We stand with Orlando

We stand with Orlando


Lo confesso, speravo che fosse finita. Ogni volta che succede qualcosa di orribile penso la stessa cosa: che tutta l’energia positiva del mondo sia capace di sconfiggere l’orrore e l’odio, e farli rintanare in un luogo lontano, in un buco da cui non usciranno mai più.

Questo sentimento ha contribuito a farmi uscire dalla paura dopo i fatti di Parigi. Era quella la chiave del mio articolo Parigi sotto attacco. La confermo, vuol solo dire che non è così, non è ancora così.

La domanda è “Cosa dobbiamo fare, tutti insieme, perché ciò accada?

#We stand with Orlando

La morte di 50 persone ad Orlando, brutalmente uccise in un locale notturno da un pazzo armato di un fucile e di sacra follia religiosa, mi ha colpito particolarmente. Mi pare che ci sia qualcosa di più che l’attacco all’occidente, alla sua cultura, ai suoi costumi.

Il Pulse è un locale gay in cui, nell’ambito della settimana dell’orgoglio omosessuale, si stava celebrando una serata a tema latino. A poche miglia c’è il parco dei divertimenti di Walt Disney, sembra la città della leggerezza, delle fiabe.

 

#Armi come giocattoli

Ma in quella città un uomo, paradossalmente già  noto all’FBI, si aggira con un fucile che dovrebbero avere in dotazione solo l’esercito o le squadre speciali. Uno di quelli che vedi nei film.

Dovremmo interrogarci se l’eccessiva sovra-esposizione anche mediatica dell’uso delle armi in serie televisive in cui la violenza è la protagonista (perché attira audience) possa avere un ruolo in questa escalation della violenza dell’uomo comune, e se la narrazione dell’insicurezza in cui sembriamo immersi nelle nostre città non abbia fatto in modo che si vendessero più armi a chiunque, per la gioia di chi le produce.

La scelta dell’obiettivo poi mi ricorda qualcosa. Il Bataclan di Parigi. Due stragi, entrambe si svolgono la sera, il momento della giornata in cui è possibile cambiare maschera, essere qualcun altro, il momento in cui il buio sembra proteggere i meschini.

In entrambe le situazioni ad essere colpita è una fascia precisa di popolazione, quella mediamente giovane. Un attacco al futuro?

Ricordo le dichiarazioni dei folli di Parigi responsabili dell’attacco, coordinato e forse anche più accuratamente previsto. Per alcuni di loro Parigi era “la capitale dell’abominio e della perversione”. Lo dichiarò qualche referente di ISIS che rivendicò l’attentato.  Ecco cosa mi risuonava nella testa…..

Si sta appurando se si tratti o meno di ISIS, ma alle vittime non importa, loro non ci sono più.

Ormai il terrore non ha un solo volto, ma maschere tutte uguali che si confondono tra la gente “per bene” e che fanno capolino in ogni angolo del mondo. Per questo è più difficile arginarle.

 

#La matrice dell’odio

L’odio, è questa la dimensione pervasiva e inaspettata che mi preoccupa, e che dobbiamo in tutti i modi contrastare.

A Orlando l’odio è di un uomo solo, che qualcuno conosce e ha sentito infuriarsi per un bacio tra due uomini in pubblico. Un uomo che possiede un’arma da guerra acquistata legalmente una settimana prima. Un’arma da film di guerra in mano a un individuo già noto alla polizia.

Ma un uomo, anche se solo, vive in una comunità e più si sente emarginato e più matura sentimenti di distanza, di rabbia.

 

#Ma qui c’entra l’omofobia

Riconosco un altro male strisciante in questa storia, si chiama #omofobia. Si annida nell’ipocrisia di una società che vuol essere globale e avanzata, moderna e democratica, ma che spesso non riesce a compiere i passi conseguenti.

Che non riconosce il diritto ai transgender di poter avere bagni pubblici che prendano atto della loro sessualità, che celebra il gay pride e poi insulta sulle scale una coppia di gay apostrofandola con una violenza verbale inaudita, come è successo nella mia città, Torino.

Che poi la violenza verbale sempre violenza è. Può anche uccidere, se incontra un’anima fragile.

La matrice dell’odio ha questo segno: odio verso le minoranze, verso il diverso da sè. E forse anche di quella parte di sé che qualche volta incontriamo e non riconosciamo.

 

#Credo che possiamo costruire una via di uscita

Dobbiamo farlo. La paura e l’odio si possono sconfiggere. Sta a ciascuno di noi.

La prossima volta che senti odio per qualcuno, interrogati se puoi orientare questo orribile sentimento altrove in modo più costruttivo. Sai l’odio è un’emozione fortemente negativa, è energia.

E l’energia risponde alle leggi della fisica. Non si può cancellare o distruggere, ma possiamo trasformarla. Possiamo superare l’odio con la piena accettazione dell’altro, del diverso da sè.

Vedila così: in una società circolare prima o poi tutto torna.

Questo non significa che dobbiamo dimostrarci cedevoli. Se terrorismo è, si affronti con determinazione. Ma c’è qualcosa che può riguardare ciascuno di noi, dobbiamo metterlo in campo.

La religione non dovrebbe forse insegnare l’amore universale?

 

#Uscire dal circolo della violenza e dall’odio si può

C’è una sola soluzione e deve essere universale per poter funzionare

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E tu che ne pensi? Dimmelo qui: