Narcisista
Crescita personale,  Speaker's Corner

Ho incontrato un narcisista

 

Sarà capitato anche a voi di incontrare un narcisista, almeno qualche volta.
Almeno il dubbio di avercelo davanti.

Io l’ho incontrato e l’ho guardato in faccia.

Mi faceva una certa rabbia, con quella sua aria saccente, sicura e infallibile.

Il narcisista ha sempre il quadro della situazione, sa come muoversi e come devono essere fatte le cose.

Non ci sono spazi di mediazione, lui pensa che le cose vadano fatte in un unico modo, quello che piace a lui, che ha già sperimentato, che funziona.

Il suo.

Se ha ragione ha ragione, punto.

Se poi vuoi buttar all’aria un’intera giornata inutilmente, per tentare di convincerlo che esiste anche un altro punto di vista, fai pure, ma non ce la farai mai.

 

Ho incontrato un narcisista

 

Il narcisista è uso alle obiezioni. Solo che le respinge sul nascere perché riesce a convincerti che la cosa migliore è quella che indica lui.

Ti spiegherà sempre che hai torto, o, nella migliore delle ipotesi, che stai omettendo un aspetto della situazione che lui ti ha appena fatto notare e che, se mai riuscirai a comprenderlo, ti porterebbe immediatamente alla piena conoscenza, che lui ovviamente ha già raggiunto.

Se invece non ci arrivi e malauguratamente lo ammetti, ti guarda con un’aria di sufficienza come se avesse pestato una busa.

Si sta chiedendo

 

Ma perché non ci arrivi?

 

o qualcosa del tipo

 

Non c’è niente da fare, sei troppo stupida per capire

 

E tu, perché diavolo ti accanisci a provarci? Fidati, no?

Fidati di lui, che lui sa. Devi solo lasciarti andare alla sua saggezza.

 

Il narcisista non ha bisogno di una relazione vera con le persone

 

Fortunato com’è, non soffrirà mai perché non può ‘affezionarsi’. In fondo non è che le persone abbiano molto da offrirgli.

Se poi è uno che scrive, può darsi che lo faccia unicamente per una sorta di onanismo, per soddisfare se stesso.

Se poi piace agli altri bene, altrimenti, il problema siete voi che non avete capito un accidenti.

Poiché da valore solo a se stesso, l’altro da sé, il secondo della relazione, non ha motivo di esistere se non nella misura in cui rinforza il suo ego.

 

Quando incontri un narcisista hai subito la sensazione di essere lì solo per lui, in funzione di lui, servi a mettere in luce le sue capacità o a smussare i suoi difetti.

 

L’egoriferito ti adopera come un suo specchio, e se l’immagine che riflette non è gradita, allora ti scarta.

 

Bisogna saperlo e avvicinarsi con cautela, per non farsi troppo male.

 

E’ convinto di avere stoffa da vendere

 

Ha passato larga parte della sua vita a perfezionarsi nel campo in cui desidera eccellere: nella bellezza, nell’eleganza, nella scrittura, nella sua professione.

Gli è necessario perché il narcisista ha bisogno di sentirsi il migliore.

Sa che non può riuscire in tutti i campi per questo vuole eccellere in uno specifico e su quello vuole sapere tutto, controllare tutto.

Anche le scatole le rompe alla grande ma sempre in modo specifico, speciale.

Avendo messo tanta della sua energia nel raggiungimento della perfezione in ciò che fa l’egoriferito non ha tempo per la creatività e stenta a riconoscerla negli altri.

Naturalmente è convinto del contrario, non c’è niente da fare, non lo schioderete.

 

Ha un’alta opinione di sé

 

E’ rigoroso e inflessibile, ma ha bisogno che tali abilità gli siano riconosciute dagli altri.

Lui è convinto di bastare a se stesso, in realtà ha un disperato bisogno di qualcuno che lo osservi.

Talvolta capita che si senta attratto da qualcuno che considera speciale, e arriva perfino a idealizzarlo.

Poi si ritrova con cocenti delusioni, su questo è molto simile a noi comuni mortali.

 

Vi dicevo che io, uno così, l’ho incontrato davvero

 

Quando mi è parso di vederlo, alle prese con quel suo ego gigantesco, alla fine mi ha fatto tenerezza

Da tanto presuntuoso che sembrava ho cominciato a vederne la fragilità, il disagio, la sofferenza.

 

Eh sì perché il narcisista ha bisogno di avere successo e di essere riconosciuto e quando ciò non capita crolla e si dispera.

 

Forse vi siete fatti l’idea che sia un individuo vanitoso, presuntuoso, apparentemente sicuro di sé.

Non è così.

Per esserci vanità o presunzione deve esserci stima di sé.

L’egoriferito non ha questa fortuna, è un essere fragile che si arrampica con fatica sui pendii della sua triste esistenza.

 

Perciò non giudicatelo duramente.

 

Quando incontrate un narcisista guardatelo con affetto e comprensione.

 

Sta combattendo la battaglia più dura, quella contro se stesso.

 

Anche lui ha il suo punto di rottura. E quando lo raggiunge, va in mille pezzi.

 

Terrorizzato da se stesso, ama ammirarsi ma non guardarsi a fondo, potrebbe vedere.

Perciò siate gentili.

 

Perché domattina, quando vi sciacquerete via dal volto l’abisso del vostro subconscio che è riaffiorato durante la notte, potreste scorgerlo tra i vapori sul vostro specchio.

Non cancellate quell’immagine, riconoscetela e amatela.

 

L’unica cosa che può davvero sradicare un Narciso dal suo duro terreno è l’amore.

 

E voi, regalateglielo…..

 


 

ndr: non sono una psicanalista, psico – altro, ma credo che ci siamo capiti lo stesso 🙂

 


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accoltigil
7 anni fa

PENSO CHE NARCISISTI LO SIAMO UN PO TUTTI A COMINCIARE DA ME,SOLO CHE IO LO DICHIARO APERTAMENTE,ALTRI LO SONO MA NON LO DICONO , I SOCIAL OGGI HANNO CENTUPLICATO GLI SPECCHI,E SIAMO UNA GRAN MOLTITUDINE A FARNE USO E TALVOLTA ABUSO.

eletta senso
7 anni fa

https://tranellidiseta.blogspot.com/2012/09/lo-scrittore-narciso-paolo-di-stefano.html
Ora che sono meno stropicciata dal sonno ti ho cercato il link. Risale al 2012 e fa riferimento a un articolo apparso sul Corriere.
Ciao bella
Eletta Senso

elettasenso
7 anni fa

Proprio ieri parlavo con un’amica dei ” narcisisti” più diffusi di quanto si creda. Come sempre é una questione di misura. Quindi d’accordo con alcuni interventi precedenti: A – siamo tutti narcisisti B- chi scrive è un narcisista .
Poi c’è la patologia. Da curare.
Eletta

elettasenso
Rispondi  Elena
7 anni fa

Ho avuto un compagno affetto da questo disturbo e ho avuto la restituzione da parte dello psichiatra che lo aveva in cura. Quindi ne ho, anche se in parte, conoscenza.

Ho conosciuto diversi scrittori e scrittrici e scrivo anche io, non solo nei blog ( ho pubblicato libri cartacei non con il mio nickname quindi inutile cercarmi ).

Narciso si specchiava nell’acqua innamorato della propria immagine fino a morirne. C’è chi, scrivendo, si specchia nel plauso che riceve e di questo si nutre. C’è chi scrive perché non può fare altro, perché la scrittura è il suo modo di emanare, depositare, comunicare, lasciando tracce indipendentemente dal plauso.

Dicevo l’altro giorno a un amico: Se volessi pubblicherei domani. La proliferazione del self pubblishing non è che una faccia della medaglia. Possibile che oggi tutti scrivano e non sono felici se non hanno il loro nome su una copertina digitale o cartacea?
Riflessioni buttate lí, di prima mattina ancora stropicciata dal sonno. Quindi sintetiche, opinabili, discutibili…
Avevo scritto un pezzo sugli scrittori e il loro ego. Magari lo cercherò e integrerò questo commento con un link.
Ciao e buona giornata
Eletta

elettasenso
Rispondi  Elena
7 anni fa

Ti avevo risposto con un link che proprio di questo trattava. Era un post del 2012 che si riferiva a un articolo apparso sul Corriere. Esaustivo. Ora troppo lungo riprendere il tema, argomentare con la giusta serietà, documentare e spiegare. Buon pomeriggio 🙂

elettasenso
Rispondi  Elena
7 anni fa

Basta saperlo. Per chi scrive come me da anni, a volte, è semplicemente comodo riprendere un link che già ha sviluppato in tempi precedenti l’argomento. Non è per ricevere visite, non è nel mio stile. Inutile
sprecare energie su temi sui quali si è già scritto. Tutto ritorna. I temi, gira e rigira, si ripropongono.

Daria
7 anni fa

Una descrizione perfetta 🙂
Ho incontrato un narcisista una volta (più di uno, credo, ma uno in particolare rientra perfettamente nella tua descrizione) e ci ho messo un po’ a identificarlo come tale: prima ci ho pianto e sofferto e sbattuto contro, poi un pezzetto alla volta nella mia testa l’ho smontato e mi è rimasto in mano davvero niente, mi si è sbriciolato tra le dita. Ciò che mi ha sorpreso è che dopo di lui, la passione per i narcisisti si è spenta e ora li identifico a distanza, appena cominciano a parlare, e, come dici tu, sorrido e gli faccio una carezzina sulla testa, perché mi sembra che siano di fondo molto tristi e privi di amore (e il mondo è, dannazione, così bello e amabile!). Mi domando però se davvero vadano amati: credo non comprendano davvero la lingua dell’amore, pur credendo spesso di padroneggiarla e conoscerla (di solito nelle forme idealizzate dell’arte e della poesia), e quindi non sappiano interpretare uno sguardo o un gesto d’amore come tale, e lo disprezzino quando lo ricevono. Quindi non lo so, personalmente ne sto lontana e sorrido a distanza nel guardarli disperarsi per raggiungere una perfezione astratta e vuota.
Recupero qualcosa dai commenti: tutti gli scrittori sono narcisisti, o ancora tutti siamo un po’ narcisisti. Potrebbe anche essere vero, ma alla fine della giornata, qualunque cosa facciamo, ci guardiamo allo specchio e siamo sempre noi stessi, e possiamo chiederci se abbiamo cercato di sminuire qualcuno per apparire migliori, se abbiamo criticato ingiustamente qualcuno senza conoscerlo per farci più belli davanti ad altri, se abbiamo donato una parola buona invece che una cattiva, e questo è forse l’antidoto. Per la scrittura vale esattamente lo stesso.

rodixidor
7 anni fa

Tutti quelli che scrivono sono narcisisti.

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