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La copertina del libro che mi ha tenuto sveglia la notte * Tecniche di Oratoria è arrivato!

Care Volpi, oggi scrivo sotto l’effetto della gioia, uno stupefacente non facilmente reperibile ma senza effetti collaterali, se non una sana dipendenza. Ma chi non vorrebbe soffrirne? 🙂 La ragione di tale gioia è che sto per presentarvi l’ultimo nato della scuderia delle Volpi, la mia Guida per parlare in pubblico “Tecniche di Oratoria“, edita da Youcanprint. Acquistatelo subito! Ma prima di parlarvi di questo nuovo ed entusiasmante progetto, ho un conto da regolare con alcuni di voi Ricordate il mio recente articolo  L’importanza della copertina. Un sondaggio per sceglierla insieme? Ebbene, allora ero in un vicolo cieco, non sapevo da che parte cominciare per definire la copertina della mia Guida e nonostante le molteplici soluzioni individuate, in realtà nessuna Leggi tutto l’articolo

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5 cose che ho imparato dal silenzio

Care Volpi, domenica sono tornata a scrivere dopo il mio ultimo post Silenzio. L’ho fatto come se nulla fosse, tornando alla mia rubrica Pillole d’Autore con la recensione di Mar Morto, di Jorge Amado. Ma non posso cavarmela così, mi sono detta, perché dal silenzio ho imparato molto ed è davvero un peccato tenere questo tutto per me. Non siamo forse una piccola ma brillante comunità?

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Silenzio

Qualche volta il silenzio è la più alta forma di comunicazione che abbiamo a disposizione. Non me ne vogliate se la esercito qui, con voi, dichiarandola e non semplicemente lasciando che sia. A volte per poter apprezzare ciò che amiamo, bisogna osservarlo come se ci stesse sfuggendo.. Prima che ci sfugga davvero. A presto, Care Volpi. Se sei curioso di sapere come sono uscita dal silenzio e che cosa ho imparato, beh allora puoi leggere 5 cose che ho imparato dal silenzio.

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Quando è troppo è troppo

Imparare a dire basta prima di soffocare Sarà capitato anche a voi di fermare bruscamente la vostra corsa a un certo punto della salita. La pendenza era impervia e lo sapevate da tempo, ma avete continuato a salire. Volevate farlo, dovevate farlo. Poi qualcosa vi ha fermato. Se non avete ascoltato abbastanza potrebbe essere addirittura il vostro corpo ad averlo fatto, (io ne so qualcosa, ricordate?), altrimenti potrebbero essere parole sagge giunte al momento opportuno. Parole che avete saputo ascoltare. E’ così che avete deciso di voltarvi un attimo per vedere quanto è stato faticoso il vostro cammino, prima di ricominciare a salire fino in cima alla vostra montagna.

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Quanto c’è bisogno di parole al femminile!

Quando due donne si alleano per raggiungere un obiettivo, state certi che quell’obiettivo sarà raggiunto É una specie di mantra che potete utilizzare ogni volta che qualcuno rimette in circolo il solito, vecchio, refrain: le donne insieme non vanno da nessuna parte, litigano e basta. O roba del genere. Succede spesso. Quando nasce un sodalizio al femminile, qualcuno prova a sabotarlo. A volte sono gli altri, ma a volte, siamo noi. E così, mentre ascoltiamo questi alert e ci convinciamo che siano veritieri, persino assecondandoli, intorno a noi qualcuno guarda compiaciuto per essere riuscito, ancora una volta, a separare ciò che invece dovremmo tenere inseme, perché insieme potrebbe diventare qualcosa di davvero potente.

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Very pop blog – I miei favolosi anni 80

Care Volpi, vi confesso che sono persino emozionata! É la prima volta che partecipo ad una “catena blogghistica” di questo tipo, infatti nessuno mi aveva mai coinvolto direttamente in un gioco a tag prima d’ora. Così quando il buon Moz, a cui dobbiamo la splendida foto di copertina di questo post, decide di coinvolgermi, con, come dice lui, lo strumento del sorteggio, con entusiasmo ho accettato subito la sfida. Curiosi di sapere di che diavolo si tratta?  Sono stata sfidata a raccontare i miei favolosi anni ’80, con le regole che “l’eterno dodicenne” (la definizione è sua)  Moz dell’omonimo blog Moz O’Clock un lontano giorno di marzo scriveva nel suo articolo Very pop blog. I miei anni ’80. Gli altri 4 blogger invitati Leggi tutto l’articolo

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Magre da morire – Parte seconda

Un anno fa ho incontrato su Anobii Emilia, autrice di un romanzo autobiografico dal titolo Io come la fenice  in cui racconta la sua anoressia. Ci siamo  piaciute subito e così le ho proposto di rilasciare un’intervista alle Volpi, anche perché il tema alimentazione mi interessa molto, da sempre. Ne sono venuti fuori tre articoli di cui questo che vi ripropongo, riveduto e rinfrescato nello stile e nei contenuti, è il secondo. Tutti e tre gli articoli sono legati ma si possono benissimo leggere autonomamente. Ve li ripropongo perché possano incontrare un pubblico più ampio e perché Sabato 1 aprile a Torino si svolgerà un importante convegno di approfondimento e lavoro proprio sul tema dei disturbi alimentari cui sarò presente. Così ho pensato che Leggi tutto l’articolo