• Tempo di bilanci (in anticipo) per il blog e non solo
    Storie libri e racconti

    Tempo di bilanci (in anticipo) per il blog e non solo

    Chissà perché mi viene in mente adesso di fare un bilancio quando di solito il momento per farli (per me) è settembre, l’inizio vero di tutte le cose, un po’ come quando andavo a scuola e tutto cominciava, davvero. Settembre è il mese in cui procedo con l’elenco delle cose fatte e di quelle da fare nel prossimo futuro e mi guardo indietro. Per pochi istanti, certo. Che a restare troppo con lo sguardo al passato, anche se recente, fa male, questo lo sappiamo bene. Indietro verso ciò di cui ho scritto, ma soprattutto verso le persone che ho incontrato qui, attraverso questo splendido strumento che costa fatica ma che ripaga tanto, il blog. Persone, dicevo. Molte sono arrivate da poco, alcune di quelle affezionate sono andate via o hanno rallentato le visite. Cambiamenti che si notano da questa parte della tastiera ma che accettiamo come un dato di fatto,…

  • La scienza del calabrone
    Femminile, plurale

    La scienza del calabrone

    Tutto si può spiegare, anche se apparentemente sembra impossibile. Un assunto che potrebbe essere scambiato per esaltazione della scienza, ma che nella mia esperienza di vita ho sperimentato più volte. Anche contro i miei stessi pregiudizi. Ne ho ricavato un’attitudine: non considerare nessun rebus irrisolvibile, perché ciò che oggi appare incomprensibile domani si chiarirà, in qualche modo, comunque. Non significa che una spiegazione non c’è. Solo che ancora non la conosciamo. Un approccio opposto a quell’affidarsi al fato, alla divina provvidenza, o che altro volete che mette in gioco noi, ci chiama in causa, come artefici, direttamente o indirettamente. Ci impone di lavorare su noi stesse e progredire, anche quando non sappiamo esattamente verso dove. Mi è capitato con la scrittura, con la vela, con il lavoro.  Cambiare la prospettiva Quando approcciamo realtà che non comprendiamo, o dobbiamo valutare giudizi che consideriamo spropositati, incongrui, spesso siamo portati a escluderne le…

  • Passione vela

    Bandiera Arancione sui campi di regata

    Da qualche anno l’uso della Bandiera Arancione sui campi di regata si è diffuso notevolmente.Molte classi ne prevedono l’utilizzo già nelle Istruzioni di Regata Standard e la bandiera Arancione è diventata così pane quotidiano per l’Ufficiale di Regata.Ma è proprio così? Non sempre.Spesso la bandiera Arancione viene vissuta dal Comitato di Regata come un orpello in più, un’ulteriore cosa da fare tra le tante cui stare attenti prima della partenza. Un problema che allontana la pratica zonale dalle regate di un certo livello e toglie ai regatanti un’informazione in più, utile specie in campi di regata vasti e dispersivi o nell’altura. Bandiera Arancione: come usarla La bandiera Arancione è prevista nell’Appendice L, punto 5.4 del Regolamento di Regata che recita: Per avvisare le barche che una prova o sequenza di prove inizierà al più presto, una bandiera arancione verrà esposta con un segnale acustico almeno 5 minuti prima che sia…

  • Il romanzo che ha vinto il Dea Planeta
    Storie libri e racconti

    Il romanzo che ha vinto il DeA Planeta

    Oggi per la rubrica “Pillole d’autore” vi parlo del romanzo vincitore del DeA Planeta. Ne abbiamo fatto un gran parlare tra di noi mentre il premio era aperto che il silenzio che ne è scaturito dopo la proclamazione della vincitrice mi ha sollecitato un’attenzione. Così, dopo aver fatto le mie Quattro domande ai partecipanti al DeA Planeta ho deciso di andare alla ricerca della vincitrice di questo ambito premio di 150.000 euro che ha fatto gola a molti, come i commenti al mio post dimostrano. Si tratta di Simona Sparaco, vincitrice (e non vincitore, come recita il sito 👿 ) con il romanzo Nel silenzio delle nostre parole, una storia scritta e presentata con uno pseudonimo maschile, Diego Tommasini. Solo ora faccio caso a questa scelta, che ha spiegato con un’immagine efficace “È come andare mascherati a una festa”. Mi ha fatto subito pensare a una scelta opportunistica, che in qualche…

  • Un passo avanti e l'altro pure
    Femminile, plurale

    Un passo avanti e l’altro pure

    Domenica ho festeggiato il mio cinquantunesimo compleanno. Non ho applicato la mitica routine del compleanno che ho descritto qui (e che è uno degli articoli più logevi e più letti di tutto il blog), ma ho passato una giornata bellissima ugualmente. Perché? Quando hai accanto le persone che ami, non hai bisogno di nient’altro. E poi, il mio compleanno di domenica ha un doppio vantaggio: te lo godi di più, perché non hai bisogno di correre per ritagliare uno spazio da dedicare a te stessa dopo i “doveri” della giornata. E poi perché di domenica ci sono nata, alle ore 17.15 per la precisione. A differenza dello scorso anno, quando di festeggiare nemmeno un vago desiderio, vinta dal raggiungimento della mitica soglia dei cinquanta, quest’anno mi sento davvero al top, e me ne vanto!   Un passo avanti e l’altro pure Le ragioni di questa positiva congiunzione astrale sono molte.…

  • Finire un romanzo, come una liberazione
    Scrittura

    Finire un romanzo, come una liberazione

    Infine è successo. Dopo mesi di duro lavoro, giorni e ore rubate al riposo, allo svago, alle amicizie, ho terminato anche l’ultima revisione del mio NewRo, dal titolo provvisorio Càscara. Sperando che sia l’ultima. Finire un romanzo Com’era andata la prima revisione l’avevo raccontato qui, poi si è trattato di rivederla alla luce delle osservazioni dell’agente/editor Chiara Beretta Mazzotta e confrontarlo con le mie credenze e ipotesi di lavoro e con quelle delle mie beta reader che hanno amorevolmente riletto il nuovo testo. Finire un romanzo ti lascia una sorta di amaro in bocca che non so descrivere. Quando domenica sera ho fatto clic sulla parola “invio” in basso a sinistra del pc e ho lasciato che l’ultima traccia di Càscara raggiungesse Chiara, mi sono sentita come liberata da un romanzo che mi ha sì preso il cuore e l’anima ma anche moltissimo tempo, fino a sfinirmi. Le mie sensazioni…

  • Sono troppi gli scrittori in Italia?
    Scrittura

    Sono troppi gli scrittori in Italia?

    Quante volte avete sentito dire qualcosa del genere, magari proprio mentre tentavate di promuovere il vostro ultimo romanzo o difendere la categoria cui ritenete di appartenere. In Italia si scrive troppo. Sono troppi gli scrittori in Italia Quel retropensiero maligno che siete certi persista nella mente di coloro che pronunciano siffatte volgarità non si può esplicitare. Ma in buona sostanza significa: Datti pace. Non ti leggerà nessuno, non sei mica Elena Ferrante! E poiché vi piacciono le sfide e non amate retrocedere davanti alle provocazioni, forse avete pensato: E’ solo invidia, ingenuità. Io ce la farò a farmi leggere e siete andati avanti, senza più pensarci sopra. A me è successo qualche giorno fa e ho deciso di vederci più chiaro. Sono andata a spulciare qualche dato sul mercato editoriale per capire quanto ci sia di vero in questa affermazione. Sarà sufficiente la statistica per risolvere la vessata quaestio? Domanda…