Vela e scrittura hanno in comune il sogno

Vela e scrittura hanno in comune il sogno
QINGDAO, CHINA – Agosto 2008, Giochi Olimpici: Darren Bundock e Glenn Ashby, Australia,  si piazzano secondi (La foto è di Clive Mason/Getty Images)

Quando leggerete questo articolo io sarò già in quel di Dervio, sul Lago di Como. Ho preso due giorni di ferie e sono scappata via molto presto giovedì mattina, per fare quattro giorni intensi di regate.

É infatti previsto il Campionato Europeo dei Tornado, il multiscafo che vedete nella foto e che è stato classe olimpica fino al 2008, quando è stato soppiantato dal più recente Nacra.

Io però non sarò a bordo di una di queste barche, che hanno quasi la mia età ma non la dimostrano affatto, ma su una barca a motore che in gergo chiamiamo “pilotina” e che ospita coloro che la regata la dovranno condurre, ovvero noi, gli Ufficiali di regata della Federvela.

Vela e scrittura, un connubio possibile?

Qualche giorno fa su questo blog vi confidavo il mo dilemma a proposito delle difficoltà che la gestione di due blog mi comporta. Avete arricchito la mia riflessione con i vostri commenti e di questo vi ringrazio e lo ammetto, in fondo l’articolo di oggi è frutto di quella chiacchiera in libertà con voi, una sorta di esperimento che ho deciso di compiere per capire qual’è davvero la strada che devo percorrere.

Tutto è partito da questo commento in cui Marco Freccero mi invitava a trovare le analogie tra lo sport che amo, la vela, e la scrittura, che è la ragione vera per cui ho deciso di aprire ben due blog e in particolare questo, Volpi che camminano sul ghiaccio. Ebbene, la mia risposta fu accettare la sfida.

Questa passione, come sostiene giustamente Marina, deve essere integrata con le altre. D’altra parte se scrivo racconti come Mare di notte (non lo avete ancora letto? Beh, approfittatene subito!) vuol dire che l’istinto delle cose, come spesso accade, ha di gran lunga superato l’idea di esse.

Il legame è il sogno

La prima pista che mi venne in mente fu questa:

La vela ha in comune con la scrittura il sogno

Credo che su questo tema tornerò a scrivere spesso, perché come a volte accade le parole ispirate che ci vengono in mente in modo inaspettato nascondo universi che abbiamo bisogno di svelare e di conoscere, anche noi, a poco a poco.

Quale componente della scrittura scatena il sogno per ciascuno di noi, ammesso che sia in grado di farlo? Ecco a me pare una domanda importante, chissà a voi cosa starà venendo in mente.

In attesa di saperlo, di sicuro posso svelarvi la mia di risposta:

Scrivo perché ho bisogno di soddisfare l’immagine della bellezza che ancora non ho trovato nella realtà.

Scrivo perché ho bisogno di crearla, per correggere un quotidiano che ancora non la comprende

Ecco da dove viene parte della mia ispirazione

Una volta superata l’emozione di essere sotto la guida (e la supervisione) di una grande Ufficiale di Regata, in quanto sarà per me una delle prove propedeutiche per l’ammissione all’esame di Giudice Nazionale, una volta preparate le cose necessarie alla regata, io so che qualcosa farà capolino dentro di me.

Sentirò il vento che mi lambisce le orecchie e si appoggia piano sugli occhi chiusi a cercarne intensità e direzione.

In quel preciso momento, so che io sarò dentro quel vento, dentro i suoi profumi e dentro il suo mite rumoreggiare. E mi lascerò andare alla sua dolce forza, capace di trasportarmi in quell’altrove libero in cui ogni sogno può essere sognato.

Là dove le nascono le idee.

Buon vento, care Volpi

Commenti

  1. io mi focalizzo sulla bellezza di Dervio e limitrofi, adoro Varenna e Lierna ho imparato a camminare, i miei nonni abitavano nella casa cantoniera lungo lago.

    1. Ciao Sandra, come sai sono appena stata da quelle parti e ci torno spesso… Mi sa che non ci siamo ancora incontrate per un pelo 🙂 Quel posto è magico: a nord si pare la val Tellina, dal lago si scorgono le montagne, si aspetta il vento ma mai per molto. Il lago ripaga sempre l’attesa del marinaio e nel frattempo la colora di profumi. Illumina gli occhi. Un abbraccio

    1. Si ne sono qualcosa…. E’ proprio per quello che ho aperto Velaleggera! Ma vorrei tentare di parlarne anche qui, magari con un altro taglio… Aspetto il tuo giudizio sul racconto… A presto

  2. Vela e scrittura cos’hanno in comune? L’oceano! (di acqua e di parole) Il vento! (quello che spinge la barca e quello che spinge la penna) Il navigatore! (quello del mare e quello delle storie)
    Buona regata!

  3. Il binomio che hai trovato tra scrittura e vela è molto “letterario”. Il mare e i suoi silenzi hanno ispirato grandi scrittori; in più la vela, nell’immaginario è sinonimo di libertà. Un altro filone poi è il viaggio reale o immaginifico: insomma ce ne sono di temi comuni da sviluppare;)

  4. Una Hemingway in gonnella. Ispirata dalle passioni, dai sogni, da ciò che ti procura piacere… sei un canale attraverso cui le emozioni si trasformano in creatività. Dunque Buona regata, appena riesco mi vado a leggere il racconto. Sei sempre un piacere da leggere.

    1. Nadia mi fai arrossire . Mi piace molto la definizione di “canale di energia creativa”,grazie. E tu sei sempre troppo gentile. Che dici, sono riuscita a definire una pista di dialogo tra le due passioni?

E tu che ne pensi? Dimmelo qui: