Síndrome da rientro 

Sindrome da rientroBuon giorno Volpi e ben ritrovate! Come ve la cavate alle falde di un’estate che non è ancora finita e già ne sentiamo la mancanza?

Sí lo so, me la sono presa un pò comoda con il Blog, ma ricordate l’ultimo post in cui ammettevo che forse mi ero data un pò troppi obiettivi per un’estate sola? Beh, avevo assolutamente ragione!

Ma sono stata piuttosto impegnata a tentare di realizzarli..

Forse la stessa cosa è capitata anche a voi.

Che siate partiti per mete ambite e lontane oppure no ( e io sono tra gli oppure  no) mi immagino che siate alle prese come me con una bella 

sindrome da rientro

Ognuno ha la sua e ognuno ha il suo modo per uscirne viva. Io ho trovato il mio, e voi, avete trovato il vostro? No?

Scovatelo allora in questo articolo….. 🙂

  1. Facciamo un bilancio

Siete riusciti a fare ciò che desideravate? Intendo dire davvero? Sì perché questa è la domanda più importante, la prima che dovete farvi.

[tweetshare tweet=”Perché essere in sintonia con se stessi è la vera vacanza di cui abbiamo bisogno” username=”levolpi_blog”]

E per realizzarla, non serve andare lontano, anzi.

Pensateci su:

se avete rallentato forse è perché avevate bisogno di guardare meglio le cose che vi sono passate accanto.

Se avete accelerato, è perché forse la vostra esistenza era ferma al solito palo, illuminato, certo, ma sempre un palo, fisso e immobile allo stesso posto….

2. Avete realizzato almeno un obiettivo che vi eravate prefissi?

Se ne avete realizzati anche più di uno, congratulazioni!

Ma uno credetemi, è più che sufficiente. Io volevo godermi la pace della campagna e terminare il mio romanzo, fermo da un pò. E ce l’ho fatta. Ne avevo molti altri che non ho realizzato, ma aver goduto di questi, mi basta.

[tweetshare tweet=”Farsi bastare le cose belle che ci accadono rende ogni giorno un giorno migliore” username=”levolpi_blog”]

3. Mettete qualcosa di nuovo nella vostra vita

Ok, vi siete riposati, avete passato molta parte del vostro tempo a tentare di dimenticare il tran tran che avete lasciato. Non vi piace, non fa più per voi, è una scarpa che calza stretto.

Allora, cambiatela, prima che sia troppo tardi e quell’energia pulita che avete ritrovato disintossicandovi dal vostro quotidiano fugga via. Tenetela con voi e cambiate aria alla stanza.

Fate entrare qualcosa di nuovo nella vostra vita. Vi ripagherà.

4. Tagliate i rami secchi

Avete presente le pulizie di primavera? Beh, io preferisco di gran lunga farle a settembre. Non so se sono ancora legata al ritmo scolastico, ma settembre è per me il vero mese dell’inizio.

E non c’è modo migliore di cominciare un nuovo anno tagliando i rami secchi, eliminando le cose stantie, che ci ammorbano inutilmente, che si appropriano della nostra energia, come parassiti silenti.

Non ci vuole molto a riconoscerli, i rami secchi. Sono sicura che vi stanno già venendo in mente. Tagliateli.

Io quelle scarpe strette di cui sopra le ho buttate ieri.

Fidatevi, è simbolico e molto, molto liberatorio!

5. Infine, fate pure molte cose, ma fatele esclusivamente per voi

Avevate un elenco lunghissimo di cose che vi sarebbe piaciuto realizzare, vero? Proprio come me. ma non ci siete riuscite? E allora?

Non fa niente, non mollate!

Continuate a inseguire quei sogni e realizzateli.  non importa quanto ci metterete, se ci pensate, nessuno vi corre dietro, sempre che non lo facciate voi stesse.

[tweetshare tweet=”#keep #calm and follow your #dreams” username=”levolpi_blog”]

 

6. Dimenticavo: fate attenzione ai segni

Questo non vi torna?

Allora vi faccio un esempio che è accaduto a me. E’ ciò che chiamerei un segnale chiaro.

La sera prima di rientrare al lavoro sono caduta rovinosamente dalle scale, ciancicandomi il lato destro del corpo. Niente paura, sono già in piedi, che pellaccia, ragazzi!

E mentre vi divertite con l’interpretazione del fattaccio, provate ad osservare i segni che riguardano voi. oltre che divertenti, sono molto, molto significativi!

E non dimenticate di raccontarci il vostro, di rientro!

Buon re-inizio, Volpi!

E tu che ne pensi? Dimmelo qui: