Zero gradi al sole

Analfabetismo di ritorno, l’ingrediente segreto della nostra ‘nuova’ società

Questa riflessione è nata di getto, stravolgendo la programmazione settimanale del blog che per oggi prevedeva una riflessione sulla comunicazione politica televisiva, un argomento che recentemente è tornato ad essere di grande interesse su questo blog. Se ne parlerà la prossima settimana. E’ che le riflessioni di questi giorni sul tema dell’incapacità di scrivere correttamente in italiano da parte degli studenti, universitari, scatenate dalla lettera di 600 docenti universitari, hanno risvegliato un interesse che ogni tanto riaffiora tra le pagine delle Volpi. C’è una domanda in particolare che mi frulla nella testa:  a chi giova l’analfabetismo di ritorno?

Zero gradi al sole

Come un audiolibro può salvarvi dalla metropolitana

Lo so che siete sempre di corsa e che non avete nemmeno il tempo di fare colazione, o che al mattino vi alzate e con fatica fate tacere la sveglia, che vi ricorda che anche oggi dovete cominciare a correre, e il prima possibile. E’ la nuova direzione che ha preso da un po’ di tempo la nostra società, in cui siamo solo numeri, e nemmeno primi, che riempiono statistiche, giornali, bar da caffè in piedi e via. In tutta questa fretta è possibile che qualcosa sfugga alla nostra attenzione, in primo luogo il tempo per noi stessi. Non è forse così? Badate che non intendo mica farvi la morale, nemmeno una bonaria ramanzina, so bene cosa siamo diventati, ci Leggi tutto l’articolo

Zero gradi al sole

Sono troppi gli scrittori in Italia?

E’ da tempo che ho voglia di dire quello che penso sulla leziosa questione in oggetto. In Italia si scrive davvero troppo? Corrisponde al vero che vi siano più scrittori che lettori? Vessata quaestio Lo spunto per partire me lo ha dato una recente conversazione cui ho assistito tra un autore esordiente e un giornalista affermato. Il tema era la promozione della cultura dello scrivere, la diffusione delle opere e la sensibilizzazione (si potrebbe dire “costruzione di una coscienza”) intorno al lavoro di produzione culturale, specie quello degli esordienti appunto, che segue la stessa sorte in Italia della cultura, per lo più ignorato. Per la produzione culturale in Italia spazio ce n’è, ma piuttosto ristretto e in genere occupato dagli autori già affermati, Leggi tutto l’articolo

Zero gradi al sole

Vi presento “Pillole d’autore”

Come molti di voi, sono anch’io una lettrice accanita. In questi anni ho letto romanzi, saggi, novelle e racconti di cui avrei voluto discutere a fondo, senza tifoserie, partendo semplicemente da alcuni passi che hanno colpito il mio immaginario. Per la loro verità, precisione, e perché no, per la loro capacità di provocare una reazione, bella o brutta che fosse. Mi sono iscritta ai gruppi che Facebook mette a disposizione per discussioni come queste, ma non era abbastanza. Volevo qualcosa di speciale, per me e per i lettori delle Volpi.

Zero gradi al sole

Perché il nome Luce per la protagonista del mio romanzo

Care Volpi, Oggi ho intenzione di svelarvi il perché ho scelto Luce come nome per la protagonista del mio romanzo d’esordio, Così passano le nuvole. Ho sperimentato sulla mia pelle come la ricerca del nome della protagonista sia un percorso denso di aspettative, sia da parte del lettore che da parte di chi scrive. Condensare in un nome proprio l’essenza della natura del personaggio è un lavoro a tutti gli effetti che richiede metodo, ispirazione e una buona dose di fortuna. E’ quello che ho fatto con Luce e con tutti gli altri personaggi di Così passano le nuvole. Curiosi di sapere come è andata? Continuate a leggere, vi svelerò il processo creativo che sta dietro il nome di Luce. L’importanza del nome Ricordate la commedia Leggi tutto l’articolo

Zero gradi al sole

Ode alla montagna

Ti osservo sai, mentre scruti severa la mia città, cingendola con i tuoi morbidi pendii, che paiono lunghe braccia, possenti e forti. Sei ferma Montagna, ferma come un gigante addormentato. Sebben sia maggio inoltrato, ti diverti a portare quel manto bianco che ti fa somigliare a una sposa. Tu, che incurante delle stagioni che ti passano accanto, ricambi il mio sguardo e lo allarghi a un mondo distratto e brulicante di vita che è la mia Torino. Che a volte sembra non notarti neppure. Non fa caso ai tuoi respiri profondi che scuotono i rami degli alberi, alle tue radici forti da trattenere la terra e rocce ciclopiche e picchi e nevai. Torino ti guarda indifferente, come una vecchia signora che fuma Leggi tutto l’articolo

Zero gradi al sole

Non chiamatele suffragette

Le chiamavano così, ma non è che mi piaccia molto come definizione… Sembra riguardare qualcosa di piccolo e tutto sommato trascurabile, di un gioco, di uno scherno, una diminutio insomma. In una parola, la trovo una definizione riduttiva. Le voci delle donne che hanno conquistato il diritto di voto, nell’Inghilterra del 1918 o quasi trent’anni dopo in Italia, sono come un coro che canta all’unisono la stessa canzone, pur con parti e ruoli differenti. Una polifonia ineguagliabile. Forse ciò che più mi allontana da questo termine che ci consegna la storia è l’idea che molto probabilmente furono proprio i più forti oppositori del voto alle donne, ovvero gli uomini, a chiamarle così. Forse addirittura con disprezzo. Avrete intuito che ciò che sto commentando riguarda Leggi tutto l’articolo