Rispecchiarsi

Basta Milf! Rivoluzioniamo il linguaggio che racconta le over 35

Scommetto che qualcuno di voi ha visto il film American Pie, quello in cui quattro amici liceali, ancora verginelli, fanno un patto per rompere l’incantesimo, complice una mega festa e la mamma di un loro strambissimo amico. Confesso di averlo visto anche io, pertanto posso dire senza tema di essere smentita che si tratti di una vera e propria perla della cinematografia americana, cui dobbiamo l’introduzione nel linguaggio più o meno comune dell’acronimo M.I.L.F. ovvero Mother I’d like to fuck, intraducibile, dedicatevi a un sano ripasso dell’inglese. E fin qui niente di strano, in fondo la storia della mamma del mio migliore amico bella come il sole che turba i miei sonni è vecchia come il cucu e, sinceramente, non avevamo Leggi tutto l’articolo

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Silenzio

Qualche volta il silenzio è la più alta forma di comunicazione che abbiamo a disposizione. Non me ne vogliate se la esercito qui, con voi, dichiarandola e non semplicemente lasciando che sia. A volte per poter apprezzare ciò che amiamo, bisogna osservarlo come se ci stesse sfuggendo.. Prima che ci sfugga davvero. A presto, Care Volpi. Se sei curioso di sapere come sono uscita dal silenzio e che cosa ho imparato, beh allora puoi leggere 5 cose che ho imparato dal silenzio.

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Quando è troppo è troppo

Imparare a dire basta prima di soffocare Sarà capitato anche a voi di fermare bruscamente la vostra corsa a un certo punto della salita. La pendenza era impervia e lo sapevate da tempo, ma avete continuato a salire. Volevate farlo, dovevate farlo. Poi qualcosa vi ha fermato. Se non avete ascoltato abbastanza potrebbe essere addirittura il vostro corpo ad averlo fatto, (io ne so qualcosa, ricordate?), altrimenti potrebbero essere parole sagge giunte al momento opportuno. Parole che avete saputo ascoltare. E’ così che avete deciso di voltarvi un attimo per vedere quanto è stato faticoso il vostro cammino, prima di ricominciare a salire fino in cima alla vostra montagna.

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L’amore ai tempi della Resistenza

Oggi è il 25 aprile e come ogni anno di questi giorni rileggo le Lettere di Condannati a morte della Resistenza. Einaudi le pubblicò raccogliendole in un libro con la copertina arancione il 25 aprile del 1965 per conto del Comune di Torino, che ne fece dono a tutti gli alunni dell’ultimo anno della scuola media inferiore. É stato il primo libro che mi sono comperata, al mercatino delle cose usate. Ogni volta che lo apro mi sembra sempre diverso, mi capita anche con altri libri, lo ammetto, ma con questo….  Rileggo quelle pagine e ogni volta colgo aspetti diversi della terribile storia che il libro racconta, come se fosse qualcosa di vivo, capace di trasmettere valori, convinzioni, dolore ma anche amore. Leggi tutto l’articolo

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Zero gradi al sole

Storie di lavoro, di donne e di caporali in un paese che abbiamo deciso di dimenticare. E il caporalato si ciba della nostra indifferenza.

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Porte in faccia, 6 vie per superare un rifiuto

Porte in faccia, rifiuti, dinieghi. Se mi fossi fermata tutte le volte in cui me li sono ritrovati davanti, oggi sarei inchiodata da qualche parte a fare la muffa 🙂 Fanno male, molto male. E il naso, se non vi scansate in tempo, resta gonfietto per un bel po’ e si può rimanere tramortiti, ammutoliti, magonati, fragili. Quando qualcuno rifiuta qualcosa di noi, qualcosa cui teniamo molto, rischiamo di pensare che l’intera nostra esperienza in quel momento sia fallimentare. Ed è normale, ma non sano e nemmeno saggio. Come possiamo reagire al rifiuto? Ho messo in fila tutte le mie piccole strategie anti-fallimento, quelle che in questi anni ho sperimentato e che sarebbe bello fossero arricchite dalle vostre esperienze, in una logica di mutuo Leggi tutto l’articolo

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Inno al riciclo

In tutta questa cantilena dei “consumi che si stanno riprendendo“, la “crescita che riparte” e cose di questo genere, c’è qualcosa che non mi torna. Forse gli economisti e i commentatori politici dovrebbero fare più caso alle cose che capitano mentre elaborano le teorie, perché la realtà è sempre un po’ più avanti delle analisi che sentiamo raccontarci. Le persone non consumano più, non si curano più e non acquistano più come una volta. La crisi esiste, eccome. E ci stiamo facendo i conti ogni giorno, ognuno con la sua modalità specifica. Sono proprio convinta che vedremo presto la fine della civiltà consumistica, ma non tanto per merito nostro, quanto per una ineluttabile verità: stiamo consumando troppo e troppo a lungo. “Abbiamo Leggi tutto l’articolo