Come un dio immortale

Come un dio immortale

Il blog tour di Maria Teresa Steri approda sulle Volpi che camminano sul ghiaccio

L’ho letto quest’estate, tutto d’un fiato, sul mio e-reader nuovo di zecca. La storia di Lyra e Flavio scorre dentro lentamente, un passo alla volta, mentre si addentra in luoghi misteriosi popolati da persone dotate di poteri speciali.

Il noir sovrannaturale è ormai la cifra distintiva di questa autrice che nel suo ultimo lavoro esplora la dimensione immortale dell’anima come un viatico per respingere il terrore dell’invecchiamento e della morte.

In questa tappa del blog tour ho scelto di concentrarmi su un paio di personaggi di contorno ma non certo minori, che popolano il romanzo e che ho trovato particolarmente interessanti.

Rimandano a due temi attuali:il bisogno di essere guidati nel ginepraio del nostro oscuro presente, e la capacità di lasciare andare una relazione quando necessario.

L’intervista a Maria Teresa Steri

Cara Maria Teresa, bentornata sul mio blog. Eri già stata mia ospite con il tuo primo noir, Bagliori nel buio e oggi torni a trovarci con il tuo ultimo lavoro, Come un dio immortale, durante il tuo blog tour. Nelle tappe precedenti sono stati sviscerati molti aspetti del tuo bel romanzo, ma non tutti.

Il tema dell’immortalità è quello che mi colpisce di più. La disperata ricerca di sopravvivere all’esistenza materiale di alcuni tuoi personaggi, ti ha portata a immaginare l’esistenza di un ‘ospite incorporeo’ capace di offrire immortalità in cambio dell’anima ma anche di privare chi lo accetta del libero arbitrio, celato sotto la forma deperimento.

Penso che il desiderio di essere immortali sia insito nell’essere umano e si manifesti nella fantasia narrativa in vari modi. Per me è un tema affascinante, che mi piace esplorare in vari modi. In Bagliori nel buio ho cercato di mostrarlo dal punto di vista del dopo morte con la domanda implicita “cosa resta dopo il disfacimento del corpo fisico?”.

Nel mio primo romanzo invece ho trattato il tema dalla prospettiva della reincarnazione.

In questo terzo romanzo, l’immortalità è vista forse in modo ancora più fantasy. Quindi, sì, indubbiamente è un argomento che mi interessa molto!

“Il sapere non deve più essere un segreto, le persone devono imparare a vedere cosa c’è oltre la materia”. Questa frase a mio avviso è il messaggio fondamentale che emerge dal tuo romanzo. Cosa significa per te?

Hai colto un passaggio molto importante per me, probabilmente il cuore di ciò che volevo trasmettere con l’intera storia. Nei tempi passati l’iniziazione occulta è sempre stata appannaggio di pochi, relegata a scuole, piccoli circoli. Non a caso si usa appunto il termine “occulto”, nel senso di ciò che deve restare nascosto.

Ancora oggi certi aspetti dell’esoterismo fanno paura e la maggior parte della gente vede tutto ciò come pericoloso o se ne fa un’immagine distorta. Invece, è giusto che le conoscenze spirituali siano condivise, trasmesse a chi sente il bisogno di andare oltre le cose di tutti i giorni, insomma a portata di mano di chi è alla ricerca di verità superiori.

Per inciso, anche il concetto di “sacerdoti” fa riferimento a degli intermediari tra il mondo fisico e il mondo spirituale, ma i tempi sono cambiati.

Anche gli altri miei romanzi mettono in primo piano l’esistenza di una realtà oltre la materia, ma con l’accento su prospettive diverse.

La ‘Pillola’ di Come un dio immortale

Veniamo ai personaggi di contorno. Mi ha colpito la figura di Masterwen, personaggio ambiguo ed evanescente, che rappresenta da subito una minaccia per la protagonista del romanzo e per l’intera umanità. Com’è nato il personaggio e come sei arrivata a questo nome?

Tra i tanti personaggi del romanzo, quello di Masterwen è nato per primo, tanto che inizialmente ne avevo fatto il protagonista vero e proprio. Con il tempo mi sono resa conto che la sua figura era troppo ambigua e misteriosa perché potesse svelarsi con un “primo piano”. Ho preferito riscrivere tutto dandogli un ruolo primario ma che restasse più avvolto nell’ombra.

Di fatto non mi sono ispirata a nessuno in particolare per costruire questa figura, volevo che risultasse al di fuori dei soliti luoghi comuni sulle guide spirituali, anzi che venisse percepito il più possibile come un personaggio sfumato, dove bene e male si mescolano al punto da confondere il lettore. Non mi piacciono molto le immagini di ”maestri” tutte d’un pezzo, quasi senza spazio per la loro umanità.

Il nome in origine era “Masterlwen” che univa insieme il termine “maestro” con un nome di origine celtica, “Lwen”. Però ne veniva fuori qualcosa di poco pronunciabile (come mi ha fatto notare un beta reader), quindi l’ho modificato.

Milena, la moglie di Fabio, è una donna che, come suggerisce Rocco, deve perdonare se stessa, qualcosa che ciascuno di noi. All’inizio sembra convinta di poter cambiare l’uomo che ama a tutti i costi, ma la relazione con Flavio fallisce.

Penso che Milena sia il personaggio che subisca la trasformazione più consistente in tutto il romanzo. In un certo senso, è stato per caso che mi sono ritrovata a seguire le sue vicende, diciamo che è un personaggio che a un certo punto ha reclamato il suo spazio, anzi uno spazio sempre più grande.

La mia intenzione iniziale era quella di mostrare “l’altra faccia della medaglia”, ovvero scoprire l’aspetto psicologico di una donna che si ritrovava a fare i conti con il suo compagno in crisi. Ma non c’è nessun giudizio del fallimento della sua relazione, diciamo che credo impossibile un rapporto che non si basi su un comune modo di vedere la vita.

Ognuno di noi ha qualcosa di cui debba perdonarsi. A volte è difficile farlo, perché siamo noi i primi a giudicare le nostre azioni, sopratutto quando sono lontane nel tempo. Penso che guardare avanti non sia sempre facile. Milena ha nel suo passato un episodio abbastanza particolare che non riesce a dimenticare. Per noi possono essere piccole cose, che però condizionano il nostro presente e i rapporti con il prossimo.

Chiudiamo con una domanda fuori sacco ma che incuriosisce noi autori: funzionano i Blog Tour per promuovere e aumentare le vendite del proprio libro?

Per l’esperienza fatta, posso dire che i Blog Tour funzionano molto bene per far conoscere un romanzo, per farsi conoscere come autori, quindi è una promozione validissima. Ti dico solo per esempio che è stato grazie al blog tour che mi ha notato una radio a cui poi ho rilasciato un’intervista tempo fa. Segnale dunque che è un tipo di promozione che va oltre la nostra ristretta cerchia, e questo può essere molto importante per un autore self.

Per contro però è un lavoro enorme, impegnativo sotto diversi aspetti. Se dovessi rifarlo per un altro romanzo, di sicuro eviterei tante tappe e punterei a un tour di blog molto più breve. Diciamo che essendo Come un dio immortale un romanzo molto lungo, con svariati aspetti e personaggi, si prestava a numerosi approfondimenti. Però non si può fare per tutte le storie e a lungo andare risulta estremamente faticoso.

Al di là di questi due aspetti, però, resta validissimo quello umano. Nel senso che niente come un Blog Tour permette di entrare in contatto con i lettori, siano essi blogger o semplici lettori. Il confronto è qualcosa di impagabile, che vale qualsiasi fatica.

E a questo proposito, ne approfitto per ringraziare anche te, Elena, per la tua disponibilità e ospitalità, in questo tuo blog che apprezzo moltissimo.

Grazie a te cara Maria Grazia per essere qui con noi e per averci svelato qualche altra curiosità sulla tua storia.

E per chi fosse interessato a conoscere meglio Come un dio immortale…

La trama del romanzo

Aggredito in un parco cittadino, Flavio si risveglia nella baracca di una giovane senzatetto, Lyra. Dopo essersi presa cura di lui per tre giorni, la donna lo manda via in modo brusco. Tornato a casa, per Flavio nulla è più come prima.

Il rapporto con la fidanzata va a rotoli, mentre crescono la passione e l’ossessione per la misteriosa Lyra. Indagando, Flavio apprende che a sei anni è scomparsa da casa senza lasciare tracce. Il suo caso però non è l’unico in città. Negli ultimi vent’anni, altre sei persone sono sparite nel nulla, e tutte erano collegate a un noto scrittore dell’occulto.

Convinto che Lyra sia scappata da una setta, Flavio è deciso a liberarla dal suo oscuro passato. Ma quando scopre che dietro la sua storia si cela una verità del tutto diversa, comincia a capire di essere anche lui una pedina di un gioco più grande, iniziato cinquant’anni prima. Un gioco che si fa sempre più pericoloso e che lo costringerà a mettere in dubbio tutto ciò che sa della sua vita e della realtà che lo circonda.

«Si fanno chiamare “Olimpo», spiegò lei. «Ed è proprio ciò che sperano di diventare un giorno, un piccolo circolo di esseri superiori ai comuni esseri umani

Chi è Maria Teresa Steri

Maria Teresa Steri

Classe 1969, nata e cresciuta a Gaeta. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia si è trasferita a Roma, dove vive attualmente con il marito. Ha collaborato come giornalista pubblicista nella redazione di quotidiani e riviste per la scrittura di articoli, la revisione di testi e l’impaginazione. Cura il blog Anima di carta dedicato a chi ama scrivere e leggere.

Si interessa di scrittura creativa e antroposofia. È un’appassionata di Alfred Hitchcock. I suoi autori di narrativa preferiti sono Ruth Rendell e Boileau-Narcejac.
Ha pubblicato nel 2009 il suo primo romanzo “I Custodi del Destino”, un thriller basato sull’idea della reincarnazione. Nel 2015 è uscito “Bagliori nel buio”, un noir con elementi sovrannaturali. “Come un dio immortale” è il suo terzo romanzo.

Della stessa autrice

Questo blog ha dedicato a Maria Teresa Steri un’altra Pillola d’Autore: Bagliori nel buio. Se ancora non lo avete fatto, correte a leggerla e ad ascoltarla!

 

Commenti

  1. Complimenti a entrambe per l’articolo.
    Mi piace molto la lettura di Elena e nell’articolo l’aver dato risalto all’ospite incorporeo.
    Poi il ruolo di Milena, secondo me, è fondamentale, la prova è proprio il fatto che viene presa di mira da quell’ospite.

    1. Grazie Renato! ne approfitto per darti il benvenuto sul blog e per raccogliere il tuo apprezzamento che è da girare tutto a MAria Teresa, “rea” di aver scritto un romanzo tanto appassionante e che è piaciuto molto. L’ospite incorporeo è stata la parte più affascinante di tutto il racconto. Qualcosa di credibile, anche se è ovvio sia pura fantasia… Oppure no? 😉

      1. Grazie per il benvenuto, Elena.
        Maria è così brava a rendere ciò che narra credibile che ormai ho i miei dubbi e propendo per il no 😉

        @Maria questo tour è affascinante e ne sto apprezzando ogni tappa.

        1. Renato, tu mi rendi felice se dici così! Sai che ho il terrore di annoiare… Spero che dirai lo stesso anche arrivati all’ultima tappa 😀 Grazie!

    2. Grazie Renato anche a nome mio per aver apprezzato questa tappa!
      Mi fa piacere poi sapere che più persone hanno appressato il personaggio di Milena, che lì per lì magari potrebbe sembrare marginale.
      @Elena spero proprio che sia solo fantasia, forse potremmo tirare in ballo questioni di possessione, ma in realtà qui sono partita proprio dalla classica domanda: come accadrebbe se…?

  2. Finalmente ho avuto modo di ascoltare il brano e… non potevi farmi un regalo più bello! Carla è un personaggio per cui ho un debole 🙂 Mi ha emozionato molto ascoltare di lei attraverso la tua voce e la tua interpretazione. GRAZIE <3

  3. Maria Teresa sa quanto abbia apprezzato il suo romanzo. È stato a mia volta un piacere prendere parte al blog tour, che come dice l’autrice avvicina molto ai lettori, li stimola a dei ragionamenti.
    Spero che tu scriva un giorno un romanzo su Lyra, ma questo lo sai già. 🙂

    1. Grazie di cuore Luz, infatti sono felicissima di questo scambio con i lettori, è stato un regalo inaspettato del tour. E’ molto stimolante per me e mantiene vivo in qualche modo anche il romanzo.

  4. Ho letto il romanzo durante l’estate, mi incuriosiva nonostante io non sia molto portata per il soprannaturale, il fantasy o simili. ll libro è scritto molto bene, è avvincente, e si legge d’un fiato.
    Forse non ho colto gli aspetti più ” esoterici”, ho invece apprezzato molto la caratterizzazione dei personaggi che sono tutti vivi, ciascuno con la propria umanità e il proprio bagaglio di ricordi e di nodi da sciogliere.
    Mi sono affezionata a Milena, una donna concreta, pragmatica, condizionata da tradizioni culturali ed educazione familiare che la bloccano. Nel corso del romanzo la sua intelligenza e sensibilità la porteranno a cambiare, a evolversi, facendo emergere una personalità piena e consapevole, finalmente pronta a vivere in prima persona .
    Davvero complimenti a Maria Teresa Steri per il suo romanzo e ad Elena… per la sua nuova carriera di giornalista!

    1. Vedo che siamo in piena sintonia su Milena. Invece ci state prendendo gusto tu e @nadia a prendermi in giro, ma ci sta d’altra parte ammetto che il tour di Come un dio immortale è stato talmente lungo e approfondito che più che giornalista ho fatto la geologa cercando tra le pieghe della materia filoni inesplorati. Tutto per le mie adorate Volpi (epíteto che riguarda anche Maria Teresa, naturalmente…)

    2. Ma grazie, Brunilde! Che bella sorpresa, non sapevo avessi letto il mio romanzo. Sono contenta che tu abbia apprezzato i personaggi e in modo particolare Milena. Per me è stato un personaggio importante, ci tenevo moltissimo a creare un arco di trasformazione per lei e mostrare il più possibile gli eventi anche dalla sua prospettiva. In fondo è il personaggio più vicino a noi, in qualche modo.

  5. Grazie per questo ulteriore approfondimento su un romanzo che ho letto e apprezzato molto. Anch’io ho amato l’evoluzione di Milena e sono rimasta sorpresa dall’ambiguità di Masterwen, un personaggio che intriga molto;)

    1. Devo dire che il romanzo offre una tale molteplicità di personaggi da approfondire che la scelta non è stata facile. Masterwern è ambiguo e il lettore resta sempreverde in dubbio se stia dalla parte del bene o del male, e in effetti, è molto intrigante. Milena invece è il modello di donna che aborro : convinta che il proprio uomo si possa cambiare. Per fortuna, evolve con il procedere della storia, come hai giustamente notato. Mariateresa è stata molto brava a non farci perdere il filo della loro evoluzione mentre complicava la trama!

    2. Grazie Rosalia! Scusami se ti rispondo solo ora, ma non avevo visto il tuo commento.
      (Parentesi per @Elena, ma non c’è un modo per iscriversi ai commenti? Forse sono io che non lo trovo?)
      Sono contenta di quello che dici, sull’ambiguità di Masterwen mi pare che ne avevamo anche parlato e mi avevi chiesto se era una cosa voluta. In effetti ho cercato di velare il più possibile di mistero la sua figura soprattutto per renderlo più umano e lontano dal classico maestro spirituale.

        1. No Maria Teresa, non si tratta del tuo browser, ameno no credo! Era il plug in Jetpack che, non so per quale motivo, aveva eliminato le caselle per l’iscrizione ai commenti e al blog! Ora dovrebbero essere ricomparse 🙂

      1. Ciao Maria Teresa, il modo c’è, ma non so perché si era disattivato da solo! Ora dovrebbe essere tutto a posto e dunque potete iscrivervi ai commenti. Scusate tutti!

  6. Bella intervista e molto piacevole la pillola di Elena, posso solo consigliare il romanzo di Maria Teresa, a 0,99 vale la pena approfittare.

  7. Un Urban Fantasy imperniato sull’esoterismo, se ho capito bene.
    Sembra interessante.
    E’ ambientato in una città reale o immaginaria?

    1. Grazie per il tuo interesse, Calogero. La storia è ambientata in una città italiana immaginaria o per meglio dire anonima, nel senso che potrebbe essere una qualsiasi cittadina di medie dimensioni. E’ stata una scelta dettata da svariate ragioni. Ne ho parlato in particolare in un’altra tappa del blog tour (da Marco Freccero), non ti metto il link sennò finisco di nuovo in moderazione 🙂

    2. Immaginaria. Dopo averlo pubblicato si è aperta una discussione intorno a quale città o luogo somigliasse. Io per esempio l’ho “ambientata” a Torino, per via del grande parco, e in val Susa. Altri con altrettanta sicumera hanno suggerito altrimenti luoghi. Mi pare di poter dire che questo romanzo può arrivare ai luoghi di ciascuno. E questo è senza dubbio un vantaggio

  8. Grande libro!
    Splendida anche l’intervista. Avete messo in luce ulteriori particolari importantissimi senza i quali la storia avrebbe serie laune.
    Maria TEresa è una garanzia!

    1. Grazie Patricia! Sono contenta che Elena abbia saputo sottolineare aspetti importanti per quanto apparentemente in secondo piano nella storia. A volte ciò che regge le fila non è sempre al centro dell’attenzione 🙂

    2. Grazie Patrizia felice di aver scovato qualche “chicca” che non avevi ancora individuato. Per me è una grande soddisfazione sapere che questo tour sia apprezzato, se lo merita!

  9. Che dire? Io adoro questa autrice, i suoi libri, la sua professionalità e soprattutto la maniera facile in cui riesce a penetrare concetti complessi.
    E poi che dire di questa intervista? Ormai pensavo di aver scoperto tutto del libro e invece domanda dopo domanda scopro sempre novità! Bravissima Elena nella veste di giornalista.

    1. Maria Teresa ha un profilo autrice molto preciso e la sua più importante caratteristica è la coerenza. E poi scrive bene. Grazie per il complimento, di questi tempi avere una via d’uscita professionale non è male…

  10. Grazie infinite, Elena, per avermi ospitato e in particolare riservato un appuntamento che apprezzo molto, quello delle Pillole d’autore. Purtroppo in questo momento ho riesco ancora ad ascoltare il brano ma spero di poterlo fare presto perché sono molto curiosa di sapere quale hai scelto ^_^

    A tutti i tuoi lettori vorrei anche segnalare che oggi sono riuscita ad avviare (dopo un po’ di capricci del server) una promozione sul romanzo in ebook, disponibile su Amazon a 0,99 €: https://www.amazon.it/dp/B076VXT4J1/
    Anche il cartaceo in questo periodo ha un forte sconto, per chi volesse approfittarne.
    Grazie ancora!

  11. Mi sento molto in sintonia con la visione della vita di Maria Teresa, così ben riflessa nel suo romanzo. Ci sono idee con cui puoi entrare in contatto solo superficialmente, oppure in modo più approfondito; se rientri nel secondo caso, o le rifiuti in toto, oppure diventano così fondamentali per te da infiltrarsi in tutti gli aspetti della tua esistenza, incluse le cose che scrivi. Per questo capisco molto bene il modo che ha Maria Teresa di scavare nei temi che le sono cari, sviscerandone aspetti sempre nuovi. Il suo romanzo merita un lungo tour, ma capisco la scelta di diminuire le tappe nel futuro. Spero che anche il mio prossimo romanzo possa… viaggiare in questo modo. 🙂

    1. Ciao Grazia, grazie! Devo dire che questo blog tour ha avuto tra l’altro il pregio di portarmi proprio a parlare di certi argomenti spirituali, infatti per natura tendo a essere molto riservata su questi temi, per la convinzione che riguardino una sfera intima. E invece poi scopro che sono in tanti a interessarsene. Ed è una bella scoperta!

    2. In effetti non avevo mai pensato a un blog tour ma dopo aver ospitato Maria Teresa e aver seguito il suo “viaggio” ci farò un pensierino… Felice che tu sia passata a salutarci e a testimoniare la bontà del romanzo

  12. Il nome in origine era “Masterlwen” che univa insieme il termine “maestro” con un nome di origine celtica, “Lwen”.
    E che significa “Lwen”? L’ho cercato tra i nomi celtici, ma mi trova solo Owen o Leen.
    (Ecco vedi, disseminare ste chicche qua e là, invece di metterle in un compendio! 😉 )

    1. Grazie Barbara 🙂 Il nome lo avevo tratto da “Il vischio e la quercia” che parla di spiritualità celtica, ma se devo essere onesta ora come ora non ricordo l’esatto significato. Mi sembra che volesse dire “bianco” o qualcosa di simile, infatti mi era sembrato adatto a indicare un mastro di magia bianca. Devo andare a ripescarlo, così poi ti dirò più esattamente!

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