Passione vela

Barca a vela d’inverno: come e perché provarci

Dopo aver assaggiato la barca a vela d’estate, non è inusuale che qualcuno si domandi se e come proseguire questo sport anche d’inverno.

Questo perché il mare d’inverno, specie se a bordo di una imbarcazione, è infinitamente più interessante che d’estate. Personalmente, in barca a vela d’inverno ci sono stata più volte e mi sono sempre divertita. Inoltre ho imparato cose che d’estate non avrei potuto imparare, e sapete che vi dico?

Battete la pigrizia perché navigare vale sempre la pena! Le sensazioni e le emozioni che vi regaleranno certe fredde navigate domenicali sul lago o al mare, sono indimenticabili.

Vi servirà soltanto seguire alcuni accorgimenti per evitare di tornare a terra scontenti. Vediamo dunque come e perché provare la barca a vela d’inverno.

Barca a vela d’inverno: come e perché provarci

Barca a vela d'inverno

Arriva ottobre e tutti cominciano ad armeggiare con la barca per darle il tanto agognato riposo invernale.

Sono pochi tra i tanti amatori coloro i quali si armano di thermos e di berretti caldi per continuare a navigare anche d’inverno, per assaporare il silenzio e la natura, che in questi mesi offre paesaggi straordinari.

Avete mai visto le montagne innevate dal mare?

Siamo abituati a considerare la barca a vela uno sport estivo. Le promozioni turistiche offrono immagini di equipaggi in costume sotto un sole cocente, per fare perno sulla voglia di bagni, di mare e di sole, del velista stagionale. Escursioni assolate, calette, mare, e bagni sono la naturale associazione al concetto di barca a vela.

Appena il sole di settembre comincia a scaldare di meno, e cominciamo a sentire il freschetto, la tentazione è quella di riporla a terra, con la scusa della manutenzione annuale, scafo o manovre o quant’altro.

E se quest’anno decideste di navigare d’inverno?

La barca a vela è infatti uno sport che può essere praticato tutto l’anno, da soli o in equipaggio. Le regate sono un’occasione ghiotta per sperimentarvi in questo sport al di fuori del cliché estivo. E per dimostrare a voi stessi che potete sopportare un po’ di freddo per godere di ciò che la barca a vela d’inverno può offrirvi in modo incondizionato: la libertà del silenzio.

Come gestire il freddo in barca a vela d’inverno

Personalmente a bordo di una barca a vela patisco il freddo più che in città.

Naturalmente, c’è un perché: la temperatura reale in relazione al vento, qui espresso in km orari, produce un diverso effetto sulla così detta temperatura percepita.

Questa differenza è espressa da questa tabella che ho trovato in rete e che rende bene l’idea di come la temperatura percepita peggiori in modo più che proporzionale all’abbassarsi della temperatura ambiente.

Ma niente paura: per gestire il freddo, amplificato dal vento, ci sono gli equipaggiamenti invernali e alcuni accorgimenti come i gilet auto riscaldanti o i guanti con lo stesso principio che permettono, mentre siamo in navigazione, di godere di un maggior tepore.

In barca a vela d’inverno duqnue portate con voi, sempre, più strati di indumenti tecnici per coprirvi, cappelli di lana e antivento, copriorecchie, guanti, scaldacollo, calzettoni, scaldamuscoli, calzamaglia di lana e canottiere tecniche calde.

Un thermos a bordo con del te caldo fa la differenza quando si è al timone o a sorvegliare la rotta.

L’inverno ci rende sportivi

D’estate, dite la verità, la prestazione sportiva in barca latita. Lasciate perdere le regate, e quando vi avvicinate alle calette poi vi viene la voglia di tuffarvi, di una birra, insomma, sappiamo come vanno queste cose, finisce con il frigo svuotato.

D’inverno no. L’inverno è per gli sportivi.

Soprattutto eprché in barca il freddo si combatte con il movimento.

Cambiare le vele, effettuare una verifica di tutte le manovre, adoperarsi per alcuni lavori lasciati in sospeso da tempo: tutto serve a mantenere il cervello concentrato e un po’ di movimento.

Non dimenticate di badare a prua l’orizzonte e il mare, ma evitate di congelare!

E vedrete come vi verrà la voglia di armare lo spi o il gennaker, con tutta l’energia che la manovra genera 🙂

Approfittate della formazione che la barca a vela d’inverno offre

Se è vero che le attività agonistiche si fermano (anche gli Ufficiali di Regata sono liberi dagli impegni dell’organizzazione delle regate e possono dedicarsi alla navigazione per il puro piacere di farlo 😳 ) chi la barca vuol tenerla “calda” esce in acqua e ha bisogno di equipaggi.

Potrebbe capitarti di salire a bordo con gente che viceversa non potresti nemmeno avvicinare ma che d’inverno, stante la pigrizia di cui sopra, fa fatica a trovare l’equipaggio per far volare la sua barca con i venti freschi invernali. Tornerete a terra più ricchi e felici, perché non ci avevate mai pensato ma la vela d’inverno è una grande opportunità.

Allenatevi

Avete appena acquistato una barca a vela e volete allenarvi prima che tutto il lago o il porto sia in acqua nei mesi “caldi”?

I mesi invernali sono perfetti per questo scopo!

Io per esempio faccio da prodiere alla mia amica Sara che da poco è diventata armatrice di una bella Edel 6. Abbiamo messo in piedi un equipaggio tutto femminile (che bello, ne riparleremo) che ha dato e darà del filo da torcere agli altri equipaggi durante tutte le navigate invernali, almeno così vorremmo. In ogni caso, ci facciamo le ossa e poi quest’estate si vedrà, magari ci scappa il mare.

D’inverno si può preparare la stagione più bella. Non mollate il timone!

 Il dopo regata d’inverno è molto più ricco 😉

Volete mettere il rientro a terra dopo una fredda navigata invernale? Quale miglior occasione (e scusa) per organizzare delle sane (beh insomma, proprio sane…) merende sinoire post crociera, così, tanto per stare insieme e scaldarsi un po’?


Marinai, mi fermo qui.

Prima di salutarvi vi racconto la mia prima esperienza di navigazione d’inverno.

Fu durante un week end scuola vela verso le isole Lerins, con un equipaggio molto affiatato.

Oltre a una piacevolissima e molto istruttiva navigata notturna, abbiamo provato l’ebbrezza del maestrale (che d’inverno picchia, ve lo posso assicurare). E abbiamo visto la neve, che un mattino ha cominciato a cadere sulla coperta della barca lasciandoci tutti di stucco.

Indimenticabile. Se ancora non le avete visitate, considerate di farlo: l’abbazia di Lerins sull’isola di Saint Honorta è un autentico luogo di pace e meditazione esclusivo che vale la pena di visitare. 

Sono ricordi indelebili. E’ vero che navigare d’inverno richiede più cautele del solito, perché banalmente cadere in acqua accidentalmente può essere molto peggio di quanto immaginate, provare per credere!

Sappiate che bastano pochi minuti in acque fredde invernali e si va in ipotermia.

Per questo occorre più che mai utilizzare i dispositivi di sicurezza, e se navighiamo in altura, occorrerà attrezzarci con i giubbotti di salvataggio e magari anche con una jack Line.

Molto utile è saper interpretare il cielo per capire cosa sta ‘cucinando’ di lì a poco.

Sui nostri laghi i cumuli grigi che ogni tanto si addensano sulle cime non sono necessariamente forieri di pioggia o di neve, ma lo diventano se ci sono zone in cui l’aria calda giunge scontrandosi con un fronte freddo. In tal caso si possono generare piogge o di questi tempi anche neve. E quando la bianca fa capolino le temperature si abbassano di molto.

Più miti i climi di laghi come quello di Viverone, che godono di un microclima fantastico tanto che in alcune giornate sembra quasi scordarsi di essere dicembre.

Considerate in ultimo che le strade d’inverno sono meno trafficate e i moli meno affollati.

E passare un pomeriggio a respirare aria buona in barca a vela è un’ottima alternativa al turismo di massa montano, come lo sci è ormai diventato.

E poi è uno sport adatto a tutti, mica solo per i ricchi…

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