Papilloma virus: non siamo sole

papilloma virus non siamo sole

Questo articolo è aggiornato alla data del 19 aprile 2017 , il giorno dopo la puntata di Report che ha scatenato la discussione sui vaccini.

Non sono una medica e non ho competenze in merito. Ma ho un’esperienza che ho raccontato e che per me è stata importante. Prima di giudicare e di condannare, in un senso o nell’altro, cerchiamo di capire cosa accade alle donne e come ci si può difendere dalle malattie, nel modo più sicuro possibile.

La salute delle donne non è materia di discussione né tanto meno di battaglia politica

La divergenza di opinioni non è motivo di censura politica

Facciamo che del corpo e della salute delle donne possano decidere le donne.


Non sono molto incline a parlare di me, del mio privato più intimo intendo. Mi rendo conto che ciò può apparirvi inusuale, giacché curo un blog personale.

Ma faccio fatica, specie quando si tratta di questioni di cui in genere non si parla esplicitamente, che creano imbarazzo o semplicemente di quelle che “non sta bene”.

E avrei continuato su questa strada se non fosse che nell’ultimo periodo, guarda il caso, molte amiche mi stiano chiedendo di quella faccenda che mi ha riguardato. Me e il virus papilloma umano, l’HPV. E soprattutto, di come sono riuscita a superarlo.

Così, se capisci che la tua esperienza può essere utile a qualcuno, se alla fine pensi che il velo di silenzio intorno a certe malattie debba cadere, per non far sentire troppo sole le donne che ci sono dentro, allora ti viene in mente di fare ciò che altrimenti non avresti mai fatto. Raccontarti.

La mia storia con il virus

Ho scelto da tempo, da quando ero una ragazzina, di utilizzare tutti i presidi di prevenzione che il Servizio Sanitario Nazionale Pubblico, che difendo, mi ha messo a disposizione.

E penso che sia proprio uno di questi programmi, Prevenzione Serena, che mi ha in qualche modo salvato la vita. Nell’ambito di questi controlli infatti ho scoperto, con un semplice pap test, di avere una lesione che probabilmente sarebbe rimasta inerte se quel virus maledetto non avesse trovato un posto caldo dove proliferare.

Ti spiegano quando sei in ospedale che almeno il 50% delle donne ce l’hanno e questo in qualche modo dovrebbe tranquillizzarti. Ma non ti dicono mai chiaramente che il 7/8 % di questi virus appartengono a ceppi cancerogeni.  Scusate se scelgo di usare la crudezza delle parole, senza nascondermi.

Ceppi che possono produrre cancro al collo dell’utero. Ecco perché il vaccino.

Spaventa e non poco, non sai con chi parlarne, tutti la prendono alla leggera o con distanza. E così, tu ti ritrovi con il tuo bel mattone sullo stomaco con tanti saluti.

In ospedale ti rincuorano, ne vedono di peggio, non c’è dubbio.  Tentano, ma alla fine l’unica cosa che sai davvero è che una cura non c’è. Chiedi, ma non c’è nulla.

“E’ un virus. Lo può sconfiggere solo il tuo sistema immunitario “. Cioè io. Io che ho in quel momento una paura boia.
Poi chiedi: “Come devo fare?”

E la risposta:

” Tranquilla, nella maggior parte dei casi se ne va da solo”.

Insomma, sei inane. E poi.

“Che succede se non se ne va?”. Ti rispondono: “Operiamo”.

E così è successo, senza nemmeno lasciarmi il tempo di riflettere. In 3 mesi il virus ha lavorato e la lesione si è ingrandita a tal punto da rendere tutto più semplice. Addio alle idee di cura, operiamo. E d’urgenza anche.

Taccio del dolore che ho provato. Perché la terapia del dolore non sia parte integrante della cura non vi saprei dire. Con la sola anestesia locale ho sentito tutto. Non ho mollato un pugno al chirurgo perché ero troppo spossata, stravolta.

Ma ricordo di aver stretto la mano di quell’infermiera, dolce e solidale, con tutta la forza che mi restava.

Ma quel chirurgo ha fatto un ottimo lavoro. Non ha lasciato tracce di nulla.

Anche io ho fatto la mia parte

Volevo capire. Così ho deciso di tentare una strada che partisse da me. Appena ho ricevuto il verdetto ho deciso di dare una mano al mio sistema immunitario.
E l’ho fatto con l’omeopatia. Non ne sapete nulla? Ne ho già parlato in questo articolo, Mi ha aiutato anche con la diagnosi per la mia intolleranza al glutine.

E ce l’ho fatta. Un anno dopo il virus cancerogeno se ne è andato e spero proprio che non torni più.

Il papilloma si tiene sotto controllo con periodicità. Questo è possibile grazie alle cure specialistiche e attente dei presidi ospedalieri. Io devo la mia pace al personale medico e paramedico del Sant’Anna, al quale sarò sempre riconoscente.

Parlare ci fa bene

Per questo ho scritto questo articolo. Parlo a noi donne di tutte le età ma anche a voi uomini, che siete indirettamente coinvolti. Vaccinate le vostre bambine e anche i vostri bambini, che sono  portatori della malattia con conseguenze minime rispetto alle donne.

State attente. Seguite i protocolli di prevenzione, tutti.

Il papilloma virus non è una maledizione. E’ una malattia che possiamo sconfiggere

Se quando mi sono trovata in questa situazione avessi trovato una testimonianza come questa su quello che mi stava succedendo mi sarei sentita meno sola. Ecco perché scrivo. Perché non siamo mai sole.

Il velo del silenzio sulla vita e sul corpo delle donne deve cadere. Raccontare le nostre esperienze ci è utile. O almeno lo spero

Commenti

  1. Anche io ho subito l operazione mi hanno dovuto togliere un cm di utero e non con laser ma con bisturi ho sentito tutto …ora si è ripresentato… speriamo che questa volta si possa rimediare almeno con il laser….
    La prevenzione è importante

    1. Ciao Emilia, come ti capisco! Anzi, come ti capiamo, perché siamo in tante…. Un grosso in bocca al lupo per la seconda operazione. Sono certa che sarà meno dolorosa, ma nel caso, non fare come me. Pretendi un’anestesia più forte!

  2. Ciao Elena,
    Assolutamente si! Il Papilloma virus si può combattere attraverso le difese immunitarie del nostro organismo.
    La mia (ormai 17 anni fa) anche è stata una brutta esperienza anche e soprattutto a causa della mia ginecologa curante di allora la quale si è dimostrata incompetente e ignorante sull’argomento.

    1. Ciao Anna, mi è capitato qualcosa del genere con la mia gastrite. Dopo anni di sofferenza e di medicinali che alleviavano soltanto i sintomi, mi è stata diagnosticata un’intolleranza al glutine! Tornando a noi, devo dire che oggi la prevenzione funziona e le cure sono adeguate. Ma le difese immunitarie dipendono dal nostro complesso e frenetico stile di vita. Più faticoso da regolare nella società dell’iperproduttività e del junk food… Serve un salto di qualità

E tu che ne pensi? Dimmelo qui: