un amore inconfessato, tenuto con sè nel proprio intimo, mai svelato. Qualcosa per cui vale la pena di gettare la maschera, di lottare, di vivere. Ancora.

Questo è Fabio. E voi, avete esperienza di queste sensazioni? Che cosa vi fa venire in mente questo brano?

Il romanzo ha anche una co-protagonista che è anche l’alter ego di Fabio. Si tratta di Luce, una donna bella e piena di energia che riscoprirà se stessa e cosa desidera davvero anche attraversando il dolore che colpisce la sua famiglia.

Le relazioni, l’autostima, la propria identità e carriera, sono i temi che interrogano le donne come Luce, figlie di un tempo privo di orientamento e di esempi notevoli, ove l’unica soluzione è essere fedeli a se stesse.


La “pillola” di oggi termina qui.

Vi è piaciuta? Fatela circolare, regalate un’occasione in più.

A domenica prossima, con la rubrica Pillole d’Autore! Restate con le Volpi 😉

Commenti

    1. Ciao Gian Paolo! Ti sono grata per aver affrontato la lettura e l’ascolto del post dedicato al mio romanzo d’esordio anche se non appartiene a un genere che ti è congeniale. Lo apprezzo davvero molto. L’idea della divisione in due parti fu del mio editore. I due protagonisti “venivano fuori” talmente tanto da suggerire quasi al ciascuno di loro un’a porzione di storia dedicata. Per me è difficile directamente quale dei due funzioni meglio, come immagini sono affezionata ad entrambi. In effetti la figura di Fabio è interessante, specie nella fase finale e nel disvelarsi del suo universo affettivo, ricco di relazioni anche un pò sopra le righe e fuori dal contesto generale. Che dici, meriterebbe qualcosa di tutto suo? Un abbraccio

      1. Per me sì. L’idea del tuo editore, secondo il mio modesto parere di semplice lettore, non è stata buona. Sono talmente diverse le due parti che sembrano scritte da due persone diverse. Purtroppo escono due facce di Luce talmente differenti che pare impossibile che possano coesistere nella stessa persona.

        1. Mi spiace che tu abbia avuto questa sensazione. L’idea è era di rappresentare il cambiamento e, ti assicuro, Luce è sempre lei. È le mille sfaccettature di una donna in transizione verso una nuova dimensione di sé. Comunque, l’editore non è più il mio editore….

        2. ho espresso la mia sensazione di lettore. Secondo me c’è un cambio di personalità troppo marcato per essere reale. Se ci interroghiamo con sincerità non cambiamo di molto col passare degli anni. Semmai si smussano gli angoli o le asperità. Luce a trentanove anni – non venti dove è più facile- non può cambiare così. In tanti anni di vita – non sono un ragazzino 😀 – ho conosciuto molte donne ma mai nessuna come Luce.

E tu che ne pensi? Dimmelo qui: