Una tabella sul frigo (per non sbagliare dieta)

Una tabella sul frigo - Per non sbagliare dietaPer non sbagliare dieta

Ecco, siamo alle solite. Dopo i bagordi delle festività avrei dovuto rimettermi subito a stecchetto (o perlomeno interrompere le abbuffate). E invece, diciamo che le cose sono andate un po’ diversamente.  Sono andata a ripescare il mio ultimo articolo su questi argomenti, Hara Hachi Bu. Piccoli suggerimenti quotidiani. Magari ne scriverò altri e prima o poi riuscirò persino a seguirli.

Insomma, mi trovo a fine gennaio con qualche rotolino in più.  Che fare? L’ennesima dieta?

Guardo nella mia libreria e nella zona “salute e benessere” spuntano, persino dalle seconde file, libri su vari tipi di dieta: Ducan, la dieta dell’intestino, la dieta del ph, la dieta del limone, la dieta contro tutte le malattie. E altre amenità.

Ebbene sì, io sono fatta così: non mi basta sentirne parlare, devo studiarle, leggere tutto di loro. Le diete, queste sconosciute. Entrano in casa, passano qualche giorno sul tavolo o sul comodino, poi trovano il meritato riposo in libreria. Spesso capita che appena abbia finito di leggerle decida di ricominciare a correre.

Capita capita. In genere sono cicli di tre mesi.

Magari sta volta sarà diverso, mi dico. Da qualche settimana infatti, appiccicata al mio frigo, campeggia una tabella delle compatibilità alimentari. Colpa di Catia, la mia amica valligiana. Si è lasciata scappare, l’ultima volta che ci siamo viste:  “la mia amica ha perso 20 kg in 6 mesi senza fatica con queste semplici indicazioni” .

A me si è riaccesa la speranza. Ma certo, mi son detta, è senz’altro questa la soluzione! E poi non ci sono grammature, fastidiose diete preconfezionate… Sembra proprio faccia per me!

Così comincio subito. Si basa tutto sulla digestione. Compro un paio di libri e comincio a studiare, enzimi, combinazioni, tempi. Imparo persino che la digestione si compie nel primo tratto dell’intestino (perché, voi lo sapevate? Io no).

In poche parole si tratterebbe di non abbinare alimenti incompatibili da un punto di vista digestivo, perché produrrebbero un tale rallentamento della digestione da appesantire il fisico, ridurre l’energia complessiva e produrre gonfiori eccetera eccetera. Uso il condizionale perché non sono un medico e potrei aver compreso solo parzialmente il funzionamento di questa “igiene alimentare”. Il bello è che in nessun angolo della tabella, ma proprio da nessuna parte, si parla di quantità. Per me una vera pacchia.

Per la verità non mi è chiaro come l’abbinamento corretto ai fini digestivi degli alimenti possa far dimagrire, magari voi lo sapete e sarete così carini da suggerirmelo nell’apposito spazio per i commenti qui sotto. Ma sapete una cosa? Non me ne importa un fico secco, la magia è già nell’aria. Devo cominciare subito!

La prima settimana fila tutto liscio. Totale di sgarri: solo un giorno. Tutto bene. Perdo circa mezzo chilo. Mangio verdure carne, cereali, legumi, frutta al mattino. Non abbino mai carne con pesce e con formaggio. Cereali? Solo con verdure. Non è un problema, tanto sono intollerante al glutine, già li ho ridotti parecchio. Ho smesso anche di bere il caffè, già che c’ero. Almeno mi passa la tachicardia.

Seconda settimana: niente calo di peso. Però mi piace questa storia della tabella, me la sono appesa anche in ufficio. Mentre mi chiedo come mai non abbia ancora funzionato, mi verso un bel bicchiere di vino rosso. Alla sera, mentre leggi, scrivi, guardi la tv o chiacchieri, è perfetto. Ma la bilancia non si muove. L’umore è sempre alto.

Terza settimana, colpo di genio: forse devo eliminare definitivamente anche le bibite alcoliche e la cioccolata. E’ inutile che ridete, ricontrollate la tabella, mica è vietato. Diciamo che è una mia pensata, diciamo un di più di mia invenzione. Magari serve.

Intanto seguito con le combinazioni. Le ho quasi imparate a memoria. Solo in mensa qualche volta resto imbambolata davanti alle portate, alla disperata ricerca di una traccia nella memoria di con che cosa posso abbinare lo stracchino: patate arrosto? No. Broccoli? Si. Ok, allora broccoli.

Eccomi qui, sono alla fine della terza settimana. Ieri sera ho cenato fuori con degli amici, un’ottima carne di Fassone in una delle zone più trendy di Torino, San Salvario. Ho bevuto due gassose. L’ultima volta che è successo facevo la terza media.

La mattina dopo mi avvicino al frigo. Prendo la tabella. La giro, la consulto, la rimetto a posto con un bel magnetino comprato a Cuba (ci ho pure scritto un diario di viaggio, se volete saperne di più, cliccate qui)

Mi piaci tabella, sei carina, semplice e sintetica. Ti capisco, specie perché non contiene grammature e numero di porzioni. Solo principi.

Sembra quasi che io sia libera di mangiare quello che voglio insieme a te, che rifulgi sulla porta del mio frigo. Ed io ho deciso che ti tengo lì. Male non fai. Sono un intellettuale organica al frigo, mi piace leggere qualche contenuto ogni volta che lo apro.

Ma non ti offendere se ogni tanto ti cade addosso una goccia color rosso rubino …..


Avete sorriso, almeno un po’?  Bene, perché ho postato questo articolo proprio con questo obiettivo, sdrammatizzare.

Scriverlo ha richiesto qualche ora di lavoro… Se sono riuscita a farti sorridere, condividi questa allegria con le tue amiche e i tuoi amici e contribuisci a far conoscere questo blog. Grazie!

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