8 segreti per la comunicazione politica

8 segreti per la comunicazione politica

Ripropongo aggiornandolo un contributo pubblicato qualche anno fa, più o meno in questo periodo.

Quest’anno sono le Elezioni Europee e, ad esempio per quanto riguarda il Piemonte, anche le regionali.

Queste ultime senza la doppia preferenza di genere.

Ci abbiamo provato, ma la verità è che certa parte della politica non ha voluto. 

Non molliamo!

Oltre alla partecipazione e della rappresentanza di genere nelle istituzioni,  ciò che importa davvero è il contenuto del messaggio politico.

Da cos’è composto un buon messaggio politico?

Proviamo a semplificare in 5 semplici punti:

  1. riferimenti politico-ideologici
  2. una pratica politica conseguente alle parole dette
  3. serietà
  4. competenza
  5. dirittura morale.

Non è una classifica, ma un elenco orizzontale. Ognuno di questi punti è necessario e non può essere trascurato.

Ognuna di queste caratteristiche contribuisce a sostenere gli 8 segreti.

Eccoli.

8 segreti per la comunicazione politica

1) Comunica contenuti credibili

Quando vi presentate in pubblico non sarà il vostro nome o il modo in cui sarete vestiti che farà la differenza, ma ciò che siete stati, che siete oggi e cosa avete intenzione di diventare.

Per questo è importante presentare le proposte avendo ben chiara la vostra formazione ed esperienza.

Vi fidereste di qualcuno che esprime giudizi su una materia che non ha mai affrontato, fino a qualche giorno prima (quando ha deciso di entrare nell’agone politico)? 

 

Non vorrei che il mio interlocutore abbozzasse qualcosa, magari proveniente dall’esperienza di altri.

Mi fiderei invece di qualcuno che, esplicitando la sua esperienza, esprima volontà di ragionare, coinvolgendo soggetti più preparati, su determinati argomenti che ritiene degni di approfondimento e che non conosce.

Essere capace di lavorare insieme agli altri, anche per migliorare la nostra capacità di comprensione, è cosa di cui la politica ha molto bisogno.

Quindi ricapitolando:

La politica ha bisogno di contenuti.

E di un buon modo di comunicarli

Parlate di contenuti, dei vostri contenuti.

Nella mia guida per parlare in pubblico insisto molto sull’importanza di rispettare le regole per ottenere una migliore comunicazione.

La più importante è senza dubbio quella di lavorare sui contenuti e di trasmettere idee.

Non vi basterà un eloquio considerevole, un elenco di indefessi sostenitori o un personale importante.

Il consenso durevole si ottiene sui contenuti.

Niente felpine o twitt a gogo basati su slogan :mrgreen: 

 

2) Rendi visibili le tue emozioni

Nella comunicazione politica occorre una certa dose di equilibrio tra l’emozione e la ragione. Il pathos, ovvero la capacità di emozionarsi e di soffrire (pensate a com-patire), ovvero entrare in stretta relazione con le emozioni delle persone, è fondamentale.

Specie nella comunicazione non verbale, perché assegna all’interlocutore un grado significativo di credibilità.

Se le tue emozioni sono visibili, significa che credi in quello che stai dicendo

Pathos ha anche attinenza con la dimensione irrazionale dell’animo. Perciò, poiché in politica la razionalità è importante, dovete equilibrarlo. Come?

3) Organizza il tuo pensiero

Lo farete con il logos, ovvero con la razionalità e la parola, il ragionamento e il disegno, il progetto che avete in mente e che deve essere realizzabile.

Per essere efficaci comunicatori occorre avere un’idea che sia anche ‘organizzativa’, capace di tramutare in realtà le cose che la vostra emozione, il vostro pathos, vi suggerisce.

ll pensiero organizzato è una chiave di volta indispensabile nella comunicazione politica 

Non trascuratelo.

4) Evita slogan che manipolino il pensiero

Si dice che in campagna elettorale gli slogan (o per dirla in un altro modo i punti programmatici della campagna elettorale) siano preparati a tavolino e per tempo, magari mettendoci a lavorare fior di esperti in comunicazione. È vero.

Magari non siamo ai livelli di fiction televisive come “House of cards“, ve la ricordate? Quasi una premonizione…

La manipolazione delle opinioni avviene con meccanismi semplicissimi che richiedono strumenti molto sofisticati, specie in ragione delle loro capacità di raccogliere milioni e milioni di informazioni e di reazioni delle persone a quelle informazioni.

Alcune parole chiave o parole guida se preferite, possono suscitare, specie se abbinate ad altre, determinate reazioni in chi le ascolta, spingendolo in una direzione di scelta piuttosto che in un altra.

Incredibile e fantascientifico? Io dico reale.

Un pò come quelle canzoni che veicolavano messaggi subliminali precisi, o quelle immagini introdotte ad arte nei fotogrammi dei film che inconsapevolmente vengono recepite da chi guarda, dando vita a efficaci campagne di promozione di determinati prodotti.

Vuoi approfondire il significato delle immagini e il loro ruolo nel promuovere un’idea o un prodotto come un libro? Leggi  l’articolo “7 cose che ho imparato nello scegliere la copertina del mio libro

 

Dunque se state affrontando una campagna elettorale o qualcosa di simile, usate gli slogan ma al solo scopo di semplificare un messaggio che risponda al punto uno.

Il resto lasciatelo agli stregoni del marketing politico, datemi retta.

5) Parla in modo che possa comprenderti chiunque

Recitare frasi a effetto è diventata una mania, davvero non se ne può più. A forza di sembrare intelligenti e preparati si dimentica la cosa più importante: stabilire una relazione con la gente.

Le persone vogliono sentirvi vicino, non sulla cattedra.

Perciò, parlate come mangiate.

Preferisco di gran lunga un modo di parlare genuino e autentico all’ostentazione o al millantare.

Durante una campagna elettorale ho sentito cose del tipo:

“Mi sono messa in questa lista perché a pelle il candidato sindaco mi piace, è una persona seria”

Mi spiego?

Motivate le vostre scelte come se non aveste pensato ad altro per tutta la vostra vita. Siate credibili, onesti, non apparite stupidi. Nessuno si fida degli stupidi.

“Non ho esperienza ma ho tanto entusiasmo”

Anche le persone giovani hanno esperienza, magari non nell’amministrazione pubblica, ma nella gestione di gruppi di adolescenti, nella scuola, nel lavoro.

Perché buttarvi giù quando potete puntare su quello che vi rende unici e irripetibili, cioè quello che avete dentro e che avete realizzato fino ad allora.

Per evitare problemi, qualche volta riascoltatevi. E’ molto utile.

6) Costruisci ponti, non muri

Nella comunicazione, compresa quella politica, è fondamentale costruire reti di relazioni.

Quando parlate in pubblico abbiate cura di non usare toni drammatici né attacchi spropositati nei confronti di coloro che considerate “avversari” politici.

Una radicalizzazione dello scontro porta a non dare la giusta attenzione ai contenuti.

In genere è praticata da coloro che dei contenuti hanno un timore reverenziale e se ne tengono ben distanti.

Siate decisi e forti nelle vostre idee lavorate per costruire ponti, non muri 

La campagna elettorale è il luogo ideale per provarci.

Quando vi esprimete in pubblico, abbiate sempre a mente che, comunque andranno le cose, voi vi candidate a rappresentare gli interessi di un’intera città (o comunità, o altro).

E i problemi si affrontano sempre insieme

7) Usa i social in modo equilibrato

Il livello di contenuti nella comunicazione si è di molto abbassato e voi non potete pensare di risollevarlo con la vostra decina di profili social. Non vi metterà al riparo dal rischio di una cattiva comunicazione, anzi.

La comunicazione non è quantitativa, ma qualitativa.

Sui social questa distinzione non è facilissima da salvaguardare e il rischio è che si postino contenuti senza riflettere, sull’onda del momento (e che guai che si combinano, a volte!).

Salvaguardate voi stessi in primo luogo e le persone che vi seguono da supposti contenuti virali sui social.

Ricordate che la nostra identità sociale non si può costruire attraverso una vetrina web, ma deve essere reale. I social la supportano, la amplificano, ma deve esserci anche l’arrosto oltre al fumo 😀 

Leggi l’articolo sul rapporta tra identità virtuale e identità reale

Evitate streaming di post sulla vostra campagna elettorale, specie quelli corredati di foto con personaggi famosi del vostro partito o coalizione.

Resistete alla foga di apparire e ritagliatevi uno spazio in cui mostrare chi siete davvero, meglio se nella vostra realtà quotidiana.

Comunicate un’identità nella quale non farete fatica a riconoscervi, anche tra un mese 

Resterete meno delusi quando scoprirete che ai 500 mi piace della vostra pagina su Facebook non corrispondono altrettanti voti (o partecipazioni ad eventi o altro di simile).

In un bar una volta ho visto un cartello divertentissimo, stupidamente non l’ho fotografato. Diceva più o meno così:

Qui no wifi, parlate tra di voi

Ecco, mi pare un consiglio assolutamente da ascoltare, e non solo in questa circostanza.

8) Impara ad ascoltare

Forse vi sembrerà strano che io abbia deciso di chiudere il mio personale elenco di 8 segreti per una buona comunicazione politica con un invito ad ascoltare.

Tutti quando pensano alla comunicazione hanno in mente il parlare e il trasmettere dei contenuti. Certo, è così.

Ma dulcis in fundo decido di svelarvi il segreto più importante: ascoltare.

Ascoltare è una fondamentale forma di comunicazione passiva.

Se l’atteggiamento è giusto, ascoltare vi metterà in relazione con l’altro in modo molto più diretto ed efficace che con il parlare. 

Conclusioni

La comunicazione politica segue le stesse regole e gli stessi obiettivi della comunicazione in generale, ma ha la caratteristica di avere tempi e modi bene determinati, spesso contingentati in un lasso di tempo piuttosto breve e che non ammette repliche.

Per questo è importante che la comunicazione sia efficace e puntuale, che arrivi subito al punto che vi interessa trasmettere.

Attraverso la qualità dobbiamo cambiare il paese.

Io ne sono convinta, e voi?


La prossima settimana parleremo dei giovani diciottenni al primo voto. 

Intanto potete approfondire l’argomento comunicazione politica qui:

 Talk show e politica, un connubio da evitare? 

4 idee per superare i talk show che parlano di politica

 

Commenti

  1. Attendo con ansia il post election day e conseguente caduta del governo. Non se ne può più di campagna elettorale permanente pagata dai contribuenti, mance elettorali mascherate da assistenzialismo, e prima l’Italia, e prima la Sardegna, e prima Napoli…
    La comunicazione politica non salverà un governo mai operoso e, anzi, deleterio per conti pubblici, mercato del lavoro, economia interna e rapporti con i paesi europei.

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