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L’amore ai tempi della Resistenza

Oggi è il 25 aprile e come ogni anno di questi giorni rileggo le Lettere di Condannati a morte della Resistenza. Einaudi le pubblicò raccogliendole in un libro con la copertina arancione il 25 aprile del 1965 per conto del Comune di Torino, che ne fece dono a tutti gli alunni dell’ultimo anno della scuola media inferiore. É stato il primo libro che mi sono comperata, al mercatino delle cose usate. Ogni volta che lo apro mi sembra sempre diverso, mi capita anche con altri libri, lo ammetto, ma con questo….  Rileggo quelle pagine e ogni volta colgo aspetti diversi della terribile storia che il libro racconta, come se fosse qualcosa di vivo, capace di trasmettere valori, convinzioni, dolore ma anche amore. Leggi tutto l’articolo

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Zero gradi al sole

Storie di lavoro, di donne e di caporali in un paese che abbiamo deciso di dimenticare. E il caporalato si ciba della nostra indifferenza.

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Le 3 lezioni di Milagro

Buon giorno Volpi, oggi torno a parlare di comunicazione ‘pratica’ o ‘pratica della comunicazione’, fate voi, lo faccio partendo da un esempio concreto, proprio come era capitato quando ho scritto 10 cose che Muhammad Ali sapeva sulla comunicazione. Questa volta però è più difficile perché la persona in questione, una donna, non ha il riconoscimento universale che aveva Cassius Clay: si tratta infatti di Milagro Sala di cui mi sono già occupata in questo blog e le cui qualità comunicative mi consentono oggi di sviluppare il tema del parlare in pubblico sotto un altro punto di vista. Vediamo perché.

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Uomini che ghiacciano alla frontiera

In questi giorni di convalescenza forzata mi sono appena accorta del freddo terribile che faceva fuori da casa nostra. Tuttavia non ho potuto ignorarlo, specie per ciò che ha provocato a molte persone. Non facciamo più caso alle cose, perché le abbiamo intorno ogni giorno, come avevamo già osservato con l’articolo La fortuna di cui non ci rendiamo conto, articolo che oggi mi è tornato alla memoria. Il motivo è semplice: ho la fortuna di avere una casa accogliente e sicura, cibo, calore e protezione, affetti, sono ricchezze per cui sarei disposta a qualunque cosa pur di difenderle. Lo stesso deve essere per quegli uomini e donne che in questi giorni ghiacciano alle frontiere. Sono persone come me ma a differenza di Leggi tutto l’articolo

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17 migliori articoli del 2016 che volano nel 2017

Care Volpi, ci siamo. Il 2016 sta chinando la testa e mesto mesto se ne va in cantina, insieme a tutte le cose vecchie che vorremmo buttare ma non vogliamo/possiamo/sappiamo, fate voi. E’ tempo di bilanci ed anche io su questo blog mi appresto a farli. Un’avventura fantastica passare un anno intero insieme a voi! Quando ho cominciato, nell’aprile del 2015, ero affascinata dallo storytelling e lo sono ancora. La cifra che ho utilizzato è stata più o meno questa: trasmettere pensieri e riflessioni raccontando storie. Ma quali vi sono piaciute di più? Io, a dir la verità, le ho amate tutte ❤ Aiutata dalla tecnologia che su wordpress è davvero accessibile a tutti, sono andata a cercare negli armadi virtuali Leggi tutto l’articolo

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Chi decide sulla salute delle donne

Qualche giorno fa è scoppiata la polemica a proposito dell’esclusione della pillola anticoncezionale dai farmaci di fascia A, ovvero quelli rimborsabili per intero dal SSN. Un bel guaio se pensiamo a quante donne, giovani, migranti o adulte con redditi precari, donne che devono curare un’endometriosi o altre patologie proprio assumendo la pillola. A dire la verità la pillola si paga salata da sempre. Io che l’ho usata per più di vent’anni non l’ho mai acquistata per meno di dieci euro e più di diciassette, a seconda dei periodi storici e della tipologia di farmaco assunto. Immagino che per voi sia andata più o meno nello stesso modo.

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Dalla parte di Nice 

C’è un progetto indipendente che vi voglio segnalare perché merita tutto il nostro sostegno. Si tratta di #DallaPartediNice ed è un progetto di crowdfunding che parte dalla denuncia della condizione delle bambine in molti paesi africani, in fuga dalla guerra, dalla solitudine e dalla miseria della strada, dalle tradizioni e dall’isolamento che nega i più elementari diritti. Uno fra tutti il diritto di crescere e di essere le donne che desiderano.