Scrittura creativa

Firmacopie: quale dedica scrivere ai vostri lettori

Non è facile parlare davanti a un gruppo di persone che attendono contenuti preziosi. Ecco perché ho deciso di mettere a disposizione dei lettori del mio blog quanto ho imparato nella mia lunga esperienza lavorativa e di vita quotidiana.

La scorsa settimana ho presentato il video su “La storia interna e la storia intorno”, ovvero come cominciare a presentare la storia che raccontate nel vostro romanzo in modo originale.

Oggi invece parliamo di uno dei momenti più ansiogeni delle presentazioni in pubblico dei nostri romanzi: il firmacopie!

Buona lettura!

Firmacopie: quale dedica scrivere ai vostri lettori

Firmacopie

Per chi ha scritto un libro, c’è un problema che rischia di diventare ostico: quale dedica scrivere a chi lo acquista?

Durante la presentazione, c’è un momento importante e troppo spesso trascurato: quando ci chiedono, dopo aver acquistato il nostro romanzo, una dedica originale scritta apposta per loro.

Dove dobbiamo inserirla? Cosa dobbiamo scrivere e come trovare l’ispirazione giusta per non essere scontati?

Ne parlo in questo video

In questo video parlo di:

    • Come non risultare scontati

    • Quali informazioni che non potrete omettere nella dedica e perché
    • Quali accorgimenti organizzativi per gestire il momento della vendita del vostro romanzo al meglio
    • Come dedicare la giusta attenzione a chi ha acquistato il vostro libro

Niente più ansia al firmacopie!

Ora che avete visto il video, di sicuro la prossima volta che parteciperete a una presentazione non avrete più dubbi né ansia quando vi chiederanno una dedica speciale  e personalizzata.

E ora raccontate: come ve la cavate con le dediche quando è il momento del firmacopie?


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25 Comments

  • Marina

    Uh, Elena, che bella novità, questa del video: trovo che sia un’evoluzione del moderno blogging. Complimenti, sei spedita e molto naturale, cose che a me mancherebbero per mettermi davanti a una telecamera. Ora mi aggiorno con il precedente video.

    Per quanto riguarda l’argomento, hai dato consigli condivisibili, soprattutto quello di evitare la formula banale: “con affetto, amicizia, simpatia”, ecc ecc, tristi. Io ho sempre ricevuto dediche carine, che mi hanno gratificato. Ecco, una dedica deve gratificare chi la riceve. Quando ho scritto le mie, ai tempi della presentazione del mio romanzo, ho avuto solo la difficoltà di formulare all’impronta una frase originale e sentita, ma grosso modo me la sono cavata.
    Mi piace anche l’idea di chiedere alla persona: “cosa ti è piaciuto, cosa ti ha colpito di più?”, mi sembra un buon modo per avere il giusto input per una buona dedica.
    Alla prossima.

    • Elena

      Ciao Marina e bentornata. Soprattutto sono felice che tu abbia superato i problemi con la pubblicazione dei commenti . Per il resto ti ringrazio per le tue parole care, non so se sia un’evoluzione ma mi andava di provare. Per quanto mi riguarda per taluni argomenti preferisco vedere un video che leggere. E poi nella pratica si mettono in atto le idee e i suggerimenti, vale per tutti ed anche per me!
      Trovare una frase originale è difficile, ma almeno differenziare all’interno di una stessa presentazione sarebbe saggio
      Preparati perché ogni tanto ne pubblicherò qualcuno… . A presto

  • Sandra

    Io addirittura ho sbagliato a scrivere pasticciando no guarda sono terribile! Una scrittrice si era fatta fare un timbro carino di quelli che asciugano subito con tampone incorporato, io adoro i timbri e ne ho un sacco, anche con scritto GRAZIE che sarebbe perfetto ma col cuscinetto a parte, però forse ci penso a portarlo la prossima volta.

  • rosaliapucci

    Grazie Elena per questi tuoi consigli azzeccatissimi! Quando capiterà, cercherò di ricordare le tue parole. Speriamo che l’emozione non mi faccia brutti scherzi. Non amo la mia grafia, magari finirò a scrivere banalità per di più illeggibili 😀

    • Elena

      Ciao Rosalia, ehm io mi sono soffermata sui contenuti, perché se parliamo di grafia….. . Mica per niente mi sono fatta regalare la penna d’ordinanza, nella speranza di scrivere meglio! Sono felice che ti sia utile, oggi o domani, l’importante è che sia presto

  • Brunilde

    Ho letto questo post e lo prendo come un incentivo: prima bisogna arrivarci, al firmacopie !
    ( Non so perchè ma gli editori non fanno la fila per pubblicarmi…)
    Comunque, ricordo con molta simpatia una chiacchierata estemporanea con Alicia Gimenes Bartlett, alla quale mi ero avvicinata con la scusa della dedica: cominciammo a parlare fitto fitto in un misto di italiano e spagnolo e non la finivamo più! Credo che sia esattamente questo che il lettore cerca, attraverso la dedica, un contatto personale con l’autore .

    • Elena

      Ciao Brunilde, saranno editori senza gusto! . Ecco, è proprio questo che intendevo. Lasciare qualcosa di personale, lasciarsi conoscere, contattare. Chi ci legge in qualche modo vuole entrare nel nostro mondo. Basta poco. Sono assolutamente d’accordo sull’augurio, a te e a tutti noi. Dai che sto video ci porterà fortuna…

  • silvia

    Utilissimo spunto di riflessione. Nonostante io abbia fatto pochissime presentazioni, mi è capitato che alcune persone mi abbiano contattata privatamente dopo che avevano acquistato il mio libro per avere una dedica. E se le si conosce poco o per nulla, come ben dici tu, si rischia di cadere nei soliti “con stima…”, “con amicizia…”, “con simpatia…”.
    Credo che puntare sulla personalizzazione sia un’ottima risorsa, non solo per togliersi dall’impaccio ma anche in prospettiva di costruzione di una base di fan.

    • Elena

      Io non avevo dato la giusta importanza alla dedica. Invece ci sono lettori che amano collezionarle e vengono alle presentazioni apposta! Così meglio accontentarli, anche per ottenere, come giustamente osservi, una sólida base di fan. Che ti seguirá per quello che scrivi e per quello che sei. Per questo tengo molto alla presentazione, è il nostro biglietto da visita…. A volte non sono esaltanti, magari c’è poca gente o è disinteressata. Ma è l’unica occasione che abbiamo per mostrare di che pasta siamo fatti

  • Barbara

    All’estero vanno quasi di più gli eventi “firma copie” che né le presentazioni. Ovviamente l’autore firma solo le copie acquistate lì in loco (ehehe, non è un caso…). Penso agli eventi “firma copie” organizzati da Diana Gabaldon, ma forse nel suo caso le presentazioni sono pure inutili visto il marketing che le ruota intorno, piuttosto trasformano il panel in un lungo Q&A (Question & Answer, domande e risposte) col pubblico. A tal proposito, oggi ha annunciato che sarà al LivreParis a Marzo, la settimana dopo il nostro Tempo di Libri (perché Corbaccio non la invita in Italia?? E’ lì!!) Se riesco a incontrarla, studierò le sue dediche! 😉

    • Elena

      Brava Barbara, in missione speciale. Non sono molto addentro alle abitudini yankee, in effetti ora che mi ci fai pensare nei film vedo questi eventi firma copie. Ma sono per personaggi “costruiti” da un buon lancio, sono sostenuti da autentiche macchine da guerra commerciali . Inoltre siamo al top della valorizzazione del personaggio più che del libro, non trovi? Noi poveri tapini scrittori italiani, specie secondo poco conosciuti, dobbiamo proprio farci spazio tra la folla. E tentare di lasciare un segno se ci riusciamo. Non è semplice

  • Banaudi Nadia

    Ascoltato con piacere.
    Io le copie che ho firmato le ho sempre collegate al libro e alla sua dedica in prima pagina. Ho in un certo senso fatto diventare personale quella dedica generica, utilizzando il nome del lettore e il mio augurio personale.
    In effetti però non è affatto semplice e nei momenti di concitazione finale, rischia di mancare la concentrazione necessaria. In aggiunta io regalo sempre a chiunque è intervenuto un segnalibro con la medesima copertina del libro dove si trovano anche i miei riferimenti.

  • Marco Freccero

    Lo guarderò con piacere. Sono quasi precipitato nel panico quando mi hanno chiesto di firmare le copie, quando con la mia collega Morena Fanti abbiamo fatto la presentazione a ottobre. Non ci avevo pensato!

    • Elena

      In effetti Marco è successo anche a me! Si fa una presentazione, si riesce a superare la fifa, l’ansia, agitazione che sia e quando finalmente il conduttore saluta il pubblico e invita ad acquistare le copie lo scrittore si sente sollevato. Mi ricordo la mia prima volta, dissi tra me “L’ho sfangata!”. E invece… C’era ancora quell’ultimo, importantissimo scoglio. Ne ho fatto un video perché ho partecipato ad altre presentazioni e ho notato che è un momento che si trascura parecchio… Fammi poi sapere se ti è stato utile, mentore (sei tu che mi hai fatto decidere di buttarmi sui video.. , i tuoi sono proprio interessanti)

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