Come presentare un libro al pubblico – Raccontare la vostra storia

Con questo post comincia per me una nuova avventura.

Ho deciso di introdurre nel blog alcuni contributi video, registrati da me, che trattino in modo pratico la comunicazione efficace applicata a un tema che sta a cuore a ciascuno scrittore: la presentazione del proprio romanzo al pubblico.

Perché un video su come presentare un libro al pubblico

Ci sono molte esperienze e molte risorse in rete su questi temi. Consigli pratici utili e ben argomentati, che spesso però arrivano da persone che di libri in pubblico non ne hanno mai presentato nemmeno uno!

Volete mettere la differenza con il frutto di un’esperienza concreta?

Per registrare il video e scrivere questo articolo sono andata a cercare tutte le presentazioni cui ho partecipato per proporre il mio romanzo d’esordio, Così passano le nuvole, e quelle cui ho partecipato come presentatrice di di altri autori o autrici.

Quando ho finito di contarle sono rimasta esterrefatta; sono più di quaranta! Mi saranno servite a qualcosa 🙂

Una parte della platea presente alla festa, il 28 novembre 2014

La soddisfazione più bella non ho mai potuto raccontarvela, perché ai tempi il blog non era ancora aperto.

Alla festa di presentazione di Così passano le nuvole erano presenti circa 80 persone!

Ho utilizzato un mix di strumenti per tenere viva l’attenzione: musica, slides, giornalisti, letture, interventi dal pubblico e storia personale intorno al romanzo.

È stata una serata bellissima che porto ancora nel cuore e che mi ha insegnato molto, come tutte le altre esperienze che ho fatto.

Così nasce questo video, il primo di tre che ho già registrato e che vi  mostrerò presto. Per il momento godetevi il debutto 🙂

Vi è piaciuto? Se la risposta è si, vi chiedo di condividerlo!

Ma ricapitoliamo il punto centrale della presentazione: la storia interna e la storia intorno

In questo video abbiamo affrontato sei temi fondamentali:

  1. come gestire il rapporto con chi ci ascolta, indipendentemente da quante persone parteciperanno alla presentazione del vostro libro
  2. come cominciare a parlare del vostro libro, percorrendo la strada della narrazione della storia interna al romanzo, della storia intorno o di entrambe
  3. il ruolo della metanarrazione
  4. il processo di identificazione che la storia deve saper generare in chi vi ascolta
  5. come fornire chiavi di accesso alla trama e al messaggio del vostro romanzo inedite e originali
  6. lasciare traccia in chi vi ascolta: mettere in gioco se stessi

Esattamente come ho fatto io con questo post.

Ora ditemi un po’ cosa ne pensate, care Volpi  💡

Commenti

  1. Ciao Elena. Prima di tutto vorrei farti i complimenti per il video. Mi piace molto il tuo stile professionale ma, allo stesso tempo, caldo.
    Per me parlare di fronte a una telecamera è un vero scoglio, peggio ancora delle presentazioni.
    Complimenti, continuerò a seguirti.

    1. Ciao Silvia, ti ringrazio per le tue belle parole, sono incoraggianti! Ognuno di noi ha imparato, anche le cose che sentiva più distanti. Bisogna provarci. Io ho registrato il video con il programma di Windows, video maker. È facile facile, prova! E segui i miei prossimi video! Benvenuta sulle Volpi Silvia e grazie per la fiducia che mi hai espresso e l’iscrizione al canale YouTube! (Hai visto che tiranni, sti youtuber?)

  2. Pur non interessata direttamente all’argomento, perché non penso che scriverò mai un libro nella mia vita, però trovo che alcune considerazioni siano utili a qualsiasi persona che debba parlare in pubblico; il rapporto con chi ascolta, il mettersi in gioco. Brava, seguirò anche gli altri. Buona giornata.

    1. Ciao Sabrina, credo che tu abbia ragione. In effetti sono suggerimenti che possono essere utili in ogni occasione e in effetti potrebbero essere applicati anche altrove. Magari per presentare delle splendide creazioni fatte a mano 😉
      Ti aspetto allora per gli altri video. Ti sei già iscritta al mi canale Youtube? 🙂

  3. Ho bevuto ogni parola del tuo video, bravissima come sempre. Hai offerto consigli preziosi e soprattutto non scontati per comunicare/presentare un libro. Io intanto sono quasi alla fine del tuo saggio sulla comunicazione e posso confermare che anche lì non ti risparmi su suggerimenti pratici. Detto questo, io non ho mai fatto una presentazione, ma intanto studio l’argomento da te. Sappi comunque che finito il libro mi piacerebbe invitarti da me per un’intervista, anche perché ho già un sacco di domande/curiosità da porti su questi argomenti 😉

    1. Grazie Maria Teresa. D’altra parte, sono quasi trent’anni che parlo in pubblico, in ogni situazione, con pochissima gente o migliaia di persone. Ricord a prima volta, era in quarta superiore e mi candidavo alle elezioni per il Consiglio di Istituto. Sbaragliai la concorrenza con un discorso intorno al ruolo e alla rappresentanza delle donne. Insomma, ero già ben impostata allora 🙂
      Eppure ogni volta mi emoziono e sai perché? Per la gioia di incontrare gli altri e di ricevere ciò che si sentono di offrire e di dare ciò che sono pronti ad accogliere.
      Sono molto contenta che la lettura di Tecniche di Oratoria ti stia stimolando, l’ho pensato proprio come un manuale pratico, di teorie sulla comunicazione ce ne sono già abbastanza, dobbiamo praticarla in modo positivo a mio avviso . E su questo fronte c’è davvero molto da fare. Per quanto riguarda l’invito da te, che cosa ti devo dire se non che ne sono onoratissima e no vedo l’ora che tu mi contatti! Baci
      Ps: è bello sapere che vi è utile, mi stimola a fare sempre meglio. Grazie!

  4. Uhlallà! Ma cos’è quest’aria da avvocato? Molto british e professional! 😀
    Non mi intendo né di video né di presentazioni. Dal lato video, occhio a non mettere mai le parole sopra il tuo viso, piuttosto sotto, al posto dei sottotitoli che tanto tu non ne hai bisogno. Per gli url, non so dove, ma c’è la possibilità di mettere il “fumetto” con note e link cliccabile, così all’utente non scappa nulla. 😉
    Per le presentazioni…io dico sempre che mi manca un corso di dizione, poi però quando sono andata alla presentazione dell’antologia Comieco a sorpresa mi sono ritrovata a leggere il mio brano ad una platea di circa 30 persone (o forse 40, non vedevo quanti erano seduti dietro). Ma è diverso dal rispondere alle domande del pubblico. L’unica altra presentazione che ricordo era quella di laurea, 40 minuti, tra powerpoint con dati e grafici e poi le domande dei professori, stranamente interessati dato che ero l’ultima ed era tardi (le 18.00), ma parlavo di fondi d’investimento, indici e redditività…e quando gli tocchi i soldi! 😀
    Dall’altra parte, in questa zona ci sono poche presentazioni di autori da cui poter imparare, Padova è una piazza poco sfruttata. C’è stato un ciclo quest’estate organizzato da una piccola Mondadori locale, ma è da folli presentare libri all’aperto nelle sere di luglio-agosto con 34 gradi senza brezza. Poi era passato Moccia a dicembre, avrei avuto qualche domandina, ma ero in trasferta a Milano. Alla fine vado alle presentazioni di Sandra per imparare da lei! 😀

    1. Ciao Barbara, e no hai visto nulla di me ;). Grazie , adoro lo stile british e naturalmente ambisco alla professionalità, anche se in realtà questo è un video assolutamente amatoriale e non intendo cambiarne la forma, almeno per il momento. Da qualche tempo Youtube consente l’aggiunta di contenuti cliccabili solo se affiliati al programma ads interno. Io mi ci sono iscritta, ma mi servono 1000 iscrizioni al canale e 3000 visualizzazioni (che avrei già superato in realtà, grazie a questo video https://www.youtube.com/watch?v=A-vpw_fBorw&t=25s). Grazie per esserti iscritta al canale, credo che con il tuo contributo io sia salita a ben 13 iscritti. Insomma, vado alla grande 🙂

        1. Esatto! Adesso mi ingegno, certo che l’aumento dovrebbe essere esponenziale . Comunque grazie a te e Silvia per aver dato il buon esempio..

  5. Grazie Elena. Questo tuo piccolo video corso, possiamo anche chiamarlo così, lo trovo utilissimo.
    Io pur sembrando un avventuriero tra i commentatori dei blog, in realtà sono parecchio introverso, di natura. Pertanto ti lascio immaginare il terrore di espormi con delle presentazioni. Al momento ho declinato gli inviti di circoli o librerie, che mi sono stati proposti.
    Io sono un tipo che quando affronta un problema lo affronta in maniera sistematica. Infatti è mia intenzione, prima o poi (e ormai i poi me li sono giocati quasi tutti) di studiare con attenzione il come presentare un libro. La comunicazione è un problema più complesso del sii te stesso e parla. Tu lo sai benissimo. Per questo quando verrà il momento, studierò alcuni dei modelli che mi piacciono e che in qualche modo trovo familiari. Ad esempio il tipo di esposizione alla Alberto Angela, pacata, perfetta, coinvolgente nella semplicità o quella, che apprezzo tantissimo, del professor Barbero, famoso storico che ha sempre una esposizione avvincente. E questo dovuto oltre che per la capacità espositiva, anche per il timbro della narrazione. Perché saper parlare in pubblico non è semplicemente saper dire belle cose, ma non dico coinvolgere la platea, basterebbe non annoiarla.
    Quindi questo tuo video e i suggerimenti sullo storytelling della presentazione, mi saranno utilissimi. Aspetto con impazienza i prossimi video.
    Grazie per questo dono.

    1. Caro Marco, intanto sono felice che tu abbia lasciato la tua opinione sul blog. Io non so se chiamarlo piccolo video corso, ma ti ringrazio per la definizione. Mi pareva che gli sforzi che ho compiuto per superare timori e incertezze potessero essere utili anche ad altri e in qualche caso è stato così. Come hai visto nel video sono piuttosto spigliata ma ti confesso una cosa :arrossisco anch’io! E me ne vanto, perché sono umana e provo emozioni. A volte durante le presentazioni qualcuno si lascia andare e quando scatta quel meccanismo di identificazione di cui parlo nel video, vengono fuori attimi molto commoventi. È un bene assoluto. Non importa a nessuno in quel momento se tu sarai o meno performante ma quanto parteciperai di quel sentimento. Prova a vedere se il piccolo manuale che ho scritto può esserti utile e iscriviti al mio canale YouTube, perché ho in serbo altri video per te! A presto

  6. interessanti i suggerimenti ma più che le parole scritte contano quelle dette in pubblico. Credo che conti molto il tono con cui si spiegano le proprie parole che devono adattarsi all’uditorio.
    Mai presentato nulla di quello che ho scritto né credo che lo farò in futuro ma il tuo video può essere un utile punto di partenza per costruire una presentazione.

    1. Ciao Gianpaolo, sono contenta che tu possa considerare questo piccolo lavoro utile come punto di partenza. Pensavo proprio a qualcosa di semplice e facilmente comprensibile, proprio come deve essere la nostra comunicazione! Invece non sono d’accordo con te sulla supremazia della parola sul testo e sul contenuto. Scripta manent e nessun discorso, per quanto possa essere valido e ben pronunciato, risulta efficace se non c’è un contenuto valido. Pensa a quante parole inutili si ascoltano che non hanno seguito. Nella mia esperienza la concretezza e la spontaneità sono state molto importanti per catturare l’attenzione e mantenerla. Il tono svolge un ruolo fondamentale, come tu hai giustamente colto. A volte per l’agitazione risultiamo aggressivi o indisponenti, ma si può controllare e superare! Ecco un nuovo tema per un video!

  7. Gulp, il numero delle tue presentazioni è altissimo, io non ne ho tenuto il conto ma non arrivo, temo, che a un quarto, quindi di strada ne ho da fare.
    Però sono d’accordissimo, anche solo un lettore presente merita tutta l’attenzione e le emozioni. Concordo anche con l’aprire discussioni legate a fili di tematiche del libro capaci di destare interesse nel pubblico. Farò tesoro dei tuoi consigli e aspetto gli altri video consigli. Bella idea l’inserire i video!

    1. Nadia grazie per l’incoraggiamento, in fondo, come scrivevo a Rosalia, mettersi in gioco è facile da dire ma non altrettanto da fare. Sono contenta che il salto nel buio abbia funzionato. Sto ricevendo apprezzamenti anche da persone che non mi seguono, e questo ovviamente mi fa piacere. Verrò a sentire una tua presentazione perché i temi dei tuoi racconti si prestano molto a una voce calma e accogliente come mi immagino sia la tua

      1. Peccato essere distanti altrimenti sarebbe bello davvero assistere alle presentazioni l’una dell’altra. E non dico solo riferito a te, ma anche Rosalia che è un tantino più distante, ecco. Però davvero io concordo le presentazioni sono sempre un valore aggiunto sia per conoscere le tematiche e sviscerarle, sia per imparare ad apprezzare l’autore. Nel mio cuore non potrò mai scordare quella in coppia con Sandra.

        1. Quando c’è sintonia, stima e affetto tra autrici, la doppia presentazione è uno strumento potente che lascia ricordi indimenticabili. Ma a volte capita di presentare il libro insieme a un quasi sconosciuto. In questo caso è più difficile, per le dinamiche che si possono generare. Comunque io sono ottimista e sono certa che presto potrai venire a presentarlo a Torino. E io sarò in prima fila

  8. Ho fatto una decina di presentazioni da autrice, non ho difficoltà a parlare in pubblico ma credo che molto sull’efficacia della presentazione dipenda dal tipo di pubblico, mentre le vendite dei libri poi sono sempre una grossa incognita. Da lettrice vado spesso a presentazioni e mi piace lo scambio che si può creare con autori da cui c’è sempre da imparare sui retroscena.

    1. È una gran fortuna Sandra non temere il pubblico e i suoi giudizi. Io ho dovuto lavorarci su per ottenere un buon equilibrio che mi consentisse di affrontare discussioni senza problemi. Devo dire che mi sono state molto utili le presentazioni fatte per altri da me. È molto importante svelare ed essere capaci di tirare fuori all’autore qualcosa di originale. Che spesso nemmeno lui conosce di sé stesso. Ti è già capitato?

      1. Sì, è successo che nel pubblico qualcuno si soffermasse su aspetti della mia scrittura, con acute osservazioni da lettrice attenta, e uscissero considerazioni un po’ inaspettate.

        1. Sono momenti di crescita, Sandra. Faticosi da mettere in piedi, ma molto utili. Prima o poi riuscirò a vederti all’opera

  9. Buongiorno Elena, sai che a quest’ora devo usare gli auricolari? 😀 Mi sembra uno spunto molto interessante parlare di ciò che c’è intorno alla storia. Ripensando alle volte in cui ho partecipato da lettore a qualche presentazione, ho preferito questo tipo di approccio all’ascolto della trama della storia che trovo stancante. Ottimo anche il consiglio di rivolgersi a un lettore specializzato che sappia catturare l’immaginazione con la propria voce. Spero proprio di utilizzare presto i tuoi consigli. Intanto complimenti!

    1. Cara Rosalia, mentre tu scrivi a me, io scrivo a te . Troverai il mio commento sul tuo blog! Grazie per la pazienza e l’uso degli auricolari, ho pensato che potesse essere utile vedere e sentire oltre che leggere. Ti confesso che sono stata a lungo indecisa se lanciarmi nei video oppure restare nella zona di confort. Ma poi ho scelto. E devo dire che ogni volta che accetto il rischio imparo qualcosa. Grazie per il tuo sostegno e apprezzamento, ti auguro di utilizzarli prestissimo, so che ci hai preparato una bella sorpresa in questa pausa natalizia . In bocca al lupo!

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