Chi decide sulla salute delle donne

Salute donneQualche giorno fa è scoppiata la polemica a proposito dell’esclusione della pillola anticoncezionale dai farmaci di fascia A, ovvero quelli rimborsabili per intero dal SSN.

Un bel guaio se pensiamo a quante donne, giovani, migranti o adulte con redditi precari, donne che devono curare un’endometriosi o altre patologie proprio assumendo la pillola.

A dire la verità la pillola si paga salata da sempre. Io che l’ho usata per più di vent’anni non l’ho mai acquistata per meno di dieci euro e più di diciassette, a seconda dei periodi storici e della tipologia di farmaco assunto. Immagino che per voi sia andata più o meno nello stesso modo.

Dopo aver letto nuovamente la notizia, mi sono decisa ad approfondire. E mi sono fatta la prima domanda.

Quando è stata assunta questa decisione e chi l’ha assunta per noi?

Il punto è per me questo: chi e perché ha deciso che, per risparmiare dal fondo sanitario nazionale, questa prestazione dovesse diventare a intero carico del cittadino, passando in fascia C?

Partendo da questo articolo, mi sono messa a cercare l’autore del provvedimento e ho scoperto qualcosa che non conoscevo.

La notizia è del luglio scorso, quando l’AIFA, l’Autorità Italiana del Farmaco, ha emesso una delibera, precisamente il 26 luglio, con cui ha dato il placet al pagamento del prezzo pieno per le pillole anticoncezionali, tanto le usano poche donne in Italia, tanto vale farle pagare.

A parte l’assurdità del ragionamento, che però mi fa ricordare le difficoltà di attuazione della norma sui consultori, per non parlare della 194, di cui ho già scritto in questo articolo, e a parte che, diciamolo pure chiaramente, sono stanca di sentire che scelte che riguarderebbero la coppia, stabile o meno stabile che sia, ricadano esclusivamente sulle donne, almeno nella narrazione generale, mi chiedo con quale diritto e con quale trasparenza in Italia si discuta di farmaci, al di là della pillola.

Lecito chiedersi cos’è l’AIFA

Non è difficile rispondere a questa domanda, basta cercare in internet.

Così ho fatto un rapido giro sul sito dell’AIFA, tanto per sapere di che si tratta, giacché mai più pensavo che decisioni così importanti passassero per il tramite di un’Agenzia, sebbene sotto l’egida del Ministero (quello della Lorenzin, per intenderci). Decisioni che, in caso di necessità di cure ma non solo, impattano direttamente sulla salute delle donne e non solo. Di tutti i cittadini.

E sapete cosa ho scoperto?

Che la mission di AIFA è garantire l’accesso al farmaco come strumento di difesa della salute, ma anche provvedere al governo della spesa farmaceutica in un contesto di compatibilità economico-finanziaria e competitività dell’industria farmaceutica

Nemmeno una parola sul diritto costituzionale alla salute per le cittadine e i cittadini, ma la garanzia per le imprese. Cercherò meglio sul loro sito, approfondirò.

Per la verità si trova un report dell’ultima “Giornata della trasparenza“. Risale al 2012. Una giornata, una soltanto e persino datata.

Se volete divertirvi con i compensi e i consigli di amministrazione, sul sito troverete qualche riferimento, ma aggiornato al 2013. Accontentatevi. Il problema tanto sta essenzialmente altrove. Ovvero

Chi decide della salute delle donne?

Io penso che dobbiamo essere noi, come cittadini e cittadine, a prenderci cura innanzitutto le une delle altre. Perché la salute delle donne riguarda tutti.

[tweetshare tweet=”Le #donne devono prendersi cura le une delle altre. E insieme rivendicare i propri diritti” username=”levolpi_blog”]

Si dice che la democrazia si misuri anche da queste cose.

E mentre aspettiamo che la pillola maschile oggi in sperimentazione venga messa sul mercato, data prevista 2021, ci auguriamo che ciascuna di noi possa rivendicare prima il suo diritto a scegliere.

Che potremmo esercitare sin da subito, se il nostro diritto alla salute non fosse subordinato a variabili economiche che non possiamo controllare.

Questo è il mio punto di vista. E voi, che ne pensate? Scrivetelo qui 🙂

E tu che ne pensi? Dimmelo qui: