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Pulizie di primavera per il mio fegato

Questo non è un post per positivisti convinti. Quelli che si fidano ciecamente della scienza moderna e sono fanatici della medicina allopatica, della chirurgia ovvero di tutte quelle terapie orientate al sintomo. Per chi è allora? ma per tutti noi che non riusciamo proprio a scindere noi stessi in mille pezzi e che crediamo nell’unicità delle nostre esperienze. Da tempo la conosco, ma recentemente ci sono ritornata così: quando mi si staccò il tendine di Achille destro (erano i tempi di Un Natale che è più un’epifania), di fronte a tanto dolore mi feci alcune domande, molte delle quali restano ancora senza risposte. Una su tutte, che rivolsi a tutti, ma proprio tutti i medici che ho incontrato: ortopedici, fisiatri, fisioterapeuti.  “Perché il mio Leggi tutto l’articolo

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Expo, Nepal e il dovere della comunicazione

Ancora sopravvissuti in Nepal, gli aiuti che non arrivano e in Italia si inaugura Expo

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Un Natale che è più un’Epifania

Quando passi la giornata ad adempiere ai tuoi impegni di lavoro e ad inseguire i tuoi sogni, non ti rendi conto che per farlo stai usando le tue gambe, le tue braccia, il tuo corpo, spesso fin troppo. Diamo il nostro corpo per scontato, è sempre lì a disposizione per esaudire ogni nostro desiderio. E lo facciamo correre, eccome! Lo curiamo nel suo aspetto estetico, i più sensibili tra noi pensano anche a come alimentarlo in modo corretto, a come fare in modo che non perda la sua elasticità. Lo facciamo nella convinzione che un corpo ben funzionante ci serva per portare a termine tutto ciò che ci passa per la testa. E lui ci segue con costanza, si adatta Leggi tutto l’articolo

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La battaglia del panino secondo Arianna

Qualche tempo fa scrivevo su questo blog l’articolo Cucù, la mensa a scuola non c’è più, un articolo che ha avuto piuttosto riscontro. Allora riflettevo sull’iniziativa di un gruppo di famiglie di rivendicare, legalmente, il diritto dei bambini di potersi mangiare un panino al posto della tristissima mensa. Le riflessioni che ho fatto restano tutte in piedi, ma oggi quella più odiosa si sta verificando e così non ho potuto non tornarci sopra. Sebbene il ruolo della Cassandra sia sempre detestabile, specie per la malasorte, oggi il tema sono gli esuberi. 26 donne, quasi tutte monoreddito, che per il momento faranno le ferie forzate, poi si vedrà. Sono le dipendenti delle mense scolastiche di Torino. Sono loro a pagare il prezzo Leggi tutto l’articolo

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Chi decide sulla salute delle donne

Qualche giorno fa è scoppiata la polemica a proposito dell’esclusione della pillola anticoncezionale dai farmaci di fascia A, ovvero quelli rimborsabili per intero dal SSN. Un bel guaio se pensiamo a quante donne, giovani, migranti o adulte con redditi precari, donne che devono curare un’endometriosi o altre patologie proprio assumendo la pillola. A dire la verità la pillola si paga salata da sempre. Io che l’ho usata per più di vent’anni non l’ho mai acquistata per meno di dieci euro e più di diciassette, a seconda dei periodi storici e della tipologia di farmaco assunto. Immagino che per voi sia andata più o meno nello stesso modo.

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Papilloma virus: non siamo sole

Questo articolo è aggiornato alla data del 19 aprile 2017 , il giorno dopo la puntata di Report che ha scatenato la discussione sui vaccini. Non sono una medica e non ho competenze in merito. Ma ho un’esperienza che ho raccontato e che per me è stata importante. Prima di giudicare e di condannare, in un senso o nell’altro, cerchiamo di capire cosa accade alle donne e come ci si può difendere dalle malattie, nel modo più sicuro possibile. La salute delle donne non è materia di discussione né tanto meno di battaglia politica La divergenza di opinioni non è motivo di censura politica Facciamo che del corpo e della salute delle donne possano decidere le donne. Non sono molto Leggi tutto l’articolo

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194: quando un diritto è esigibile?

*Nel maggio del 2016, la sentenza definitiva del Comitato Europeo per i Diritti Sociali del Consiglio d’Europa che trovi a questo link recepì positivamente il ricorso della CGIL nei confronti della 194, in merito alla questione obiezione di coscienza. Il tema era la scarsità di medici a disposizione nei presidi ospedalieri per praticare aborti secondo le disposizioni della Legge 194 e le ricadute, professionali ed organizzative sui pochi medici delle richieste, con conseguenze su qualità del e tempi di attesa per la prestazione. In discussione dunque l’esigibilità di un diritto riconosciuto e frutto di dure battaglie nel nostro paese, in larga parte condotte dalle donne.