Troppi progetti per un’estate sola 

Troppi progetti per un'estate sola

E anche quest’anno è giunta l’estate, la seconda estate del blog! Questo sì che è un regalo, un regalo per cui devo ringraziare voi, care Volpi.

L’anno scorso in questo periodo vi raccontavo di veleggiate indimenticabili (che ora dimorano sul neo nato Velaleggera.com), mentre oggi mi trovo a riflettere sui progetti per l’estate che ciascuno di noi inanella, uno per uno, fino a farne una collana che, se troppo lunga, finisce per strozzarci.

E siccome penso che tutto debba fluire senza troppe costrizioni o programmazioni, specialmente un blog che vive di scrittura ed emozioni, vi confesserò i miei progetti per l’estate, in attesa che voi facciate lo stesso.

In fondo d’estate un blog  si può concedere qualche picco di intimità, non siete d’accordo?

Allora, cominciamo.

Avrete capito che questo non è il classico articolo che vi saluta per l’estate, ma una vera e propria sfida a trovare l’intruso, ovvero a cercare ciò che non va nel nostro approccio all’estate.

Peraltro vi dico già che essendo io totalmente refrattaria agli schemi, specie quando si tratta di scrivere, non ho alcuna intenzione di anticiparvi cosa succederà ad agosto sulle Volpi che camminano sul ghiaccio, perché leggerete qualcosa su questo blog quando avrò qualcosa da dire, anche in tempo d’estate. Spontaneamente.

Come nascono i progetti per l’estate e quando

Ci avevate mai pensato? Esiste un momento in cui tutto ciò ha inizio.

Per me è durante il mese di giugno, quando la stanchezza viene avanti inesorabile, con il primo proposito per l’estate: Riposare.

Al quale poi si sommano altri innumerevoli propositi tra cui fare vacanze strepitose, che di fatto ne cancellano la fattibilità. Vabbè.

Poi l’elenco sempre più corposo di buoni propositi rotola giù come un carretto senza freni in discesa. Uno dopo l’altro i migliori si aggregano tra di loro fino a diventare un’enorme palla gigante che precipita in velocità. Una palla enorme di propositi!

E se al fondo della discesa ci fosse un muro?

Ma se a un giugno di propositi fate succedere un luglio altrettanto fecondo, il rischio burnout è totale.

Allora su, contenetevi! Ah quante volte metteremmo nero su bianco che in estate la cosa più importante è fermarsi, riflettere e riposare.

Ma io lo so che siete come me. Su, non siate timidi, confessate: avete anche voi il vostro bell’elenco di cose da fare quest’estate, non è vero?

Scommetto che cominciano già a venirvi in mente!

Allora lasciate che questa riflessione che ho fatto su di me parli anche a voi:

A volte sono troppi i buoni propositi per un’estate sola

Ancora in dubbio? Ascoltate i miei…..

Ultimare il mio secondo romanzo

Sembra una sciocchezza, quando hai tutto in testa e ti mancano solo due capitoli alla fine del tuo romanzo. Ma succede che non appena ti scopri a due passi dal terminare la tua immane opera, che ti soddisfa più di qualunque altra, la stanchezza e le molte cose da fare ti impediscano di trovare la concentrazione e i tempi giusti.

Si sa che per scrivere occorre un lasso di tempo abbastanza lungo, un tempo fatto di momenti “morti” e momenti iperproduttivi, ma che devono poter accadere. Ci vuole spazio, nella mente e nel cuore.

Difficile trovare più di un paio di volte questa condizione, in un pugno di settimane, non siete d’accordo?

Leggere i libri che ho tenuto in sospeso durante l’anno

Bellissima idea, peccato che siaono molti. A me capita di averne dappertutto. Poiché quelli da leggere non possono trovare collocazione in libreria (per via di una ragionevole abitudine a collocare “a riposo” solo i libri già letti) si trovano un pò in ogni dove per casa.

Sul davanzale ci sono quelli di medicina cinese, filosofie orientali e i romanzi suggeriti da altri che non so perché mi sono decisa ad acquistare. Lo detesto, non so voi, ma alla fine lo faccio lo stesso. Li compro e poi li lascio lì, in attesa di ispirazione.

Sul comodino invece ci sono quelli a cui ho già dato un’occhiata di recente e che attendono di essere ultimati.

Poi ci sono quelli sull’e-reader, che sono molti e che staranno lì ancora per molto. Meglio leggerli in treno o sul bus, come soluzione di poco peso sono perfetti.

Infine ci sono quelli che sono sulla finestra del bagno. Quelli sono i migliori, a loro rivolgo uno sguardo felice ogni mattina. Sono quelli che vorrei già aver divorato.

Ma svegliarsi e prepararsi in tempo per uscire in queste mattine calde e consumate è così lento e faticoso che i tempi di lettura si riducono all’osso, anche nel regno della solitudine.

Risultato: stanno per finire in valigia. Molti di loro faranno un piacevole viaggio avanti e indietro, e poi chissà.

Darmi al refashion

Il fatto che abbia pubblicato solo un articolo nel lontano ottobre del 2015, non significa che il refashion, il mio personale inno al riciclo, sia tramontato nella mia variopinta e variegata vita.

Durante l’anno ho accumulato tali e tanti pezzi di stoffa, vecchi abiti in disuso, maglioni sformati, da poter vestire un esercito.

Sono tutti lì, in uno scatolone, in attesa dell’estate. Per ora sono appena riuscita a fare una cernita dell’esistente, vedremo cosa combino.

Studiare e prepararmi per le prossime sfide

Questo lo devo fare, a tutti i costi. Le mie passioni e la mia professionalità vanno coltivate. Durante tutto l’anno.

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Mi fermo qui, non perché non ci sia dell’altro, ma perché questo post, come l’estate, è troppo breve per contenere tutti i buoni propositi che ho in mente.

Tra questi ho taciuto della volontà di rivedere un po’ alcune scelte e alcuni atteggiamenti della mia vita. Capita che il silenzio del mare o della montagna per i più fortunati che da qualche parte quest’estate andranno, porti a riflettere su noi stessi, o almeno dovrebbero.

Ma qual’è la cosa migliore che ci può capitare quest’estate?

E’ senz’altro amare.

Amare qualcuno che incontrerete e che ridarà gioia alla vostra vita un pò spenta, qualcuno che vi è accanto e cui dedicherete più tempo e più di qualità.

Amare voi stessi, con tutto il vostro cuore.

La cosa migliore che ci può capitare quest’estate è quella di non fare assolutamente nulla. Di stare ad ascoltare cosa ha da dire il nostro cuore. Nel rumore della vita concitata di tutti i giorni fa fatica a farsi sentire.

Ma se accoglierete il silenzio, si paleserà.

Smettete di programmare, progettare, organizzare la vostra vita e vivetela!

Sperimentate con gioia e curiosità il bello dell’improvvisazione.

Ricaricate le pile, chiudete per un momento con il mondo e dedicatevi a voi stessi. A riscoprire ciò che avete trascurato di voi, quella parte che non emerge, che non si palesa nella vostra quotidianità e che ha diritto di esprimersi.

Fategli spazio nella vostra vita di tutti i giorni.

Ad agosto restate vivi, respirate a pieni polmoni e godetevi la pace e il silenzio. Tutto il resto verrà. Questo è il mio miglior augurio per un’ottima estate, care Volpi!

Commenti

  1. Eh sì, cerchiamo di concentrare troppe cose nello stesso periodo! Mi piace la metafora della palla che cresce cresce e rotola giù… Alla fine delle vacanze poi ti ritrovi sempre con la stessa sensazione, che il tempo sia volato senza aver potuto fare quello che ti eri riproposto.
    Comunque due capitoli sembrano pochi, ma se sono quelli finali diventano tanti… o almeno penso questo per esperienza personale. La fine di un romanzo è una faccenda delicata, quindi capisco bene come devi sentirti.
    Comunque sia, ti auguro di cuore di portare avanti i tuoi progetti e al tempo stesso ricaricarti. Penso che lo scopo principale debba essere proprio quello di fare un punto, staccare dalle solite cose e prepararsi a ripartire. Ciao 🙂

    1. Ciao Maria Teresa, due capitoli, due soltanto che mi stanno facendo impazzire! E considera che ho tutta la storia in testa!
      Grazie per l’incoraggiamento.
      Spero proprio che il tempo, a fine agosto, non mi sia sfuggito dalle mani senza lasciarmi niente….
      Buona estate e buona ricarica anche a te! (Ma non mi hai detto i tuoi progetti estivi… 😉

E tu che ne pensi? Dimmelo qui: