Come lumache che la pioggia spinge fuori, con passo lento, ad attraversare cortili e giardini verso chissà quale meta. Senza fretta, né preoccupazioni di sorta. Le ruote delle auto – quasi per miracolo – le lasciano intatte.
Così è la mia estate
La mia bellissima estate a passo di lumaca
Riscoprire la lentezza, la vera chiave di volta di questa vacanza a casa, sul lago. Mi dedico a ciò che desidero fare, schivando, come per miracolo, le cose sgradevoli che la vita ogni tanto mi regala. E, cosa insolita per me, preoccupandomene molto meno di quanto avrei fatto in passato. Come le lumachine che la pioggia ripetuta di questi giorni hanno portato nel mio giardino.
Cosa è cambiato?
Cosa mi ha permesso di ottenere questo stato così positivo?
Di solito le mie vacanze rappresentavano una lunga lista di cose da fare, tutte quelle che durante l’anno non riuscivo a portare a termine. Talvolta nemmeno a cominciare!
In effetti, erano sempre troppi progetti per un’estate sola. Avevo talmente tanti programmi che a un certo punto era inevitabile fermarsi. Ricordo l’estate del 2019 (ve l’ho raccontata qui) , quando partii con tutti i miei progetti in testa (e qui mi risuonano i versi del Vasco) e dovetti rinunciare a tutto per via di un virus terribile che ci tenne a letto tutto il mese.
In allora credevo che si trattasse di un virus dall’india, da cui Carlos era appena tornato. Invece è molto probabile che fosse già Covid, come qualche mese dopo avremmo tutti scoperto.
Quei ricordi, grazie anche a questo blog che talvolta diventa anche diario personale, sono di un tempo che quest’anno mi sono lasciata alle spalle.
Quest’anno è diverso. Quest’anno ho scelto di rallentare.
Confesso: ero più stanca del solito, e facevo una gran fatica, negli ultimi mesi, a tenere tutto insieme.
E’ stato bello, anzi bellissimo, regalarmi un’estate diversa.
Il mio posto del cuore, tornare bambina
Lo sfondo di questa mia vacanza è stato, come accade da tempo in agosto, il Lago di Viverone. L’esperienza senza dubbio più divertente è stata la vendemmia! Per me era la prima volta e il battesimo è avvenuto con l’uva bianca non ancora completamente matura, buona per fare lo spumante secco. Non ho foto da mostrarvi perché ero troppo occupata a scegliere con cura l’esatta sezione da tagliare con le mie cesoie!
Divertente scambiare risate per cose stupide sotto la vigna, con i grappoli sodi che ti penzolano sopra la testa e svuotare la mente da ogni altra cosa. Ogni tanto assaggiare qualche acino e tenere sempre alta la concentrazione sul lavoro da fare.
La campagna offre insegnamenti preziosi, con lei non si può sbagliare, si impara sempre!
Altri compagni di viaggio? Oltre al mio compagno ovviamente (il 23 agosto abbiamo festeggiato i 17 anni, un traguardo), ho dedicato attenzione solo a:
- la biblioteca dei miei genitori, che ho ereditato;
- il mio Kindle, su cui ho letto l’autobiografia di Marina Abramović – sorprendentemente affine alla mia condizione umana, al di là del suo straordinario talento artistico che certo non possiedo;
- una sdraio, usata in giardino o in spiaggia;
- i miei bastoncini da nordic walking;
- la mia bici elettrica, che mi permette scorribande in quota da cui poi scendo a tutta velocità, in piedi, come una bambina.
Carlos e io felici, a cena sul lago la sera del nostro anniversario
Se dovessi trovare un tema alla mia estate direi la riscoperta della vena giocosa e allegra che mi apparteneva da ragazza. La parte di me che ama esplorare, sperimentare, giocare, scherzare, sorridere.
Ho persino tentato di affinare il mio gioco a scacchi (lavori in corso!), ho ripreso lo yoga – che ha alleviato subito dolori diffusi dovuti a tendinopatia e menopausa – e la meditazione, che non mi abbandona mai.
Non fa miracoli, è vero. Ma aiuta. Aiuta a portare consapevolezza. Il resto, quello sì, occorre farlo da sé.
Un’estate lenta, con il tempo di portare a termine un progetto comune
Un’estate dedicata a me, a noi, senza altri pensieri. Al nostro meraviglioso progetto comune: la ristrutturazione della nuova casa in cui andremo a vivere stabilmente spero il prima possibile.
Sarà un cambiamento enorme rispetto alla mia amata Torino, ma fa parte di quel flusso vitale che sento scorrere dentro di me e che cambia, perché è vivo.
Passi piccoli, traguardi quotidiani, ma sempre in una direzione positiva, per me utile e funzionale alla mia vita.
Lenta come la lumaca dunque, ma non distratta. Sto assaporando ogni cosa più a fondo, e mi sto rigenerando. Ne ho davvero bisogno. Una forma di ribellione.
Cos’è infatti che non posso quasi mai permettermi? Rallentare.
Dunque rallentare e guardare il quotidiano con maggiore distacco è la mia rivoluzione!
Anche la scrittura ha rallentato, come vi sarete accorte, care Volpi. In compenso ho ritrovato la voglia di comunicare attraverso la mia voce e la mia persona. Il mio canale YouTube non decolla (diciamolo!), ma sto ancora sperimentando e mi va bene così. È abbastanza.
(Certo, se passate a guardare qualche video e a mettere un like, mi fate felice!)
La vera sfida
La vera sfida, però, sarà al rientro: riuscire a portare con me questo “buono” senza lasciarmelo scippare dalla frenesia. Vedremo se sarò in grado di farlo.
Intanto vi mando un saluto caldo e sincero – anche se, mentre scrivo, in casa indosso una camicia perché oggi fa fresco, e fino a pochi giorni fa sarebbe stato impensabile!
Allora, care Volpi: siete rientrate dalle vacanze o state ancora godendovi un po’ di riposo?
Com’è andata? Raccontatemelo, se vi va.




Che bello leggere il tuo racconto: mi ha fatto davvero respirare quell’aria lenta e leggera che descrivi. L’immagine delle lumachine dopo la pioggia è tenerissima e rende benissimo il senso di una pausa consapevole. Mi ha colpito soprattutto il tuo passaggio sulla vendemmia e sul ridere per cose stupide: spesso dimentichiamo quanto sia rigenerante lasciare spazio al gioco e alla leggerezza.
Anche io quest’estate ho provato a rallentare: niente corse né programmi infiniti, solo piccoli momenti per me, qualche libro lasciato a metà e ripreso senza sensi di colpa. Leggendo il tuo post ho sentito la conferma che rallentare non è perdere tempo, ma viverlo davvero. Grazie per aver condiviso queste sensazioni così genuine!
La libertà di abbandonare, anche solo temporaneamente, un libro e non sentirsi in colpa rende bene il senso di leggerezza che un certo tipo di pausa ci regala. Poi ti accorgi con il tempo se quella pausa ha inciso dentro di te o se è stata solo un passaggio fugace di consapevolezza. Io credo di poter affermare, per quanto mi riguarda, che ha inciso. Puoi immaginare quanto ciò mi renda orgogliosa e felice. Spero lo stesso di te
Ciao Elena. Arrivo lunga su questo tuo articolo proprio perché la mia estate, al contrario della tua, è stata (e lo è ancora) caratterizzata da un lavoro un pò stressante ma molto frenetico. Anche la mia scrittura ha subito una tirata di freno a mano improvvisa e violenta. Ma passare un periodo in estrema lentezza, come hai fatto tu, assaporando ogni cosa è il regalo più bello che ci si possa fare. A parte le bellissime e gioiose esperienze che hai vissuto in questa estate, per me, già la sola visione delle lumache che passeggiano nel vostro giardino dopo le piogge ha un romanticismo impareggiabile che mi fa sognare. Auguri alla bella coppia che siete: diciassette anni sono tanti ed indicano affinità importanti. Scusami se sono curiosa: la casa da ristrutturare in cui andrete a vivere non è questa splendida immersa nel verde in cui state ora?
Cara Paola, comincio subito dal fondo: la nuova casa è a fianco di quella attuale che è carinissima ma piccolina. Siccome l’idea è di trasferirci prima o poi, siamo saliti di livello :). Grazie per gli auguri a noi che riferirò. Quanto alla tua estate, mi spiace che sia ancora in corso nella sua frenesia. Mi ha colpita il termine che hai usato per descrivere la frenata sulla tua scrittura: una tirata di freno a mano violenta. Spero che il qualcosa che l’ha provocata finisca presto
Un’estate così, che abbia questa magnifica lentezza, ancora non l’ho vissuta. Sono ancora nella tua fase precedente, quella di affastellare un sacco di cose e farle entrare in giorni di viaggio. Il fatto è che con i costi di viaggio il senso è farci entrare non dico più cose possibili ma molte cose sicuramente.
Questa tua vacanza lenta fatta di belle cose da trovare e ritrovare è davvero una bella sensazione.
C’è da dire che mi sono concessa la lentezza anche perché ho deciso di non affrontare alcun viaggio di conoscenza. Il mio ultimo, piccolo, viaggio di qualche mese fa in Toscana, che ho raccontato sul blog, è andato più o meno come descrivi il tuo. Ma sto lavorando a migliorare anche su quel versante ;D. Tanto anche se ti dai molto da fare, non riesci mai a vedere tutto. E’ impossibile. Ben ritrovata
Sono una sostenitrice della lentezza, credo che la vita vada assaporata, soprattutto in vacanza, del resto la parola “vacanza” deriva dal latino e significa proprio “vuoto, privo di occupazione”. Ecco credo che vada riscoperto questo termine nel senso più pieno. Alla fine non è davvero un tempo vuoto, ma è un momento in cui ciascuno ritrova se stesso. Le migliori idee per i miei romanzi sono nati nei momenti di vuoto, magari a fine agosto, quando rientravo a casa dai viaggi e avevo ancora qualche giorno di ferie prima della ripresa. Cosa di cui quest’anno non ho goduto molto per motivi vari (primo tra tutti: le mie ferie sono state invase da visite di parenti che mi hanno tolto molta energia). Buon anniversario e buona ripresa…con lentezza
Che bello @Giulia aver ricordato il significato letterale della parola vacanze, che è esattamente quello che ho fatto. Un vuoto che è stato soprattutto uno spazio in cui, come ogni vuoto, cade dentro ciò di cui ho voglia/bisogno. Per me questi momenti che nel tuo caso sono di grande ispirazione per la scrittura, servono piuttosto per riconsiderare comportamenti, atteggiamenti, situazioni lasciate in sospeso e tutte da dipanare. Questo vuoto che è silenzio, cui come sai bene tu che mi leggi da tempo sono molto affezionata, mi serve per resettare e per fare quel passo in avanti che troppo spesso non riesco a spiccare, presa come sono dalle consuetudini, dai casini, dalle paure che determinano. Insomma, sto veramente bene e sono impegnata a fare in modo che duri a lungo. Piuttosto mi spiace per le tue “vacanze” invase dai parenti. Spero almeno ti abbiano portato allegria e, chissà, magari qualche buona idea per un nuovo giallo in cui casualmente si accoppa qualcuno :)) Ben ritrovata
Scusa per la prova sopra ma avevo scritto un commento lunghissimo e mi è uscito errore, prima di riscriverlo.
Allora tento di rifare:
Se avessi una casa al lago probabilmente anch’io avrei fatto un’estate da lumaca, invece la casa in valle non è stata goduta, nei mesi scorsi ha chiuso l’ultimo negozio di alimentari che era anche un punto di aggregazione importante e so che siamo alla fine di un’epoca.
La mia estate è stata da farfalla svolazzante, per cui sono molto grata, prima Conero, poi UK, e nonostante avessi voluto fortemente questo viaggio, organizzato con cura, poi mi è presa l’ansia invece superarla, anche col mal di stomaco e lagnandosi, fa sempre bene. Quindi oltre a un viaggio stupendo questa estate mi ha insegnato tantissimo, che poi io abbia sul serio imparato non lo so, ma due vacanze davvero strepitose.
Ben ritrovata anche alla farfalla svolazzante del Como (o giù di lì)! Mi ero persa il tuo viaggio in UK (fighissimo!) e non mi stupisce la bottarella di ansia, anche se al Conero direi tutto sotto controllo, o no? Ricordo molto bene la tua casa in valle che è sulla strada della mia, ereditata dai miei e che stiamo cercando di vendere. In un paesello molto carino ma ormai da anni abbandonato a sé stesso, in cui resiste ancora un bar alimentari (gli altri due hanno chiuso) ma non saprei dire per quanto. La mia “era” si è chiusa molti anni fa, ma capisco bene la sensazione e forse aggiungo anche un po’ di sofferenza. Sono pronta per ricominciare e altrettanto pronta ad accettarne le conseguenze. Spero di mantenere ancora un po’ quel mood zen che ho conquistato nella mia estate da lumaca! (e comunque qui sulle Volpi abbiamo tutte animali totem vedo :D )
Sì sì tutto benissimo. Ma non sapevo/ricordavo della tua altra casetta in zona mia.
Dove?
No no Sandra, mi sono espressa male. Intendevo dire che la mia casetta sta attraversando le stesse vicende della tua, ovvero è in un paesino che si sta spopolando da tempo e ormai non vale più nulla (ne so qualcosa perché stiamo cercando di venderla. )La tua casa in valle la tengo inoltre sempre presente perché fino a qualche anno fa frequentavo molto il Lago di Como per le regate, come ricorderai, anche se non ci siamo mai incrociate! Bene per il Conero, è sempre una certezza per te! Buona domenica @Sandra