Perché la radio

Perché la radioEbbene sì, lo ammetto, questo post è nato un po’ per caso: invitata a partecipare al programma radiofonico Vernissage, in onda tutti i giovedì dalle ore 21.00, per parlare di Così passano le nuvole e di questo blog, pensavo di scrivere giusto due righe per segnalarvi l’evento e consentire, a chi fosse interessato, di mettersi in ascolto.

Saremo in onda giovedì 14 gennaio, segnatevelo che è dopodomani, e se vi va collegatevi al sito di Radioreporter97per ascoltare la trasmissione in streaming.

Ma poi mi è venuta voglia di capire perché la radio mi interessa tanto e come è sopravvissuta all’avvento dell’era digitale.

La risposta apparentemente è semplice: si è adattata meglio di altri mezzi di comunicazione (pensate alla carta stampata) al mondo che cambia.

Perché la radio mi piace

Chi non ha lavorato, camminato, letto o viaggiato su un treno senza ascoltare un po’ di musica alla radio? Quale musicista può dirsi “arrivato” se almeno uno dei suoi pezzi non è girato in radio, almeno per un po’?

La radio mi piace perché è fresca e spensierata e ti fornisce, senza tanti fronzoli, l’informazione o i contenuti che ti servono, tutti aggiornati al secondo in cui trasmette. E poi, è sempre sul pezzo, sempre attuale, uno strumento flessibile che non ha niente da invidiare ai più recenti social media.

Anzi, si serve dei social media, specie al giorno d’oggi con l’avvento delle web radio che, come Radioreporter97, trasmettono in streaming, o come Radio Vanessa, di cui sono stata ospite. Scopri di più a questo link.

Io seguo con piacere i programmi di approfondimento: li puoi ascoltare senza tante interruzioni, puoi apprezzare i contributi di chi è in studio senza doverli decriptare tra le urla degli altri invitati, come accade nei talk show televisivi. E se ne hai voglia puoi intervenire, dire la tua, fare domande. Insomma, è uno strumento interattivo in grado di essere compreso e ascoltato da chiunque…. e poi sono i contenuti a farla da padroni, non gli abiti, i sorrisi, i gingilli ecc ecc.

Quando sono in giro in barca a vela per un po’ di giorni (non lo sapevi che sono un’appassionata di vela? Leggi Il Funtastico viaggio di Roc Nére II in Croazia) amo ascoltare i film o le letture di libri e racconti, è come una gigantesca coccola per adulti, tutta per noi! Potere della voce! Rilassa, riposa, fa sognare.

Forse è proprio questa la cosa che mi piace di più: alla radio bisogna usare la voce come strumento principale di comunicazione. E la voce comunica più degli occhi le cose autentiche, perché viene da dentro.

Nuovi orizzonti web

E poi la radio si rinnova continuamente. Sapevate che il futuro è il passaggio dalle trasmissioni in FM, modulazione di frequenza, al digitale? Pare proprio che sia un processo irreversibile, come testimoniano le scelte di molti paesi europei tra cui la Norvegia, che abbandonerà definitivamente l’FM nel 2017.

Lo “switch off” riguarderà tutte le trasmissioni in FM che saranno sostituite dalla radio digitale, la così detta DAB (Digital Audio Broadcasting). Succederà anche in Italia? Non saprei, certo è che il Centro Ricerche Radio Rai di Torino ha cominciato a parlare di DAB nel 1990…..

Ma quanti siamo ad ascoltare la radio?

Ve lo siete mai chiesti? Io sì ed ho scoperto che in Italia la radio serve 35 milioni di persone, ogni giorno! Significa che il 67% della popolazione con età superiore ai 14 anni ascolta, ogni giorno, la sua radio preferita.

Naturalmente ce n’è per tutti i gusti. Musica, approfondimento, sport, cultura, comicità.

Come è possibile? Beh una radio puoi tenerla davvero ovunque…. a casa, in auto mentre vai al lavoro, sul tuo smartphone. In giro la trovi nelle gallerie commerciali, dalla parrucchiera, al bar, insomma la radio è dappertutto! Puoi trovarla perfino nella sua concorrente, in televisione! L’8% di quei 35 milioni di cui parlavo sopra la ascolta proprio così la radio, guardandola. E in effetti è divertente scoprire la faccia dei tuoi speaker preferiti, ti diventano più familiari, più prossimi.

Insomma, tramite la radio ne puoi sentire davvero di tutti i colori!

 

“E se una radio è libera, ma libera veramente,

ti piace anche di più perché libera la mente”

E. Finardi

Allora, vi è venuta voglia di aprire una web radio? Si???

Beh, non è molto complicato, almeno a sentire il guru del web, Salvatore Aranzulla, che al tema ha dedicato un post del suo seguitissimo blog: Come aprire web radio.

Se ci provate, fatemi sapere come è andata!

Io intanto continuo a sperimentare l’udo della radio per raccontare le mie storie, i miei romanzi insomma, per tenervi compagnia!

Non mi resta che dirvi buon ascolto!

E tu che ne pensi? Dimmelo qui: