Blocco dello scrittore? Paga i debiti con te stessa

Proseguiamo con l’ispirazione che la scorsa settimana ha dato il via a questo ciclo di articoli e dedicati ai 10 ladri di energia nella scrittura, con l’articolo dedicato alle persone tossiche.

Il Dalai Lama ci offre questa riflessione sul tema:

“Paga i tuoi conti per tempo. Chiedi quello che ti spetta a chi è in debito con te oppure scegli di lasciar perdere se vedi che è impossibile ottenerlo”.

Blocco dello scrittore? Paga i debiti con te stessa

Oggi ci dedichiamo a ciò che sottrae molta energia alla nostra scrittura e che può determinare il famigerato “blocco dello scrittore” per l’impossibilità di guardare avanti essendo impegnati a voltarci indietro.

Occorre pagare i debiti che abbiamo con noi stessi e con gli altri per scrivere meglio

E quali debiti dovremmo avere, vi starete di certo chiedendo.

Nessuno, se non avete mai chiesto nulla o promesso nulla a voi stessi. Ma so che non è così, specie per chi scrive. Guardate questo video che ho girato per voi, le idee vi saranno più chiare

Ogni volta che assumiamo una decisione, sia essa lo sviluppo di un determinato personaggio o la periodicità con la quale scrivere, prendiamo un impegno con noi stesse e vogliamo mantenerlo.

Un po’ perché, se lo abbiamo assunto, siamo convinte che esso sia funzionale alla nostra (buona) scrittura, e un po’ perché quando fissiamo la nostra attenzione su qualcosa e ci convinciamo che sia il bene assoluto, siamo orientate a fare di tutto per ottenerlo.

E se non ci riusciamo?

Ecco che scatta la frustrazione, poi il senso di colpa, poi l’ansia e il calo di energia che ottiene esattamente l’effetto contrario. Altro che blocco dello scrittore!

Indebitarsi è uno dei peggiori ladri di energia che conosca!

Rispettare gli impegni che abbiamo preso, senza che essi prendano noi!

Se sta succedendo qualcosa di simile, forse l’impegno che hai assunto con te stessa è troppo gravoso, o non è adatto a te.

Non c’è niente di peggio che assegnarci obiettivi troppo alti, da diventare quasi irrealizzabili.

Si può anche chiamare sabotaggio, ovvero un buon modo per non raggiungere gli obiettivi che vi siete prefisse.

È un pò come ricominciare a correre: se partite sfiancandovi con ritmi e tempi non corrispondenti alla vostra preparazione fisica e mentale (la corsa è soprattutto quest’ultima cosa) state certe che in poco tempo troverete una qualunque scusa per smettere. 

Se invece cominciate gradualmente, assegnandovi obiettivi raggiungibili, che non vi impediscano poi di deambulare per l’intera giornata, allora avrete messo delle buone basi per la vostra salute e la vostra costanza nell’allenamento. Chiaro il concetto?  😆 

Far rispettare gli impegni che altri prendono con noi

Quanta energia ci sottrae il dover rincorrere le persone che avevano preso un impegno con noi?

Non è il mio caso, ma fate conto di avere qualcuno che ha preso l’impegno di seguirvi nella prima stesura del romanzo e dal quale attendete da tempo immemore una risposta sul primo capitolo!

Non avete il coraggio di chiedere? Beh, questo è esattamente il modo per sottrarre energia alla scrittura e concederla invece al rimuginare sul come e sul perché.

Agite. Prendete in mano il telefono e chiarite qualunque cosa che sia rimasta in sospeso.

La scrittura guarda avanti e ha bisogno di una mente libera da condizionamenti e blocchi energetici per poter progredire.

Dovete sgomberare il campo mentale da ogni intoppo, nodo, preoccupazione, chiamatela come volete, che offuschi la vostra concentrazione.

Vale anche per un editore o per qualunque altra cosa.

Fatevi rispettare. Per far ciò dovete prima però rispettare voi stesse!

Lasciar andare ciò che non può essere pagato/risolto

Non c’è niente di più saggio amiche mie del lasciar andare ciò che non possiamo modificare e che ci rende nervosi.

Sono davvero molte le occasioni perché in realtà sebbene noi si sia convinte che con il nostro impegno potremo modificare ogni cosa, in realtà non è così.

Se anche scriverete il miglior romanzo della vostra esistenza, esso dovrà sempre incontrare il gusto dapprima di un editore e poi del pubblico.

Voglio dire che la vita è fatta di numerosi intrecci di cui governiamo pochissimi fili.

Dunque quando ci troviamo di fronte a una situazione che non può essere modificata, a un “debito” non pagabile, o perché la persona non è più disponibile o non ha più la possibilità di pagare (e se il vostro lettore beta di cui sopra stesse attraversando un momento no? Non può fare ciò che gli avete chiesto ma voi non osate chiarire. Una situazione che potenzialmente potrebbe protrarsi all’infinito, se non agite!), dobbiamo avere il coraggio di passare oltre.

Altri esempi? Lasciate andare quel personaggio che vi piace tanto ma che proprio con quella storia non c’entra nulla. Magari riuscirete a sistemarlo nella prossima, mo adesso, toglietelo!

Lasciate andare quel filo di trama cui siete molto affezionati, vi ha fatto persino commuovere senza nemmeno averla ancora mai ben scritta, ma che non riuscite a collocare nel romanzo perché semplicemente non ci sta.

Lasciar andare è uno degli esercizi che più vi riconcilierà con voi stesse. E riprenderete in un attimo la vostra vena scrittoria. Ne sono certa.

Conclusioni

Avete visto il video in cui vi offro esempi pratici di quanto i debiti ci rubino energia per la scrittura? Allora fatelo adesso, e non dimenticate di iscrivervi al mio canale YouTube!

Tenere i conti ben in chiaro significa avere la certezza di non dovere niente a nessuno e di non essere in debito con nessuno, nemmeno con noi stessi.

Questa serenità d’animo vi renderà più forti, permettendovi di concentrarvi sulla vostra scrittura come meglio desiderate.

Sarete tranquille e in pace con voi stesse e non proverete alcuna vergogna.

E voi, avete debiti con voi stessi o con la vostra scrittura? Fatemelo sapere come sempre qui

Commenti

  1. Sono piena di debiti, rischio bancarotta. Devo aprire istanza fallimentare?! (almeno mi resta l’ironia… 😀 )
    Nonostante 4 giorni di ponte, ho dovuto dare la precedenza ad altro e lasciare la scrittura in un angolino. Aggiungici trasferta a Milano (che si tramuta sempre in ore e straore di viaggio e lavoro, e resta zero per la scrittura pur avendo il wifi in hotel) e ieri sera ho chiuso il laptop all’1.30 per pubblicare stamattina.
    E non ti dico quanti progetti extra sto rifiutando per lasciare spazio alla scrittura. Tutto quel che posso delego, e ho imparato a dire di no. Dire di no agli altri per dire di si a sé stessi.

    1. Cara Barbara, dire di no è il tema del prossimo ladro di energia! Quanto ai debiti, bisogna chiedere la cancellazione e ricominciare da capo, con più fiato :)))
      Lasciamo stare per quanto riguarda la scrittura: è ormai una decina di giorni che sono bloccata, lo scorso week end in cui ho fatto un po’ di vacanza ho deciso di non pensare al romanzo e di rilassarmi, perché in questo periodo ho le idee confuse rispetto al prosieguo della storia. vediamo se oggi maturano le nespole 🙂 Altrimenti faccio un mutuo!

  2. Per me scrivere era non un debito ma regalo a me stessa: liberare le parole, le idee e la fantasia, imbrigliata normalmente nel linguaggio tecnico da utilizzare sul lavoro.
    Però , proprio nel leggere il tuo post, mi rendo conto di quanto sono in difficoltà in questo momento: nonostante le idee che mi girano per la testa e premono per riversarsi sulla tastiera, mi frena un po’ di avvilimento, perchè per ora i miei scritti non sono andati al di là di lettori amici, e di qualche minuscolo riconoscimento .
    La pubblicazione sembra un traguardo irraggiungibile e questo mi dà sfiducia.
    Forse il debito che ho con me stessa è di continuare,senza rinunciare a realizzare il mio bisogno di esprimermi, scrivendo. Ed è quello che intendo fare!

    1. Mia cara Valchiria, bentornata! Come ti capisco. Anche per me la scrittura creativa è un modo per uscire dalle convenzioni professionali (ne parlavo poc’anzi con maria Teresa) e usare il linguaggio che mi piace, quello delle immagini. Create ad arte per rappresentare una condizione, un sentimento ecc. Per esprimerle occorre non avere filtri con se stessa, questo è il punto. Eppure troppe volte siamo condizionate dal “così si fa” e “così non si fa”. Come fiaccare la creatività!
      Da un lato mi spiace di aver contribuito a metterti di fronte a una condizione che può generare dolore e smarrimento, come quella che ci hai raccontato. Ma dall’altra sono felice perché da questa consapevolezza tu riparti per stare sintonizzata sui tuoi desideri, sui tuoi bisogni più profondi. E io credo che solo con la convinzione profonda potremo far conoscere le nostre opere a un pubblico più ampio. Te lo dissi una volta, rinnovo la disponibilità qui: mi piacerebbe ospitare una tua storia, se ti va. Un abbraccio

  3. Mi piace molto questo secondo punto e anche il tuo discorso. Portare a termine l’impegno preso è indice di grande maturità, come il rapporto con se stessi. Ci possono essere fasi calanti, momenti di sconforto nella scrittura che corrispondono a momenti in cui la vita porta a prestare attenzione ed energia altrove, ma quando si torna lo si deve fare con molta concentrazione e rispetto soprattutto della parte delicata e intima che parla attraverso lo scritto. Non ho dubbi al riguardo.
    Per il discorso di pagare i propri debiti credo sia davvero un discorso importante e sincero che si deve fare con se stessi, il primo gradino da salire per comprendere se si è abbastanza sereni per intraprendere il resto del cammino.

    1. Si Nadia, io penso che, sebbene con fatica, occorre sempre corrispondere agli impegni. Questo nutre la nostra fiducia in noi stesse. E come abbiamo visto in un post di qualche tempo fa, aiuta e molto la scrittura. La cosa importante è non tentare di scalare l’Everest se a malapena stai imparando a camminare… Non credi? Buona serata!

  4. Sono sempre in debito con me stessa per quanto riguarda la scrittura, perché mi prefiggo – senza nemmeno accorgermene – obiettivi impegnativi. In quest’ultimo anno, per esempio, il punto è voler scrivere con costanza; ma non c’è verso! Dopo avere scritto in dieci anni sette romanzi, due saggi e qualche decina di racconti, sembrerebbe normale anche una pausa, ma io la vivo comunque con disagio, fondamentalmente perché ho paura che rilassarmi possa portarmi ad abbandonare la scrittura. E’ un segno di amore (oltre che di insicurezza), ma espresso in un modo sciocco, che sortisce l’effetto contrario; non si può scrivere per forza! Nelle ultime settimane mi sono rilassata su questo fronte, complice un momento di grande impegno su altre questioni, e infatti ecco le idee che tornano, la voglia di scrivere che fa capolino… ma ora non ho tempo per loro. Se l’impossibilità aumenta il desiderio, quando mi libererò dagli impegni attuali scriverò a motore! 😉

    1. L’importante secondo me è che le idee arrivino. A me restano impresse anche per mesi e forse anni. Poterle annotare subito è sempre una buona pratica, ma se non si può scrivere non serve insistere. Rischi l’effetto contrario, l’allontanamento definitivo. Certo il tema di prefiggersi obiettivi raggiungibili c’è sempre, ma più importante è abituare la mente alla verità. Se diciamo che scriveremo ogni giorno scriviamo ogni giorno se è una settimana, una settimana sia! E se dobbiamo fermarci per un po’… Poi paghiamo i nostri debiti. Il tempo è nostro, sta a noi modularlo. Comúnque 7 romanzi in 10 anni sono una media altissima sei proprio una macchina da guerra!

  5. Grazie Elena, le tue riflessioni sono molto interessanti e offrono diversi spunti su cui pensare. Chiudere i conti in sospeso è un consiglio che devo riuscire a far mio, perché come hai detto, i debiti verso noi stessi sono i peggiori nemici della scrittura. A oggi ho qualche conto in sospeso: devo terminare la revisione del secondo romanzo, a settembre andrà in editing e sono molto indietro; questo non mi fa stare serena. Purtroppo in questo periodo, tra uscita del libro e lavoro, il tempo è poco. Spero di scrivere di più durante l’estate. Per portare avanti i progetti iniziati ci vuole tanta forza di volontà, determinazione, ma anche saper filtrare le distrazioni, alcune sono buone, altre no. Buona giornata e buon primo maggio

    1. Cara Rosalia i momenti più belli sono spesso i più complicati. Uscire con il tuo primo romanzo è già di per sé un grande obiettivo, ma già pensare al prossimo all’editing è segno di grande determinazione. Ti ammiro per la forza e l’energia che ci metti. E se ciò nonostante senti che hai ancora qualcosa da ricevere da te stessa, significa che a te nessun ladro ha rubato nemmeno un pò di energia. Ti auguro di avere altrettanta determinazione nei confronti degli altri. Spesso siamo circondate da debiti inesigibili, che facciamo fatica ad abbandonare. A noi paiono sogni, ma sono intralci che ci impediscono di progredire… Oggi personalmente ho fatto il pieno di entusiasmo, buon primo maggio a te e a tutte le Volpi!

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