Chiedi ti sarà dato
Crescita personale,  Recensioni in pillole

Chiedi e ti sarà dato. I principi della legge dell’attrazione

Ho letto The Secret di Rhonda Byrne almeno una decina di anni fa. Mi aveva spinto una certa curiosità e un principio, in realtà antichissimo, che mi risuona ancora, al punto che ho deciso di riparlarne: Chiedi e ti sarà dato, una delle possibili traduzioni di quella che la Byrne chiama legge dell’attrazione.

Così ho deciso di approfondire, esplorando il significato della Legge dell’Attrazione e il principio correlato del “Chiedi e ti sarà dato,” analizzando le sue implicazioni nella vita quotidiana, i principi della legge, la critica che ha sollevato e la scienza alla sua base, nonché come può essere applicata per migliorare il nostro benessere personale.

I principi della legge dell’attrazione

La Legge dell’Attrazione non è un concetto moderno. Elementi di questa idea si trovano in diverse tradizioni religiose e filosofiche, non ultima nel Nuovo Testamento.

Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Luca 11, 5-13

Nell’antico Egitto, la pratica della visualizzazione di ciò che era ritenuto necessario o desiderato era comune tra i sacerdoti, i quali credevano che i pensieri potessero influenzare il destino. Un principio che oggi è ampiamente riconosciuto, noi siamo la realtà che imamginiamo.

Anche la filosofia greca, con pensatori come Platone, sosteneva che i pensieri potessero plasmare la realtà, per non parlare delle tradizioni orientali, come l’induismo e il buddismo, per cui la connessione tra mente e realtà è centrale, mente – corpo – spirito.

Ma quali sono i principi della legge dell’attrazione? Nel libro sono citati tre passi fondamentali:

Il primo passo consiste nel chiedere. Da’ un ordine all’Universo, fagli sapere che cosa vuoi. L’Universo reagisce ai tuoi pensieri

Il secondo passo consiste nel credere. Credi che ciò che vuoi sia già tuo, abbi quella che si chiama fede incrollabile, la fede nell’invisibile

Il terzo passo, l’ultimo del processo, consiste nel ricevere. Comincia a sentirti meravigliosamente all’idea di ricevere quello che vuoi. Immagina come ti sentirai quando arriverà. Immaginalo adesso.

Che potere queste affermazioni! Possono apparire velleitarie, ma sono reali: come allenare l’immaginazione ho detto in questo post. Dagli un’occhiata.

Nel libro seguono testimonianze di autorevoli personaggi anglosassoni che parlano della loro personale esperienza con il potere dell’attrazione. Va da sé che ciascuno ha il suo punto di vista e il suo modo di declinare questi tre passi.

Quello che si avvicina di più a ciò che la nostra cultura chiama attrazione è il principio del chiedi e ti sarà dato.

Chiedi e Ti Sarà Dato

La prima cosa che voglio dire in proposito è che per comprendere a fondo questo principio occorre liberarsi di tutti quei sensi di colpa, inferiorità, quelle cornici di scarsità in cui ci collochiamo per vergogna, timore reverenziale, pudore e così via.

“Chiedi e ti sarà dato” è invece un atto di profonda libertà e rispetto per noi stesse, perché l’ambiente che ci circonda risponde ai nostri desideri solo se siamo in grado di esprimerli. Non voglio apparire una credulona, non si tratta di credere alla magia di Samantha del celebre Vita da strega.

Piuttosto di essere capace di formulare una richiesta con intenzione chiara e positiva, con piena convinzione, e l’universo organizzerà eventi, circostanze e opportunità per realizzare quel desiderio.

Possibile che non vi sia mai capitato? A me sì. Più di una volta, persino con la preghiera, quando ero usa a questa forma di meditazione e connessione con il divino. Più spesso con l’immaginazione.

Ma ci sono esempi ben più famosi del mio. Per esempio quello di Jim Carrey, che racconta di aver scritto un assegno a se stesso per 10 milioni di dollari per “servizi recitativi” quando era un attore sconosciuto, e di aver poi ricevuto esattamente quell’importo per il film Scemo & più scemo anni dopo.

Vi piacerebbe eh? Basta pensarlo!!!

E siccome oggi desidero ardentemente una cosa cui tengo molto, ho ripercorso questa lettura e questi principi. Spero che siano sufficienti ad attirare ciò che desidero ancora una volta.

Farlo non è così difficile, si possono usare affermazioni positive. Uso come sapete una app meravigliosa di Ipnosi, in cui le tracce sono piene di affermazioni positive.

Se una persona desidera migliorare la propria salute, c’è una traccia che ci induce a ripetere affermazioni come “Sono sano e pieno di energia” mentre visualizzi te stessa in uno stato di benessere.

Il limite di una “legge” non dimostrabile scientificamente

Nonostante alcuni aspetti scientifici che possono supportare concetti correlati, la Legge dell’Attrazione è spesso criticata per mancanza di evidenza empirica rigorosa. Gli scettici sostengono che attribuire cambiamenti positivi nella vita solo ai pensieri è una semplificazione eccessiva, mentre alcuni affermano che il concetto potrebbe portare a colpevolizzare le vittime di circostanze negative, implicando che non hanno “pensato abbastanza positivo.”

In ogni caso, sono sicura che non basterà a convincere i più scettici l’argomento che si tratta di una legge vecchia più del mondo. E in fondo, non è importante.

Quello che importa è prendere in considerazione l’idea di provare a sperimentare un atteggiamento positivo nella nostra vita quotidiana.

Come sperimentare i principi positivi della legge nella nostra vita quotidiana

Come possiamo sperimentare i principi della Legge dell’Attrazione nella vita quotidiana?

Per rispondere a questa domanda riattingo alle mie competenze e al metodo appreso con il coaching.

Un buon modo per sperimentarla è definire obiettivi chiari su ciò che si desidera, visualizzarlo e mantenere un atteggiamento positivo, senza demordere di fronte agli ostacoli.

Gli obiettivi possono essere personali, come migliorare la salute o le relazioni, o professionali, come avanzare nella carriera.

In secondo luogo possiamo provare a creare una routine positiva. Questo è un metodo che sto sperimentando proprio in questo periodo, per cercare di creare e mantenere abitudini sane.

In particolare, ho inserito nella mia routine quotidiana cose semplicissime, come bere un bicchier d’acqua appena sveglia, allo yoga quotidiano, alle letture di evasione, almeno qualche pagina al giorno.

Ma le possibilità sono infinite per adeguarsi alle singole necessità.

Per me si tratta di mantenere alta la vibrazione energetica e continuare a restare sintonizzata con me stessa e, perché no, con l’universo.

Conclusioni

La Legge dell’Attrazione, con il suo principio del “Chiedi e ti sarà dato,” mi interessa e mi affascina perché offre una prospettiva affascinante su come i pensieri e i sentimenti possono influenzare la realtà.

Ognuna di noi vorrebbe una realtà più piacevole e aderente ai nostri bisogni, dunque provare a far funzionare la legge seguendo i tre passi non costa nulla.

Naturalmente, è molto probabile che la legge funzioni anche all’incontrario, cioè respingendo invece che di attrarre, oppure in negativo, cioè attrarre cosa che non desideriamo davvero a forza di parlarne, e forse da questo punto di vista gli esempi sarebbero anche maggiori.

Ma questo non dimostra forse che esiste, davvero? Che ne pensate?


Avete mai sperimentato i benefici/svantaggi della legge dell’attrazione?

In quali ambiti pensate di sperimentarla (o l’avete già sperimentata?)

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12 Comments

  • Giulia Mancini

    Non ho letto il libro, ma leggendo il tuo post mi sono ritrovata in diversi concetti tipici del buddismo. In passato ho frequentato per un certo periodo dei gruppi buddisti della Soka Gakkai, basati sulla recitazione di un mantra che aiuta a “visualizzare” meglio la positività della nostra vita e dovrebbe aiutare un processo di trasformazione personale positivo attraverso la pratica buddista.
    Pur condividendone i concetti penso tutto questo serva fino a un certo punto. Pensare positivo non sempre basta, la determinazione e l’impegno invece possono essere fondamentali per arrivare a un obiettivo. Ci sono poi degli ostacoli concreti che spesso sono insormontabili e puoi visualizzare, recintare un mantra, sbattere la testa contro il muro e non puoi farci nulla.
    Servirebbe un discorso più lungo e approfondito, diciamo che l’atteggiamento positivo può aiutare molto nella vita e sono a favore in questo senso, ma non é la panacea di tutti i mali come spesso facevano credere anche i gruppi buddisti che frequentavo, infatti ho smesso.

    • Elena

      Cara @Giulia, non conosco il Buddismo se non per sommi capi, dunque non immaginavo che qualcosa risuonasse anche in quella religione. Tuttavia, non mi stupisce, Credo si tratti di una saggezza universale che gli antichi conoscevano meglio di noi ed è risaputo che le culture del passato risuonassero nelle loro scoperte e valutazioni molto all’unisono, molto più di quello che sappiamo fare noi.
      Non ho mai creduto come te nel pensare positivo. E’ una bella canzone di Jovanotti ma nulla di più per quel che mi riguarda. Sono interessata più al collegare i bisogni interiori all’azione in questo momento della mia vita e in questo post. Sono d’accordo con te che ci sono ostacoli che non riesci a buttare giù nemmeno a testate, ma, anche qui, a saggezza universale ci suggerirebbe di scansarli. Puoi provare a chiedere che la prossima volta ti si presenti un muro più basso oppure che ti arrivi uno sgabello, così puoi scavalcarlo più facilmente :)

  • Luz

    Mi colloco fra gli scettici, benché abbia letto il libro più o meno negli stessi anni.
    All’epoca stavo vivendo un periodo tormentato e molto difficile, sentivo di avere bisogno di libri come quello per credere fermamente di uscirne e in generale mi affascinava la teoria in sé. Poi ho capito che è uno dei moltissimi manuali di auto aiuto circolanti in ambito statunitense, un business editoriale da milioni di copie vendute che fa leva sulla fragilità sociale. Sono certissima che molti possano dire di aver sperimentato e che sia tutto vero ma la visione empirica è diversa. Per esempio, io quest’anno mi sono messa in testa di prendermi cura di me stessa, della mia salute, dimagrire e cambiare in meglio. Ci sto lavorando molto e i risultati si vedono. Non la chiamerei però legge dell’attrazione ma semplicemente impegno nel perseguire uno scopo. Per giunta uno scopo realizzabile, dipende dalla mia volontà di portarlo a termine.

    • Elena

      Intanto cara Luz ti faccio i miei complimenti per la forza che sento nelle tue parole nel perseguire i tuoi obiettivi. Anche io acquisto libri di questo tipo nei momenti di sconforto, per fortuna ora ci sono gli ebook perché non tutti valgono la pena anche se il fatto che abbiano avuto un successo mondiale significherà pur qualcosa. O che sono veritieri o che il mondo sta parecchio male, e questo in effetti non è da scartare. Direi che il tuo esempio, al di là di come lo vogliamo chiamare, conferma la tesi del libro. Chiedi a te stessa un risultato con forza e lo otterrai. Forse il trucco è essere semplicemente in connessione con i nostri bisogni più profondi . Non so. Ti porto un esempio pratico a mia volta he conferma la tesi evangelica (perché ci ha pensato Gesù prima di altri): sentivo di non essere abbastanza considerata al lavoro e, dopo molte riflessioni, ho chiesto con precisione cosa mi serviva per andare avanti. Ora tu dirai che questa è una cosa semplice, ma, credimi, non lo è mai stato per me. MI sono resa conto che sono state poche le occasioni in cui nella mia vita ho chiesto esattamente cosa mi servisse. Sottolineo esattamente perché la mente come le persone hanno bisogno di indicazioni chiare. Non basta dire vorrei un auto di lusso, come ha fatto @Sandra, ha chiesto di vedere una Ferrari. Io ho chiesto qualcosa di specifico e di realistico e l’h ottenuto. Guardando indietro è stato facilissimo. Io sono entusiasta amica mia di questa semplicissima verità.

  • Sandra

    Io sono più del filone manifestare, piuttosto che desiderare. Non che lo faccia abitualmente, ma da ciò che ho appreso desiderare non basta, me ne sono accorta in effetti, anzi è proprio il contrario. Manifestare con convinzione la gioia per qualcosa come se già lo avessimo.
    Ci sono esercizi pratici preparatori tipo manifestare una Ferrari e dopo un po’ la si vede per strada (non valgono gli avvistamenti nei social), ho provato una volta – toccava manifestare una suora – e ha funzionato, ma in realtà non ci credo. Credo che un’attitudine e un costante esercizio a trovare il bello ci avvicini a esso, mentre pensare sempre in negativo ci faccia stare oggettivamente male, ma finisce lì.

    • Elena

      Ciao @Sandra, il pensiero negativo costruisce una realtà negativa intorno a noi, questo purtroppo credo l’abbiamo sperimentato un po’ tutti. Manifestare interesse, desiderare, focalizzarci su una cosa, una persona, un’azione, sono più o meno la stessa cosa. Il desiderio è una ricerca appassionata di ciò che vorremmo possedere, dunque è un sentimento che ci mette in movimento verso qualcosa, ci induce a uscire dallo stallo in cui talvolta i pensieri negativi su noi stesse ci inducono. Manifestare ha molto a che fare con ciò che noi stesse vorremmo mettere in evidenza di noi, lo intendo come un manifestare la nostra interiorità, i nostri pensieri, a me pare che per ottenere qualcosa occorra un’azione, una postura intellettuale che ci metta in movimento. Per esempio a me manifestare fa subito venire in mente certe giornate passate a rivendicare in piazza sacrosanti diritti, chissà che non pensassi anche tu qualcosa di simile. Benritorvata

  • newwhitebear

    Non sempre la legge di attrazione funziona, anzi quasi mai. Perché? Spesso pensiamo intensamente e con convinzione a qualcosa ma poi la realtà che ne scaturisce è diversa e in qualche caso ci porta a passi falsi.
    Se invece va intesa come la ferrea determinazione a raggiungere l’obiettivo prefissato, allora funziona, perché siamo noi a perseguire l’obiettivo o lo scopo usando tutte le tecniche a nostra disposizione.
    Sono convinto che ogni scelta che noi facciamo sono strade che il nostro destino ha segnato per noi.

    • Elena

      Ecco un approccio rigorosamente e tradizionalmente “scientifico”! Se tutto è già destinato, gli obiettivi cosa sono? Specie di task da completare per procedere su una strada segnata, definita? Se così fosse le nostre scelte ne uscirebbero malconce non trovi? Penso davvero che la legge funzioni nel senso che indicava Grazia: le nostre parole, i nostri gesti, i nostri atteggiamenti determinano il modo in cui il resto (persone, eventi) si rapporterà con noi e dunque possono concorrere o meno a realizzare ciò che vogliamo essere. Se c’è una distanza grande tra ciò che pensiamo e ciò che realizziamo forse dobbiamo analizzare la congruità dei nostri pensieri con le nostre azioni. Ho fatto un test moltissimi anni fa per entrare in banca. Non l’ho passato. I miei volevano fortemente che lo passassi e io ho fortemente studiato per farcela. Ma non l’ho passato, eppure gli esercizi non erano semplici ma alla mia portata, non meno di quanto non lo fosse per gli altri competitor. La verità è che non volevo passarlo, anche se ci avevo pensato “intensamente” per settimane. Insomma, ciò che ci accade anche se in apparenza è distante o diverso da quello che ci aspettavamo, forse è più in connessione con il nostro vero sé di quanto saremmo disposti ad accettare. (ora lo so che sobbalzerai sulla sedia)

  • Grazia Gironella

    Trovo questa espressione della nostra divina creatività molto interessante, tanto che, dopo The Secret, ho approfondito l’argomento con altri testi che integrano il pensiero della Byrne (e di tutti quelli che hanno parlato della Legge dell’Attrazione nella storia). Viene data grande importanza alla capacità non solo di visualizzare nei dettagli il risultato voluto, ma di provare intense emozioni in merito; inoltre si considera fondamentale non esprimere “un desiderio”, perché questo implicherebbe già il bisogno di qualcosa che non c’è. In pratica si negherebbe implicitamente ciò che si vuole affermare. Siccome l’Universo non ragiona per negazioni, ma solo per affermazioni, è necessario “vivere già” come reale, nel modo più intenso possibile, la realtà che si ha in mente, liberandosi da ogni senso di mancanza. Questo implica anche l’uso del tempo presente nelle affermazioni, e l’abbandono di tutti i “non”. Facile? No, nemmeno quando ti sembra di avere capito; ma è sicuramente possibile, visto che tante persone lo hanno fatto e lo fanno da sempre. Purtroppo siamo cresciuti, dopo il passaggio dalla scienza alla Scienza, con l’idea che tutto ciò che non è materiale e/o dimostrato scientificamente sia fuffa. Non smetto mai di rammaricarmi di questa deformazione che ci è stata trasmessa, da cui usciamo solo a fatica, e a volte non usciamo affatto. Questa “fuffa” è materiale di elaborazione da millenni nelle filosofie, tradizioni esoteriche e culture più diverse, e quando la approfondisci ti accorgi che ha basi molto solide e sensate. Se non approfondisci, va da sé, restano fuffa. ;)

    • Elena

      Grazie per questo commento che aggiunge valore alla riflessione e la completa. Pensa che il metodo del coaching, ampiamente utilizzato negli States e ora anche in Italia, si basa proprio su questa “scienza” che è, ricordiamolo, il risultato di un pensiero articolato e codificato e come tale non accetta confini, purché sia suffragato dalla pratica e dall’osservazione reale delle cose. Per esempio utilizza la visualizzazione per potenziare la visione del cambiamento e generare dentro noi stesse una realtà che intanto possiamo immaginare, fin nei dettagli. Questo strumento così potente va maneggiato con cura: vivere come se da un lato ci mette già nelle condizioni desiderate, ma ci espone anche al rischio di perdere il contatto con la realtà. Se desidero essere ricca e mi comporto come una donna ricca, il risultato sarà in poco tempo la rovina. Dunque qual è il trucco per sfruttare la Legge? Penso che risieda nella capacità di pensarsi come se. Come pensa una persona affabile? Come si muove? Cosa fa in una determinata situazione? Queste potrebbero essere domande utili a chi si sente un burbero, per esempio. Quanto al desiderio, non sono certa di aver ben compreso ciò che hai detto ma sento che non mi appartiene. Senza il desiderio di passare da una condizione all’altra non credo sia possibile agire un cambiamento né alcun movimento. Avremmo una vita statica, sempre uguale a sé stessa. Non credi?

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