Il mondo con i miei occhi

Le cose da fare per creare un gruppo di lettura

Cos’è un gruppo di lettura?

Forse leggere lo stesso libro e poi ritrovarsi per commentarlo? Oppure decidere di esplorare il mondo narrativo di un’autrice o autore e organizzarsi per farlo in gruppo, un brano alla volta, come uno spazio fisico da condividere a suon di storie e parole, per assaporarne fino in fondo il gusto?

Questo e molto altro si può chiedere a un gruppo di lettura in presenza oppure on line.

Se avete sempre desiderato partecipare a un gruppo di lettura ma non ne avete trovato nessuno che faccia al caso vostro, in questo articolo vi guido passo a passo per crearne uno tutto vostro, raccontandovi da dove sono partita per costruire il mio.

Poi, se avrete un po’ di pazienza, vi accompagnerò nel settecento, il secolo in cui la lettura di gruppo ha conosciuto le sue prime esperienze.

Le cose da fare per creare un gruppo di lettura

Sono molte le formule che si possono inventare per dare vita a un gruppo di lettura condivisa, un’iniziativa che ho lanciato di recente in forma più esplicita di quanto non avessi già fatto in uno degli ultimi post sul blog, questo. Forse l’idea aveva bisogno di essere maturata più a fondo e solo successivamente condivisa. E così è stato.

Come si può fondare un gruppo di lettura condivisa e perché farlo?

Cosa dite? Perché “Un gruppo di lettura, come nel settecento?!” Ma perché le radici di questa pratica di lettura condivisa, che vanta almeno due secoli di storia, affondano proprio in questo secolo illuminato, in cui il libro comincia a diffondersi come strumento di evasione e di piacere. E perché no, anche come scoperta.

Perché creare un gruppo di lettura

Nella mia vita di lettrice, l’idea di partecipare a un gruppo di lettura condivisa aveva fatto capolino più volte.

Dopo l’illuminazione avevo sempre lasciato stare, soprattutto perché i miei tempi di lettura variano molto a seconda del periodo in cui mi trovo, e ho sempre pensato che questo potesse danneggiare il gruppo stesso, rallentandone i ritmi.

La verità è che non mi si era mai presentata nessuna occasione.

Intendiamoci, in città è pieno di librerie o altri luoghi in cui si può parlare di libri, ma non mi è mai capitato di inciampare in qualcuno che mi chiedesse esplicitamente di far parte di un gruppo di letture condivise. Inertia dolens!

Come accade per tutte le idee che affiorano alla mia mente, metterle in pratica è solo questione di tempo. Come un fiume carsico affiora di tanto in tanto in modo imprevedibile, così le mie idee, anche se sopite per anni, riaffiorano e strabordano nella mia inerziale esistenza.

Così, qualche settimana fa ho cominciato a sentire forte l’esigenza di condividere le sensazioni e le emozioni che i libri che leggo e che ho amato mi suscitano. Tutta colpa di Daniel Pennac e del suo “Storia di un corpo“, che in più di una pagina suscitava in me sentimenti contrastanti. Bisognava parlarne con qualcuno, ma con chi?

E’ stato in quel momento che ho deciso: avrei fondato un gruppo di lettura io stessa! Lo spazio in cui discutere di ciò che leggiamo con altri. Ma anche per uscire dalla mia zona di comfort narrativa.

Come trovare persone disponibili a entrare a far parte del vostro gruppo di lettura

A meno che non abbiate una rete consolidata di contatti da invitare a prendere parte del vostro nuovo e costituendo gruppo di lettura, la soluzione più semplice è usare i social network.

Io ho scritto un post su Facebook dichiarando la mia voglia di condividere in presenza un percorso di lettura condivisa. L’ho fatto senza contarci molto, non avevo idea se qualcuno avrebbe o meno accettato questo invito. E’ stato bello vedere come Anna, Silvia, Simona e Peppe hanno subito aderito alla proposta, e con allegria per giunta!

 

Cos potreste scoprire dalle letture condivise

La verità è che da tempo, come accennavo all’inizio del post, sentivo la necessità di uscire dalla mia zona di comfort della lettura.

Affezionata ai miei amati (Dostoevskj, Amado, Montero, Saramago, Eco, Melville e tanti altri, sempre sull’attenti nella mia libreria) e una volta visti fallire gli ultimi tentativi di conoscere e apprezzare autori nuovi di cui innamorarmi (Alice Basso, Donatella Di Pietrantonio, Giuseppe Lupo, Margherita Oggero per fare alcuni nomi di autori buoni ma incapaci di farmi trascinare nell’emozione pura che cerco nella lettura, questione di gusti, ovvio) mi sono decisa a mettere in discussione la mia lista di letture prossime già pronta per vedere se nello scambio con gli altri viene fuori qualcosa di buono. 

In fondo è tutta questione di allenamento, come ogni abitudine. E di qualche strappo alla regola. Non è così forse che si evolve? 

E così abbandonerò per un po’ i miei saggi e i grandi classici, che sono diventati un rifugio da tempo, per cercare, attraverso l’aiuto degli altri, soprattutto autori contemporanei.

Perché le zone di comfort possono diventare una trappola. 

 

Come organizzare un gruppo di lettura

Se avete voglia di trasformare la lettura da esperienza individuale a esperienza collettiva, il gruppo di lettura fa per voi.

Ecco alcune cose che potreste tenere conto se decidete di dare vita a un gruppo tutto vostro:

  • La prima cosa da fare è trovare il modo di contattare persone potenzialmente interessate. Chi ha un blog può usare questo strumento per lanciare l’amo, cercando soluzioni per chi non può incontrarsi fisicamente (ma oggi ne abbiamo a bizzeffe). Ma anche i social network sono un buono strumento o lasciare un memo sulla bacheca della vostra libreria preferita o, se vi è permesso, anche del vostro ufficio, sempre che accettiate l’idea di condividere con i vostri colleghi qualcosa anche al di fuori del vostro ambiente lavorativo. Le soluzioni sono molte. Anche contattare amiche e amici che già conoscete e che sapete appassionati può essere un buono strumento. Io ho scelto Facebook perché volevo uscire dal mio stretto giro di amicizie per gustarmi questa esperienza esclusiva con persone nuove che sentissero la mia stessa esigenza. Al momento, ci siamo riuscite.

  • Chiaritevi le idee su cosa chiedere al gruppo di lettura. Volete uscire dal vostro solito tran tran di lettura e scoprire nuovi autori? Avete la necessità di leggere e approfondire tutta la produzione letteraria di un autore o di un’autrice che amate molto? Volete sapere tutto di un particolare genere letterario e leggere solo di quello? Qualunque sia la vostra motivazione, definitela e concordatela con il gruppo. La scelta dei libri è l’aspetto fondamentale, fondante per un gruppo di lettura. Noi cinque abbiamo dedicato una sessione on line intera per scambiarci i nostri reciproci gusti letterari e capire come e da che cosa saremmo potuti partire. Niente paura, ve lo svelo al termine del post 😉

  • Definite alcune regole generali per il funzionamento del gruppo. Quali sono le vostre abitudini di lettura? Quanto tempo riuscite a dedicare a questa attività durante la settimana? Leggerete soltanto libri nuovi per ciascun componente del gruppo o si potranno affrontare letture condivise di testi già noti? Ogni quanto vi incontrerete per parlare del/dei libri che avete stabilito di leggere? Lo farete in presenza? Se sì, dove vi troverete? Sono regole che consentono a tutti di sapere che state prendendo un impegno con altri. Più ne inserite più sembrerà un compito da svolgere e l’ansia di terminare il romanzo prescelto potrebbe farvi perdere la voglia e il gusto di leggere. Occhio quindi alla flessibilità e alla libertà, due aspetti che devono a mio avviso trovare un modo per coesistere.

  • Ora siete pronti per decidere con quale libro o serie di libri cominciare. Potreste sceglierne uno a testa e po stabilire l’ordine di lettura. Oppure potreste tirare a sorte, o scegliere in ordine alfabetico. E’ piuttosto irrilevante. La cosa importante è che rispecchi i criteri condivisi che avete già stabilito e che i tempi che vi date per leggere siano a grandi linee rispettati. Altrimenti potreste vedere il vostro gruppo di lettura franare dopo solo alcune settimane.

Breve e incompleta storia dei gruppi di lettura moderni

gruppo di lettura

La Lecture De MoliéreJean François de Troy

1728

Date un’occhiata a questo dipinto di Jean François de Troy dal titolo La Lecture De Moliere. Un olio su tela in cui un gruppo di donne borghesi, comodamente sdraiate sui divani sono abbigliate secondo lo stile rococò del tempo, tutto cocche, nastrini, fronzoli, pizzi, fiori finti. Stravaganti, vero?

Osservate come ascoltano e con quale curiosità e un pizzico di ironia l’uomo al centro che legge, chissà, Le preziose ridicole o Il misantropo?

Facendo i conti con la scarsa e disuguale alfabetizzazione tra le classi, la lettura nel settecento come ancor di più nei secoli precedenti, è un vezzo o meglio una opportunità riservata a pochi. I famosi cabinets de lecture, subscription libraries, circulating libraries, Leihbibliotheken che dir si voglia, nascono proprio nel XVIII e XIX secolo in Francia, Inghilterra e Germania, ed ebbero una discreta diffusione tra le classi borghesi del tempo.

I cabinets erano luoghi in cui i soci, in cambio di una piccola quota, potevano leggere articoli, giornali, pamphlet, opere letterarie antiche e moderne a disposizione di tutti. Ma anche i salotti letterari che il pittore dipinge sono altrettanti luoghi in cui la circolazione del sapere ha luogo, sebbene in contesti alquanto ristretti, come abbiamo visto.

Anche in Italia ci fu una certa diffusione di questi antesignani dei nostri gruppi di lettura, sebbene meno pervasiva che altrove. Si ha notizia di un gruppo di lettura che ebbe vita proprio in quel periodo nella città di Firenze, ma siamo già nel 1819, epoca in cui i mercanti come il ginevrino Giovan Pietro Vieusseux, suo animatore, cominciano a perseguire obiettivi di accreditamento sociale sostenuti da forti propositi, sia culturali che politici.

Curiosità, quel gabinetto Viesseux esiste ancora oggi, sebbene in altra forma. E’ diventato un Ente morale riconosciuto dal Comune di Firenze e nei suoi archivi risiedono ancora le informazioni relative ai partecipanti di allora!

Oggi questa funzione di luogo “privato”, selezionato per lo scambio di letture, è svolta anche dalle nostre biblioteche civiche. Quanti bei ricordi delle aule studio in biblioteca, usate per scambiarci le letture e le idee, che allora come oggi fervono nei luoghi della conoscenza?

E pensate che di questi gruppi di lettura sono in alcuni casi conservati tutti i registri di letture e coloro che le hanno effettuate! quale inestimabile ricchezza per ricostruire la storia dei lettori e delle lettrici del nostro paese, dell’Europa!

Tutti con una promessa, mai violata: essere occasioni di confronto aperto e di conoscenza, anche di testi poco o per niente diffusi, religiosi, magici, politici di qualquneu natura.

Spazi condivisi in cui la circolazione delle idee ha preso forma. Spazi di profondo valore che viene proprio al voglia di far tornare a vivere, anche noi che oggi abbiamo a disposizione ciò che nel settecento era appena in fase di avvio: l’affermarsi delle grandi innovazioni tecniche e tecnologiche per la produzione e diffusione del libro, come la rilegatura e la stampa, in modo massivo e pre industriale.

Il gruppo di lettura dunque viene da una lunga e gloriosa storia. Bello farne parte.

Da quale romanzo cominciare? Noi abbiamo scelto Patrick Süskind

La colpa è di Luz e di questo post sul suo blog. Abbiamo scelto Patrick Süskind e del suo “Il profumo“.

La sua recensione mi ha solleticato non poco e così ho proposto al gruppo di cominciare da questo titolo in lettura. Avrei mai acquistato e letto un libro del genere? Non credo, anche se mai dire mai.

Perciò ringrazio Luz per averlo proposto ma, soprattutto, ringrazio il mio gruppo di lettura per aver accettato di leggerlo.

E sono certa che proseguiremo su terreni per me inesplorati. Questo è il bello del leggere in un gruppo di lettura, la scoperta.

 

E voi care Volpi, avete mai preso parte a un gruppo di lettura? Per quale ragione vi partecipereste?

12 Comments

  • newwhitebear

    Certo che sì che ho partecipato a gruppi di lettura. Dove? Su Anobii, il vecchio e intrigante Anobii, quello fatto dai suoi utenti, tutti amanti delle letture e anche di altro.
    Come funzionava? C’era un coordinatore, la persona che aveva creato il gruppo a cui invitava le persone che conosceva e altri che potevano aggregarsi. Lettura a livello mensile. Due settimane prima dell’inizio della lettura condivisa veniva chiesto ai partecipanti una terna di libri. Tempo sette giorni per la proposta. La settimana successiva era dedicata alle votazioni. La terna più gradita era la proposta del mese. Poi ognuno leggeva uno o tutti e tre i libri proposti. I vari partecipanti commentavano e giudicavano il libro o i libri letti. Venivano accettate anche i commenti ritardatari. Poi Anobii ha cambiato proprietà più volte e il gruppo ha traslocato su Goodreads ma per me non era la stessa cosa. Come i vari cambi di proprietà di Anobii era la scusa buona per conoscere i gusti degli iscritti e proporre loro letture analoghe, così Goodreads, di proprietà di Amazon, fa la medesima cosa.
    Però negli anni eroici di Anobii, pieno di bug e di certo graficamente povero, il gruppo ha funzionato alla grande e leggevo 50 o 60 libri l’anno, il conteggio me lo teneva lui. Bellissima esperienza ma difficile da replicare perché Anobii era un covo di incalliti lettori quindi aveva l’humus giusto per questo. I blog o i social un po’ meno

    • Elena

      Sono una frequentatrice tardiva della rete, scelta che mi ha impedito di conoscere i tempi d’oro di Anobii cui sono arrivata tardi e senza grandi entusiasmi (probabilmente era già nella fase che tu descrivi?) Goodreads: ho un account che non frequento più da tempo immemore, non sapevo fosse entrato nella sfera di influenza di Amazon (!) e in ogni caso non mi manca o mancherebbe. L’idea del gruppo di lettura nasce dalla voglia di incontrare fisicamente le persone. I 4 amici che hanno risposto hanno la stessa esigenza. Trovarsi, in presenza, davanti a un te a parlare dei libri che amiamo. Non chiedo di meglio. Il blog può offrire occasioni di lettura, di scambio, suggerimenti. Ma non è un gruppo di lettura. Manca la condivisione, la sincronia. Questo cercavo, spero di averla trovata

  • Brunilde

    La lettura è un …piacere solitario, poterlo condividere con qualcuno è motivo di arricchimento e di scambio, quindi un piacere ulteriore, per questo mi piacciono i gruppi di lettura.
    Recentemente (… lockdown! ) mi ero unita a un gruppo di lettura trovato on line,( Oblo’, Immersioni letterarie) ed è stata l’occasione anche per leggere romanzi che non avrei scelto, un’esperienza positiva, anche se gli incontri erano con sconosciuti e soltanto su Zoom. Più o meno funziona come ha descritto l’Orso Bianco , riferendosi ad Anobii.
    Il gruppo continua, non lo sto seguendo più causa miei impegni incompatibili con gli orari degli appuntamenti su Zoom, per la scelta di titoli che non mi interessano proprio ed anche perchè al momento mi sto dedicando a leggere romanzi corposi di autori che seguo. Ma sono certa che mi riaggregherò.
    Hai fatto bene a organizzare, e sei fortunata ad avere un gruppo di amici lettori che partecipano: invidio proprio i vostri incontri in presenza, te e biscotti inclusi: bravi!

    • Elena

      Cara Brunella, la bellezza dei gruppi di lettura è che siamo tutti liberi di starci o non starci e se ne usciamo di ritornare. Sono contenta che anche la tua esperienza sia sia stata positiva specie nella scoperta di nuovi titoli. Per quanto riguarda me, come ho già detto, il titolo è stato proposto da me ma in verità la vocina era quella di Luz del blog “Io la letteratura e Chaplin” che ne ha parlato sul suo di blog. Non vedo l’ora di commentarlo davanti a un te e di passare al prossimo titolo. Sarà sicuramente proposto da altri. Da quel che ho capito le altre leggibile molta letteratura femminile. Io mi ritengo debole da questo punto di vista, quindi avanti con le scoperte! Ps: cosa stai leggendo di bello?

  • Giulia Lu Dip Mancini

    Ho fatto parte di un gruppo di lettura diverso tempo fa (si risale al 2006 o 2007 se non sbaglio) avevamo seguito tutti un corso di scrittura creativa e la maestra ci aveva chiesto se volevamo creare un gruppo di lettura. Siamo andati avanti circa un anno, sceglievamo il libro, lo lèggevamo e poi ci ritrovavamo a casa di qualcuno per commentarlo. È stata un esperienza interessante soprattutto perché eravamo tutti diversi di carattere e di età, era anche un’impresa trovare l’accordo sul libro da leggere. Poi ci siamo dispersi nelle incombenze della vita. Forse un gruppo on line può durare di più perché manca l’impegno di trovarsi fisicamente.
    Ammetto che, nel momento attuale che sto vivendo, non potrei far parte di un gruppo di lettura, ho pochissimo tempo (tra lavoro, vita e tentativi di scrittura) e sento l’esigenza di leggere solo quello che mi va, nella lettura seguo molto il mio istinto.

    • Elena

      Ciao Giulia, in effetti la cosa difficile è scegliere il libro via via da leggere e sperare che sia per noi accattivante. Credo che frequentare un gruppo di lettura sia una scelta in discussione continua. Bisogna capire come e se le esigenze di un componente si abbinano a quelle degli altri. Per ora la mia esigenza è opposta alla tua : voglio scoprire nuovi mondi e usare il mio tempo libero per farlo. Fino a quando non torna la voglia pazza di scrivere, al momento momento assopita. A quella non si riesce a resistere, come tu sai bene ☺️

  • Brunilde

    Ho finito da poco ” Di chi è la colpa ” di Alessandro Piperno, e adesso sono immersa in Crossroads di Jonathan Franzen, appena uscito.
    Il mio amore per Franzen è messo a dura prova da centinaia di pagine di narrazione non facile…resisto poi ti dirò!

    • Elena

      Allora sei la seconda in una settimana che mi parla di Franzen con entusiasmo. Mi sa che devo provvedere. Sembra che tu lo conosca bene, quando ti va accetto suggerimenti da cui cominciare a conoscere questo autore ☺️

    • Elena

      Cara Grazia, è aperto! Abbiamo 4 torinesi e un napoletano. L’idea era di vederci per il tè ma faremo anche video. Stiamo leggendo Suskind! Fammi sapere, sono sicura che farebbe piacere a tutti

  • Luz

    Oh che gioia per me l’aver suscitato interesse attorno al romanzo con la mia recensione! Grazie per aver colto la mia passione nel descriverlo e per la citazione qui. Sono curiosa di scoprire come concepirete questo romanzo nel vostro promettente gruppo di lettura.
    Io ho partecipato ad alcuni gruppi di lettura, anche lettura a due (come è capitato a me e Marina Guarneri, leggendo La macchia umana) e la maggior parte delle volte è stata una bella esperienza. Al momento ho interrotto l’abitudine perché di gruppi ce ne sono a bizzeffe proprio online, e come tu scrivi se ne possono costituire tanti proprio perché la comunicazione è veloce e possibile sempre. Però… Mi sono accorta che è come se una commento, un intervento, cadessero nel vuoto, non fossero letti realmente. Io magari ho scritto con passione e volontà di partecipare in modo costruttivo, mi sono letta pazientemente tutti i commenti altrui, ma poi mi rendevo conto che non c’era vero confronto. Dovevi spendere un botto di tempo a scrivere e non c’era quello che invece ti permette un incontro vis à vis, dove puoi veramente esporre le tue idee e confrontarle, ascoltare quelle altrui. Insomma, sarà che forse a 50 anni si comincia a sentire una certa stanchezza verso i social, ma per me è molto meglio scrivere una recensione sul blog e raccogliere i commenti altrui, qualche spunto, ecc. Seguire delle tappe e poi vedersi liquidati senza realmente leggere quello che scrive, grazie no, almeno questa è stata la mia ultima esperienza di lettura di gruppo a distanza. Ben diverso sarebbe, come hai fatto tu, essere in un gruppo ristretto, massimo una decina di persone, tutte veramente motivate e cortesi.

    • Elena

      Ciao Luz, sto finendo “Il profumo” ma voglio centellinare le pagine fino all’ultima! Ti dirò, senz’altro, ma non prima di aver condiviso la mia opinione con il mio gruppo di lettura! Sono d’accordo con te, i confronti sui testi in presenza hanno un altro sapore. E poi, detesto le chat, e ci sto meno possibile. Trovo che in questo ultimo scorcio di mesi siano anche peggiorate, se possibile. Ognuno scrive tutto ciò che passa per la testa senza minimamente rifletterci su. Con conseguenze immaginabili. Per gruppi on line intendevo e intendo video chiamate di gruppo con gli strumenti che la pandemia ci ha abituato ad utilizzare, per fare confronti a distanza ma sempre dal vivo. Se Grazia Gironella si aggrega, come ha ipotizzato, saremo 6. Dovremo fare per forza riunioni on line e almeno garantirci l’attenzione che le persone meritano quando esprimono opinioni. Il mordi e fuggi o la finta condivisione social, in effetti, non mi interessa per niente. Sono molto emozionata per la prima discussione, e chissà come proseguirà! VI tengo aggiornate siul blog 😉 Buona domenica

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