• Un 8 marzo tra golpe e democrazia
    Femminile, plurale

    Un 8 marzo tra golpe e democrazia

    Scrivevo qualche anno fa a proposito del Brasile dopo l’impeachment di Dilma Rousseff queste parole, per tentare di trovare una giustificazione politica all’atto di destituzione che furono l’impeachment di Dilma e l’arresto di Lula, vero bersaglio della destra brasiliana.   In un anno Temer ha venduto 57 partecipazioni statali in imprese strategiche nel settore dei trasporti, porti e aeroporti, nel settore dell’energia e dell’acqua (privatizzata l’azienda di distribuzione dell’acqua di Rio de Janeiro) e si prepara a cedere il controllo di un’altra impresa strategica nel settore aeronautico, Embraer, terza industria aerea del mondo. Stessa sorte prevista per la secondo miniera del pianeta, l‘Isntituto de Reaseguros y Vales.   Le ragioni sono sempre le stesse, ma gli strumenti, dal 1968 (anno del colpi di Stato in Brasile) a oggi, sono cambiati, in qualche modo si sono raffinati. Il golpe che probabilmente si sta preparando in Brasile è un golpe per via…

  • La nuova via del femminile
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    Una nuova via per il femminile

      La settimana del dopo Sanremo porta con sé la solita scia di polemiche e opinioni. Il Festival è un evento che deve vendere (musica, pubblicità, professionisti) e per “vendere” occorre far parlare di sé, nel bene e nel male. La gara passa in secondo piano Inteso anche come secondo, terzo, quarto palinsesto orario della serata 😀 . La barca del Festival vira secca verso la componente estetica, la serata da villagio vacanze, la ricerca spasmodica della contraddizione, del gesto clamoroso, dell’abito shock, della polemica e perché no, del gossip. Classe ed eleganza a mio avviso non pervenute. Ma ci sta. È il Festival! La musica passa in secondo piano Lo dimostrano i ricchi cachet degli ospiti e degli artisti famosi (che qualcuno ha pensato di donare in beneficienza, bene) e il confronto con le paghe (vergognose) di alcuni musicisti, che a fronte di un investimento di 15 milioni di…

  • Perché provare il digiuno intermittente a 50 anni
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    Perché provare il digiuno intermittente a 50 anni

      Dopo anni di diete (l’ultima, la dieta Rina, ha funzionato e ve l’ho raccontata qui) ho scoperto la pratica del digiuno intermittente. Sono un soggetto sano e leggermente in sovrappeso, ma non ho preso con leggerezza questa pratica, antica come il mondo. Non fatelo nemmeno voi. Se state valutando l’idea di cominciare un percorso di digiuno intermittente, vi prego, consultate il vostro medico. Insieme potrete escludere qualunque effetto potenzialmente negativo sul vostro organismo. Quanto a me, ero stanca di continuare a prendere peso. Mano a mano che gli anni passavano, mi ritrovavo con qualche chilo in più senza aver fato nulla di speciale. Semplicemente il mio fisico stava cambiando, ma io non cambiavo le mie abitudini. Le conseguenze sulla mia vita attiva e sul mio aspetto potete immaginarle. Così dapprima ho provato la dieta Rina, Hara Hachi Bu e la dieta antiglutine, ma dopo i primi risultati, non riuscivo…

  • #25novembre per Daniela e per tutte le altre
    Femminile, plurale,  Il mondo con i miei occhi

    #25novembre per Daniela e per tutte le altre

    El Mimo si chiamava Daniela Carrasco e aveva 36 anni. Era un’artista di strada apprezzata e riconosciuta, protagonista delle lotte di piazza in un Cile devastato dalla repressione più brutale contro il dissendo e la democrazia. El Mimo è stata presa con la forza, torturata e uccisa dai carabineros, che in quel paese hanno da tempo libertà di uccidere. Il Sindacato Nazionale degli Attori e delle Attrici Cilene ha preso posizione, chiedendo chiarezza sulla sua morte, che si è tentato di far passare come un suicidio. Un depistaggio frutto del disprezzo per la vita delle donne, per la dignità di una giovane pasionaria, ed espressione di una volontà di annientarci e di indurci al silenzio o di usarci come moniti che rigettiamo con forza. Succede in Cile, paese di cui non sentiamo parlare, perché non è Bolivia, dove occorreva abbattere il presunto “dittatore”, ma un civile stato “amico” degli USA.…

  • Codice rosso, cosa cambia
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    Codice rosso, cosa cambia?

    Qualche giorno fa Felice Maniero, ex boss della mala del Brenta, è tornato in carcere. La ragione non è legata ai vecchi crimini ma a vecchi comportamenti che sempre più spesso vengono denunciati. E quando ciò accade, evitano il peggio. “Faccia d’angelo” è stato denunciato dalla sua compagna per maltrattamenti e finisce in carcere. Grazie al Codice Rosso? Pare che da quando è entrato in vigore il Codice Rosso il numero delle denunce sia aumentato in modo significativo.   Cos’è il codice rosso Una prima risposta a fatti tragici che avvengono quotidianamente, di cui alcuni sono mortali. Troppi. Si tratta della legge 69 del 19 luglio 2019, detta Codice rosso, «Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere», è un provvedimento pensato per rafforzare le tutele processuali delle vittime di reati violenti, con particolare…

  • La scienza del calabrone
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    La scienza del calabrone

    Tutto si può spiegare, anche se apparentemente sembra impossibile. Un assunto che potrebbe essere scambiato per esaltazione della scienza, ma che nella mia esperienza di vita ho sperimentato più volte. Anche contro i miei stessi pregiudizi. Ne ho ricavato un’attitudine: non considerare nessun rebus irrisolvibile, perché ciò che oggi appare incomprensibile domani si chiarirà, in qualche modo, comunque. Non significa che una spiegazione non c’è. Solo che ancora non la conosciamo. Un approccio opposto a quell’affidarsi al fato, alla divina provvidenza, o che altro volete che mette in gioco noi, ci chiama in causa, come artefici, direttamente o indirettamente. Ci impone di lavorare su noi stesse e progredire, anche quando non sappiamo esattamente verso dove. Mi è capitato con la scrittura, con la vela, con il lavoro.  Cambiare la prospettiva Quando approcciamo realtà che non comprendiamo, o dobbiamo valutare giudizi che consideriamo spropositati, incongrui, spesso siamo portati a escluderne le…

  • Un passo avanti e l'altro pure
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    Un passo avanti e l’altro pure

    Domenica ho festeggiato il mio cinquantunesimo compleanno. Non ho applicato la mitica routine del compleanno che ho descritto qui (e che è uno degli articoli più logevi e più letti di tutto il blog), ma ho passato una giornata bellissima ugualmente. Perché? Quando hai accanto le persone che ami, non hai bisogno di nient’altro. E poi, il mio compleanno di domenica ha un doppio vantaggio: te lo godi di più, perché non hai bisogno di correre per ritagliare uno spazio da dedicare a te stessa dopo i “doveri” della giornata. E poi perché di domenica ci sono nata, alle ore 17.15 per la precisione. A differenza dello scorso anno, quando di festeggiare nemmeno un vago desiderio, vinta dal raggiungimento della mitica soglia dei cinquanta, quest’anno mi sento davvero al top, e me ne vanto!   Un passo avanti e l’altro pure Le ragioni di questa positiva congiunzione astrale sono molte.…