Cinquanta ruggenti

Zitta zitta, sabato scorso, ho compiuto cinquant’anni. Confesso che arrivare al fatidico giorno è stato come navigare verso Capo Horn, andare oltre il 50° parallelo per saggiare la forza del vento che da quelle parti supera del 40% quello che abbiamo nel nostro emisfero. Quei venti mi hanno fatto solo sbandare un momento, poi sono tronata al timone. Com’è compiere cinquant’anni Attraversare la soglia è stato un rito di iniziazione, un passaggio da uno stato a un altro. Ma il mio cambiamento dura da tempo. Mi ha reso la donna che amo essere. E come ogni barca che affronta l’oceano, anche la mia, seppur attrezzata e con molte miglia di navigazione, ha saggiato l’urlo delle vele stracciate dal vento e ha resistito. Cinquanta ruggenti Lo so, l’espressione non è corretta. Mi sono presa la libertà di comporre un neologismo e di definire i miei anni Cinquanta Ruggenti, comonendo delle due espressioni molto note tra i navigatori d’oceano Quaranta ruggenti e Cinquanta urlanti. La ragione è questa: il mio non è un urlo ma un ruggito. Ho ancora voglia di dire la mia e forse non sono mai stata tanto ferma e forte nelle mie convinzioni come in questo periodo. Un ruggito che mi fa sentire sempre la ragazzina con i capelli a spazzola dell’adolescenza che vuole cambiare il mondo. Difficile fermare questi venti così forti 😀 Niente feste, ma un’intera settimana di coccole, amici e affetti veri Non ho mai sentito il bisogno di raggranellare saluti e auguri, che pure sono arrivati puntuali e copiosi (ringrazio ancora tutti e tutte per l’affetto dimostratomi) ma di fermarmi a riflettere su chi avevo intorno e dove stavo andando sì. È sempre ben fatto. In questi momenti avere una chiara visione di dove siamo è la cosa più importante. Restando in tema nautico, bisogna saper fare con precisione il proprio punto nave. Necessario per chi ha intrapreso un viaggio molto tempo fa ed è ancora in cammino. Ma con le vele a segno, lo scafo ancora solido e un timone che sa dove andare e che rotta tenere. Non sono mancate le grandi soddisfazioni. Come fare un intervento all’Assemblea Nazionale delle Donne CGIL BelleCiao. Lo avevo scritto puntigliosamente ma poi ho dovuto accantonarlo per ragioni di tempo e cavarmela con il solito intervento a braccio, che alla fine tira fuori quella che sono io, passionale, convinta delle cose che perseguo, orgogliosamente donna. E poi tornare a casa trovare le braccia aperte di colui che è sempre capace di calmare ogni mia ansia, il mio porto sicuro, il mio compagno Carlos. Una cena giapponese a sorpresa, preparata da lui, con festoni e regali allegri e colorati ha reso evidente che tutto ciò che desidero è essere felice con le piccole grandi cose quotidiane. Cosa ho imparato Compiere cinquant’anni significa rompere le convenzioni ed essere pienamente se stesse. Ho imparato in questi anni che felicità è sentirsi realizzata per quello che sono, nel lavoro come nelle passioni che coltivo. Felicità è fare scelte in autonomia, e scoprire che, per quanto ci provino, i cinquanta urlanti non ce la faranno a buttarti giù e che supererai tutti i Capo Horn che la vita ti metterà di fronte. Con un pò di fatica, magari, ma sempre a testa alta. Voglio ricordare così le emozioni di questo compleanno e portare nel cuore un viaggio che spero sia ancora molto lungo e che non ho timore di affrontare. Un viaggio in cui si notano le assenze per poi passarci sopra, che tanto la vita soluziona le cose come è meglio per noi, solo che a volte siamo così attaccate alla nostra quotidianità che non ce ne accorgiamo neppure. Una vita che ci regala lenti di ingrandimento per vedere meglio chi abbiamo intorno, consentendoci di scansare in tempo le persone sbagliate. Lenti che servono per mettere a fuoco le persone che ti stringono la mano col cuore. Quelle che vorresti portare sempre con te e che tieni ben strette, anche se non glielo dici mai. Tra queste ci siete anche voi. Siete diventati parte di questa avventura che sa di sale e di ghiaccio e che ogni tanto fa anche pensare un pò. Vi abbraccio tutte e tutti care Volpi. Grazie per esserci. Per chi non avesse la più pallida idea di cosa sia Capo Horn in barca a vela…. Ecco un video del 2013 caricato su YouTube da Giovanni Soldini intorno a Capo Horn… Paiura!