Very pop blog – I miei favolosi anni 80

Care Volpi, vi confesso che sono persino emozionata! É la prima volta che partecipo ad una “catena blogghistica” di questo tipo, infatti nessuno mi aveva mai coinvolto direttamente in un gioco a tag prima d’ora.

Così quando il buon Moz, a cui dobbiamo la splendida foto di copertina di questo post, decide di coinvolgermi, con, come dice lui, lo strumento del sorteggio, con entusiasmo ho accettato subito la sfida.

Curiosi di sapere di che diavolo si tratta? 

Sono stata sfidata a raccontare i miei favolosi anni ’80, con le regole che “l’eterno dodicenne” (la definizione è sua)  Moz dell’omonimo blog Moz O’Clock un lontano giorno di marzo scriveva nel suo articolo Very pop blog. I miei anni ’80.

Gli altri 4 blogger invitati alla singolar tenzone si sono industriati prima di me, in tempi accettabili e di questo mi scuso con l’ideatore di questo gioco a tag.

Me la sono presa comoda perché sono la più vecchia dei 5 e i miei ricordi sono tanto distanti e tanto differenti che ci ho pensato un po’ sopra, non volevo sfigurare 🙂

Alla fine dell’articolo restituirò il favore ricevuto: taggherò anche io 5 di voi. Cominciate a pensarci 😉

Pronti a buttarvi nella mischia dei miei ricordi ottantini e a ficcare un po’ il naso nel mio passato? Un’ultima avvertenza: com’è ovvio gli anni ’80 sono durati un decennio, che per me ha significato il periodo dai 12 ai 20 anni. Si cambia parecchio in tutto quel tempo e a quell’età. E’ stato bello scoprire quanto, anche scrivendo questo post.

Grazie Moz 🙂

Musica

Gli anni ’80 sono stati i miei anni d’oro per la musica con un unico rovescio della medaglia: esserci rimasta legata a doppio mandato. Sono letteralmente irretita dall’elettronica dei Depeche Mode (ancora oggi il mio gruppo musicale preferito), ho ballato fino allo sfinimento sulla musica dei Simple Minds e degli U2, dei Queen e degli Iron Maiden, dei Clash e dei Police (che pogate!). Impossibile elencare tutti gruppi musicali che mi hanno fatto battere il cuore.

Questo tipo di musica mi piaceva perché attraverso il ballo, libero nei movimenti e negli schemi dei passi, esprimevo completamente la mia natura ribelle. E poi alleggeriva un sacco la preparazione per la serata: era figo doversi preoccupare solo ed esclusivamente di indossare un robusto paio di anfibi, per reggere un’intera notte di scancamento e pogate!

Ma questa è stata la seconda metà degli anni ’80. Ho avuto anche una fase “primi anni ’80”, come accennavo all’inizio.

Io e le mie amiche aspettavamo con ansia le date del nostro amatissimo Vasco, che ai tempi cantava parecchio dal vivo, e ogni tanto mettevamo in mezzo un concerto di Baglioni. Sì, lo ammetto, sono sempre stata una rocchettara dall’anima romantica.

Cinema

Nota super dolente. Al cinema non ci andavo mai. Un po’ perché a casa mia il cinema non se lo filavano per niente e un po’ perché ero sempre impegnata.

In quegli anni avevo solo un grande rammarico rispetto alla mia disabitudine al cinematografo: non aver visto al momento giusto Il tempo delle mele, film uscito esattamente nel 1980, quando io facevo la terza media.

Ero già una nerd fatta e finita, completamente tagliata fuori dai discorsi dei miei coetanei a proposito di questo e di altri film che andavano per la maggiore. Solo la musica, ancora una volta, mi accompagnava tra le loro fantasie raccontate nelle pause scolastiche. Reality, la colonna sonora, la conoscevo quasi a memoria. Ve la ricordate?

Bei tempi… Le mie compagne di classe si atteggiavano a Sofie Marceau de noialtri, mentre i ragazzi ci osservavano come se fossimo pasticcini in vetrina. Ed io osservavo loro come se fossero degli alieni. Dura.

Qualche anno dopo ho recuperato viaggiando fino a Parigi nei luoghi del film. Ma niente, Pierre Cosso non l’ho più trovato, mannaggia!

Serie e TV

Gli anni ’80 sono stati gli anni pulp della televisione. Vedevo con curiosità i varietà come Drive In e Quelli della notte. Ma niente teneva tutta la mia famiglia incollata alla televisione come i Giochi senza Frontiere. Bellissimi, con una giusta dose di nazionalismo e di divertimento, alla faccia delle povere squadre, chiamate  a prove al limite delle umane possibilità.

Ma guardavo spesso Mixer. Minoli per la verità lo seguo anche adesso.

Per Supergulp standing ovation. Insuperabile. Ma anche Superclassifica show non scherzava. Chi si ricorda la testa luccicante del DJ?

Piccola deviazione horror fantascientifica: alzi la mano chi ha seguito dalla prima all’ultima puntata Visitors. Che linguacce ragazzi questi alieni invasori…

Comics

Topolino come se piovesse. Ma anche Candy Candy nel periodo primi anni ’80, poi Linus e Asterix..

L’amore è scoccato più tardi per Dylan Dog (primo numero 1 ottobre 1986) che mi ha fatto conoscere Sergio Bonelli. E da lì in poi gli ho lasciato un bel po’ di paghette in edicola 🙂

Giochi

Monopoli, Il mercante in Fiera, i Tarocchi (non la lettura, proprio il gioco di carte) e poi King, un gioco di carte da giocare in quattro con tantissime mani (non ricordo, forse addirittura quindici, sedici) ognuna con un obiettivo diverso. Veramente fantastico capace di impegnarci un intero pomeriggio per una sola mano.

E siccome sono sempre stata una scalmanata, aggiungete un po’ di sano ping pong, pallavolo e judo. Insomma, nerd sì, ma dinamica 🙂

Very pop blog - I miei favolosi anni '80Cibo

Premettendo che non ho mai disdegnato nulla, il cibo dei miei anni ’80 è certamente la Viennetta Algida. Punto.

Libri e carta in genere

Quasi tutto ciò che ai tempi veniva venduto a puntate in edicola lo leggevo. Geografia, astronomia, storia. Tre quotidiani al giorno, e libri come se piovesse. Attingevo dalla biblioteca di mio padre, fornitissima. Storia, romanzi dell’ottocento, romanzi degli anni cinquanta. I miei gusti li conoscete già.

Libro del cuore? Quelli di Simone de Beauvoir. Per me un punto di riferimento Memorie di una ragazza per bene, la sua autobiografia. Un giorno o l’altro ve ne parlo nella rubrica Pillole d’Autore.

Shopping

Jeans a manetta. Scarsa attitudine per il look, ma fissazione per i capelli, la mia parrucchiera si è fatta un bel po’ di quattrini con me. Ricci, poi lisci, poi rossi, poi biondi, poi a spazzola. Sì, non si usavano ancora ma io ero già avanti sulla moda italiana con un taglio corto a spazzolino, perfettamente dritto sulla testa.  Allora i capelli mi stavano anche senza lacca.

Life

Il periodo più bello e più doloroso della mia vita. Gli anni ’80 sono stati la mia adolescenza, la scoperta delle relazioni, di me stessa, del sesso arrivato molto tardi, dei primi amori inconfessabili, della scuola e delle lotte studentesche. La mia grande passione politica è nata allora.

Mi sono sempre sentita una diversa, mai a posto, ribelle, anche a scuola, per non parlare di come stavo a casa mia. Insomma una testa calda.

Il judo un po’ mi ha domato, ma il fuoco che sentivo dentro non si spegneva mai. Anzi, è ancora acceso.

Ricordo dell’epoca

Io in Sicilia, non ricordo dove. Centrale con spazzola. Ma la palla la fermavo sempre 🙂

Grazie a Moz per avermi consentito questo tuffo nel passato!

Ora passo la palla a cinque amici

ElettaAntonio, GiuseppeNadiaBarbara

Sono gli ultimi che hanno commentato sul blog, ovviamente liberi di accettare o meno la sfida.

Se lo fate vi chiedo solo di citare nel vostro articolo l’origine della sfida, ovvero questo articolo, e di inserire il link nei commenti qui sotto!

Ecco i post che completano la serie 😉

La bara volante

La stanza di Gordie

Il Cumbrugliume

E chiunque voglia partecipare o raccontare qui sotto qualche tratto dei “propri” anni ’80, sarà il benvenuto! Accomodatevi qui

Commenti

    1. Ciao Sandra, benvenuta tra le Volpi! Depeche for ever . In che senso l’hai fatto “alla tua maniera”? Intendi come hai passato gli anni ’80 o hai scritto anche tu un post?

  1. Grazie Nadia per aver accettato la sfida! Come ti ho scritto nei commenti al tuo articolo, trovate molto bella questa idea di ricostruire, attraverso i nostri ricordi a volte sfocati a volte nitidissimi, un pezzo della società in cui abbiamo vissuto in quegli anni… Davvero un esperimento da ripetere,magari con altri temi. Ch’è ne dici? E che ne dicono gli altri?

  2. Ciao Elena. Grazie per l’invito. “Accetto la sfida”: si dice così no? Dammi un po’ di tempo. Intanto complimenti!

    1. Grande Giuseppe, non vedo l’ora di leggerlo! Ci vuole ogni tanto un pò di leggerezza… Prenditi tutto il tempo che serve, noi siamo qui . Un abbraccio

  3. Grazie per l’invito, però io non ho gli anni ’80 nella mia memoria. Sebbene li abbia attraversati anch’io, per me non hanno significato nulla di importante. La mia vita è cominciata con gli anni ’90, a quattordici anni. Prima ci sono solo un trasloco incasinato, la nascita di mia sorella ma la morte di mio nonno, Bim Bum Bam, le Barbie, i Turbo Giotto, Gardaland.

    1. Ciao Barbara, allora siamo nel decennio sbagliato per te! Sai una cosa? Io con l’a Barbie ci ho giocato anche nei primi anni 80, l’avevo rimosso! Gardaland per me era una chimera. Fa parte delle cos’è che ho detto “dal grande”. Grazie per aver partecipato a questo giocoliere che siamo conferma molto carino, anche secondo lontano dal nostro bloggare quotidiano. Buona serata!

    1. Ciao Eletta, considerato che io ci ho messo un mesetto a rispondere al tag di Moz, tu sei un fulmine! Corro a leggerlo subit e grazie per aver partecipato :*

  4. Eccomiiiii!
    Grazie mille per aver accettato e continuato il gioco 🙂
    Che dire… partendo dalla fine ma ricollegandomi all’inizio, vedo che dunque eri proprio (anzi, sei!) un’anima rock dura&pura. Capello corto e tanta musica che spacca 🙂

    Sai che la testa del dj di Superclassifica mi faceva paura?? 😮

    Moz-

    1. Ciao Moz, te l’avevo promesso 🙂
      Sì l’anima è ancora assolutamente rock ! Ma i capelli corti li ho abbandonati da un pò…. Solo i jeans reggono la sfida del tempo…
      Elena

  5. Grazie per il pensiero e per l’invito, non garantisco, ho il blog (come avrai notato) in rifacimento e sono parecchio, parecchissimo incasinata, ma come sopra se… ti informo. Qualche ricordo degli anni 80 l’ho altroché, indelebile!
    Bello il tuo post!

    1. Ciao Nadia,felice che ti sia piaciuto. Sul resto non preoccuparti. Dovendo decidere chi coinvolgere mi è parso che un buon criterio potesse essere quello, ma niente è d’obbligo tra di noi. Se lo scrivi leggerò volentieri le tue “memorie” :D… Grazie

  6. Negli anni ’80 il fermento creativo esisteva ancora, la musica è uno dei campi che è stato più attivo, e per noi rocchettari erano bei tempi, anche le canzoni pop utilizzano riff e giri di chitarra Rock. Ma la verità suprema è un’altra, anche il più nerd di tutti, nella vita ha comunque fatto Judo! Tutti abbiamo fatto Judo! 😉 Cheers

    1. Ciao Cassidy, hai perfettamente ragione a parlare di fermento, lo sentivo proprio così. La musica degli anni ’80 ha permeato tutto il resto, una ragione in più per esserci moto legata… Per quanto riguarda il Judo.. mi ha salvato la vita! Viva i nerds! Cheers anche a te

  7. Grazie per l’invito, Elena. Perché no? Ci provo. Intanto ti faccio i complimenti per il tuo articolo così ben costruito. Ti farò sapere se riesco nell’impresa ;-))
    Eletta

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