La formula della sicurezza in sè stessi

Sapevate che esiste una formula per raggiungere la piena sicurezza in noi stessi?

L’ha ideata Napoleon Hill nel libro, bestseller mondiale, Pensa e arricchisci te stesso.

Chi è Napoleon Hill?

La biografia alla fine del libro recita:

Napoleon Hill cominciò fin da giovane a studiare i personaggi di grande successo come Andrew Carnegie, Thomas Edison, e Alexander Graham Bell.

Diventò il più grande studioso e pensatore nel campo della scienza del successo umano.

Quest’uomo ha passato vent’anni della sua esistenza a studiare le storie degli uomini più ricchi del mondo per carpirne i segreti del successo, ricavando da esse una “formula” di cui parla in tutto il suo libro senza mai definirla!

Uno sguardo ai contenuti

Ogni capitolo è infarcito di storie riferite a personaggi veramente esistiti e che hanno costruito giganteschi imperi economici. Se non fossero storicamente esistiti, potremmo pensare ad autentiche invenzioni, tanto sono strabilianti!

Sono arrivata ad acquistare questo libro dopo aver letto un saggio di Valerie Austin sull’autoipnosi. Volevo approfondire il ruolo della mente conscia nel dirigere e influenzare l’inconscio, vero motore della nostra esistenza.

Nonostante alcuni pregiudizi iniziali, ho apprezzato la filosofia di fondo del libro di Napoleon Hill: la forza dell’atteggiamento mentale positivo, capace di farci raggiungere gli obiettivi che ci prefiggiamo.

Come? Semplicemente raccontandoceli con sistematica costanza, giorno dopo giorno.

La formula della sicurezza in sè stessiOgni nuova impresa richiede una buona dose di sicurezza: un un uovo romanzo, un nuovo lavoro, una nuova relazione.

Napoleon Hill sostiene di aver trovato la formula per ottenerla e ho pensato di racontarvela.

Magari funziona 😆

Seguendo la pista tracciata dal post a propostio del ruolo che la fiducia in noi stessi svolge in relazione alla scrittura, eccomi a parlare di sicurezza e di come utilizzarla per realizzare i nostri più profondi desideri.

La formula della sicurezza in sé stessi

Primo enunciato

So di avere la capacità di realizzare l’obiettivo preciso che mi sono posto per la mia vita; perciò esigo da me stesso un’azione costante e tenace verso la sua realizzazione e prometto qui e ora di impegnarmi ad agire.

Secondo enunciato

Sono consapevole del fatto che i pensieri dominanti della mia mente si riprodurranno in azioni esterne tramutandosi gradualmente in realtà concreta, perciò concentrerò i miei pensieri per trenta minuti al giorno sulla persona che intendo diventare, creando di conseguenza dentro di me una chiara immagine mentale.

Terzo enunciato

So che, per il principio dell’autosuggestione, qualsiasi desiderio mantenga tenacemente nella mia mente finirà per trovare espressione pratica in qualche modo, perciò dedicherò dieci minuti al giorno a esigere da me stesso lo sviluppo della sicurezza in me stesso.

Quarto enunciato

Ho descritto chiaramente a parole lo scopo principale della mia vita e non smetterò mai di provare a realizzarlo, finché non avrò sviluppato abbastanza sicurezza in me stesso per riuscirci.

Quinto enunciato

Mi rendo perfettamente conto che non si può mantenere nel tempo nessuna ricchezza o privilegio che non sia fondata sulla verità e sulla giustizia, perciò non mi dedicherò mai a nessuna transazione che non vada a beneficio di tutti coloro che ne sono coinvolti.

Riuscirò ad attrarre verso di me le forze che voglio usare e la collaborazione di altre persone. Le convincerò a servirmi perché sarò disposto io stesso a servire loro.

Eliminerò l’odio, l’invidia, la gelosia, l’egoismo e il cinismo sviluppando un amore per l’umanità, poiché so che un atteggiamento negativo verso gli altri non potrà mai portarmi al successo.

Indurrò gli altri a credere in me, perché io crederò in loro e in me stesso.

Firmerò e scriverò il mio nome sotto questa formula, impegnandomi a ricordarla e a ripeterla a voce alta una volta al giorno, fiducioso nel fatto che influenzerà gradualmente i miei pensieri e le mie azioni fino a farmi diventare una persona di successo e sicura di sé.

Perché la formula è verosimile

Vi starete chiedendo se ho provato ad applicare la formula su di me.

Prima di svelarvelo, vorrei sottolineare un aspetto che trovo interessante; questi enunciati si fondano sul principio dell’autosuggestione, qualcosa di simile all’ipnosi o al magnetismo di Mesmer.

Tutti conosciamo il potere della parola e dell’autosuggestione, perché lo proviamo su noi stessi ogni giorno.

Quando ci “carichiamo” per riuscire a portare a termine una pagina del nostro scritto o un obiettivo sul lavoro o un’impresa sportiva, ci motiviamo o motiviamo gli altri usando parole incoraggianti e positive.

Al contrario, siamo capaci di demolire l’umore di un nostro avversario rivolgendogli parole demotivanti e deprimenti, solo per metterlo al tappeto.

Le parole di Hill sono molto vicine al nostro quotidiano, appaiono credibili.

La formula e me

Ci ho messo molta parte della mia vita a capire realmente cosa volessi diventare tra le molte immagini di me che avevo in testa.

Forse è questa la ragione per cui ho perso del tempo e non sono diventata ricca sfondata come i casi studio del nostro Napoleon Hill :mrgreen:

Ciò non significa che io non dedichi parte della mia giornata a focalizzare i miei obiettivi e a motivarmi per raggiungerli.

Chi mi conosce sa che ho molte iniziative da portare avanti ed esse richiedono energia e determinazione.

L’autosuggestione non mi ha ancora tolto completamente la paura di non essere all’altezza dei compiti che mi sono assegnata, duqnue sono consapevole che sulla strada della sicurezza in me stessa ho ancora qualche passo da fare.

Ma di certo so una cosa: tutto ciò che sono diventata me lo sono conquistato.

L’ho creato e ottenuto senza danneggiare gli altri e rafforzando i miei talenti.

Alla fine mi sono fatta l’idea che la sicurezza non sia qualcosa che si acquisisce una volta per tutte ma si apprenda mano a mano che cresciamo e ci rafforziamo nell’ambito in cui vogliamo esercitarla.

Ciò che è importante è il modo in cui ci approcciamo a noi stesse: se abbiamo fiducia nelle nostre intuizioni e nei mezzi che abbiamo a disposizione, allora anche la sicurezza sarà al nostro fianco.

E ci impedirà di abbatterci quando qualcosa va storto.

Una delle caratteristiche delle occasioni è che che hanno la dispettosa abitudine di entrare di soppiatto dalla porta sul retro, e spesso giungono mascherate da sfortune o sconfitte temporanee. Forse è per questa ragione che molti non le riconoscono.

Noi cerchiamo di non perderle di vista 😉

Siete d’accordo con questa visione della sicurezza?
Quanto vi sentite sicure o sicuri di voi nella vostra vita quotidiana?

 

Commenti

  1. Ma questo è il manifesto del My Peak Challenge!! Ah no, però è uguale!! 😀 😀 😀
    Sono sicura? No, sono incosciente, è diverso!
    Scherzi a parte, ho vissuto per i primi trent’anni abbondanti della mia vita a stretto contatto con persone estremamente insicure. Tutto andava continuamente storto, il bicchiere era sempre mezzo vuoto. E come dici tu, avere nelle orecchie messaggi negativi continui ha purtroppo un effetto davvero deleterio, devastante. I bicchieri sono sempre mezzi vuoti. Sono fermamente convinta che l’insicurezza latente in molti di noi derivi dagli insegnamenti che si ricevono nei primi anni di vita. Ora ho solo il rammarico di non essermene andata via prima.
    Sono dunque sicura adesso? No, perché non esiste la sicurezza totale (il rischio non è mai nullo per definizione). Diciamo piuttosto che conosco le mie probabilità ed ho il coraggio (o l’incoscienza, dipende dai punti di vista) di accettare il rischio. Ma soprattutto la fatica. Superare i propri limiti (e insicurezze) richiede una fatica boia.
    Allenarsi tre volte a settimana è una fatica boia. Superare un NaNoWriMo è una fatica boia. Scrivere un racconto o un romanzo è una fatica boia. Togliere lo zucchero dalla tavola è una fatica boia. Però i risultati arrivano, pian pianino, ma arrivano. La gente vede solo i risultati, mica mette in conto la fatica!

    1. Eh certo Barbara, la fatica che c’è dietro a ogni piccola grande conquista non si nota ma è ciò che la rende possibile. Credo che la chiave sia proprio nei messaggi positivi che dobbiamo comunicarci per sostenerci. Se non ci pensiamo noi, chi può farlo? La sicurezza, come sai bene, arriva quando accetti i tuoi limiti e lavori per superarli. Magari non in altezza, ma scavalcando i muri diventiamo più forti. Oggi è il tuo giorno speciale. Auguri cara Barbara dal blog e da tutte le Volpi!

  2. Una volta mi affidavo a questi manuali. Era un momento un po’ particolare della mia vita, direi difficile. Avevo bisogno di un incoraggiamento, e vedevo in questi libri una speranza, una via d’uscita. Oggi invece tendo a guardarli con un sorriso bonario, pur riconoscendo che molta parte di quello che testimoniano è vero.
    Io mi porto dietro da sempre un bel po’ di insicurezza. Credo dipenda dal fatto di non essere stata particolarmente gratificata dai miei genitori.
    Ho ancora oggi bisogno di conferme. Quando arrivano, sento di essere più forte, ma il senso di insicurezza, che si sovrappone a volte al mio atteggiamento spavaldo (:-), affiora qua e là.

    1. Ciao Luz, bentornata. C’è una bambina bisognosa di attenzione in ciascuna di noi. Ci sono molti modi con cui tenta di attirarla, quello che mi riguarda sono i capricci, le bizze e … l’insicurezza. Ho cercato per molto tempo di sostituirla con qualcosa di più funzionale poi ho deciso di accettarla. Sono me, sono fragile e forte nello stesos momento. Sicura e insicura, decisa e tentennante. Dipende. Da molti fattori. Anch’io quando gìho scaricato questo mauale ho sorriso, anzi, l’ho irrisio. Ma sai che c’è di buyono in quello che sto leggendo? Che mi fa pensare a queste parti di me che hanno bisogno di attenzione. Per lo psicanalista, se ne conoscete uno buono… 😀

  3. In camera, di fronte al letto, ho appeso un semplice foglio A4 con su scritto a caratteri cubitali “Per aspera ad astra”. E’ la prima cosa che leggo quando apro gli occhi, al mattino, e l’ultima quando chiudo il libro che sto leggendo, la sera, lo appoggio sul comodino e mi metto a dormire.
    Me lo ripeto con ferma convinzione quando un nuovo insuccesso mi tira una mazzata psicologica, quando realizzo che la strada per raggiungere l’obiettivo di turno è ancora lunga e pure complicata, quando in sella alla bici l’acido lattico mi fa dolere i muscoli delle gambe, i polmoni mi bruciano per l’abuso che ne sto facendo e non riesco ancora a scorgere la fine della salita.
    Poche volte questo metodo non mi ha permesso di arrivare in fondo, ma a sua discolpa devo ammettere che ero troppo cotto per farcela.
    Il potere dell’autosuggestione non è da sottovalutare. Gasarsi aiuta davvero. Gli obiettivi però devono essere realistici, è sottinteso.

    1. MIo caro Calogero, credo che se Napoleon Hill fosse ancora vivo ti rubrerebbe la tips. Ecco un esempio concreto del potere dell’autosuggestione (io mi fermo all’auto ipnosi, ma alla fine è lo stesso :D). In fondo è come la preghierina della sera: solo che invece di affidarsi a qualcun altro ci affidiamo a noi stessi. Spesso penso che non abbiamo bisogno di molti altri alleati. Anche eprché di affidabili in giro ce ne sono proprio pochi. Buona fortuna e Per angusta ad augusta!

  4. Grazie Elena per avermi fatto riflettere su un argomento importante. Un tempo, nella mia prima vita, ostentavo una sicurezza che non c’era e che sfociava in quella specie di arroganza di cui parla Nadia; la chiamo sicumera, un atteggiamento che non mi piace per nulla se lo intravvedo negli altri.
    Oggi, dopo un percorso di maturazione, preso consapevolezza di pregi e difetti, mi sento sicura se pronta per raggiungere un traguardo, insicura se trascuro certe cose. La cosa più importante credo sia provare indulgenza per sé, accettando le sconfitte con serenità Non so se si tratta di si sicurezza, oggi sono soddisfatta della strada fatta 😉

    1. Cara Rosalia, il tuo commento mi ha fatto tornare in mente un pensiero che di tanto in tanto mi viene a trovare: io e le mie vite plurime. Eh già, come te anch’io ho la sensazione di aver vissuto più di una vita. Certe volte mi volto indietro e vedo un’altra persona, unìaltra me, così diversa che faccio fatica a riconsocerla. Eppure sono io e il mio compito è quello di non dimenticare o rimuovere nessuna delle parti che in questo tempo sono emerse in superficie, insieme a tutte quelle che ancora emergeranno. Credo innanzitutto che riconoscerle sia stata per me una ofrmza di rafforzamento della mia identità e dunque della mia sicurezza. In fondo ho fatto molte cose, non tutte come avrei voluto, ma accidenti. Quanta strada! Di sicuro avrò imparato qualcosa. Ecco, una delel cose da ricordarsi insieme a quelle descritte nella’rticolo la sera, prima di addormentarci: ringraziare per essere arrivate fino a qui. Buona serata cara

  5. Sono principi condivisibili, che sicuramente fanno crescere e aiutano la focalizzazione. Sono sicura di me? Credo di sì… ah, ma se lo dico così forse significa che no! Scherzi a parte, l’ultimo decennio è stato di evoluzione per me, e nel pacchetto ho trovato anche una certa consapevolezza che i miei limiti sono elastici, molto più di quanto pensavo. Anche questa mi sembra una forma di sicurezza. 🙂

    1. Certe consapevolezze Grazia meritano un brindisi col botto! Quando arriva quella consapevolezza di cui parli è smepre una festa. E sentirti rispondere con una certa sicurezza: sì, io sono sicura di me è fantastico. L’obiettivo di ogni essere umano senziente. Quella sui limiti elastici poi è geniale. Certo mi lasci la curiosità di conoscere la TUA formula per la sicurezza, quella che negli ultimi dieci anni ti ha fatto “evolvere”. Muoro se non me la racconti 😀

  6. essere consapevoli di riuscire a portare a termine gli obiettivi prefissati è molto importante. Consapevolezza dei propri mezzi e capacità, tenacia nel inseguire i propri scopi questa è quello che chiamo sicurezza. Non basta mettersi davanti allo specchio e ripetere qualche formuletta di autosuggestione. Secondo me dire ‘ se ci riesce il vicino, perché non dovrei riuscirci anch’io?’

    1. Certo la determinazione è importante. Ma prima occorre consapevolezza che parte da noi. Non si tratta di formulette ma di suggestioni positive che sono utili a cambiare il nostro modo di vedere le cose e noi stessi. Invece la tua formula finale non l’avevo mai considerata. Funziona?

  7. Proprio oggi leggo il rapporto Censis sulla sfiducia degli italiani,la cui frustrazione e rancore hanno portato a livelli di cattiveria e aggressività come mai prima d’ora, con le conseguenze che vediamo. Certo, è qualcosa di generale e diffuso.
    Individualmente,pensare positivo,rafforzare il proprio carattere e la propria autostima è importante.
    Ma è molto dura…

    1. Cara Brunilde, quel rapporto nasconde l’impoverimento materiale delle persone che non può che avere conseguenze anche sul piano culturale. La più grande fonte di insicurezza è un reddito insufficiente. La cattiveria e l’ostilità che misuriamo ogni giorno viene da qui. Nessuno lo nota, nessuno lo denuncia, molti lo cavalcano. Hai ragione tu : sicurezza (ed emancipazione) dipendono da noi. Ma è un lungo cammino. È bello sapere che su questa strada ci sono molte belle persone. Buona domenica

  8. Bellissimo post, Elena. Faccio mio il secondo enunciato soprattutto nella parte sui pensieri dominanti nella mente, perché noto che le persone negative hanno sempre pensieri dominanti negativi e alla fine le cose girano male.
    Tipo mia mamma ora, sta andando a ritirare nuovi occhiali dall’ottico “speriamo vadano bene” boh, abbiamo lo stesso ottico, e non ho mai avuto il dubbio che non dovessero andare bene, ma lei in ogni cosa trac l’elemento disturbo.

    Mi sento spesso insicura e certo è colpa mia, ma allo stesso tempo vedo che ci sono altri che non so pare si divertano a mettermi in difficoltà a mettermi alle strette con la loro pressione che fa vacillare le mie già scarse sicurezze.

    Chiaramente ai 50 tutto ciò non è più ammissibile, CHANGE IS POSSIBLE

    1. Mentre leggevo mi è apparsa tua madre titubante con gli occhiali in mano per trovare qualche difetto nascosto . Trovo che l’esempio sia molto calzante. Ci sono sono persone che problematizzano tutto, hanno sempre dubbi, sono eternamente insicure di ciò che vogliono e si ciò che le aspetta. L’arroganza è il suo contrario, come avverte Nadia. Anch’io credo che i nostri pensieri dominanti creino la nostra realtà. Se non avessi creduto e immaginato fortemente ciò che desidero non l’avrei mai ottenuto. Ma credimi, non è un caso che certe riflessioni vengano fuori a una certa età. È il tempo dei bilanci ma anche dei riconoscimenti a noi stesse. E se serve, dei cambiamenti. In fondo, se è vero che si è vecchi dopo i 75 anni noi siamo delle ragazzine

  9. Quello della sicurezza è un argomento delicato. A volte sfocia addirittura nell’arroganza, altre in una debolezza tale da sembrare osteoporosi. Averne l’equilibrio e la giusta visione come ogni altra cosa nella vita è il punto focale.
    Spesso per sentirmi sicura faccio luce dentro di me, questo nel tentativo di seguire il mio intento e qualunque sia poi il risultato darmi meriti e colpe in assoluta serenità. Di solito cerco di non mettermi in situazioni che mi rendano insicura, altro sistema per non intaccare la mia autostima sempre altalenante. Ma poi, come tutti, mi infilo una maschera e mi atteggio a quella che sa cosa sta facendo… a volte mi riesce, altre no.

    1. Certo non mettersi in condizioni in cui “testare” la propria insicurezza è una buona strategia difensiva ma non è sempre possibile. Inoltre mi chiedo se sia utile a superare un nostro limite. L’idea di dialogare con noi stesse per rafforzare le nostre abilità mi piace molto. Anche fare luce è un modo per comprendere i nostri punti di forza. Per quanto mi riguarda, ciò che funziona meglio è ripetermi ciò che so fare e chi sono. A volte tendiamo a dimenticarlo perché intorno a noi molti giocano a farci traballare. Superare gli ostacoli poi è il miglior esercizio. Non trovi Nadia?

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