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Basta Milf! Rivoluzioniamo il linguaggio che racconta le over 35

Scommetto che qualcuno di voi ha visto il film American Pie, quello in cui quattro amici liceali, ancora verginelli, fanno un patto per rompere l’incantesimo, complice una mega festa e la mamma di un loro strambissimo amico. Confesso di averlo visto anche io, pertanto posso dire senza tema di essere smentita che si tratti di una vera e propria perla della cinematografia americana, cui dobbiamo l’introduzione nel linguaggio più o meno comune dell’acronimo M.I.L.F. ovvero Mother I’d like to fuck, intraducibile, dedicatevi a un sano ripasso dell’inglese. E fin qui niente di strano, in fondo la storia della mamma del mio migliore amico bella come il sole che turba i miei sonni è vecchia come il cucu e, sinceramente, non avevamo Leggi tutto l’articolo

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Filastrocche per bambini o messaggi impliciti per adulti? Cultura pop

Tempo fa ho fatto una terribile quanto involontaria gaffe ai danni di una gentile signora istriana per colpa di una filastrocca. Avete capito bene, una filastrocca, ovvero una di quelle canzoncine per bambini che ormai cantiamo senza nemmeno rendercene conto. L’appresi molti anni fa dalla mia cara nonna Italia, che da brava veneta mi ha cresciuta a tocio e canzonette. Da bambina mi piaceva molto fare i mercatini, vendevo di tutto: dagli oggetti antichi alle foglie degli alberi che diventavano bistecche, pani, frutti. Mentre ero affaccendata in quelle amene attività mi piaceva canticchiare la canzone della mula. Una parola che non conoscevo e che mi ha insegnato mia nonna: mula vuol dire bella ragazza Dunque era perfetta per me e le mie prime Leggi tutto l’articolo

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Analfabetismo di ritorno, l’ingrediente segreto della nostra ‘nuova’ società

Questa riflessione è nata di getto, stravolgendo la programmazione settimanale del blog che per oggi prevedeva una riflessione sulla comunicazione politica televisiva, un argomento che recentemente è tornato ad essere di grande interesse su questo blog. Se ne parlerà la prossima settimana. E’ che le riflessioni di questi giorni sul tema dell’incapacità di scrivere correttamente in italiano da parte degli studenti, universitari, scatenate dalla lettera di 600 docenti universitari, hanno risvegliato un interesse che ogni tanto riaffiora tra le pagine delle Volpi. C’è una domanda in particolare che mi frulla nella testa:  a chi giova l’analfabetismo di ritorno?

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Come un audiolibro può salvarvi dalla metropolitana

Lo so che siete sempre di corsa e che non avete nemmeno il tempo di fare colazione, o che al mattino vi alzate e con fatica fate tacere la sveglia, che vi ricorda che anche oggi dovete cominciare a correre, e il prima possibile. E’ la nuova direzione che ha preso da un po’ di tempo la nostra società, in cui siamo solo numeri, e nemmeno primi, che riempiono statistiche, giornali, bar da caffè in piedi e via. In tutta questa fretta è possibile che qualcosa sfugga alla nostra attenzione, in primo luogo il tempo per noi stessi. Non è forse così? Badate che non intendo mica farvi la morale, nemmeno una bonaria ramanzina, so bene cosa siamo diventati, ci Leggi tutto l’articolo

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Sono troppi gli scrittori in Italia?

E’ da tempo che ho voglia di dire quello che penso sulla leziosa questione in oggetto. In Italia si scrive davvero troppo? Corrisponde al vero che vi siano più scrittori che lettori? Vessata quaestio Lo spunto per partire me lo ha dato una recente conversazione cui ho assistito tra un autore esordiente e un giornalista affermato. Il tema era la promozione della cultura dello scrivere, la diffusione delle opere e la sensibilizzazione (si potrebbe dire “costruzione di una coscienza”) intorno al lavoro di produzione culturale, specie quello degli esordienti appunto, che segue la stessa sorte in Italia della cultura, per lo più ignorato. Per la produzione culturale in Italia spazio ce n’è, ma piuttosto ristretto e in genere occupato dagli autori già affermati, Leggi tutto l’articolo

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Vi presento “Pillole d’autore”

Come molti di voi, sono anch’io una lettrice accanita. In questi anni ho letto romanzi, saggi, novelle e racconti di cui avrei voluto discutere a fondo, senza tifoserie, partendo semplicemente da alcuni passi che hanno colpito il mio immaginario. Per la loro verità, precisione, e perché no, per la loro capacità di provocare una reazione, bella o brutta che fosse. Mi sono iscritta ai gruppi che Facebook mette a disposizione per discussioni come queste, ma non era abbastanza. Volevo qualcosa di speciale, per me e per i lettori delle Volpi.

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Perché il nome Luce per la protagonista del mio romanzo

Care Volpi, Oggi ho intenzione di svelarvi il perché ho scelto Luce come nome per la protagonista del mio romanzo d’esordio, Così passano le nuvole. Ho sperimentato sulla mia pelle come la ricerca del nome della protagonista sia un percorso denso di aspettative, sia da parte del lettore che da parte di chi scrive. Condensare in un nome proprio l’essenza della natura del personaggio è un lavoro a tutti gli effetti che richiede metodo, ispirazione e una buona dose di fortuna. E’ quello che ho fatto con Luce e con tutti gli altri personaggi di Così passano le nuvole. Curiosi di sapere come è andata? Continuate a leggere, vi svelerò il processo creativo che sta dietro il nome di Luce. L’importanza del nome Ricordate la commedia Leggi tutto l’articolo