A che serve un beta reader?
Scrittura

Che cosa fa un beta reader?

Quando ho scoperto l’esistenza dei beta reader mi sono chiesta come avevo potuto farne a meno fino a quel momento. Ma a che serve, esattamente, un beta reader?

Ti dico subito che il privilegio di avere un’alleata o alleato che sia, che passo a passo legga il tuo lavoro appena è pronto, senza possedere il quadro complessivo della storia e dunque procedendo alla stregua di un potenziale lettore, è impagabile.

Se trovi qualcuno disponibile a supportarti nella strada lunga e faticosa che porterà la tua storia alla pubblicazione, allora sappi che hai per le mani un dono, che merita rispetto e gratitudine.

Ricordiamoci sempre che il beta reader è un lettore speciale, non un professionistaIl suo tempo è un regalo e i ritmi li detta lui o lei.

In genere è una lettrice forte che è preparata o piuttosto appassionata di un periodo storico, un genere, un punto di vista che voi avete scelto di raccontare.

In questo articolo esaminiamo 6 funzioni di base che un beta reader può svolgere per aiutarvi nel vostro lavoro di scrittura. Con una sola raccomandazione: non date in pasto al beta reader qualcosa che non è messo a punto perfettamente.

Un beta reader non è per tutte le stagioni

Per le ragioni suddette, non è detto che una volta individuato un beta reader ella o egli debba necessariamente rimanere il solo/a ad accompagnarvi nel vostro viaggio dentro la scrittura.

Potreste dover cambiare beta reader, o meglio, individuarne più d’uno, in modo tale da avere il punto di vista giusto al momento giusto.

Io ho trovato la mia, ne ho parlato in questo articolo, e mi sento più forte e determinata. Già questo mi sembra un bel risultato 

I compiti di un beta reader

Un beta reader dunque è senza dubbio molto utile alla nostra storia. Ma per fare che cosa?

Ecco una panoramica di ciò che troverete nell’articolo

  • Il check up emozionale del testo
  • Guardare la storia con la lente di ingrandimento la tua storia, per scorgerne i limiti e rafforzarli
  • ti segnala gli errori che vede (non è un correttore di bozze) e credetemi, alla sesta lettura ne troverebbe ancora
  • individua le coazioni a ripetere, gli errori che fai quasi sempre, anche se sai benissimo che non dovresti
  • offre un punto di vista altro sulla veridicità e credibilità della storia, ne saggia l’originalità e sovrintende alla coerenza della tua storia
  • è onesto e ti dice esattamente quello che pensa. Se non fosse così, non servirebbe, siate pronti a ricevere critiche

Non intendo offrirvi un punto di vista teorico sulla questione beta reader, ma mi riferirò alla mia esperienza. Vediamo questi punti più nel dettaglio.

Il check up emozionale del testo

Il beta reader alla prima lettura avrà un’impressione di quanto hai voluto comunicare.

La tua storia emoziona? Fa paura, commuove, è divertente?

In genere si relaziona con te e cerca di capire meglio le tue intenzioni, poi verifica se, dal suo punto di vista, l’obiettivo è centrato.

In uno degli ultimi capitoli della seconda edizione di Così passano le nuvole ci si commuove parecchio.

Era mia intenzione, le emozioni saldano l’anima del lettore al romanzo e se una storia ha un momento triste quel momento deve suscitare la stessa emozione in chi legge che tu stessa hai provato e voluto trasmettere, a partire dai personaggi.

Guardare la storia con la lente di ingrandimento

Sia che la tua storia sia stata progettata a tavolino o che sia uscita così, di getto, occorre che abbia una coerenza interna ed esterna.

Esiste un rischio piuttosto concreto che il romanzo resti soltanto il prodotto della tua fantasia, distante dal mondo in cui siamo collocati o dal periodo storico in cui vuoi ambientarlo.

Dovrai fare in modo che le zampette del tuo protagonista si inzuppino nelle pozzanghere della vita, fare cioè la prova verità e questa prima importante funzione, prima ancora che l’editor, la svolge la beta reader.

Se la beta reader individua alcuni limiti, deve segnalarli. La modalità con cui lo fa dipende dalla relazione che hai stabilito, ma il punto è che i limiti vanno segnalati, subito. Altrimenti l’autore se li porterà dietro per tutto il romanzo

Certo è utile individuare i punti di forza. Quelli su cui lavorerai e punterai per rendere credibile e appassionante la tua storia. Sei forte nei dialoghi? Bene, li utilizzerai più diffusamente! La narrazione in terza persona non funziona? Bene, proverai a declinare la storia da un altro punto di vista, e così via.

Segnalare gli errori

Okay, sembra facile, che ci vuole? Io ho appena scoperto un errore di coerenza nella trama che non avevo individuato, nemmeno dopo la decima rilettura (o forse proprio per quello). Tocca correggerlo subito.

Datti tempo e pazienza. La beta reader non è una macchina per le correzioni e d’altra parte nemmeno il computer è sempre affidabile da questo punto di vista.

Attenzione però che la beta reader non è la tua correttrice di bozze. Questo è un mestiere professionalizzato, va remunerato. Spesso però anche in questo caso gli errori restano e pure macroscopici (e fanno arrabbiare). Su la mano a chi non è mai capitato, io ne so qualcosa

 

Le coazioni a ripetere

Detesto ammetterlo, ma esistono errori che ripeto all’infinito, anche quando so bene che sono errori e mi sono stati segnalati decine di volte. Non saprei come giustificarli, non vi è nulla di razionale in tutto ciò. Ma esistono e dobbiamo tenerne conto.

Noi non li individuiamo semplicemente perché non li vediamo. Ma una beta, sì.

Io per esempio avevo una passione recondita e sfrenata per le d eufoniche. Un vero tormento per la mia beta 

Per fortuna le scovava tutte, anche dopo la mia terza, quarta rilettura 

Veridicità, originalità e coerenza della storia

Quale ambientazione hai scelto? Storicamente è ben ricostruita, nei dettagli ma anche nelle questioni più generali?

Se hai intenzione di scrivere un romanzo storico, una beta che abbia dimestichezza, per passione o altre ragioni, con quel periodo storico è un vantaggio. Altrimenti farà più fatica a notare le incoerenze e non ti segnalerà gli errori di contesto.

La ricerca è a carico tuo, non puoi pretendere che lo faccia una beta. Al massimo puo’ controllare il significato di una parola che non le suona e correggerla, ma il contesto storico devi curarlo tu.

Stessa cosa vale per la coerenza interna.

Nel secondo capitolo un personaggio compie una determinata azione. Questa azione ha delle conseguenze, anche molti capitoli dopo. Se te ne dimentichi o trascuri qualche dettaglio, alla beta salterà all’occhio e ti rimetterà in carreggiata. 

Detesto errori di questa natura nei romanzi!

E poi, provo una noia mortale nel leggere romanzi che mi fanno tornare alla mente storie già raccontate. Ultimamente mi è capitato più con il genere fantasy. Sembra facile dare sfogo alla fantasia, ma purtroppo tutto ciò che pensiamo di immaginare ex novo in realtà è già stato inventato, conosciuto, evidenziato.

L’originalità non è tanto nei fatti che accadono. La gente muore, nasce, sbaglia, ottiene magnifici successi, fallisce, eccetera.

Ma nel modo in cui lo racconti. Nessuna storia è uguale all’altra, ma se copi, ecco che la beta, che deve essere una lettrice forte, scoverà l’inganno e ti bacchetterà a dovere 🙂

La beta reader è una lettrice onesta

A mio avviso questa è la caratteristica più importante di tutte.

Una beta reader è capace di parlare con onestà e di compiere il suo prezioso lavoro con serietà e apprezzamento per cosa sta leggendo, anche se individua degli errori, talvolta macroscopici.

Dire esattamente cosa la lettura ha provocato dentro di noi è fondamentale. Se così non fosse, meglio nessun beta reader che un beta reader che non ha il coraggio, la voglia, il tempo di andare con te fino in fondo.

Sintesi e sinossi

Una beta reader può inoltre esservi molto utile nell’evidenziare eventuali problemi di sintesi nel vostro testo (leggi di più qui) e darvi suggerimenti sulla preparazione della vostra scheda libro e della sinossi, utile anche per la quarta di copertina.

Sono strumenti importantissimi per la promozione del vostro libro, insieme alla vostra dialettica che esprimerete in pubblico. Per imparare a scrivere una sinossi, leggi qui.

———————————————————————

E siamo giunti alla fine. Vi ho raccontato cosa ho imparato della mia esperienza con la mia beta reader. Ora tocca a voi.

Avete mai avuto il piacere di incontrare la beta reader che fa per voi?

Quali ulteriori attività a tuo parere il beta reader dovrebbe fare?

Articoli che completano il tema

E' gentile condividere
0 0 voti
Article Rating
Iscriviti
Notificami per
guest

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

16 Commenti
Recenti
Vecchi Più votati
Opinioni in tempo reale
Vedi tutti i commenti
Marina
6 anni fa

È vero, Nadia, il feeling è importante: una volta mi è capitato di leggere un libro di fantascienza per cui non vado matta e ho avuto difficoltà perché non mi sentivo coinvolta, ma era un problema mio. Allora sei un beta reader incompatibile.

Barbara
6 anni fa

Ho avuto diversi beta reader a seconda dei racconti. Nel mio caso, il problema sono le tempistiche: molti si dicono disponibili ma intendono “leggere quando ho voglia”, mentre io mi do delle scadenze precise. Poi ci sono lettori troppo entusiasti, che ti danno al massimo una valutazione sulla trama e ti segnalano i refusi, ma hai sempre la sensazione che per loro vada tutto troppo bene. E non è possibile. 😀
Trovare un buon beta è difficile, quindi tieniti stretto il tuo!!

Marina
6 anni fa

Anch’io ho scoperto tardi la figura del betareader, che tra l’altro non conoscevo. Lo sono stata per un paio di persone e tutt’ora mi diverte farlo per Chiara. Hai detto tutte cose molto giuste, soprattutto quando parli dell’onestà che deve accompagnare questa attività. Non ho mai avuto difficoltà a dire a Chiara il mio punto di vista, lo scambio è importante, anche se non essendo un intervento professionale, si fa sempre fatica a scindere il piano soggettivo da quello oggettivo. Invece una volta mi è capitato uno scrittore “permaloso” che vedeva le mie critiche come attacchi al suo modo di scrivere e forse da me pretendeva un’attenzione che non ho saputo dargli. L’avrò pure deluso, ma non ho mai rinunciato alla sincerità.
Io mi servo di betalettori quando scrivo racconti con cui intendo partecipare ai concorsi: utilissimi. Vedono cose che tu non vedi e non parlo di refusi, o almeno non solo di quelli. La percezione del lettore è fondamentale, non è un campione risolutivo, ma serve tantissimo. Tu ne hai scelta una che, secondo me, ha saputo darti le dritte giuste.

Marina
Rispondi  Elena
6 anni fa

Non parliamo di tempi per scrivere che ci perdiamo di casa.
Sì, di solito coinvolgo tre persone che so essere molto differenti, in modo da tastare la percezione in ognuna di esse. Anche se sottolineano cose diverse, io filtro gli aspetti più utili: imparo sempre da punti di vista così differenti e non mi confondono.

newwhitebear
6 anni fa

non sono mai riuscito a trovare un/una beta reader disponibile a leggere quello che scrivo. In compenso l’ho fatto svariate volte. E’ proprio quello che hai scritto. Trovarne uno/una è come scovare una pepita d’oro tra le sabbie del fiume.
Quindi se qualcuno/qualcuna vuole avanzare la sua candidatura a beta reader è benvenuto.

16
0
Che ne pensi? Dì la tua!x